Martedì 5 Maggio 2015
Giovanni 14, 27-31°
n quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».
Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,5: FF 1192
1192 5. Nel tempo in cui il Santo giaceva malato a Rieti, portarono da lui, steso su un letticciuolo, un canonico, di nome Gedeone, vizioso e mondano, colpito da una grave malattia . Il canonico lo pregava piangendo, insieme con i presenti, di benedirlo col segno della croce. Ma il Santo gli replicò: “ Come potrò segnarti con la croce, se finora sei vissuto seguendo gli istinti della carne, senza timore dei giudizi di Dio? Ad ogni modo, per la devozione e le preghiere di queste persone che intercedono per te, ti benedirò col segno della croce in nome del Signore. Tu, però, sappi che andrai incontro a castighi più gravi, se una volta guarito, tornerai al vomito. Perché il peccato di ingratitudine si merita sempre punizioni peggiori delle prime ”. Appena ebbe tracciato su di lui il segno della croce, colui che giaceva rattrappito si alzò risanato e, prorompendo nelle lodi di Dio, esclamò: “ Sono guarito! ”. Le ossa della sua schiena scricchiolarono, come quando si rompe legna secca con le mani: furono in molti a sentire. Ma costui, passato un po' di tempo, si dimenticò di Dio e si abbandonò di nuovo alla impudicizia. Ebbene, una sera che era andato a cena in casa di un altro canonico e vi era rimasto per passare la notte, improvvisamente il tetto della casa crollò. Ma, mentre tutti gli altri riuscirono a sfuggire alla morte, solo quel misero fu sorpreso e ucciso. Per giusto giudizio di Dio l'ultima condizione di quelI'uomo fu peggiore della prima, a causa del peccato d'ingratitudine e del disprezzo di Dio, giacché è necessario essere grati per il perdono ricevuto, e il delitto ripetuto dispiace doppiamente
COMMENTO
Prima di lasciare i discepoli stretti attorno a Lui, Gesù fa loro un dono preziosissimo, che è come una lampada che brillerà nel buio e nella tenebra della sua assenza: la pace. La pace che aveva donato loro Gesù non era simile a nulla di quanto avessero mai provato prima di allora. La pace del mondo, a cui forse anch’essi avevano agognato fino ad allora, era un periodo di prosperità e di libertà per tutto il popolo vessato ormai da anni dalla dominazione romana. Ma la vera pace si sperimenta quando si sta in armonia con Dio. L’episodio della vita di S.Francesco ci fa capire il valore del Regno dei Cieli: esso è qualcosa per il quale Dio richiede tutto di noi. I Santi sono coloro che, fidandosi ciecamente delle promesse di Dio, non hanno esitato a perdere tutto e a sacrificare per Lui le cose più importanti della loro vita , hanno fatto sacrifici per raggiungere la promessa fatta loro.
PREGHIERA
Dopo la tua vittoria, Signore, non dovremmo più conoscere il turbamento e la paura. Tuttavia ci è difficile vivere nella tua pace, che sembra incompatibile con la nostra angoscia. Facci prendere sul serio la tua promessa, per approdare finalmente a quella sicurezza che nasce dall’amore vero del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

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