martedì 31 marzo 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 1 Aprile 2015

Mercoledì 1 Aprile  2015

MERCOLEDI’ SANTO

Matteo 26, 14-25
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».


Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII,4 : FF 1141
1141  Il vizio della detrazione, nemico radicale della pietà e della grazia, lo aveva in orrore come il morso del serpente e come la più dannosa pestilenza. Affermava che Dio pietosissimo l'ha in abominio, perché il detrattore si pasce col sangue delle anime, dopo averle uccise con la spada della lingua. Sentendo, una volta, un frate che denigrava un altro nella buona fama, si rivolse al suo vicario e gli disse: “ Su, su, indaga ben bene e, se trovi che il frate accusato è innocente, infliggi al frate accusatore un castigo durissimo, che lo faccia segnare a dito da tutti ”. Qualche volta giudicava che si doveva spogliare dell'abito chi aveva spogliato il proprio fratello della sua buona fama e non voleva che costui elevasse gli occhi a Dio, se prima non aveva procurato con ogni mezzo di restituire quanto aveva sottratto. “ La cattiveria dei detrattori--diceva--è tanto maggiore di quella dei ladri, quanto maggiore è la forza con cui la legge di Cristo, che trova il suo compimento nell''' amore ci obbliga a bramare la salvezza delle anime più di quella dei corpi ”.


MEDITAZIONE
La sofferenza rimane uno scandalo, ma Dio stesso se ne è fatto carico sperimentandola nel suo Figlio. Dio ormai è dalla nostra parte. La sua solidarietà col nostro dolore ci aiuta a dargli un significato. Durante la cena, Gesù annuncia il tradimento di Giuda per affermare che Egli sa che cosa sta per accadergli e Matteo, come testimone oculare, racconta lo scandalo di colui che era stato scelto come apostolo: Giuda vende Gesù per trenta monete d’argento! Quando ciò che era stato annunciato si realizza, le Scritture terminano. Tutto, da sempre, era presente agli occhi di Dio. L’azione dell’uomo era prevista, ma non predeterminata. Ed è per questo che Gesù non toglie la responsabilità a colui che lo consegna, poiché egli ha utilizzato male la sua libertà. Anche noi possiamo tradire Cristo e lo facciamo ogni volta che “sparliamo” di qualcuno pur sapendo che giudicare e parlare male degli altri ferisce il Cuore di Cristo.

PREGHIERA
Signore, noi sognamo delle assemblee ecclesiali in cui si ritrovi l’atmosfera calda e fraterna di una cena tra amici, secondo il modello che Tu ci hai lasciato. Liberaci tuttavia dall’illusione di pensare che questo risolverebbe tutti i nostri problemi, dal momento che anche fra i Dodici, che erano seduti a tavola con Te, undici mancavano di coraggio e uno stava per tradirti. E se abbiamo imitato la loro debolezza, aiutaci a seguili anche nella loro conversione. Tu che ci inviti a festeggiare con Te la Pasqua eterna. 



 ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 31 Marzo 2015

Martedì 31 Marzo 2015
MARTEDI’ SANTO

GIOVANNI 13, 21-33.36-38
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII,3 : FF 1140
1140 Una volta, turbato per i cattivi esempi, con grande ansietà di spirito, pregava per i suoi figli il Padre misericordioso; ma si ebbe dal Signore questa risposta: “ Perché ti turbi, tu, povero omuncolo? Forse che io ti ho costituito pastore della mia Religione, senza farti sapere che il responsabile principale sono io? Ho scelto te, uomo semplice, proprio per questo: perché le opere che io compirò siano attribuite non a capacità umane, ma alla grazia celeste. Io ho chiamato, io conserverò e io pascerò e, al posto di quelli che si perdono, altri ne farò crescere. E se non ne nasceranno, li farò nascere io; e per quanto gravi possono essere le procelle da cui questa Religione poverella sarà sbattuta, essa, col mio sostegno sarà sempre salva ”.

MEDITAZIONE
Gli avvenimenti precipitano. Col tradimento di uno dei Dodici la passione ha avuto inizio: il Cristo è già stato ferito nel suo intimo, e l’arresto è questione di ore. Gesù non cade inconsapevolmente nella rete tesa dal traditore, anzi, è Lui che in un certo modo dà il segnale a Giuda, indicandogli il momento opportuno per realizzare il suo oscuro disegno, col favore delle tenebre. Consumato il tradimento, Gesù considera ormai la sua passione e la sua glorificazione come un fatto compiuto. Sulla strada che si apre davanti a Lui nessuno, per il momento, è capace di seguirlo. Lui è il Signore della storia, Lui che conduce e guida il suo gregge: l’umanità, la chiesa, anche l’ordine dei frati minori. Forte e intenso è il racconto della preghiera di Francesco e della risposta del Signore: ”Perché ti turbi?”. E’ Lui che chiama, è Lui che salva. Lui c’è! “Aumenta, Signore, la nostra fede!”

