martedì 28 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 1 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 60

MERCOLEDI' 1 MARZO 2017
DELLE CENERI--proprio--

Inizio della Quaresima

La parola “ceneri” richiama in modo specifico la funzione liturgica del giorno di quaresima, durante il quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all’impegno penitenziale. Il rito prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra la tradizionale “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” o la più recente “Convertitevi e credete al Vangelo”, introdotta dalla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II con riferimento all’inizio della predicazione di Gesù. Nei testi della liturgia la penitenza si esplicita nella pratica del digiuno.

MATTEO 6,1-6.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 695
Le sue parole conservavano tutta la loro efficacia non solo se pronunciate direttamente, ma anche se trasmesse per mezzo di altri non ritornavano senza frutto.
Arrivò un giorno ad Arezzo, mentre tutta la città era scossa dalla guerra civile e minacciava prossima la sua rovina. Il servo di Dio venne ospitato nel borgo fuori città, e vide sopra di essa demoni esultanti, che rinfocolavano i cittadini a distruggersi fra di loro. Chiamò frate Silvestro, uomo di Dio e di ragguardevole semplicità, e gli comandò: «Va' alla porta della città, e da parte di Dio Onnipotente comanda ai demoni che quanto prima escano dalla città».
Il frate pio e semplice si affrettò ad obbedire, e dopo essersi rivolto a Dio con inno di lode, grida davanti alla porta a gran voce: «Da parte di Dio e per ordine del nostro padre Francesco, andate lontano di qui, voi tutti demoni!». La città poco dopo ritrovò la pace e i cittadini rispettarono i vicendevoli diritti civili con grande tranquillità.
Più tardi parlando loro, Francesco all'inizio della predicazione disse: « Parlo a voi come a persone un tempo soggiogate e schiave dei demoni. Però so che siete stati liberati per le preghiere di un povero ».

MEDITAZIONE
La nostra pietà è fatta per essere vista dagli uomini o da Colui che vede nel segreto? Cristo denuncia l'ipocrisia religiosa, il comportamento che vuole far colpo, gli atteggiamenti teatrali che cercano l'applauso e l'approvazione. "Ipocrita", in greco, significa: un commediante che porta una maschera. E' solo teatro ...Il vero discepolo non serve se stesso o il "pubblico", ma il suo Signore, nella semplicità e nella generosità. Per ciò che riguarda il digiuno quaresimale Francesco diceva ai suoi frati: " E digiunino dalla festa di Tutti i Santi fino alla Natività del Signore. La santa Quaresima, invece, che incomincia dall'Epifania e dura ininterrottamente per quaranta giorni, quella che il Signore consacrò con il suo santo digiuno , coloro che volontariamente la digiunano siano benedetti dal Signore, e coloro che non vogliono non vi siano obbligati. Ma l'altra, fino alla Resurrezione del Signore, la digiunino. 8 Negli altri tempi non siano tenuti a digiunare, se non il venerdì. Ma in caso di manifesta necessità i frati non siano tenuti al digiuno corporale". FF84.

PREGHIERA
O Dio, nostro Padre, concedi, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen






lunedì 27 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 59

MARTEDI ' 28 FEBBRAIO 2017

MARCO 10, 28-31

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 694
Il predicatore del Vangelo Francesco, quando predicava a persone incolte, usava espressioni semplici e materiali, ben sapendo che vi è più necessità di virtù che di parole. Tuttavia tra persone spirituali e più colte cavava dal cuore parole profonde, che davano vita. Con poco spiegava ciò che era inesprimibile, e unendovi movimenti e gesti di fuoco, trascinava tutti alle altezze celesti.
Non si serviva del congegno delle distinzioni, perché non dava ordine a discorsi, che non ideava da se stesso. Alla sua parola dava voce di potenza Cristo, vera potenza e sapienza.
Un medico, persona colta ed eloquente, disse una volta: «Mentre ritengo parola per parola le prediche degli altri, solo mi sfugge ciò che Francesco dice nella sua esuberanza. E, se cerco di ricordare alcune parole, non mi sembrano più quelle che prima hanno stillato le sue labbra ».

