mercoledì 27 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28 Maggio 2015


Giovedì 28 Maggio 2015

Marco 10, 46-52

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.


Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII, 1: FF 1222

Francesco, uomo evangelico, non si disimpegnava mai dal praticare il bene. Anzi, come gli spiriti angelici sulla scala di Giacobbe, o saliva verso Dio o discendeva verso il prossimo. Il tempo a lui concesso per guadagnare meriti, aveva imparato a suddividerlo con grande accortezza: parte ne spendeva nelle fatiche apostoliche per il suo prossimo, parte ne dedicava alla tranquillità e alle estasi della contemplazione. Perciò, dopo essersi impegnato, secondo l'esigenza dei tempi e dei luoghi, a procacciare la salvezza degli altri, lasciava la folla col suo chiasso e cercava la solitudine, col suo segreto e la sua pace: là, dedicandosi più liberamente a Dio, detergeva dall'anima ogni più piccolo grano di polvere, che il contatto con gli uomini vi avesse lasciato.


MEDITAZIONE

I frutti della fede. La preghiera fiduciosa e perseverante del cieco di Gerico scaturisce da una fede profonda, che ottiene il dono della luce e sostiene la fedeltà con cui egli si pone a seguire Gesù. La preghiera di Francesco, fatta nel silenzio e nella solitudine, “detergeva dall'anima ogni più piccolo grano di polvere, che il contatto con gli uomini vi avesse lasciato”. Solo se c’è una grande fede l’intervento di Gesù, come salvatore, è certo e liberante. Infatti, grazia e fede si corrispondono esattamente. Noi, come preghiamo? E la nostra fede è profonda e salda? Ci ricordiamo, ogni tanto, di dire a Gesù: ”Ti voglio tanto bene….Tu sei la mia gioia….Tu sei il mio amore…mio Signore e mio Dio….mio Dio e mio Tutto!”. Pensiamo a cosa saremmo senza Gesù? Lui ci ha liberato col suo battesimo di sangue sulla croce!


PREGHIERA

Signore Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di noi. Ci rivolgiamo a Te perché sappiamo che puoi salvarci. Aiutaci a balzare in piedi, come il cieco di Gerico, quando Tu ci chiami; apri i nostri occhi e permettici di seguirti lungo il cammino, Tu che ci ami nei secoli dei secoli.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

Nessun commento:

Posta un commento