venerdì 31 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 1 Aprile 2017


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 91

SABATO 1 APRILE 2017

Gv 7,40-53
Il Cristo viene forse dalla Galilea?

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. 
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». 
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

Parola del Signore


Vita Seconda di Tommaso da Celano 725
Aveva predicato una volta al popolo di Terni ed il vescovo della città, mentre alla fine della predicazione gli rivolgeva parole di elogio davanti a tutti, si espresse così: "In questa ultima ora Dio ha illuminato la sua Chiesa con questo uomo poverello e di nessun pregio, semplice e senza cultura. Perciò siamo tenuti a lodare sempre il Signore, ben sapendo che non ha fatto così con nessun altro popolo ".

Udite queste parole, il Santo accettò con incredibile piacere che il vescovo lo avesse indicato spregevole con parole tanto chiare, ed entrati in chiesa, si gettò ai suoi piedi, dicendo: "In verità, signor vescovo, mi hai fatto grande onore, perché mentre altri me lo tolgono, tu solo hai lasciato intatto ciò che è mio. Hai separato, voglio dire, il prezioso dal vile, da uomo prudente come sei, dando lode a Dio e a me la mia miseria".

MEDITAZIONE
Gesù è venuto da Dio per vincere il male per mezzo dell’amore. La sua vittoria si è compiuta sulla croce.
La sua vittoria non cessa di compiersi in noi, passando per la croce. Dobbiamo osservare la scena del mondo attuale alla luce del processo a Gesù e del dibattito suscitato dalla sua persona, quando viveva e compiva la sua missione in Palestina. Siamo capaci di percepire Gesù e il suo insegnamento nella Chiesa? Siamo capaci di vedere Gesù nei poveri e nelle vittime della terra? Diceva Francesco: "" Presso Dio non vi è preferenza di persone e lo Spirito Santo, ministro generale dell'Ordine, si posa ugualmente sul povero e il semplice"". Così è per tutti gli uomini.

PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, Tu hai voluto nascondere la tua dignità di messia presentandoti come un uomo della Galilea, perchè potessero riconoscerti soltanto coloro che sanno andare al di là delle apparenze. Liberaci dai pregiudizi che ci impediscono di prestare orecchio alla tua parola. Non permettere che ci leghiamo a un'interpretazione troppo ristretta del tuo messaggio e rivelaci la tua eterna novità. tu, il Verbo di Dio, che vivi nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




giovedì 30 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 31 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 90

VENERDI' 31 MARZO 2017

GIOVANNI 7, 1-2.10.25-30
Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora giunta la sua ora.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». 
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». 
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Parola del Signore

+Vita Seconda di Tommaso da Celano 724
Di tutte le virtù è custode e decoro l'umiltà. Se questa non è messa come fondamento dell'edificio spirituale, quando esso sembra innalzarsi si avvia alla rovina.

Francesco ne era provvisto con particolare abbondanza, affinché non mancasse nulla ad uno già ricco di tanti doni. Nella stima di sé non era altro che un peccatore, mentre in realtà era onore e splendore di ogni santità. Sulla virtù delI'umiltà cercò di edificare se stesso, per gettare un fondamento secondo l'insegnamento di Cristo. Dimentico dei meriti, aveva davanti agli occhi solo i difetti, mentre rifletteva che erano assai più le virtù che gli mancavano di quelle che aveva. Unica sua grande ambizione, diventare migliore in modo da aggiungere nuove virtù, non essendo soddisfatto di quelle già acquisite.

Umile nel contegno, più umile nel sentimento, umilissimo nella propria stima. Da nulla si poteva distinguere che questo principe di Dio aveva la carica di superiore, se non da questa fulgidissima gemma, che cioè era il minimo tra i minori. Questa la virtù, questo il titolo, questo il distintivo che lo indicava ministro generale. La sua bocca non conosceva alcuna alterigia, i suoi gesti nessuna pompa, i suoi atti nessuna ostentazione.

Pur conoscendo per rivelazione divina la soluzione di molti problemi controversi, quando li esponeva metteva innanzi il parere degli altri. Credeva che il consiglio dei compagni fosse più sicuro ed il loro modo di vedere più saggio E affermava che non ha lasciato tutto per il Signore, chi mantiene il gruzzolo del proprio modo di pensare. Infine, per sé preferiva il biasimo alla lode, perché questa lo spingeva a cadere, la disapprovazione invece lo obbligava ad emendarsi.

MEDITAZIONE
Che cosa abbiamo fatto per introdurre nella vita sociale e politica dei nostri paesi, che conoscono il Vangelo da secoli, i principi dell’amore del prossimo? Non meritiamo forse il rimprovero di Gesù, perché non osserviamo la legge divina, perché uccidiamo e nuociamo agli altri? Impariamo l'umiltà e la carità da Francesco: sono queste virtù che portano alla giustizia e producono amore. Francesco "affermava che non ha lasciato tutto per il Signore, chi mantiene il gruzzolo del proprio modo di pensare. Infine, per sé preferiva il biasimo alla lode, perché questa lo spingeva a cadere, la disapprovazione invece lo obbligava ad emendarsi" . FF724. Uno sguardo rivolto al cielo costituisce la migliore indagine per comprendere la fonte della nostra salvezza.