MEDITAZIONE
Se il cristiano deve essere distaccato da tutto, è perchè il suo cuore si apra all'amore del Cristo, che lo unirà a tutti coloro che il Cristo ama e lo renderà fedele nei giorni della prova. Lasciare tutto per seguire Cristo è virtù di pochi. È frutto di un’iniziativa divina, di una chiamata speciale e di una grazia speciale. La promessa di Gesù non è esclusiva: Egli vuole estenderla a tutti coloro che affermano con la vita il primato di Dio in loro. Quando manca la fiducia in Dio, nella sua divina provvidenza, subentrano in noi gli affanni e ci carichiamo di preoccupazioni. Costatiamo poi che non può essere l’affanno a risolvere i problemi, ma solo la fede in Dio. Il Signore infonda in noi questa fede profonda, come fece con S. Francesco. " Bruciava interiormente di fuoco divino, e non riusciva a dissimulare il fervore della sua anima. Deplorava i suoi gravi peccati, le offese fatte agli occhi della maestà divina. Le vanità del passato o del presente non avevano per lui più nessuna attrattiva, ma non si sentiva sicuro di saper resistere a quelle future...." FF329. 

PREGHIERA
Signore Gesù, Tu prometti il centuplo a coloro che hanno lasciato tutto per seguirti. Qualunque sia il nostro stato di ita, donaci di staccarci da noi stessi per essere un segno più vero della tua presenza e del tuo vangelo nel mondo. Tu, il povero che Dio ha glorificato per sempre, e vivi nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




domenica 26 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 58
LUNEDI' 27 FEBBRAIO 2017
S.GABRIELE DELL'ADDOLORATA
MARCO 10,17-27
Vendi quello che hai e vieni! Seguimi!
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”». 
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Parola del Signore
+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 693
Vi era nella Marca d'Ancona un secolare, che dimentico di sé e del tutto all'oscuro di Dio, si era completamente prostituito alla vanità. Era chiamato «il Re dei versi», perché era il più rinomato dei cantori frivoli ed egli stesso autore di canzoni mondane. In breve, la gloria del mondo lo aveva talmente reso famoso, che era stato incoronato dall'Imperatore nel modo più sfarzoso. 
Mentre camminava così avvolto nelle tenebre e si tirava addosso il castigo avvinto nei lacci della vanità, la pietà divina, mossa a compassione, pensò di richiamare ii misero, perché non perisse, lui che giaceva prostrato a terra. Per disposizione della Provvidenza divina, si incontrarono, lui e Francesco, presso un certo monastero di povere recluse.
Il Padre vi si era recato per far visita alle figlie con i suoi compagni, mentre l'altro era venuto a casa di una sua parente con molti amici.
La mano di Dio si posò su di lui, e vide proprio con i suoi occhi corporei Francesco segnato in forma di croce da due spade, messe a traverso, molto splendenti: l'una si stendeva dalla testa ai piedi, I'altra, trasversale, da una mano all'altra, all'altezza del petto. Personalmente non conosceva il beato Francesco; ma dopo un così notevole prodigio, subito lo riconobbe. Pieno di stupore, all'istante cominciò a proporsi una vita migliore, pur rinviandone l'adempimento al futuro. Ma il Padre, quando iniziò a predicare davanti a tutti, rivolse contro di lui la spada della parola di Dio. Poi, in disparte, lo ammonì con dolcezza intorno alla vanità e al disprezzo del mondo, e infine lo colpì al cuore minacciandogli il giudizio divino.
L'altro, senza frapporre indugi, rispose: «Che bisogno c'è di aggiungere altro? Veniamo ai fatti. Toglimi dagli uomini, e rendimi al grande Imperatore!».
Il giorno seguente, il Santo lo vestì dell'abito e lo chiamò frate Pacifico, per averlo ricondotto alla pace del Signore. E tanto più numerosi furono quelli che rimasero edificati dalla sua conversione, quanto maggiore era stata la turba dei compagni di vanità.
Godendo della compagnia del Padre, frate Pacifico cominciò ad esperimentare dolcezze, che non aveva ancora provate. Infatti poté un'altra volta vedere ciò che rimaneva nascosto agli altri: poco dopo, scorse sulla fronte di Francesco un grande segno di Thau, che ornato di cerchietti multicolori, presentava la bellezza del pavone.

MEDITAZIONE
Lo sguardo di Gesù penetra i cuori....Gesù guarda ciascuno di noi, fissa lo sguardo sul nostro volto e guardandoci ci ama. Noi crediamo a questo sguardo? In questo incrocio di sguardi, quello del Signore e il mio, mi rendo conto che il Signore mi guarda anche attraverso gli occhi del povero, il volto del sofferente, lo sguardo bisognoso dell’ultimo? È sempre questione di saper “vedere” e sapere cosa significhi “l’essere visti”. Anche Francesco predicava sulla necessità di essere distaccati dalle ricchezze del mondo e sul peccato di vanità. Un giorno, riferendosi a un peccatore,
".. quando iniziò a predicare davanti a tutti, rivolse contro di lui la spada della parola di Dio. Poi, in disparte, lo ammonì con dolcezza intorno alla vanità e al disprezzo del mondo, e infine lo colpì al cuore minacciandogli il giudizio divino".FF693.
Come abbiamo letto nelle Fonti, colpito dalle parole del Santo, quel peccatore si convertì e diventò un seguace di Francesco col nome di frate Pacifco.