PREGHIERA
In alcuni momenti di entusiasmo, Signore, ci capita a volte di sentirci pronti a seguirti fino alla morte. Ma Tu sai bene che alla prima occasione ci tiriamo subito indietro. Aiutaci a non recitare la parte dell’eroe, e donaci la tua forza, che sola può renderci capaci di dare anche la vita per Te, che regni con il Padre e con lo Spirito Santo nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

domenica 29 marzo 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 30 Marzo 2015

Lunedì 30 Marzo 2015

LUNEDI’ SANTO

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. 
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII,3 : FF 1138-39

1138 3. Cercava la salvezza delle anime con pietà appassionata, con zelo e fervida gelosia e, perciò, diceva che si sentiva riempire di profumi dolcissimi e, per così dire, cospargere di unguento prezioso, quando veniva a sapere che i suoi frati sparsi per il mondo, col profumo soave della loro santità, inducevano molti a tornare sulla retta via.
All'udire simili notizie, esultava nello spirito e ricolmava di invidiabilissime benedizioni quei frati che, con la parola e con le opere, trascinavano i peccatori all'amore di Cristo.
1139 Per la stessa ragione, quelli che violavano la santa Religione con opere malvagie, incorrevano nella sua condanna e nella sua tremenda maledizione: “ Da te, o Signore santissimo, e da tutta la celeste curia e da me pure, tuo piccolino, siano maledetti coloro che, con il loro cattivo esempio, sconvolgono e distruggono quanto, per mezzo dei santi frati di quest'Ordine, hai edificato e non cessi di edificare ”.
Spesso, pensando allo scandalo che veniva dato ai piccoli, provava una tristezza immensa, al punto da ritenere che ne sarebbe morto di dolore, se la bontà divina non l'avesse sorretto con il suo conforto.

MEDITAZIONE
Questa settimana è chiamata santa perché ricorda gli ultimi giorni trascorsi sulla terra dal santo per eccellenza, il Signore della gloria. Il dramma della passione sta per iniziare: i segni premonitori si moltiplicano. E’ il momento di riflettere sulla missione dolorosa del Figlio di Dio, venuto a condividere il nostro destino. Per san Giovanni, tutto quello che succede durante questi “ultimi” giorni ha un valore simbolico e oltrepassa le apparenze. I protagonisti stessi diventano dei simboli: all’inizio della settimana della Passione, Gesù è l’ospite di Marta, di Maria e di Lazzaro, in Betania. L’amicizia li lega; è a loro che viene annunciato cosa significa parlare della “vita” e della “morte” quando si tratta di Gesù. Maria fa qualcosa di sconveniente per la società dell’epoca - come per la nostra: unge i piedi di Gesù con un olio prezioso e li asciuga con i suoi capelli. Onora Gesù nell’innocenza del puro amore. Gesù intuisce l’intenzione di Maria, e attribuisce a quel gesto gratuito un significato speciale: l’olio profumato di cui la donna cosparge i suoi piedi prefigura quello che presto verrà usato per la sua sepoltura. Nel suo apostolato Francesco, come Gesù, trova chi lo segue e chi lo rifiuta, chi lo accoglie nella propria vita come amico o come esempio da imitare e chi si allontana da lui: tanti sentimenti diversi, e a volte contrastanti, che troviamo spesso anche dentro di noi, e ci portano a sbagliare agli occhi di Dio. Cosa penserebbe di noi Francesco? Ci ricordiamoci che anche la nostra vita deve diventare un dono d’amore a Dio?