PREGHIERA
Signore Gesù, Tu non hai esitato ad affrontare il pericolo per insegnare nel tempio e rendere testimonianza a Colui che ti aveva mandato. Aiutaci a non tirarci indietro anche quando sentiamo l'ostilità crescere intorno a noi, e donaci la libertà interiore necessaria per svolgere la nostra missione fino all'ora stabilita da te, che sei la nostra forza e il nostro liberatore nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




mercoledì 29 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 30 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 89
GIOVEDI' 30 MARZO 2017
GIOVANNI 5, 31-47 
 In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
Parola del Signore.
+Vita Seconda di Tommaso da Celano 723
In questo modo Francesco aveva rifiutato ogni gloria che non sapesse di Cristo e aveva inflitto un ripudio radicale al plauso umano. Ben sapeva che il prezzo della fama diminuiva quello segreto della coscienza; e sapeva pure che non è minore perfezione custodire le virtù acquisite che acquistarne delle nuove.

Ahimé! per noi invece la vanità è stimolo maggiore della carità ed il plauso del mondo prevale sull'amore di Cristo. Non distinguiamo gli affetti, non esaminiamo di che spirito siamo. Pensiamo che sia voluto dalla carità ciò che invece è frutto solo di vanagloria. Pertanto se abbiamo fatto anche solo un po' di bene, non siamo in grado di portarne il peso, ce ne liberiamo del tutto durante la vita e così lo perdiamo nel viaggio verso l'ultimo lido. Sopportiamo pazienti di non essere buoni, ma non ci rassegniamo a non sembrarlo né a non essere creduti tali. Così viviamo completamente nella ricerca della stima degli uomini, perché non siamo altro che uomini.
MEDITAZIONE 
Chi non ha in sé l’amore di Dio non capisce le Scritture che parlano dell’amore tra il Padre e il Figlio, comunicato agli uomini. Queste parole di Gesù fanno venire alla luce le nostre non poche resistenze. All’origine della nostra incredulità religiosa, c’è il male radicato nell’uomo, che cerca la gloria dagli altri o dalle cose, i nuovi idoli, invece che da Dio. Non si può credere in Dio e affidarsi al suo amore di Padre, cercando in sé o in altri la propria identità. Gesù non accusa nessuno: resta sempre la porta aperta per il ritorno di chiunque. Francesco aveva gran cura che i frutti dell'ispirazione divina rimanessero in lui. "...... aveva rifiutato ogni gloria che non sapesse di Cristo e aveva inflitto un ripudio radicale al plauso umano. Ben sapeva che il prezzo della fama diminuiva quello segreto della coscienza; e sapeva pure che non è minore perfezione custodire le virtù acquisite che acquistarne delle nuove"". In continua ricerca del'infinito, ci fermiamo spesso a ciò che non è Dio, ma ricordiamoci che chiudersi al Cristo significa chiudere con Dio.

PREGHIERA
O Dio, Padre nostro, Tu hai inviato il tuo Figlio in mezzo ai suoi, ma nonostante le sue opere e la testimonianza delle Scritture essi non l'hanno accolto, perchè erano troppo pieni di sè e abbagliati dalla gloria che si offrivano l'un l'altro. Apri il nostro cuore a coloro che rendono testimonianza alla verità della tua parola, in modo che il tuo amore dimori in noi, per Gesù Cristo, nostro Signore.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




martedì 28 marzo 2017

FRANCESCO E IL VANGELO 29 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 88
MERCOLEDI' 29 MARZO 2017
GIOVANNI 5, 17-30
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. 
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. 
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. 
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Parola del Signore
+Vita Seconda di Tommaso da Celano 722
Le ferite delle mani e dei piedi erano note ad alcuni per la posizione stessa delle membra, accessibile alla vista di tutti. Nessuno invece fu degno di vedere, finché il Santo fu vivo, la ferita del costato, eccettuato uno solo e per una sola volta. Quando faceva sbattere la tonaca, si copriva col braccio destro la ferita del costato. Altre volte applicava al fianco trafitto la mano sinistra e così copriva quella santa ferita.
Un suo compagno però mentre un giorno gli faceva un massaggio, lasciò scivolare la mano sulla ferita causandogli un grande dolore.
Un altro frate che cercava curiosamente di sapere ciò che era nascosto agli altri, disse al Santo: "Vuoi, Padre, che ti sbattiamo la tonaca?". "Ti ricompensi il Signore-- rispose Francesco--perché ne ho proprio bisogno".
Mentre si spogliava, il frate osservando attentamente vide ben chiara la ferita sul costato. Costui è il solo che l'ha vista mentre era vivo; degli altri nessuno se non dopo morte.