PREGHIERA
Signore Gesù, nostro unico maestro, aiutaci a staccarci dalla ricchezza e dalle preoccupazioni del benessere, perchè la nostra libertà abbia lo spazio per crescere e noi troviamo il coraggio di seguire te, che solo sei buono, e ci ami per sempre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 57

Domenica 26 FEBBRAIO 2017

MATTEO 6, 24-34
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.

Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Parola del Signore.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 692
Francesco era infermo e pieno di dolori da ogni parte. Vedendolo così, un giorno gli disse un suo compagno: «Padre, tu hai sempre trovato un rifugio nelle Scritture; sempre ti hanno offerto un rimedio ai tuoi dolori. Ti prego anche ora fatti leggere qualche cosa dai profeti: forse il tuo spirito esulterà nel Signore ». Rispose il Santo: «E bene leggere le testimonianze della Scrittura, ed è bene cercare in esse il Signore nostro Dio. Ma, per quanto mi riguarda, mi sono già preso tanto dalle Scritture, da essere più che sufficiente alla mia meditazione e riflessione. Non ho bisogno di più, figlio: conosco Cristo povero e Crocifisso ».

MEDITAZIONE
Non è possibile possedere il denaro o desiderarlo, senza farsene possedere, senza amarlo, senza servirlo. Vi è un solo modo possibile per realizzare la nostra vita nella gioia e nella speranza vera: "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia". Ma non dimentichiamo che , per il vangelo, il regno di Dio è quello dei poveri, e la giustizia che dobbiamo cercare è la loro. Impariamo a guardare con intelligenza spirituale gli uccelli del cielo, che, non ammassano nei granai e pure sono nutriti dal Padre celeste, e i gigli del campo che provvidenzialmente si adornano di tutta la loro splendida bellezza. Non attacchiamoci ai surrogati del mondo! Si tratta di spiritualizzare la nostra vita per imparare a cogliere i valori che davvero possono essere fonte della nostra gioia. Il materialismo si è sempre alleato all’ateismo, l’uno a supporto dell’altro. Imitiamo Francesco che "aveva imparato ad ammirare la magnificenza del Creatore anche nelle piccole cose". FF1155.

PREGHIERA
Concedi, Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace, e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




venerdì 24 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 56

SABATO 25 FEBBRAIO 2017

MARCO 10,13-16

In quel tempo, presentarono a Gesù dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.
Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: <<Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.
In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso>>.
E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 691
Un'altra volta, trovandosi a Roma in casa di un cardinale, fu interrogato su alcuni passi oscuri, ed espose con tanta chiarezza quei concetti profondi, da far pensare che fosse sempre vissuto in mezzo alle Scritture. Perciò il signor cardinale gli disse: «Io non ti interrogo come letterato, ma come uomo che ha lo spirito di Dio. E per questo accetto volentieri il senso della tua risposta, perché so che proviene da Dio solo».

MEDITAZIONE
La situazione del bambino è in fondo la situazione vera dell'uomo di fronte a Dio, dal quale riceve l'essere, l'agire, il pensare, l'amare, l'essere libero e autonomo. In poche parole: l'uomo riceve l'essere se stesso da Dio, e può accettarsi e amarsi perché è accettato e amato incondizionatamente da Lui. Il rapporto uomo/Dio è identico al rapporto bambino/genitore: se è corretto non è un rapporto di diritti e di doveri, di forze o di antagonismi, ma di amore e di libertà ricevuta. Dio dà se stesso all'uomo, come il genitore dà se steso al figlio. Il senso è unidirezionale: per il cristiano il primato spetta al ricevere, come per Dio al donare. L'uomo è prima un essere recettivo, poi un essere attivo.
Per questo l'accesso al regno di Dio è riservato ai bambini, perché sono pura capacità di ricevere; il loro essere è accogliere, sono povertà assoluta e oggetto di compassione: solo nella misura in cui uno è amato, ama; solo nella misura in cui riceve, dà. Il primato però per l'uomo nei confronti di Dio spetta sempre e solo al ricevere. Perché Dio è dono, amore e compassione. Chi non lo riceve o se ne impossessa, ignora il dono, l'amore e la sua fonte. I discepoli di Gesù saranno bambini, ma solo davanti a Dio: davanti agli uomini dovranno essere coscienti e responsabili, pieni di pura fede.Come Francesco dobbiamo camminare con noi stessi e senza noi stessi, per poter vivere non nella nostra debole volontà ma nella Divina Volontà e nella contemplazione del Suo vivere...Proprio come Francesco !