PREGHIERA
Signore Gesù, autore della vita e padrone della tua stessa morte, Tu hai visto nel profumo versato da Maria il balsamo della tua prossima sepoltura. Libera il nostro cuore dall’attaccamento al denaro e ai piaceri mondani, e donaci di rispondere con generosità al tuo amore: Tu che sei morto per noi, perché ci ami per i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

sabato 28 marzo 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 29 Marzo 2015

Domenica 29 Marzo 2015
DELLE PALME E PASSIONE DEL SIGNORE

Marco 14, 1—15,47
Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di Gesù con inganno, per ucciderlo. Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo» .
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!» . Ed erano infuriati contro di lei. Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto» .
Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione opportuna per consegnarlo.
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?» . Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi» . I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.
Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà» . Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: «Sono forse io?» . Ed egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Bene per quell'uomo se non fosse mai nato!» .
Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo» . Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio» .
E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea» .
Allora Pietro gli disse: «Anche se tutti saranno scandalizzati, io non lo sarò» . Gesù gli disse: «In verità ti dico: proprio tu oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte» . Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Se anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò» . Lo stesso dicevano anche tutti gli altri.
Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego» . Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate» . Poi, andato un pò innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu» . Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole» . Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino» .
E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta» . Allora gli si accostò dicendo: «Rabbì» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!» . Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.
Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti attestavano il falso contro di lui e così le loro testimonianze non erano concordi. Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui, dicendo: «Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò questo tempio fatto da mani d'uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d'uomo» .
Ma nemmeno su questo punto la loro testimonianza era concorde. Allora il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all'assemblea, interrogò Gesù dicendo: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?» . Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?» .
Gesù rispose: «Io lo sono! E vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo» .
Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?» . Tutti sentenziarono che era reo di morte. Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: «Indovina» . I servi intanto lo percuotevano.
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù» . Ma egli negò: «Non so e non capisco quello che vuoi dire» . Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: «Costui è di quelli» . Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: «Tu sei certo di quelli, perché sei Galileo» . Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo che voi dite» . Per la seconda volta un gallo cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: «Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte» . E scoppiò in pianto.
Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato. Allora Pilato prese a interrogarlo: «Sei tu il re dei Giudei?» . Ed egli rispose: «Tu lo dici» . I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse. Pilato lo interrogò di nuovo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!» . Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò meravigliato. Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta. Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio. La folla, accorsa, cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva. Allora Pilato rispose loro: «Volete che vi rilasci il re dei Giudei?» . Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: «Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?» . Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!» . Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?» . Allora essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!» . E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!» . E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.
Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio, e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. E l'iscrizione con il motivo della condanna diceva: Il re dei Giudei.
Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.
I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!» . Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha salvato altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo» . E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Ecco, chiama Elia!» . Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce» . Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
Il velo del tempio si squarciò in due, dall'alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!» .
C'erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di ioses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII,2 : FF 1136-37
1136 2. E pertanto--diceva--è da compiangere, perché privo di pietà vera, sia il predicatore che, nella sua predicazione, ricerca non la salvezza delle anime, ma la propria gloria; sia il predicatore che con la malvagità della vita distrugge quanto ha edificato con la verità della dottrina . Diceva che a costoro è preferibile uno semplice e privo di lingua, ma capace di spingere gli altri al bene col suo buon esempio. 1137 Aveva un suo modo di spiegare l'espressione biblica: Anche la sterile ha partorito molti figli. “ La sterile, diceva, è il frate poverello, che non ha nella Chiesa l'ufficio di generare figli. Costui, nel giorno del giudizio, partorirà molti figli, nel senso che in quel giorno il Giudice ascriverà a sua gloria quelli che egli ora converte con le sue preghiere nascoste. Colei che ha molti figli diventerà infeconda, nel senso che il predicatore vanitoso e loquace, il quale ora si rallegra di avere molti figli, come se li avesse generato per propria virtù, allora conoscerà che, in costoro, lui non ha niente di suo ”.

MEDITAZIONE

Con la Celebrazione delle Palme si apre la grande e Santa Settimana della passione, morte e risurrezione del Signore. Non è semplicemente un momento importante dell'anno liturgico, è la sorgente di tutte le altre celebrazioni dell'anno. Tutte, infatti, si riferiscono al mistero della Pasqua da cui scaturisce la salvezza nostra e del mondo. Gesù non è venuto per salvare se stesso, ma per salvare gli uomini. Non è venuto a distruggere ma a salvare. Non è venuto a condannare ma a redimere. E di questo ha fatto lo scopo unico della sua vita. Davvero solo Dio poteva vivere e morire in quel modo, ossia dimenticando se stesso per donarsi totalmente agli altri. Se terremo fisso il nostro sguardo su Gesù, potremo anche noi incontrare i suoi occhi affranti dal dolore ma sempre pieni di misericordia e di affetto. Possa ognuno di noi, in questi giorni, accogliere il dono delle lacrime come l'ebbe il primo degli apostoli quella sera del tradimento perché, assieme a lui, noi ci accostiamo nuovamente al Signore e iniziamo a seguirlo con un cuore nuovo: e potremo anche noi, nel giorno del giudizio, partorire molti figli, nel senso che in quel giorno il Giudice ascriverà a sua gloria quelli che noi ora convertiamo con le nostre preghiere nascoste e le opere buone.