MEDITAZIONE
Gesù Cristo ci porta la remissione dei peccati, la guarigione del male e il ritorno alla vita, alla vita che abbiamo ucciso o affievolito in noi. 
Per questo è sufficiente accogliere il dono divino del perdono. Se crediamo che Gesù Cristo è veramente entrato nella storia dell’umanità quando il Verbo di Dio si è fatto uomo (e il Padre ci ha mostrato il suo amore dandoci suo Figlio), se ci rimettiamo nelle mani di Gesù Cristo, usciremo allora dalla morte ed entreremo nella vita, ed invece di essere giudicati, troveremo la misericordia e diverremo figli di Dio. Bisogna pregare con fervore perché nessun uomo faccia mai una scelta contro Dio. Noi apparteniamo a Gesù per salvare con lui il mondo intero. ""Per la stessa ragione, quelli che violavano la santa Religione con opere malvagie, incorrevano nella sua condanna e nella sua tremenda maledizione: “ Da te, o Signore santissimo, e da tutta la celeste curia e da me pure, tuo piccolino, siano maledetti coloro che,
con il loro cattivo esempio, sconvolgono e distruggono quanto, per mezzo dei santi frati di quest'Ordine, hai edificato e non cessi di edificare ”. Spesso, pensando allo scandalo che veniva dato ai piccoli, provava una tristezza immensa, al punto da ritenere che ne sarebbe morto di dolore, se la bontà divina non l'avesse sorretto con il suo conforto"". FF1139.
PREGHIERA
O Dio, Padre nostro, ti preghiamo per mezzo del Figlio che Tu ami, e a cui hai affidato ogni giudizio, perchè Lui non cerca la propria volontà ma la tua. Donaci di ascoltare oggi la sua parola e di ravvivare la nostra fede, perchè, nell'ora in cui i morti udranno la oce del Figlio di Dio, non abbiamo a passare dalla morte alla vita eterna.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 86

LUNEDI' 27 Marzo 2017

GIOVANNI 4, 43-54

In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea. Parola del Signore.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 720

Un'altra volta lo stesso frate gli chiese la tonaca per sbatterla. Vedendola macchiata di sangue, disse al Santo, dopo averla restituita: "Che sangue è quello, di cui sembra macchiata la tonaca?". Il Santo mettendosi un dito sull'occhio, rispose: "Domanda cosa sia questo, se non sai che è un occhio!".

Per questo raramente si lavava tutte intiere le mani, ma bagnava soltanto le dita, per non manifestare la cosa ai presenti. Ancor più raramente si lavava i piedi, e quanto di raro altrettanto di nascosto. Se uno gli chiedeva di baciargli la mano, la presentava a metà: tendeva solo le dita e quel tanto indispensabile per porvi un bacio. Capitava anche che invece della mano porgesse la manica.

Per non lasciare vedere i piedi, portava calzerotti di lana dopo aver posto sulle ferite una pelle per mitigarne la ruvidezza. E benché non potesse nascondere del tutto ai compagni le stimmate delle mani e dei piedi, sopportava però a malincuore che altri le osservasse. Per questo, anche gli stessi compagni con molta prudenza, quando per necessità il Santo scopriva le mani, volgevano altrove lo sguardo.

MEDITAZIONE
Accogliere Cristo nella fede, non si identifica nella ricerca di segni e di prodigi, non si limita ad una gioia superficiale e momentanea, ma induce ad una vera conversione del cuore, ad una adesione piena ed incondizionata del suo messaggio. Solo la cecità spirituale, che annebbia la luce della fede ci impedisce di «vedere» e di credere. Sicuramente non mancano i segni e i prodigi, manca ancora la limpidezza dello sguardo dell’anima che direttamente ci immerge nel mondo di Dio.Dobbiamo sempre ricordarci che la lampada della fede va alimentata ogni giorno con l’olio delle buone opere e soprattutto con il fervore della preghiera assidua. Ricordiamoci sempre dell'importanza che san Francesco ha dato alla preghiera.. ""La preghiera era la sua consolazione, quando si dava alla contemplazione, e quasi fosse ormai un cittadino del cielo e un concittadino degli Angeli, con desiderio ardente ricercava il Diletto, da cui lo separava soltanto il muro del corpo.La preghiera era anche la sua difesa, quando si dava all'azione, poiché, mediante l'insistenza nella preghiera, rifuggiva, in tutto il suo agire, dal confidare nelle proprie capacità, metteva ogni sua fiducia nella bontà divina, gettando nel Signore la sua ansietà.
Sopra ogni altra cosa -- asseriva con fermezza -- il religioso deve desiderare la grazia dell'orazione e incitava in tutte le maniere possibili i suoi frati a praticarla con zelo, convinto che nessuno fa progressi nel servizio di Dio, senza di essa". FF1176.