PREGHIERA
Signore Gesù, dovevi essere una persona simpatica e disponibile se i bambini venivano da te. Ti ringrazio di averceli proposti come modello. Donaci di accostarci a te con la spontaneità e la fiducia dei piccoli galilei, per essere circondati dalla tua tenerezza, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




giovedì 23 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 55

VENERDI' 24 FEBBRAIO 2017

MARCO 10, 1-12

Partito di là,  si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano.  La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l'ammaestrava, come era solito fare.
E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E' lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne.L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse:
«Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 690
Mentre dimorava presso Siena, vi capitò un frate dell'Ordine dei predicatori, uomo spirituale e dottore in sacra teologia. Venne dunque a far visita al beato Francesco e si trattennero a lungo insieme, lui e il Santo in dolcissima conversazione sulle parole del Signore. Poi il maestro lo interrogò su quel detto di Ezechiele: Se non manifesterai all'empio la sua empietà, domanderò conto a te della sua anima. Gli disse: «Io stesso, buon padre, conosco molti ai quali non sempre manifesto la loro empietà, pur sapendo che sono in peccato mortale. Forse che sarà chiesto conto a me delle loro anime?».
E poiché Francesco si diceva ignorante e perciò degno più di essere da lui istruito, che di rispondere sopra una sentenza della Scrittura, il dottore aggiunse umilmente: «Fratello, anche se ho sentito alcuni dotti esporre questo passo, tuttavia volentieri gradirei a questo riguardo il tuo parere».
«Se la frase va presa in senso generico,--rispose Francesco --io la intendo così: Il servo di Dio deve avere in se stesso tale ardore di santità di vita, da rimproverare tutti gli empi con la luce dell'esempio e l'eloquenza della sua condotta. Così, ripeto, lo splendore della sua vita ed il buon odore della sua fama, renderanno manifesta a tutti la loro iniquità ».
Il dottore rimase molto edificato, per questa interpretazione, e mentre se ne partiva, disse ai compagni di Francesco: «Fratelli miei, la teologia di questo uomo, sorretta dalla purezza e dalla contemplazione, vola come aquila. La nostra scienza invece striscia terra terra ».


MEDITAZIONE
Creando l'uomo e la donna, Dio ha messo nel loro cuore un amore che li rende capaci di unirsi nella reciprocità di un dono totale e fedele. Ma perchè questo sia possibile e duri nel tempo, non bisogna mai chiudere il proprio cuore all'amore di cui Dio è la fonte. Sia il matrimonio che il celibato, devono stare al servizio del Regno. Se entriamo nello spirito del Vangelo impariamo a sottoporre alla luce di Dio i nostri progetti e desideri, smettiamo di strumentalizzarLo perché ci faccia raggiungere i nostri obiettivi e impariamo che la vita è apertura all’imprevisto e all’imprevedibile. È apertura al sogno di Dio. E' apertura all'amore! E allora anche noi possiamo cominciare a rimboccarci le maniche per restaurare la Chiesa di Dio della quale siamo parte, sia che viviamo nel matrimonio che come singoli o consacrati: per questo siamo francescani !

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, Tu sei fedele alle tue promesse e costante nel tuo amore, sii Tu benedetto per aver fatto della coppia umana un'immagine dell'unione di Cristo con la chiesa! Dona agli sposi di comprendere la grandezza dell'amore che li unisce, e rendili fedeli alla tua alleanza in Gesù Cristo, nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen







SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 54

GIOVEDI' 23 FEBBRAIO 2017
S. POLICARPO --memoria--

MARCO 9, 41-50
È meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. 
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. 
Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 689
Quantunque questo uomo beato non avesse ricevuta nessuna formazione di cultura umana, tuttavia, istruito dalla sapienza che discende da Dio e, irradiato dai fulgori della luce eterna, aveva una comprensione altissima delle Scritture. La sua intelligenza, pura da ogni macchia, penetrava le oscurità dei misteri, e ciò che rimane inaccessibile alla scienza dei maestri era aperto all'affetto dell'amante.
Ogni tanto leggeva nei Libri Sacri, e scolpiva indelebilmente nel cuore ciò che anche una volta sola aveva immesso nell'animo. «Per lui, la memoria teneva il posto dei libri», perché il suo orecchio, anche in una volta sola, afferrava con sicurezza ciò che l'affetto andava meditando con devozione. Affermava che questo metodo di apprendere e di leggere è il solo fruttuoso, non quello di consultare migliaia e migliaia di trattati. Riteneva vero filosofo colui che non antepone nulla al desiderio della vita eterna. Affermava ancora che perviene facilmente dalla scienza umana alla scienza di Dio, colui che, leggendo la Scrittura, la scruta più con l'umiltà che con la presunzione. Spesso scioglieva con una sola frase questioni dubbie e senza profusioni di parole dimostrava grande intelligenza e profonda penetrazione.

MEDITAZIONE
Ravvivate il senso della vocazione cristiana, per la quale siamo chiamati ad essere sale della terra e luce del mondo! È la frequentazione assidua della parola di Dio che ci impedisce di diventare insipidi e che ci fa meritare la beatitudine espressa dal salmo: "Beato l'uomo che si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua, che darà frutto a suo tempo".
Avere sale in noi stessi ci rende capaci di dare alla nostra vita, anche nelle umili e consuete cose di ogni giorno, la tonalità cristiana, senza conformarci alla mentalità del mondo e di trasmettere così agli altri, quasi a nostra insaputa, il sapore di Cristo. Per giungere alla vita eterna bisogna passare attraverso il fuoco della prova e rinunciare a se stessi seguendo Cristo: come Francesco. Allora, come lui, saremo veri discepoli, sale che non ha perso il proprio sapore.... e veri costruttori di pace.

PREGHIERA
Signore Gesù, Tu ci inviti a essere sale della terra e a sacrificare ciò che ostacola lo svolgimento di questa missione. Donaci di trovare la nostra gioia nel dare tutto perchè cresca in noi e intorno a noi quel regno in cui apparterremo a te, nei secoli dei secoli.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




martedì 21 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 53

MERCOLEDI' 22 FEBBRAIO 2017
CATTEDRA DI S. PIETRO APOSTOLO--festa--

MATTEO 16, 13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 688
L'abate del monastero di San Giustino, nella diocesi di Perugia, incontrò un giorno Francesco e, sceso velocemente da cavallo, si intrattenne brevemente con lui a parlare della salvezza della sua anima. Quando alla fine si allontanò, gli chiese umilmente di pregare per lui. «Pregherò, signore, volentieri», rispose Francesco.
L'abate si era allontanato di poco, quando il Santo, rivolto al compagno, gli disse: «Aspetta un poco, perché voglio soddisfare il debito di ciò che ho promesso». Aveva infatti questa abitudine, di non gettare dietro le spalle la preghiera richiesta ma di adempiere quanto prima una tale promessa. Mentre il Santo supplicava il Signore, subito l'abate provò nello spirito un calore insolito ed una dolcezza sconosciuta fino a quel momento e, rapito fuori dai sensi, gli sembrò proprio di venire meno. Si fermò un istante, poi ritornato in se stesso, constatò la potenza della preghiera di san Francesco.
Per questo provò un amore sempre più grande per l'Ordine e riferì a molti il fatto come un miracolo.
Questi sono i piccoli doni che devono farsi tra loro i servi di Dio, tale lo scambio vicendevole che si addice loro riguardo al dare e al ricevere. Quel santo amore, che a volte è chiamato spirituale, è contento del frutto dell'orazione; la carità tiene poco conto dei poveri doni terreni. Credo sia proprio dell'amore santo aiutare ed essere aiutati nella lotta spirituale, raccomandare ed essere raccomandati davanti al tribunale di Cristo.
Ma a quale grado di preghiera pensi che dovesse salire chi ha potuto in tale modo innalzare un altro con i suoi meriti?

MEDITAZIONE
L’umile pescatore della Galilea diventava, per volontà divina, il principe degli apostoli ma anche, per la stessa volontà il servo di tutti. Così, annesso al mandato, veniva dichiarata una inviolabilità della Chiesa, fondata sulla roccia, che è Cristo e su Pietro, confermato nella fede. Ci ha voluto dare anche una garanzia di vittoria «sulle porte degli inferi», sul male e sui nemici della Chiesa. Da quella Càttedra, segno episcopale, dove siede il Vicario di Cristo, attendiamo la verità della dottrina e una guida sicura. Ecco uno dei dogmi della fede. 

PREGHIERA
Concedi, Dio onnipotente, che tra gli sconvolgimenti del mondo non si turbi la tua Chiesa, che hai fondato sulla roccia con la professione di fede dell'apostolo Pietro. Per Gesù Cristo, nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 52

MARTEDI' 21 FEBBRAIO 2017

MARCO 9, 30-37

In quel tempo, Gesù e i discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà». Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni. 
Giunsero intanto a Cafàrnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. 
Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti». 
E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato». 
Parola del Signore.

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 687
Il vescovo di Assisi andò un giorno, com'era sua consuetudine, per una visita amichevole da Francesco, che stava pregando nel luogo della Porziuncola.
Appena entrato, si dirige con poco riguardo, senza essere stato invitato, alla cella del Santo e, spinta la porticina, fa per entrare, quando, nello sporgere il capo, lo vede in preghiera: all'istante è scosso da tremore e mentre le membra si irrigidiscono perde anche la parola. Subito, per volontà di Dio, è respinto violentemente fuori e, sempre all'indietro, è trascinato lontano.
A mio parere, o il vescovo era indegno di assistere a quel segreto misterioso, o Francesco meritava di godere più a lungo della grazia, che già pregustava. Pieno di stupore, il vescovo ritornò dai frati e, confessata la sua colpa con un cenno di parola, riacquistò la favella.

MEDITAZIONE
La vera grandezza è servire. La prossimità con Dio non si misura con il metro del prestigio o del ruolo, ma con quello dell’accoglienza, della solidarietà e dell’amore per gli ultimi. L’uomo ritrova il suo valore non per quello che sa, o per quello che ha, ma in forza del legame di solidarietà che, mediante Gesù, risale fino al Padre. La vera grandezza consiste nel servire i più piccoli, perchè in loro si serve il Signore stesso. La vera grandezza è stata raggiunta da Francesco perchè la sua vita era tutta preghiera e servizio, tanto da meritare da Dio doni straordinari. " E certo il Santo ebbe una potenza taumaturgica straordinaria nel guarire dalla lebbra, perchè, durante la sua vita si era votato, per umiltà e pietà, al servizio dei lebbrosi." FF1312.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, Tu hai inviato il tuo Figlio, primogenito di ogni creatura, perchè fosse l'ultimo di tutti e il servo di tutti. Insegnaci l'umiltà e rendici disponibili verso i più piccoli dei nostri fratelli, seguendo l'esempio di Gesù Cristo, nostro fratello.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




domenica 19 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 51

LUNEDI' 20 FEBBRAIO 2017

MARCO 9, 14-29
Credo, Signore; aiuta la mia incredulità.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. 
E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. 
Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». 
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». 
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 686
Quando ritornava dalle sue preghiere personali, durante le quali si trasformava quasi in un altro uomo, cercava di conformarsi quanto più poteva agli altri, per il timore che, se appariva col volto raggiante, il venticello dell'ammirazione non gli togliesse il merito guadagnato. Anzi spesso ripeteva ai suoi intimi: «Quando il servo di Dio nella preghiera è visitato dal Signore con qualche nuova consolazione, deve prima di terminare, alzare gli occhi al cielo e dire al Signore a mani giunte:--Tu, o Signore, hai mandato dal cielo questa dolce consolazione a me indegno peccatore: io te la restituisco, affinché tu me la metta in serbo, perché io sono un ladro del tuo tesoro--». E ancora: « Signore, toglimi il tuo bene in questo mondo, e conservamelo per il futuro».
E continuava: « Così deve comportarsi, in modo che, quando esce dalla preghiera, si mostri agli altri così poverello e peccatore, come se non avesse conseguito nessuna nuova grazia ». E spiegava: «Per una mercede di poco valore capita di perdere un bene inestimabile e di provocare facilmente il nostro benefattore a non ridarlo più».
Infine, era suo costume alzarsi a pregare così di nascosto e silenziosamente, che nessuno dei compagni poteva accorgersi che si alzava o pregava. Quando invece alla sera si metteva a letto, faceva rumore e quasi strepito, per far sentire a tutti che andava a coricarsi.

MEDITAZIONE
Gesù guarisce un ragazzo la cui malattia era attribuita al demonio. Al padre disperato e ai discepoli che non sono riusciti a guarirlo, Gesù ricorda che niente è impossibile a Dio, la cui volontà a ricercata attraverso la fede e la preghiera. Rileggendo le parole di Gesù scopro quanto debole è stata la mia fede e quanto debole sia ancora, perché se davvero io credessi, se voi credeste, se il mondo credesse, allora non ci sarebbe più guerra, non ci sarebbe più dolore, malattia, paura, perché TUTTO è POSSIBILE PER CHI CREDE. Francesco credeva profondamente e si vedevano i miracoli! Che bello se anche noi avessimo abbastanza fede da dire con estrema coscienza di noi stessi: Signore aiutami ! Signore prendi tra le tue mani quella parte di me che fatica a credere e trasformala, perché senza di te non ce la posso fare! Preghiamolo con le parole di san Francesco: FF276.

Altissimo glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo core mio.
Et dame fede dricta,
speranza certa e carità perfecta,
senno e cognoscemento,
Signore,
che faccia il tuo santo e verace comandamento. Amen.

PREGHIERA
Signore Gesù, noi crediamo in te, o meglio, vorremmo credere in te: aiuta la nostra incredulità. Donaci un segno della tua bontà onnipotente, perchè ritroviamo la forza di perseverare nella preghiera. Tu che sei la nostra speranza. Tu che sei la nostra speranza nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione
abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 50

DOMENICA 19 FEBBRAIO 2017

MATTEO 5, 38-48
Amate i vostri nemici.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 685
Spesso rimaneva assorto preso da tanta dolcezza di contemplazione, che rapito fuori di sé, non faceva capire a nessuno ciò che esperimentava di sovrumano. Tuttavia anche da un solo fatto, che una volta avvenne in pubblico, possiamo dedurre con quale frequenza dovesse essere profondamente immerso nella dolcezza celeste.
Un giorno doveva attraversare sul dorso di un asino Borgo San Sepolcro, e poiché aveva fissato di riposare in un lebbrosario, molti vennero a sapere del passaggio dell'uomo di Dio. Accorrono da ogni parte, uomini e donne, desiderosi di vederlo e di toccarlo con la devozione consueta. E che dire? Lo toccano e lo scuotono, gli tagliano pezzi dell'abito per conservarli. Ma Francesco sembra insensibile a tutto e niente avverte, come un morto, di ciò che avviene. Lo conducono finalmente al luogo fissato, e dopo aver lasciato alle spalle Borgo da un pezzo, come se provenisse da altro luogo, quel contemplatore delle cose celesti chiese preoccupato quando sarebbero giunti a Borgo.

MEDITAZIONE
Il nostro spirito trema sentendo le esigenze di questo nuovo comandamento. Non è forse più facile aggredire chi ci aggredisce e amare chi ci ama? Forse è a questo che ci spingerebbero i nostri sensi, è questa la voce dell’anima umiliata non ancora raggiunta dalla luce del Dio di Gesù Cristo, del solo vero Dio.Liberato dai suoi peccati grazie all’azione redentrice di Cristo e rinnovato dall’azione dello Spirito, l’uomo, ogni uomo, è il tempio in cui risplende lo Spirito di Dio. Dio ama l’uomo per se stesso, a tal punto che consegna alla morte suo Figlio. Ecco perché l’amore di carità apre ad un nuovo orizzonte che va oltre ogni umano orizzonte....Ben aveva compreso Francesco che era un gran "contemplatore delle cose celesti". FF685.

PREGHIERA
O Dio, che nel tuo Figlio
spogliato e umiliato sulla croce,
hai rivelato la forza dell’amore,
apri il nostro cuore al dono del tuo Spirito
e spezza le catene della violenza e dell’odio,
perché nella vittoria del bene sul male
testimoniamo il tuo Vangelo di pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...



ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




venerdì 17 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 49

SABATO 18 FEBBRAIO 2017

MARCO 9, 2-13
Fu trasfigurato davanti a loro.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù. 
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. 
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». 
E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elìa e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell’uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. Io però vi dico che Elìa è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 684
Credeva di peccare gravemente, se mentre pregava era turbato da vani fantasmi. Quando ciò capitava, ricorreva alla confessione per accusarsene subito. L'aveva resa così abituale questa premura, che molto raramente era tormentato da questo genere di mosche.
Durante una quaresima, aveva fatto un piccolo vaso, per utilizzare i ritagli di tempo e non perderne neppure uno. Ma un giorno, mentre recitava devotamente Terza, gli capitò di fermare per caso gli occhi su quel vaso, e si accorse che l'uomo interiore era stato ostacolato nel fervore. Afflitto perché la voce del cuore diretta all'orecchio divino aveva subìto una interruzione, finita Terza, disse ai frati presenti: « Ah, lavoro inutile che ha avuto tanto potere di me da deviare a sé il mio spirito! Lo sacrificherò al Signore, perché ha impedito il sacrificio diretto a lui ».
Detto ciò, afferrò il vaso e lo gettò nel fuoco, dicendo: « Vergogniamoci di lasciarci distrarre da fantasie inutili quando nel tempo della preghiera parliamo col Gran Re ».