PREGHIERA
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

giovedì 26 marzo 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27 Marzo 2015

Venerdì 27 Marzo 2015

Giovanni 10, 31-42
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VII, 13 : FF 1133
1133 13. Vedremo più innanzi, a suo luogo, in qual modo Cristo abbia moltiplicato le vivande, tra le onde del mare, per i meriti del suo poverello. Per ora ricordiamo solo questo: con poco cibo a lui offerto in elemosina, salvò per un lungo periodo i marinai dalla fame e dal pericolo di morte. Ciò basta per dimostrarci con chiarezza che il servitore di Dio onnipotente fu simile a Mosé nel fare scaturire l'acqua dalla pietra, e ad Eliseo nel moltiplicare le vivande. Via, dunque, dai poveri di Cristo ogni ombra di sfiducia ! Se, infatti, la povertà di Francesco fu un'amministratrice tanto generosa da venire incontro così efficacemente alle necessità di quanti offrivano a lui il loro aiuto, quando già erano venute a mancare le risorse del denaro, dell'industria umana e della natura, tanto più saprà procurare quei beni che la Provvidenza divina concede a tutti, nell'ordine normale delle cose. Se, dico, I'arida pietra, alla voce del povero, somministrò acqua abbondante ad un poverello assetato, è chiaro che, fra tutte le cose, nessuna ormai negherà i propri servigi a coloro che hanno lasciato tutte le cose, per scegliere il Creatore di tutte le cose.

MEDITAZIONE
Quanta ostilità nei confronti dell’inviato di Dio! I nemici del Cristo hanno già in mano le pietre per lapidarlo, accusandolo di bestemmia. Ma la personalità della loro vittima li fa esitare. Allora, con una punta di ironia, Gesù chiede per quale delle sue opere buone intendono ucciderlo. Quindi oppone loro un’argomentazione del puro stile rabbinico. Un uomo braccato dai suoi nemici perde spesso il controllo delle proprie azioni, commettendo così degli errori che gli possono essere fatali. Ben diverso è il comportamento dell’uomo perseguitato che ripone in Dio la propria fiducia. Bisogna avere fede, una fede che non si stanca di chiedere a Dio misericordia. Così fa Francesco: egli crede nella bontà di Dio, perciò prega finchè sa di essere stato esaudito

PREGHIERA
Signore Gesù, quando hai dichiarato di essere Figlio di Dio, i tuoi avversari volevano scagliarti delle pietre: comprendevano dunque tutto il significato che Tu davi a questo titolo. Aiutaci ad affermare con coraggio che Tu sei Dio, e donaci soprattutto di testimoniare concretamente la tua misericordia, che è il segno della tua presenza, oggi e sempre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.SAN FRANCESCO E IL VANGELO 

mercoledì 25 marzo 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26 Marzo 2015

Giovedì 26 Marzo 2015

Giovanni 8, 51-59
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VII, 12 : FF 1132
1132 12. In un'altra circostanza, I'uomo di Dio aveva voluto trasferirsi in un certo romitorio, per dedicarsi più liberamente alla contemplazione. Poiché era infermo, chiese ad un poveruomo che lo trasportasse sul suo asinello. Nel caldo dell'estate, I'uomo seguiva a piedi il servo di Dio, su per la montagna. Affaticato dal percorso molto lungo e difficoltoso e stremato dalla sete, a un certo punto incominciò a gridare forte dietro al Santo: “ Muoio di sete! Se non trovo subito un po' d'acqua, muoio di sete! ”. Senza indugio il servo di Dio saltò giù dall'asino, si inginocchiò per terra e, levando le mani al cielo, continuò a pregare, finché sentì di essere stato esaudito. Terminata finalmente la preghiera disse all'uomo: “ Va in fretta a quella pietra e là troverai l'acqua viva, che in questo momento Cristo, nella sua misericordia, ha fatto sgorgare dal sasso per te ”. Stupenda degnazione di Dio, che con tanta facilità si piega ai desideri dei suoi servi! Bevve, I'uomo assetato, I'acqua scaturita dalla pietra per la miracolosa preghiera di Francesco, attinse la bevanda dal sasso durissimo. In quel luogo non c'era mai stato prima un filo d'acqua, ne mai lo si poté trovare, dopo, nonostante le più accurate ricerche.

MEDITAZIONE
Gesù preesiste ad Abramo ed è più grande di lui. Di fronte ai giudei che si vantano di essere figli di Abramo, Gesù afferma di essere superiore all’antico patriarca. Nella sua qualità di Figlio di Dio, Egli vive infatti in un eterno presente, e nel suo “giorno” si realizza la promessa divina di un’alleanza perpetua con la moltitudine degli uomini. Gesù è il Messia promesso, atteso, colui che salverà Israele, ma gli Ebrei non ci credono. Si ostinano a guardare soltanto alla vita terrena, nel suo circolo chiuso che va dalla nascita alla morte, mentre la vita eterna, di cui parla Gesù, comincia con la nascita nell’acqua e nello spirito ed è infinita. La vita eterna è per chi crede nelle promesse di Dio, per chi fa la sua Volontà, per chi accetta di vivere nel dono di sé a vantaggio del prossimo come ha fatto san Francesco, che ispirandosi a Cristo, “passava dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo.

PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, Tu dici che se uno osserva la tua parola non vedrà mai la morte. Risveglia in noi la fede perché possiamo vivere della tua vita, e facci scoprire sempre più profondamente che prima che Abramo fosse, “Tu sei”, per l’eternità

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

martedì 24 marzo 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25 Marzo 2015

Mercoledì 25 Marzo 2015

Luca, 1, 26-38
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VII, 11 : FF 1131
1131 11. Nel tempo in cui giaceva ammalato nel romitorio vicino a Rieti, veniva visitato spesso da un medico, che gli faceva le cure opportune. Ma siccome il povero di Cristo non aveva la possibilità di ripagarlo con un compenso proporzionato alla prestazione, Iddio generosissimo, per non lasciare senza ricompensa il medico e i suoi pietosi servigi anche qui sulla terra, lo volle compensare Lui stesso, al posto del povero. Lo fece con questo solo beneficio: Questo medico si era fatto costruire proprio allora una casa, spendendovi tutti i suoi guadagni. Ma, a causa di una larga spaccatura, apertasi da cima a fondo, la casa minacciava di cadere da un momento all'altro. Non sembrava possibile impedire il crollo con i mezzi della tecnica umana; ma il medico, che aveva piena fiducia nei meriti del Santo, con grande devozione e fede chiese ai frati di dargli qualche oggetto che l'uomo di Dio aveva toccato con le sue proprie mani. Dopo molte e insistenti preghiere, poté avere dai compagni del Santo una ciocca dei suoi capelli. La sera mise la ciocca dentro la spaccatura. Alzandosi, al mattino trovò la crepa perfettamente saldata, tanto che non si poteva né estrarre la reliquia, che ci aveva messo, né scorgere traccia alcuna di spaccatura. In questo modo, colui che aveva curato con tanta premura il corpicciolo in rovina del servo di Dio, meritò di scongiurare il pericolo di rovina per la propria casa.

MEDITAZIONE
Ll’Annunciazione, ci fa capire quanto sia necessario un dialogo costante fra Dio e ogni uomo. Qui Dio si è rivolto a Maria, perché si compissero le parole che, nella storia di Israele, erano state dette ad Abramo, a Mosé e ai profeti. Essi avevano ascoltato e obbedito; lasciarono entrare nella loro vita la Parola di Dio, la fecero parlare nelle loro azioni e la resero feconda nel loro destino. Il “sì” di Maria in risposta all’offerta divina, e il cambiamento drammatico di vita che ne seguì, mostrano che la venuta di Dio in mezzo a noi esige un cambiamento radicale. Forse l’annunciazione ci invita a tenerci in disparte, a custodire il segreto di amore che Dio affida a ciascuno di noi, a serbarlo in un cuore umile e pieno di fiducia come fece Francesco. Allora diventeremo capaci di andare verso gli altri e, come Francesco, raccontare loro la gioia che viene da Dio.

PREGHIERA
O Padre, tu hai voluto che il tuo Verbo
si facesse uomo nel grembo della Vergine Maria:
concedi a noi, che adoriamo il mistero
del nostro Redentore, vero Dio e vero uomo,
di essere partecipi della sua vita immortale.
Fa, o Padre, che ognuno di noi dica sinceramente il suo “Sì”, come Maria:
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

lunedì 23 marzo 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28 Marzo 2015

Sabato 28 Marzo 2015

Giovanni 11, 45-56
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. 
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII, 1 : FF 1134--35
1134 1. La vera pietà, che, come dice l'Apostolo, è utile a tutto aveva riempito il cuore di Francesco, compenetrandolo così intimamente da sembrare che dominasse totalmente la personalità di quell'uomo di Dio. La pietà lo elevava a Dio per mezzo della devozione, lo trasformava in Cristo per mezzo della compassione, lo faceva ripiegare verso il prossimo per mezzo della condiscendenza e, riconciliandolo con tutte le creature, lo riportava allo stato di innocenza primitiva. Per essa sentiva grandissima attrazione verso le creature, ma in modo particolare verso le anime, redente dal sangue prezioso di Cristo Gesù; e, quando le vedeva inquinate dalle brutture del peccato, le compiangeva con una commiserazione così tenera che ogni giorno, le partoriva, come una madre, in Cristo. 1135 E la ragione principale per cui venerava i ministri della parola di Dio era questa: che essi fanno rivivere la discendenza del loro fratello morto, cioè fanno rivivere il figlio di Cristo, che è stato crocifisso per i peccatori, quando li convertono, facendosi loro guida con pia sollecitudine e con sollecita pietà. Affermava che questo ufficio della pietà è più gradito di ogni sacrificio al Padre delle misericordie, soprattutto se viene adempiuto con zelo dettato da carità perfetta, per cui ci si affatica in esso più con l'esempio che con la parola, più con le lacrime della preghiera che con la loquacità dei discorsi.

MEDITAZIONE
Le supreme autorità religiose tramano contro l’inviato di Dio: le persone che stanno più in alto non sono sempre le più aperte ad accogliere la verità. Ma nel rifiuto stesso, le ricchezze dottrinali da loro possedute si esprimono a loro insaputa. Nell’affermazione del sommo sacerdote, l’evangelista vede una profezia della morte redentrice del Cristo e del suo frutto: l’unità di tutti i figli di Dio. Gesù, con la sua personalità eccezionale, esercitava una forza d’attrazione irresistibile, fondata sulla testimonianza della vita e del sangue versato per la nostra salvezza. I sacerdoti proseguono l'opera di salvezza iniziata da Gesù. Francesco li ammirava per questo e aveva una ragione mistica per spiegare la sua riverenza per i “ministri della parola”: ….”perchè essi fanno rivivere la discendenza del loro fratello morto, cioè fanno rivivere il Cristo, che è stato crocifisso per i peccatori…”Anche noi, con sollecitudine, con la preghiera, con grande carità, aiutiamoli nel loro compito.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, il tuo Figlio è morto non per un solo popolo, ma per riunire insieme i tuoi figli dispersi. Fa’ che, seguendo il suo esempio e con l’aiuto della tua grazia, sorgano nel nostro tempo uomini pronti a sacrificare tutto per la pace e l’unità dei popoli. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 Marzo 2015

Martedì 24 Marzo 2015

Giovanni 8, 21-30
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». 
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VII, 10 : FF 1130
1130 10. Ecco quanto accadde una volta. Il servo di Dio, che si era molto aggravato, dal luogo di Nocera veniva ricondotto ad Assisi, da una scorta di ambasciatori, che il devoto popolo assisano aveva appositamente inviato. Gli accompagnatori, col servo di Dio, giunsero in un villaggio poverello, chiamato Satriano. Siccome l'ora e la fame facevano sentire il bisogno di cibo, andarono a cercarlo per il paese. Ma, non trovando niente da comprare, tornarono a mani vuote. Allora il Santo disse a quegli uomini: “ Se non avete trovato niente, è perché avete più fiducia nelle vostre mosche che in Dio (col termine " mosche " egli indicava i denari). Ma tornate indietro nelle case da cui siete passati e domandate umilmente l'elemosina, offrendo come pagamento l'amor di Dio. E non crediate che questo sia un gesto vergognoso o umiliante: è un pensiero sbagliato, perché il Grande Elemosiniere, dopo il peccato, ha messo tutti i beni a disposizione dei degni e degli indegni, con generosissima bontà ”. I cavalieri mettono da parte il rossore, vanno spontaneamente a chiedere l'elemosina e riescono a comprare con l'amor di Dio quello che non avevano ottenuto con i soldi. Difatti quei poveri abitanti, commossi e ispirati da Dio, offrirono generosamente non solo le cose loro, ma anche se stessi. E così avvenne che la povertà di Francesco sopperisse all'indigenza, che il denaro non aveva potuto alleviare .

MEDITAZIONE
“Dove vado io, voi non potete venire”. In altri termini, non possiamo seguire Cristo se siamo nel peccato, cioè se rifiutiamo Dio e colui che egli ha mandato, Gesù Cristo. Il peccato è un male incurabile, perché gli uomini, con le proprie forze non sono in grado di riallacciare il rapporto interrotto con Dio. Tuttavia ci viene dato un segno, come un tempo agli ebrei nel deserto: la croce. Al legno è inchiodato il Figlio di Dio, che ci riconduce al Padre, e ci aiuta a raggiungere la perfezione nella sua giustizia. Francesco non si accontenta di aver ricevuto un dono ma ha voluto rendere grazie a Dio per tutta la vita, riconoscendo ogni giorno i suoi benefici e la sua Provvidenza e insegnando a tutti che la gratitudine è fonte di letizia.

PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, Tu che sei di lassù, e che attraverso la tua croce e la tua risurrezione sei tornato al Padre, non dimenticare coloro che vivono su questa terra. Dona loro di non essere del mondo, pur vivendo totalmente il proprio impegno di uomini. E fa che al termine del loro cammino non muoiano nel loro peccato, ma vivano per sempre con te nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

domenica 22 marzo 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 Marzo 2015

Lunedì 23 Marzo 2015

Giovanni 8, 1-11
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VII, 9 : FF 1129
9. Una volta, nel giorno santo di Pasqua, siccome si trovava in un romitorio molto lontano dall'abitato e non c'era possibilità di andare a mendicare, memore di Colui che in quello stesso giorno apparve ai discepoli in cammino verso Emmaus, in figura di pellegrino, chiese l'elemosina, come pellegrino e povero, ai suoi stessi frati. Come l'ebbe ricevuta, li ammaestrò con santi discorsi a celebrare continuamente la Pasqua del Signore, cioè il passaggio da questo mondo al Padre, passando per il deserto del mondo in povertà di spirito, e come pellegrini e forestieri e come veri Ebrei. Poiché, nel chiedere le elemosine egli non era spinto dalla brama del guadagno, ma dalla libertà dello Spirito, Dio, Padre dei poveri, mostrava per lui una speciale sollecitudine.

MEDITAZIONE E' vicino il momento in cui Cristo deve fare la rivelazione più radicale e la più incomprensibile per l’uomo, cioè che deve morire sulla croce. Già prima Gesù aveva parlato ai suoi discepoli della croce, ma la cosa li stupì e confuse: non capivano. Gesù, luce del mondo, conosce il cuore degli uomini e li invita a camminare dietro a Lui. Come unico testimone del Padre, Egli cerca, non senza fatica, di far accogliere la propria testimonianza e, se deve giudicare, non può farlo che con lo sguardo d’amore di Dio. La vita di Gesù è contrassegnata radicalmente e totalmente dalla sua personalità filiale. La “figliolanza” è la determinazione ultima della personalità di Gesù, quella che lo aiuta a fare la Volontà del Padre, quella che penetra nella profondità del suo mistero. Francesco ha ricevuto dallo Spirito Santo il dono di “calarsi” totalmente e generosamente, nell’atteggiamento figliale che aveva Gesù e, come Lui, vive nella totale disponibilità alla Divina Volontà

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, tramite Mosè ci hai dato la Legge, ma tramite il tuo Figlio ci hai accordato il perdono. Insegna a noi peccatori a essere buoni e pazienti nei nostri giudizi come Colui che non ha condannato la donna adultera: Gesù Cristo nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 Marzo 2015

Domenica 22 Marzo 2015
Giovanni 12, 20-33
In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
Leggenda Maggiore di San Bonaventura VII, 8 : FF 1128-29
1128 8. Talora, esortando i frati a cercare l'elemosina, usava argomenti di questo genere: “ Andate, perché in questi ultimissimi tempi i frati minori sono stati dati in prestito al mondo, per dar modo agli eletti di compiere in loro le opere con cui meritarsi l'elogio del sommo Giudice e quella dolcissima assicurazione: Ogni volta che lo avete fatto a uno di questi miei frati più piccoli, lo avete fatto a me ”. “ Perciò, concludeva, è bello andare a mendicare sotto il titolo di frati minori, titolo che il Maestro della verità ha indicato nel Vangelo con tanta precisione, come motivo dl eterna ricompensa per i giusti ”. 1129 Anche nelle feste principali, quando ve n'era l'opportunità, era solito andare per l'elemosina. Perché, diceva, nei poveri di Dio si realizza la parola del profeta: L'uomo ha mangiato il pane degli Angeli. Il pane degli Angeli è quello che la santa povertà raccoglie di porta in porta e che, domandato per amor di Dio, per amor di Dio viene elargito per suggerimento degli Angeli santi
MEDITAZIONE
Ecco l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme. Tutti sembrano averlo accolto: persino alcuni Greci, di passaggio, andarono a rendergli omaggio. Pochi lo conoscevano, ma è il desiderio, che muove i passi verso la conoscenza, non come fatto intellettuale, ma come qualcosa di più profondo, un cammino nella fede, il bisogno di credere, di affidarsi, di seguire Qualcuno. Sembra un paradosso! Vedere il Cristo vuol dire attendere che Egli scompaia; l’ora del trionfo è l’ora del supplizio; vivere è morire; guadagnare è perdere. Gesù parte, non per abbandonare, ma per ritrovare più profondamente; muore, non per decomporsi, ma per riprodursi in una moltitudine. Le scelte dolorose che il presente impone non sono più solo delle perdite, ma danno vita a un avvenire più bello: salire sulla croce significa andare verso la Vita eterna, perché Dio non è un Dio dei morti ma dei viventi, e i suoi figli sono figli della resurrezione, destinati a quella vita che non ha fine ed è vissuta nella piena comunione col Lui, Padre della Vita. San Francesco aveva compreso molto bene che per avere un posto prezioso in C
ielo, è necessario vivere morendo a sé stessi ed annullarsi davanti a Dio. E' per questo che la sua vita è tutta segnata da particolari interventi di Dio che lo arricchiscono di doni speciali. Imitiamolo rivolgendo al Signore la nostra preghiera: “Accresci, Padre, la nostra fede!”.
PREGHIERA
La mia fede, il mio amore, la mia vita sono in Te, mio Dio, in Cristo Gesù .Ti dono me stessa. Circondami con la tua misericordia e immergimi nella tua “dolce pietà”, oceano senza sponde per chi confida in Te. Te lo chiedo per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen..

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Marzo 2015

Sabato 21 Marzo 2015
Giovanni 7, 40-53
In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.
Leggenda Maggiore di San Bonaventura VII,7 : FF 1127
1127 7. Per amore della santa povertà, il servo di Dio onnipotente usava molto più volentieri delle elemosine cercate di porta in porta che non di quelle offerte spontaneamente. Quando, invitato da grandi personaggi, doveva accettare l'onore di assidersi a mense sontuose, andava, prima, a chiedere dei pezzi di pane nelle case dei vicini e poi, così arricchito di miseria, si metteva a tavola. Così fece una volta che era stato invitato dal cardinale di Ostia, straordinariamente affezionato al povero di Cristo. Perciò il cardinale si lamentò con lui, facendogli osservare che, andando a cercar l'elemosina, mentre stava per essere ospitato alla sua mensa, aveva offeso la sua dignità. Ma il servo di Dio gli rispose: “ O Signore mio, io ho fatto grande onore a voi coll'onorare un Signore più grande. Difatti il Signore si compiace della povertà e soprattutto di quella che consiste nel farsi medicanti volontari per Cristo. E io, questa dignità regale che il Signore Gesù ha assunto per noi, facendosi povero per arricchirci della sua miseria e costituire eredi e re del regno dei cieli i veri poveri di spirito, non voglio scambiarla col feudo delle false ricchezze, a voi concesse per un momento”.
M£DITAZIONE
Di fronte a Gesù gli uomini assumono posizioni diametralmente opposte. La gente discute e si divide . Ancora oggi , il Cristo continua ad attirare discepoli entusiasti e nemici accaniti che difendono contro di Lui la propria sicurezza e il proprio benessere. Ascoltiamo Gesù, le sue parole: sono parole d’amore che trasformano la nostra vita, che decidono del nostro avvenire perchè determinano la nostra esistenza, come ha determinato la vita di San Francesco. Egli, ricco dell’amore di Dio, riteneva suo dovere richiamare gli smarriti nella via della corruzione e in quella dottrinale; ammoniva tutti quelli che inseguono potere e ricchezze, sapendo che il Signore viene e non delude nella sua bontà.
PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, Tu hai voluto nascondere la tua dignità di messia presentandoti come un uomo della Galilea, perché potessero riconoscerti soltanto coloro che sanno andare al di là delle apparenze. Liberaci dai pregiudizi che ci impediscono di prestare orecchio alla tua parola. Non permettere che ci leghiamo ad una interpretazione troppo ristretta del tuo messaggio e rivelaci la sua eterna novità. Tu, il Verbo di Dio, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.