PREGHIERA
Signore Gesù, Tu sai che se non vediamo prodigi facciamo fatica a credere. Vieni nella nostra casa prima che muoia il bambino che cè in ciascuno di noi, e fa rifiorire nel nostro cuore quella semplicità che sa riconoscere le meraviglie che il tuo amore compie per noi.Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 87
MARTEDI' 28 MARZO 2017
GIOVANNI 5, 1-16 
 All’istante quell’uomo guarì.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
Parola del Signore
+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 721
Mentre Francesco si trovava a Siena, nell'inverno o nella primavera del 1226, giunse colà un frate da Brescia. Desiderava molto vedere le stimmate del Padre e scongiurò con insistenza frate Pacifico a ottenergli questa possibilità. Questi gli rispose: " Quando starai per ripartire di qui, gli chiederò che dia da baciare le mani. Appena le avrà date, io ti farò un cenno cogli occhi, e tu potrai vederle".
Quando furono pronti per il ritorno, si recarono ambedue dal Santo. Inginocchiatisi, Pacifico dice a Francesco: "Ti preghiamo di benedirci, carissima madre, e dammi la tua mano da baciare!". Subito la bacia, mentre egli l'allunga con riluttanza, e fa cenno al compagno di guardarla. Poi chiede l'altra, la bacia e la mostra all'altro.
Quando stavano allontanandosi, venne al Padre il sospetto che gli avessero teso un pio inganno, come era in realtà. E giudicando empia quella che era soltanto una pia curiosità, richiamò subito frate Pacifico: "Ti perdoni il Signore --gli disse --perché ogni tanto mi rechi grandi pene ".
Pacifico si prostrò subito e gli chiese umilmente: "Quale pena ti ho recata, carissima madre?". Francesco non rispose e la cosa finì nel silenzio.
MEDITAZIONE                                                                                                                                                                                    Il tempo di Quaresima è il tempo dell’esame di coscienza. I nostri paesi, il mondo cristiano e post-cristiano non sono forse caduti di nuovo nel paganesimo, nell’idolatria del denaro, del successo e del potere? Nel sacramento del battesimo, tutti siamo stati integrati nel tempo messianico e, guariti dalla paralisi,abbiamo ricevuto l’ordine di partire e convertire, e di portare i frutti della vita nello Spirito. Gesù chiama ognuno di noi a convertirsi. Ci offre la riconciliazione con il Padre e la guarigione. Ci dice oggi: alzati, porta con te il tuo giaciglio di malato, va’, vivi e fa’ il bene. e non peccare più”. Francesco " Cercava la salvezza delle anime con pietà appassionata, con zelo e fervida gelosia e,perciò, diceva che si sentiva riempire di profumi dolcissimi e, per così dire, cospargere di
unguento prezioso, quando veniva a sapere che i suoi frati sparsi per il mondo, col profumo soave della loro santità, inducevano molti a tornare sulla retta via.
All'udire simili notizie, esultava nello spirito e ricolmava di invidiabilissime benedizioni quei frati che, con la parola e con le opere, trascinavano i peccatori all'amore di Cristo". FF1138. Ognuno di noi deve partorire, spiritualmente, molti figli: diamoci da fare con opere, preghiere e il buon esempio.
PREGHIERA
Dio fedele e misericordioso,
in questo tempo di penitenza e di preghiera
disponi i tuoi figli
a vivere degnamente il mistero pasquale
e a recare ai fratelli il lieto annunzio della tua salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen





sabato 25 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 85
DOMENICA 26 MARZO 2017
IV DI QUARESIMA
GIOVANNI 9, 1-41
In quel tempo, mentre passava, Gesù vide un uomo cieco dalla nascita. *I suoi discepoli gli chiesero: Maestro, chi ha peccato perché nascesse cieco, lui o i suoi genitori? *Gesù rispose: Né lui né i suoi genitori, ma è accaduto perché in lui si manifestino le opere di Dio. *Finché è giorno, dobbiamo lavorare nelle opere di Colui che mi ha mandato, poi viene la notte e nessuno può più lavorare. *Fin che sono nel mondo, io sono la luce del mondo. *Detto questo, sputò in terra, fece con la saliva un po’ di fango, lo spalmò sugli occhi del cieco, *e gli disse: Và e lavati nella piscina di Siloe. Egli vi andò, si lavò e tornò che ci vedeva. *I vicini e quanti lo avevano conosciuto da mendicante dicevano: Non è l’uomo che stava seduto a chiedere l’elemosina? *Alcuni dicevano: è lui. Altri: No, è uno che gli assomiglia. Ma lui affermava: Sono proprio io. *Allora gli chiesero: Come ti si apersero gli occhi? *Rispose: L’uomo chiamato Gesù fece del fango, me lo spalmò sugli occhi e mi disse: Và a Siloe e lavati. Io ci sono andato, mi sono lavato e ci vedo. *Gli chiesero: Dov’è ora? Rispose: Non lo so. *Allora condussero il cieco guarito dai farisei. *Il giorno in cui Gesù fece del fango e gli aperse gli occhi era un sabato. *I farisei, a loro volta, gli chiesero come avesse riacquistatola vista. Disse loro: Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo. *Alcuni farisei sentenziarono: Quest’uomo non è da Dio, perché non osserva il sabato. Ma altri replicarono: Come può un peccatore compiere tali segni? E c’era disaccordo fra di loro. *Così chiesero di nuovo al cieco: Tu cosa dici di colui che ti ha aperto gli occhi? Rispose: E’ un profeta. *Ma i giudei non credettero che egli fosse stato cieco e che avesse riacquistato la vista, finché – chiamati i suoi genitori – non li ebbero interrogati: *E’ questo vostro figlio? Ed è vero che è nato cieco? *Risposero i genitori: Noi sappiamo che è nostro figlio e che è nato cieco; *ma come ora ci veda non lo sappiamo, e nemmeno sappiamo chi gli ha aperto gli occhi. Chiedetelo a lui, è grande: può parlare di quanto lo riguarda. *I genitori risposero in questo modo perché avevano paura dei giudei *Infatti essi avevano decretato che venisse espulso dalla sinagoga chiunque avesse riconosciuto Gesù come Messia. Ecco perché risposero: E’ grande, può parlare di ciò che lo riguarda. *Convocarono un’altra volta il cieco guarito e gli dissero: Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quell’uomo è un peccatore. *Rispose: se sia peccatore, io non lo so. Ma so una cosa: che ero cieco e ora ci vedo. *Gli chiesero di nuovo: Che cosa ti ha fatto? In che modo ti ha aperto gli occhi? *Ve l’ho già detto – rispose – ma non mi avete dato retta. Che volete ascoltare di nuovo? Volete anche voi divenire suoi discepoli? *A questo punto lo copersero di ingiurie: Sarai tu il suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè. *Sappiamo che Diio ha parlato a Mosè, ma costui non sappiamo neppure donde venga. *Proprio questo è sorprendente – ribatté l’uomo – non sapete di dove sia e mi ha aperto gli occhi. *Sappiamo tutti che Dio non ascolta i peccatori, ma soltanto chi lo onora e fa la sua volontà. *Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. *Se non fosse da Dio, non avrebbe potuto farlo. *Tagliarono corto: Tu sei stato tutto generato nel peccato e vieni a insegnare a noi? E lo espulsero dalla sinagoga. *Gesù venne a sapere che lo avevano espulso e quando lo incontrò gli disse: Credi tu nel Figlio dell’uomo? *Rispose: Chi è, Signore, perché io creda in lui? *Gli disse Gesù: Tu lo hai veduto, è colui che parla con te. * E quello: Credo, Signore! E si prostrò davanti a lui. *Gesù continuò: Io sono venuto in questo mondo per provocare una crisi: perché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi. *Alcuni farisei che erano con lui udirono queste parole e gli chiesero: Siamo forse ciechi anche noi? *Se foste ciechi – rispose Gesù – non sareste peccatori. Ma perché dire: noi vediamo, il vostro peccato rimane.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 719
Non è possibile passare sotto silenzio con quanta premura ha coperto e nascosto i gloriosi segni del Crocifisso, degni di essere venerati anche dagli spiriti pių grandi. Da principio, quando il vero amore di Cristo aveva già trasformato nella sua stessa immagine l'amante, cominciò a celare e ad occultare il tesoro con tanta cautela, da non farlo scoprire per lungo tempo neppure ai suoi intimi. Ma la divina Provvidenza non permise che rimanesse sempre nascosto e non giungesse agli occhi dei suoi cari. Anzi il fatto di trovarsi in punti delle membra visibili a tutti non permise che continuasse a rimanere occulto.
Uno dei compagni una volta, vedendo le stimmate nei piedi, gli disse: "Cosa è ciò, buon fratello?". " Pensa ai fatti tuoi ", gli rispose.

MEDITAZIONE
Alla piena adesione di fede dell'uomo risanato si oppone la cecità dei giudei, come Gesù afferma chiaramente. In quanto credenti, sappiamo che Cristo è la luce, è colui che, col dono della fede, nel nostro Battesimo ha aperto i nostri occhi rendendoci capaci di vedere la realtà: la realtà di Dio e la realtà del mondo con gli occhi stessi di Dio. Tale dono, però, impegna al contatto costante con Cristo luce e alla testimonianza instancabile della fede. San Francesco era in costante contatto con Cristo e testimoniava la sua fede: "...... Quel fuoco divino, che gli bruciava nel cuore,diventava intanto più ardente e perfetto, perché in seguito riverberasse più luminoso nella sua carne.
O uomo veramente beato, che non viene straziato dal ferro del tiranno, eppure non viene privato della gloria di assomigliare all'Agnello immolato!
O uomo, io dico, veramente e pienamente beato, che non perdette la vita sotto la spada del persecutore, eppure non perdette la palma del martirio! ”. FF1175. E noi? Sappiamo vedere i segni che Gesù opera anche oggi nel mondo, nella chiesa, nella nostra vita personale? Cerchiamo di essere luce di Cristo per coloro che vivono nella cecità.

PREGHIERA
O Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore: non permettere che ci domini il potere delle tenebre, ma apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito, perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo, e crediamo in lui solo, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore. Egli è Dio...

ACTIONES NOSTRAS”
(Parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 84

SABATO 25 MARZO 2017
ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE-solennità-proprio

LUCA 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». 
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 718
Ripeteva spesso ai frati: " Nessuno deve lusingarsi con ingiusto vanto per quelle azioni, che anche il peccatore potrebbe compiere. Il peccatore--spiegava--può digiunare, pregare, piangere, macerare il proprio corpo. Ma una sola cosa non gli è possibile: rimanere fedele al suo Signore. Proprio di questo dobbiamo gloriarci, se diamo a Dio la gloria che gli spetta, se da servitori fedeli attribuiamo a lui tutto il bene che ci dona.
"Il peggiore nemico dell'uomo è la sua carne: è del tutto incapace di ripensare al passato per pentirsene, niente sa prevedere per tutelarsi. Unica sua preoccupazione è approfittare senza scrupoli del tempo presente. E ciō che è peggio--aggiungeva--essa si usurpa e attribuisce a propria gloria quanto non è stato dato a lei, ma all'anima. La carne raccoglie lode dalle virtù e plauso, da parte della gente, dalle veglie e dalle preghiere. Niente lascia all'anima e anche dalle lacrime cerca profitto ".

MEDITAZIONE
Fantastico! Come lo Spirito santo aleggiava sulle acque prima della creazione della luce, così distende su Maria la propria ombra prima che appaia la Luce vera che viene nel mondo. E' un mistero pieno della presenza di Colui che si avvicina per farsi conoscere. 
Il “sì” di Maria in risposta all’offerta divina e il cambiamento drammatico di vita che ne sarebbe seguito, mostrano che la venuta di Dio in mezzo a noi esige un cambiamento radicale. Ma, cosa più importante, l’Annunciazione a Maria ci pone di fronte ad una grande verità: ognuno di noi ha avuto un’“annunciazione” personale. Sto esagerando? No di certo. Se non ce ne siamo accorti, abbiamo l'esempio dei Santi che ci può illuminare. Anche noi siamo chiamati a custodire il segreto d'amore che Dio ci ha affidato, e dobbiamo farlo col cuore umile e pieno di fiducia e amore come ha fatto san Francesco. ".........annunciò la parola di Dio con tanto fervore, che tutti, pieni di devozione, per grazia del Signore, accorrevano a lui, desiderosi di vederlo e ascoltarlo. La ressa della folla era straordinaria e ben trenta, tra chierici e laici, si fecero suoi discepoli, ricevendo dalle sue stesse mani l'abito religioso. Uomini e donne lo veneravano con tanta fede, che chiunque poteva toccargli la veste si considerava sommamente fortunato". FF430. Noi, saremo capaci di andare incontro ai fratelli e raccontare loro la gioia che viene da Dio ?

PREGHIERA
O Padre, tu hai voluto che il tuo Verbo
si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria:
concedi a noi, che adoriamo il mistero
del nostro Redentore, vero Dio e vero uomo,
di essere partecipi della sua vita immortale.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




venerdì 24 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 83

VENERDI' 24 MARZO 2017

MARCO 12, 28b-34
Il Signore nostro Dio è l’unico Signore: lo amerai.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». 
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 717
Cercava con ogni cura di nascondere nel segreto del suo cuore i doni del Signore, perché non voleva che, se gli erano occasione di gloria umana, gli fossero pure causa di rovina. E spesso quando molti lo proclamavano santo, rispondeva cosė: "Posso avere ancora figli e figlie: non lodatemi come fossi sicuro ! Non si deve lodare nessuno, fino a che è incerta la sua fine. Quando Colui che mi ha concesso il mutuo--cosė continuava--volesse ritirarlo, rimarrebbe solo il corpo e l'anima, come li hanno pure gli infedeli ". Questa era la risposta a chi lo lodava.
Rivolto poi a sé diceva: " Se l'Altissimo avesse concesso grazie cosė grandi ad un ladrone, sarebbe più riconoscente di te, Francesco! ".

MEDITAZIONE
La Quaresima ci invita a vivere, non un vago "ideale cristiano", ma Dio stesso, che si è rivelato nel suo Figlio. Sappiamo che cosa significa amare qualcuno con tutto il cuore; conosciamo la gioia che scaturisce non solo dall'incontro, ma dal semplice pensiero della persona amata. In questo modo dobbiamo cercare di amare Dio. Il primo comandamento, che nessuno mai potrà sostituire, è quello dell'amore per il nostro Dio. "Non avrai altro Dio fuori di me". L'amore per il prossimo si innesta sull'amore per Dio, da cui trae il proprio dinamismo....e anche il Regno di Dio è racchiuso in questo comandamento....Siamo chiamati a vivere nell'amore e senza amore non possiamo raggiungere la pienezza spirituale dei figli di Dio. San Francesco aveva raggiunto la pienezza dell'amore. "Dio, infatti, aveva infuso nell'animo del giovane Francesco un sentimento di generosa compassione, che, crescendo con lui dall'infanzia, gli aveva riempito il cuore di bontà, tanto che già allora, ascoltatore non sordo del Vangelo, si propose di dare a chiunque gli chiedesse, soprattutto se chiedeva per amore di Dio". FF1027.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, Tu rendi giusti i peccatori e non coloro che pensano di essere giusti. Abbi misericordia di noi peccatori. Aiutaci a fuggire l'orgoglio e donaci la forza di imitare Colui che si è umiliato fino alla morte di croce, cioè tuo Figlio Gesù che vive e regna nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 82

GIOVEDI' 23 MARZO 2017

LUCA 11, !4-23

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».
Parola del Signore.


+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 716
Con eguale fervore subito svelava e confessava candidamente davanti a tutti il sentimento di vanagloria, che a volte si impossessava del suo spirito.
Un giorno, una vecchierella gli andò incontro, mentre attraversava Assisi e gli chiese l'elemosina. Il Santo non aveva altro che il mantello e subito glielo donò generosamente. Ma, avvertendo che nell'animo stava infiltrandosi un sentimento di vano compiacimento, subito davanti a tutti confessò di averne provato vanagloria.

MEDITAZIONE
A volte siamo così convinti che tutto dipenda da noi, che finiamo per scordarci di Dio. Facciamo, agiamo e ci comportiamo come se Dio fosse solo un dettaglio della nostra storia. Ahimè ci dimentichiamo della PROVVIDENZA. Da questa dimenticanza scaturiscono le ansie, i deliri di onnipotenza, le frustrazioni. Ma quello che è peggio, è il fatto che quando pensi di aver raggiunto un obiettivo, ti accorgi di essere rimasto con un pugno di mosche. Quanta pace invece per coloro che sanno di avere un grande amico, chiamato Dio, che si prende cura di loro e sa scrivere sulla righe storte della storia e della vita degli uomini. Francesco, amico e imitatore di Gesù, ""... Non poteva temere di soccombere davanti all'avversario lui che non cedeva neppure davanti a se stesso dopo le lunghe e sovrumane fatiche che aveva sostenuto. Era davvero di un fervore unico, e se nei secoli passati si può trovare qualche suo emulo nei buoni propositi, tuttavia non si riscontra chi lo uguagli nel fervore del desiderio. Gli riusciva più facile compiere le cose più perfette che predicarle, poiché più che alle parole che rivelano la virtù ma non fanno l'uomo virtuoso, impiegava tutte le sue forze in opere sante. Perciò, sicuro e lieto cantava a sé e a Dio canti di letizia nel suo cuore (Ef 5,19)..."" .FF483. La forza straordinaria di Dio si manifesta negli eventi più impensati del quotidiano; nelle fatiche di tutti i giorni e nelle pieghe del tempo, che all’improvviso si dilatano fino a diventare inaspettati spiragli di eternità. E’ in fondo la storia di un amicizia: quella con Dio.

PREGHIERA
Signore, Tu sai che il nostro cuore è spesso un regno diviso fra desideri contrastanti che ci conducono alla rovina. Distruggi in noi i fermenti di divisione, in modo che nulla si opponga a Te, e tutto il nostro essere si apra al tuo Regno che è giunto fra noi e durerà nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 Marzo 2017




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 81

MERCOLEDI' 22 MARZO 2017
SAN BENVENUTO SCOTIVOLI francescano

MATTEO 5, 17-19
Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 715
Una volta, intorno a Natale, si era radunata molta folla per la predica presso l'eremo di Poggio. Francesco esordi a questo modo: "Voi mi credete un uomo santo e perciō siete venuti qui con devozione. Ebbene, ve lo confesso, in tutta questa quaresima, ho mangiato cibi conditi con lardo.
E così più di una volta attribuì a gola, ciò che invece aveva concesso alla malattia.

MEDITAZIONE
Secondo l’Antica Alleanza, la legge data a Mosè è strettamente legata ai profeti che annunciano il Messia. Secondo la Nuova Alleanza, i comandamenti di Gesù nel Vangelo non possono essere separati dalla sua presenza nella Chiesa e dallo Spirito Santo, che, diffuso nei nostri cuori, ci rende partecipi della vita stessa della Santa Trinità. È evidente la necessità di camminare secondo lo Spirito, cioè di lasciarsi guidare dallo Spirito. È la via nuova tracciata da Cristo, che incarnandosi in Maria per opera dello Spirito Santo, ha assunto ed elevato la nostra natura umana, imprimendo in essa il sigillo della divinità. La legge calata nella carnalità dell’uomo era solo causa di peccato e ne definiva l’entità. Ora santificati in Cristo, irrorati dallo Spirito, siamo capaci di comprendere la legge non più come capestro che schiavizza, ma come luce e lampada ai nostri passi. Solo nell’Amore siamo capaci di convincerci che quanto il buon Dio ci comanda è la cosa migliore che si possa pensare per noi. S Franceso, nella" Lettera ai reggitori dei popoli" scrisse: ""Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina (Cfr. Gen 47,29). 3 Vi supplico perciò, con tutta la reverenza di cui sono capace, di non dimenticare il Signore, assorbiti come siete dalle cure e preoccupazioni di questo mondo e di non deviare dai suoi comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai comandamenti di lui, sono maledetti (Cfr. Sal 118,21) e saranno dimenticati da lui (Ez 33,13).
4 E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di possedere saranno loro tolte (Cfr. Lc 8.18). 5 E quanto più sapienti e potenti saranno stati in questo mondo tanto maggiori saranno i tormenti che dovranno patire nell'inferno (Cfr. Sap 6,7)"". FF211.
In questa Quaresima chiediamo una duplice conversione: che il nostro cuore sia sempre rivolto a Dio, in ascolto di quanto ci chiede; e che impariamo, grazie a ciò, a conformare il quotidiano delle nostre giornate a tutto quanto egli ci domanda con la sua parola. 

PREGHIERA
Signore, le nostre colpe ci sembrano spesso leggere e i nostri peccati trascurabili. Facci vedere come ogni particolare dei tuoi comandamenti ha la sua importanza., e rendici pienamente fedeli, senza meschinità e grettezza di spirito, alla tua legge, che è quella dell'amore. Tu che ci ami e ci salvi nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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lunedì 20 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 80
MARTEDI' 21 MARZO 2017
MATTEO 18,21-35
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. 
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore
+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 714
Mentre teneva in grande pregio la gioia spirituale, evitava con cura quella vana, convinto che si deve amare diligentemente ciò che aiuta a progredire, e allo stesso modo si deve evitare ciò che è dannoso. La vanagloria, la stroncava ancora in germe, non permettendo che rimanesse neppure un istante ciò che potesse offendere gli occhi del suo Signore. Spesso infatti quando si sentiva molto elogiare, se ne addolorava e gemeva assumendo subito un aspetto triste.

Un inverno, il Santo aveva il povero corpo coperto di una sola tonaca, rafforzata con pezze molto grossolane. Il guardiano, che era anche suo compagno, comprò. una pelle di volpe e gliela portò dicendo: " Padre, tu soffri di milza e di stomaco: prego la tua carità nel Signore di permettere di cucire all'interno della tonaca questa pelle. Se non la vuoi tutta, almeno accettane una parte in corrispondenza dello stomaco ". Francesco rispose: "Se vuoi che porti sotto la tonaca questa pelliccia, fammene porre un'altra della stessa misura all'esterno. Cucita al di fuori sarà indizio della pelle nascosta sotto ".
Il frate ascoltò, ma non era del parere, insistette, ma non ottenne di più. Alla fine il guardiano si arrese, e fece cucire una pelliccia sull'altra, perché Francesco non apparisse di fuori diverso da quello che era dentro.
O esempio di coerenza, identico nella vita e nelle parole! Lo stesso dentro e fuori, da suddito e da superiore! Tu non desideravi alcuna gloria né esterna né privata, perché ti gloriavi solamente del Signore. Ma, per carità, non vorrei offendere chi usa pellicce, se oso dire che una pelle prende il posto dell'altra. Sappiamo infatti che sentirono bisogno di tuniche di pelle, perché si trovarono spogli dell'innocenza.
MEDITAZIONE
Buon senso, opportunità, giustizia umana sono termini insufficienti per comprendere adeguatamente la morale cristiana. Dopo la morte redentiva di Cristo l’uomo si trova in una situazione nuova: l’uomo è un perdonato. Il debito gli è stato rimesso, la sua condanna cancellata.... 
mentre noi non riusciamo a passare la spugna su un'offesa che ci è stata fatta e che esige riparazione. Se il Padre guarda l’uomo come perdonato in Cristo, io non lo posso guardare come un condannato. Se il Padre ci accoglie in Cristo così come siamo per trasfigurarci in lui, l’accoglienza benevola diventa un bisogno della vita, una beatitudine. Anche Francesco predicava la necessità di perdonare. Un giorno, disse a un povero che odiava il suo padrone: " Fratello, perdona per amore di Dio al tuo padrone: salverai la tua anima e può darsi che ti restituisca il maltolto. Altrimenti hai perduto i tuoi beni e perderai anche l'anima" . Ricordiamoci che i debiti che i fratelli hanno nei nostri confronti sono insignificanti rispetto a ciò che noi dobbiamo a Dio.

PREGHIERA
Signore, Dio di giustizia e di tenerezza, non tener conto dei nostri debiti, ma donaci la consapevolezza di essere sempre debitori insolvibili. Allora praticheremo, verso coloro che ci hanno fatto dei torti, la bontà, la pazienza e il perdono, sull'esempio del tuo Figlio Gesù, nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
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domenica 19 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 79

LUNEDI' 20 MARZO 2017
S.GIUSEPPE-solennità-proprio

LUCA 2, 41-51a

I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.
Parola del Signore.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 713

713 Il Santo disse pure una volta: «si deve provvedere a frate corpo con discrezione, perché non susciti una tempesta di malinconia. E affinché non gli sia di peso vegliare e perseverare devotamente nella preghiera, gli si tolga l'occasione di mormorare. Potrebbe infatti dire: -- Vengo meno dalla fame, non posso portare il peso del tuo esercizio--. Se poi, dopo aver consumato vitto sufficiente borbottasse, sappi che il giumento pigro ha bisogno degli sproni e l'asinello svogliato attende il pungolo».
Fu questo l'unico insegnamento, nel quale la condotta del Padre non corrispose alle parole. Perché soggiogava il suo corpo, assolutamente innocente, con flagelli e privazioni e gli moltiplicava le percosse senza motivo. Infatti il calore dello spirito aveva talmente affinato il corpo, che come l'anima aveva sete di Dio, così ne era sitibonda in molteplici modi anche la sua carne santissima.

MEDITAZIONE
Spesso ci chiediamo perchè la genealogia da Davide a Gesù passi attraverso Giuseppe, dal momento che lui è solo il padre putativo di Gesù. I contemporanei di Matteo si accontentavano dell'appartenenza giuridica alla discendenza davidica, Anche oggi, chi ha fede, guarda lo sconvolgimento che l'intervento di Dio opera sempre nella storia degli uomini. Notiamo che Dio ha chiamato anche Giuseppe a collaborare, umilmente ma efficacemente, con tutta la sua fede, per far entrare legalmente Gesù nella famiglia di Davide, oggetto delle promesse messianiche. In questa collaborazione degli uomini si realizza il Regno. Ogni essere è un mistero per quelli che lo circondano. La sofferenza che nasce da questa solitudine collettiva non trova pace se non nella fede. Noi siamo vicini gli uni agli altri perché siamo tutti amati di un amore divino. L’amore che ci unisce, lungi dall’abolire il nostro essere diversi gli uni dagli altri, rafforza, anima e sviluppa quanto c’è di originale in noi. Ma solo una carità che venga da Dio può mettere nei nostri cuori una tale disposizione. E san Francesco d'Assisi era pieno di questa carità....

PREGHIERA
O Dio, nostro creatore e Padre,
tu hai voluto che il tuo Figlio,
generato prima dell’aurora del mondo,
divenisse membro dell’umana famiglia;
ravviva in noi la venerazione
per il dono e il mistero della vita,
perché i genitori si sentano partecipi
della fecondità del tuo amore,
e i figli crescano in sapienza, età e grazia,
rendendo lode al tuo santo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen