Sabato 30 Maggio 2015
Marco 11,27-33
Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII,2 : FF 1224
MEDITAZIONE
PREGHIERA
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
Marco 11,27-33
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII,2 : FF 1224
1224 2. Egli, dunque, seppe da una voce divina che, all'apertura del Vangelo, Cristo gli avrebbe rivelato che cosa Dio maggiormente gradiva in lui e da lui. Dopo aver pregato molto devotamente, prese dall'altare il sacro libro dei Vangeli e lo fece aprire dal suo devoto e santo compagno, nel nome della santa Trinità. Aperto il libro per tre volte, sempre si imbatté nella Passione del Signore. Allora l'uomo pieno di Dio comprese che, come aveva imitato Cristo nelle azioni della sua vita, così doveva essere a lui conforme nelle sofferenze e nei dolori della Passione, prima di passare da questo mondo. E benché ormai quel suo corpo, che aveva nel passato sostenuto tante austerità e portato senza interruzione la croce del Signore, non avesse più forze, egli non provò alcun timore, anzi si sentì più vigorosamente animato ad affrontare il martirio. L'incendio indomabile dell'amore per il buon Gesù erompeva in lui con vampe e fiamme di carità così forti, che le molte acque non potevano estinguerle.
MEDITAZIONE
Si apre un’inchiesta sulla missione di Gesù. Quest’ultimo non rifiuta la loro autorità, ma chiede che la esercitino a proposito di Giovanni, il profeta inviato da Dio per rendere testimonianza al Cristo. Perché non l’hanno riconosciuto? Se non sono in grado di dare una risposta, non possono neanche pretendere di giudicare Gesù che, tendendo loro un tranello, ne smaschera la malafede e la senile ottusità. Gesù si lascia trovare facilmente: ma se è vero che Gesù si lascia trovare facilmente è anche vero che per incontrarlo “veramente” occorre una giusta disposizione d’animo, disposizione d’animo che anziani e scribi non mostrano di avere! Se si vuole quindi che l’incontro con Gesù tocchi il cuore e lasci un segno di conversione, occorre avvicinarlo con cuore sgombro da presunzione e arroganza. Per sgombrare il cuore e la mente da tutto ciò che rallenta gli slanci dell’anima serve una richiesta, una preghiera, rivolta proprio a Lui: “Gesù, rendi il mio cuore simile al tuo”. “Gesù, illumina la mia mente”. E allora Gesù sorriderà… e magari risponderà anche a noi, come rispondeva a Francesco e a tutti i santi che vivevano in intima comunione con Lui.
PREGHIERA
O Dio, Padre nostro, in alcune circostanze della vita siamo chiamati a pronunciarci per o contro di te. Tu che hai donato a san Francesco una mirabile conoscenza del mistero del Cristo, per la sua intercessione allontana da noi le tenebre dell'errore e confermaci nella professione della vera fede per rendere testimonianza da veri discepoli a Colui che Tu hai inviato. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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