MEDITAZIONE
Gesù è Colui che era stato annunciato dalla Legge e dai profeti, rappresentati qui da Mosè ed Elia; è Colui che dobbiamo ascoltare, perchè ci rivela il Padre. Il punto più importante di tutta la nostra vita è dunque essere appoggiati sul Signore Gesù, non appoggiarsi su noi stessi, sul niente che ci appartiene, ma rinnegare noi stessi e fondarci su di lui per essere in comunione con Dio, nell'amore vero. Ogni altro atteggiamento è fallace. Se cerchiamo di amare da soli, cioè senza appoggiarci sulla fede in Gesù, il nostro amore è vano, non è autentico; se tendiamo alla perfezione cristiana senza appoggiarci sul Signore Gesù, la nostra perfezione non esiste. "Se vuoi essere perfetto dice Gesù va', vendi quello che hai...". Dobbiamo rinunciare ad ogni idea di perfezione nostra, perché la perfezione non è proprietà nostra, l'abbiamo soltanto nella misura in cui siamo in comunione con Gesù, fondati su di lui nella fede. Francesco, con il suo stile di vita aveva raggiunto la perfezione evangelica e attirava molti a Cristo. "Molti, inoltre, non solo spinti da devozione, ma infiammati dal desiderio della perfezione di Cristo, abbandonavano ogni vanità mondana e si mettevano alla sequela di Francesco. Essi, crescendo e moltiplicandosi di giorno in giorno, si diffusero in breve tempo fino alle estremità della terra". FF1075.

PREGHIERA
Che Tu sia benedetto, Signore Gesù, per la gloria che hai fatto risplendere agli occhi dei tuoi apostoli, per prepararli alla prova che avrebbe rappresentato per loro la tua passione. 
Che Tu sia benedetto per la fede che doni a coloro che non hanno conosciuto la gioia della tua presenza umana.
Nei momenti difficili donaci un riflesso della tua luce, perchè proseguiamo nel cammino col coraggio che Tu attendi dai tuoi testimoni. Tu, il Figlio prediletto del Padre, che vivi con Lui nella comunione dello Spirito per tutti i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
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giovedì 16 febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 17 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 48

VENERDI' 17 FEBBRAIO 2017
SS. SETTE FONDATORI O.S.M.

MARCO 8, 34 - 9,1
Chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro:

«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. 
Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita?
Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».
Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 683
Recitava le ore canoniche con riverenza pari alla devozione. E quantunque fosse malato d'occhi, di stomaco, di milza e di fegato, non voleva appoggiarsi durante la salmeggiatura a muro o parete, ma assolveva l'obbligo delle ore sempre in piedi e senza cappuccio, senza guardare attorno e senza interruzioni.
Quando camminava a piedi, si fermava sempre per recitare le ore; se era a cavallo, scendeva a terra.
Un giorno ritornava da Roma sotto una pioggia incessante: discese dal cavallo per dire l'Ufficio e fermatosi ritto in piedi per lungo tempo, si bagnò tutto.
Ripeteva: « Se il corpo mangia tranquillo il suo cibo, destinato ad essere con lui pasto di vermi, con quanta pace e tranquillità l'anima deve prendere il suo cibo, che è il suo Dio! ».


MEDITAZIONE
Credere in Gesù Cristo e attendere da Lui la salvezza significa rinunciare a se stessi per seguirlo sulla strada che Egli ha scelto per salvarci. Rinunciare per amore a quello che il mondo offre è un modo bellissimo per onorare Dio. Francesco rinunciò a tutto per seguire Dio. Faceva tanti sacrifici, consolava gli afflitti e curava i malati. Pregava molto e si nutriva dell'Eucaristia. "Ripeteva: « Se il corpo mangia tranquillo il suo cibo, destinato ad essere con lui pasto di vermi, con quanta pace e tranquillità l'anima deve prendere il suo cibo, che è il suo Dio! ».FF683. Gesù è il termine di ogni nostra ricerca!

PREGHIERA
Spesso la vita degli uomini è appesantita e assorbita dalle preoccupazioni del mondo e non maturano spiritualmente anche se crescono i loro beni. Aiutaci, o Dio, Padre nostro, a capire quali sono le cose più importanti, a morire a noi stessi per vivere della tua vita, a portare la croce piuttosto che il portafoglio, e a non vergognarci mai di Gesù, tuo figlio e nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen