domenica 31 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 31 Maggio 2015

Domenica 31 Maggio 2015
SS. Trinità

Matteo 28, 16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII,3 : FF 1225
L'ardore serafico del desiderio, dunque, lo rapiva in Dio e un tenero sentimento di compassione lo trasformava in Colui che volle, per eccesso di carità, essere crocifisso. Un mattino, all'appressarsi della festa dell'Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide la figura come di un serafino, con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalla sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, tenendosi librato nell'aria, giunse vicino all'uomo di Dio, e allora apparve tra le sue ali l'effige di un uomo crocifisso, che aveva mani e piedi stesi e confitti sulla croce. Due ali si alzavano sopra il suo capo, due si stendevano a volare e due velavano tutto il corpo. A quella vista si stupì fortemente, mentre gioia e tristezza gli inondavano il cuore. Provava letizia per l'atteggiamento gentile, con il quale si vedeva guardato da Cristo, sotto la figura del serafino. Ma il vederlo confitto in croce gli trapassava l'anima con la spada dolorosa della compassione. Fissava, pieno di stupore, quella visione così misteriosa, conscio che l'infermità della passione non poteva assolutamente coesistere con la natura spirituale e immortale del serafino. Ma da qui comprese, finalmente, per divina rivelazione, lo scopo per cui la divina provvidenza aveva mostrato al suo sguardo quella visione, cioè quello di fargli conoscere anticipatamente che lui, I'amico di Cristo, stava per essere trasformato tutto nel ritratto visibile di Cristo Gesù crocifisso, non mediante il martirio della carne, ma mediante l'incendio dello spirito

MEDITAZIONE
E’ difficile parlare di Dio, più difficile ancora parlare della Trinità. San Paolo, a tutti quelli che il battesimo ha tuffati nella vita divina dice: “Silenzio. Ascoltate ed esperimentate Dio in voi. Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo. Sentirete allora zampillare un grido: Abbà, Papà”. “ Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio”. Egli ci ha dato un atteggiamento di confidenza e di libertà filiale. “L’antico Testamento ha chiaramente manifestato il Padre, oscuramente il Figlio. Il Nuovo Testamento ha rivelato il Figlio ed ha insinuato la divinità dello Spirito Santo. Oggi lo Spirito vive in noi e in mezzo a noi e si fa chiaramente conoscere”. Francesco scrive così nella Regola non bollata: (FF 70-71) [70] Nient'altro dunque dobbiamo desiderare, niente altro volere, nient'altro ci piaccia e diletti, se non il Creatore e
Redentore e Salvatore nostro, solo vero Dio, il quale è il bene pieno, ogni bene, tutto il bene, vero e sommo bene, che
solo è buono, pio, mite, soave e dolce, che solo è santo, giusto, vero, santo e retto, che solo è benigno, innocente, puro,
dal quale e per il quale e nel quale è ogni perdono, ogni grazia, ogni gloria di tutti i penitenti e giusti, di tutti i santi che
godono insieme nei cieli.
[71] Niente dunque ci ostacoli, niente ci separi, niente si frapponga.
E ovunque, noi tutti, in ogni luogo, in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e ininterrottamente crediamo veramente e
umilmente e teniamo nel cuore e amiamo, onoriamo, adoriamo, serviamo, lodiamo e benediciamo, glorifichiamo ed
esaltiamo, magnifichiamo e rendiamo grazie all'altissimo e sommo eterno Dio, Trinità e Unità, Padre e Figlio e Spirito
Santo, Creatore di tutte le cose e Salvatore di tutti coloro che credono e sperano in lui, e amano lui che è senza inizio e
senza fine, immutabile, invisibile, inenarrabile, ineffabile incomprensibile. ininvestigabile, benedetto, degno di lode,
glorioso, sopraesaltato, sublime, eccelso, soave, amabile, dilettevole e tutto sopra tutte le cose desiderabile nei secoli dei
secoli. Amen.


 



PREGHIERA
O Dio altissimo, che nelle acque del Battesimo ci hai fatto tutti figli nel tuo unico Figlio, ascolta il grido dello
Spirito che in noi ti chiama Padre, e fà che, obbedendo al comando del Salvatore, diventiamo annunciatori della salvezza offerta a tutti i popoli. Per Cristo nostro Signore.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

giovedì 28 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 30 Maggio 2015


Sabato 30 Maggio 2015

Marco 11,27-33

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farle?». 
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». 
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». 
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII,2 : FF 1224
1224 2. Egli, dunque, seppe da una voce divina che, all'apertura del Vangelo, Cristo gli avrebbe rivelato che cosa Dio maggiormente gradiva in lui e da lui. Dopo aver pregato molto devotamente, prese dall'altare il sacro libro dei Vangeli e lo fece aprire dal suo devoto e santo compagno, nel nome della santa Trinità. Aperto il libro per tre volte, sempre si imbatté nella Passione del Signore. Allora l'uomo pieno di Dio comprese che, come aveva imitato Cristo nelle azioni della sua vita, così doveva essere a lui conforme nelle sofferenze e nei dolori della Passione, prima di passare da questo mondo. E benché ormai quel suo corpo, che aveva nel passato sostenuto tante austerità e portato senza interruzione la croce del Signore, non avesse più forze, egli non provò alcun timore, anzi si sentì più vigorosamente animato ad affrontare il martirio. L'incendio indomabile dell'amore per il buon Gesù erompeva in lui con vampe e fiamme di carità così forti, che le molte acque non potevano estinguerle.

MEDITAZIONE
Si apre un’inchiesta sulla missione di Gesù. Quest’ultimo non rifiuta la loro autorità, ma chiede che la esercitino a proposito di Giovanni, il profeta inviato da Dio per rendere testimonianza al Cristo. Perché non l’hanno riconosciuto? Se non sono in grado di dare una risposta, non possono neanche pretendere di giudicare Gesù che, tendendo loro un tranello, ne smaschera la malafede e la senile ottusità. Gesù si lascia trovare facilmente: ma se è vero che Gesù si lascia trovare facilmente è anche vero che per incontrarlo “veramente” occorre una giusta disposizione d’animo, disposizione d’animo che anziani e scribi non mostrano di avere! Se si vuole quindi che l’incontro con Gesù tocchi il cuore e lasci un segno di conversione, occorre avvicinarlo con cuore sgombro da presunzione e arroganza. Per sgombrare il cuore e la mente da tutto ciò che rallenta gli slanci dell’anima serve una richiesta, una preghiera, rivolta proprio a Lui: “Gesù, rendi il mio cuore simile al tuo”. “Gesù, illumina la mia mente”. E allora Gesù sorriderà… e magari risponderà anche a noi, come rispondeva a Francesco e a tutti i santi che vivevano in intima comunione con Lui. 

PREGHIERA
O Dio, Padre nostro, in alcune circostanze della vita siamo chiamati a pronunciarci per o contro di te. Tu che hai donato a san Francesco una mirabile conoscenza del mistero del Cristo, per la sua intercessione allontana da noi le tenebre dell'errore e confermaci nella professione della vera fede per rendere testimonianza da veri discepoli a Colui che Tu hai inviato. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 29 Maggio 2015

Venerdì 29 Maggio 2015

Marco 11, 11-25

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: 
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII,1: FF 1223
1223 Due anni prima che rendesse lo spirito a Dio, dopo molte e varie fatiche, la Provvidenza divina lo trasse in disparte, e lo condusse su un monte eccelso, chiamato monte della Verna. Qui egli aveva iniziato, secondo il suo solito, a digiunare la quaresima in onore di san Michele arcangelo, quando incominciò a sentirsi inondato da straordinaria dolcezza nella contemplazione, acceso da più viva fiamma di desideri celesti, ricolmo di più ricche elargizioni divine. Si elevava a quelle altezze non come un importuno scrutatore della maestà, che viene oppresso dalla gloria, ma come un servo fedele e prudente, teso alla ricerca del volere di Dio, a cui bramava con sommo ardore di conformarsi in tutto e per tutto.

MEDITAZIONE
Il fico sterile è maledetto solo in quanto simbolo di un popolo sterile perché infedele. Il denaro ha invaso la casa di Dio, il commercio ha preso il posto della preghiera. Gesù pone fine a questo scandalo. Quindi insegna ai discepoli come ottenere da Dio il perdono e la fedeltà: perdonando ai propri fratelli e pregando con fede. Dio si aspetta di trovare nell’uomo una fede salda. La fede è un dono gratuito di Dio, ma Egli ci chiede di essere aperti e disponibili. Il mondo d’oggi, invece, ha come solo orizzonte l’azione umana e la realizzazione del singolo, mentre la fede cerca, in tutto, di fare la volontà di Dio. Il mondo si preoccupa soprattutto del benessere e delle comodità, la fede, invece, ci chiede di portare la nostra croce seguendo Gesù. Ne sono esempio i santi: essi sono la risposta alla fede che Gesù si aspetta da noi. Francesco, ad esempio, servo fedele e prudente, era tutto teso alla ricerca del volere di Dio, a cui bramava con sommo ardore di conformarsi in tutto e per tutto. Ciò che risulta difficile ai cristiani di oggi, è mettere in pratica la fede nella vita quotidiana. Chi ignora il proprio bisogno di Dio ha una fede tiepida o non crede, e così facendo….. respinge la sua vocazione e rifiuta l’offerta di Dio. 





PREGHIERA
Dio eterno, è difficile credere  alla  tua  onnipotenza  in  un  mondo  in  cui  il male così spesso trionfa. Donaci di
riconoscere la tua azione e rinnova la nostra fede nella tua provvidenza, perché la nostra preghiera non venga mai meno, per Gesù Cristo, nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 27 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28 Maggio 2015


Giovedì 28 Maggio 2015

Marco 10, 46-52

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». 
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.


Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII, 1: FF 1222

Francesco, uomo evangelico, non si disimpegnava mai dal praticare il bene. Anzi, come gli spiriti angelici sulla scala di Giacobbe, o saliva verso Dio o discendeva verso il prossimo. Il tempo a lui concesso per guadagnare meriti, aveva imparato a suddividerlo con grande accortezza: parte ne spendeva nelle fatiche apostoliche per il suo prossimo, parte ne dedicava alla tranquillità e alle estasi della contemplazione. Perciò, dopo essersi impegnato, secondo l'esigenza dei tempi e dei luoghi, a procacciare la salvezza degli altri, lasciava la folla col suo chiasso e cercava la solitudine, col suo segreto e la sua pace: là, dedicandosi più liberamente a Dio, detergeva dall'anima ogni più piccolo grano di polvere, che il contatto con gli uomini vi avesse lasciato.


MEDITAZIONE

I frutti della fede. La preghiera fiduciosa e perseverante del cieco di Gerico scaturisce da una fede profonda, che ottiene il dono della luce e sostiene la fedeltà con cui egli si pone a seguire Gesù. La preghiera di Francesco, fatta nel silenzio e nella solitudine, “detergeva dall'anima ogni più piccolo grano di polvere, che il contatto con gli uomini vi avesse lasciato”. Solo se c’è una grande fede l’intervento di Gesù, come salvatore, è certo e liberante. Infatti, grazia e fede si corrispondono esattamente. Noi, come preghiamo? E la nostra fede è profonda e salda? Ci ricordiamo, ogni tanto, di dire a Gesù: ”Ti voglio tanto bene….Tu sei la mia gioia….Tu sei il mio amore…mio Signore e mio Dio….mio Dio e mio Tutto!”. Pensiamo a cosa saremmo senza Gesù? Lui ci ha liberato col suo battesimo di sangue sulla croce!


PREGHIERA

Signore Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di noi. Ci rivolgiamo a Te perché sappiamo che puoi salvarci. Aiutaci a balzare in piedi, come il cieco di Gerico, quando Tu ci chiami; apri i nostri occhi e permettici di seguirti lungo il cammino, Tu che ci ami nei secoli dei secoli.


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(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27 Maggio 2015

Mercoledì 27 Maggio 2015

Marco 10,32-45
In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,12 : FF 1221 Poiché l'araldo di Cristo era famoso per questi e molti altri prodigi, la gente prestava attenzione alle sue parole, come se parlasse un Angelo del Signore. Infatti la prerogativa delle virtù eccelse, lo spirito di profezia, la potenza taumaturgica, la missione di predicare venuta dal cielo, I'obbedienza delle creature prive di ragione, le repentine conversioni dei cuori operate dall'ascolto della sua parola, la scienza infusa dallo Spirito Santo e superiore all'umana dottrina, I'autorizzazione a predicare concessa dal sommo Pontefice per rivelazione divina, come pure la Regola, che definisce la forma della predicazione, confermata dallo stesso Vicario di Cristo e, infine, i segni del Sommo Re impressi come un sigillo nel suo corpo, sono come dieci testimonianze per tutto il mondo e confermano senza ombra di dubbio che Francesco, I'araldo di Cristo, è degno dl venerazione per la missione ricevuta, autentico nella dottrina insegnata, ammirabile per la santità e che, perciò. egli ha predicato il Vangelo di Cristo come un vero inviato di Dio.

MEDITAZIONE
Servire,….come il Cristo! Per la terza volta Gesù annuncia ai discepoli la morte che lo attende a Gerusalemme. Questo discorso li spaventa, ma non cambia il loro unico desiderio; insieme al Signore, dominare gli altri. Gesù denuncia la vanità delle loro aspirazioni: la sua gloria non consiste nel dominare, ma nel servire gli uomini che Egli ama al punto da donare la propria vita per salvarli. Il Figlio dell'uomo è venuto per dare la propria vita per la nostra salvezza: se Gesù non avesse trasformato la pena subita in dono generoso, non avrebbe potuto darci il suo corpo, darci il suo sangue. Doveva trasformare l'evento in dono, per poter poi trasmetterci questo dono nel sacramento. E il sacramento ha lo scopo di dare anche a noi la forza di trasformare nello stesso modo gli eventi, cioè di accogliere tutti gli avvenimenti della nostra vita, anche quando sono penosi e trasformarli in sacrificio generoso in unione con Cristo, crocifisso e risorto. Grazie all'Eucaristia questa forza è in noi e lo Spirito di Cristo ci muove continuamente ad usarla nella generosità e nella fedeltà. Non scordiamoci mai di seguire gli insegnamenti di Francesco che, ammirabile per la santità, pieno di fede e di Spirito Santo, ha predicato il Vangelo di Cristo come un vero inviato di Dio.

PREGHIERA
O Dio, Padre nostro, per rivelare all’uomo che lo ami come un figlio, Tu hai mandato il tuo Figlio unigenito a farsi servo di tutti. Donaci di metterci al servizio gli uni degli altri, seguendo l’esempio di Colui che è venuto per essere il primogenito di una moltitudine di fratelli, Gesù Cristo nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




martedì 26 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25 Maggio 2015



Lunedì 25 Maggio 2015

Marco 10, 17-27
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,10: FF 1219
1219 Nel borgo di Sangemini il servo di Dio ricevette ospitalità da un uomo devoto, la cui moglie era tormentata dal demonio. Dopo aver pregato, comandò, per virtù d'obbedienza, al demonio di uscire dalla donna e, con l'aiuto della potenza divina, lo costrinse ad una fuga immediata: dimostrazione chiara che l'ostinazione dei demoni non può resistere alla virtù della santa obbedienza. A Città di Castello una donna era posseduta da uno spirito maligno e furioso: appena il Santo glielo ebbe ingiunto per obbedienza, il demonio fuggì, pieno di sdegno, lasciando libera nell'anima e nel corpo la povera ossessa.

MEDITAZIONE
Marco parla spesso dello “sguardo” di Gesù, che penetra i cuori. È in grado di seguire Cristo solo l’uomo che ha capito che soltanto Dio è grande e che tutto il resto è piccolo ed effimero. Ma comprendere ciò è già una grazia e non dipende da noi.
Gesù chiama tutti noi, chiama ogni uomo a seguirlo, si rivolge a tutti i credenti della terra, così come ci insegna la Chiesa. Ma non tutti sono chiamati a seguire Gesù allo stesso modo: non tutti devono rinunciare ad ogni loro bene, non tutti devono subire il martirio. Lo sguardo divino, pieno di grazia, si posa su colui che Egli chiama. Dio chiama gli eletti per nome, li conosce per mezzo del suo sguardo amoroso che tutto sa. Conosce gli uomini e gli uomini lo riconoscono. Gesù sa chi ha scelto e chiamato. Ricordiamoci la “ chiamata” di Francesco:

“ Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli è così profondamente commosso, all'improvviso--cosa da sempre inaudita!--l'immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra, " Francesco, - gli dice chiamandolo per nome - va', ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina ". Francesco è tremante e pieno di stupore, e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire e si concentra tutto su questo invito. Ma, a dir vero, poiché neppure lui riuscì mai ad esprimere la ineffabile trasformazione che percepì in se stesso, conviene anche a noi coprirla con un velo di silenzio”.FF 593

PREGHIERA
Signore Gesù, nostro unico maestro, aiutaci a staccarci dalla ricchezza e dalle preoccupazioni del benessere, perché la nostra libertà abbia lo spazio per crescere e noi troviamo il coraggio di seguire te, che solo sei buono, e ci ami per sempre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 25 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26 Maggio 2015

Martedì 26 Maggio 2015

Marco 10, 28-31

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII, 10: FF 1220
Nel contado di Arezzo, una donna da molti giorni soffriva il travaglio del parto ed era ormai vicino alla morte. In quella situazione disperata, non le restava più rimedio alcuno, se non da Dio. Ebbene, il servo di Cristo era appena passato, a cavallo, da quelle parti e capitò che, nel riportare la bestia al padrone, gli incaricati passassero dal villaggio della povera donna. La gente del luogo, visto il cavallo su cui il Santo aveva viaggiato, gli strapparono via le briglie e andarono a porle sul corpo della donna. A quel contatto miracoloso, scomparve ogni pericolo e la donna, sana e salva, subito partorì. Un uomo di Città della Pieve, religioso e timorato di Dio, conservava la corda che era servita da cingolo al padre santo. E siccome in quel paese gran numero di uomini e di donne veniva colpita da varie malattie, andava in giro per le case dei malati, intingeva la corda nell'acqua, che poi dava da bere ai sofferenti: con questo mezzo moltissimi guarivano. Ma anche i malati che mangiavano il pane toccato dall'uomo di Dio, ottenevano rapidamente per divino intervento, la guarigione.

MEDITAZIONE
Lo scopo del distacco: un più grande amore! Sì, il cristiano deve essere distaccato da tutto, perché il suo cuore possa aprirsi sempre più all’amore di Cristo,…. che lo unirà a tutti coloro che Lui ama …e lo renderà fedele nel tempo della prova. Per seguirlo bisogna essere pronti a rinunciare a tutto: alla famiglia, agli amici, all’onore, alla vita stessa. Rinunciare, insomma, a tutti i propri beni: “Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo” (Lc 14,33). Ti svelo un segreto, fratello mio: non pensare mai più a te stesso. E’ questa la vera povertà gradita a Dio.


PREGHIERA

Signore Gesù, Tu prometti il centuplo a coloro che hanno lasciato tutto per seguirti. Qualunque sia il nostro stato di vita, donaci di staccarci da noi stessi per essere un segno più vero della tua presenza e del tuo Vangelo nel mondo. Tu, il povero che Dio ha glorificato per sempre, e vivi e regni nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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sabato 23 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 Maggio 2015

Domenica 24 Maggio 2015
PENTECOSTE

Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,10: FF 1217-1218
Una donna della città di Gubbio aveva tutt'e due le mani rattrappite e secche, tanto che non poteva assolutamente farne uso. Appena il Santo le fece il segno della croce nel nome del Signore, guarì così perfettamente che, tornata subito a casa, si mise a preparare con le proprie mani il cibo, come un tempo la suocera di Simone, a servizio di Francesco e dei poveri. 1218 A una bambina cieca di Bevagna restituì la vista desiderata, spalmandole gli occhi con lo sputo per tre volte, nel nome della Trinità. Una donna della città di Narni, colpita da cecità, recuperò la vista appena egli l'ebbe benedetta. Un bambino di Bologna aveva un occhio tutto coperto da una macchia e non vedeva assolutamente niente. Non si riusciva a trovare nessun rimedio per aiutarlo. Ma dopo che il servo del Signore gli ebbe fatto il segno della croce, dalla testa ai piedi, riacquistò una vista limpidissima. In seguito entrò nell'Ordine dei frati minori e diceva di vederci molto più chiaro dall'occhio guarito che non dalI'occhio rimasto sempre sano.

MEDITAZIONE
Ormai è lo Spirito che istruisce la Chiesa. Senza aggiungere nulla alla Parola decisiva del Padre, il grande Testimone del risorto continua a svelare ai cristiani di tutti i tempi il significato di ciò che è stato detto una volta per tutte, rivelando anche le cose future, cioè gli effetti della risurrezione del Signore sull’ordine del mondo. Se dunque fin d’ora, per aver ricevuto il pegno dello Spirito, noi gridiamo: “Abbà, Padre”, che cosa avverrà dopo la risurrezione dai morti, quando lo vedremo faccia a faccia? Una cosa sappiamo: se lo lasciamo agire in noi, lo Spirito ci renderà simili a Lui e porterà a compimento la volontà del Padre, trasformando l’uomo ad immagine e somiglianza di Dio. Un’anima umile è un vaso che Dio riempie molto volentieri dei suoi doni. Francesco si era svuotato di sé stesso, si era fatto piccolo ed umile, aveva sopportato umiliazioni e persecuzioni per vivere solo nella divina volontà e, docile ed aperto all’azione della grazia, per opera dello Spirito Santo diventò un altro Cristo.

PREGHIERA
Per mezzo del Vangelo Gesù ha messo nei nostri cuori il seme della sua dottrina. Ma questo seme, per giungere alla maturazione, necessita dell’azione dello Spirito Santo. Padre, Tu che non neghi il dono più importante a chi te lo chiede, donaci lo Spirito Santo; aprici alla grazia e aiutaci a non mettere alcun limite al Dono dei doni che opera in noi le sue meravigliose trasformazioni. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Sequenza allo Spirito Santo
o Sequenza Aurea

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna. Amen.

((dalla Liturgia di Pentecoste)

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




venerdì 22 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 Maggio 2015


Sabato 23 Maggio 2015

Giovanni 21, 20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,9: FF 1213-1214-1215-1216

1213 Nella città di Toscanella fu accolto devotamente come ospite da un cavaliere. Accondiscendendo alla sua grande insistenza, il Santo prese per la mano il suo figlio unico, rachitico fin dalla nascita, e immediatamente glielo restituì in perfetta salute: sotto gli occhi di tutti, le membra del corpicciolo si rassodarono sull'istante e il bambino si levò su, sano e forte, camminando e saltando e lodando Dio
.
1214 Nella città di Narni, per l'insistenza del vescovo, benedisse un paralitico, privo dell'uso di tutte le membra, tracciandogli un segno di croce dalla testa ai piedi, e gli ridonò salute perfetta.

1215 Nella diocesi di Rieti, una madre in lacrime gli presentò il suo bambino, da quattro anni cosí gonfio che non riusciva nemmeno a vedere le proprie gambe: il Santo lo toccò appena con le sue sacre mani e lo rese perfettamente sano.

1216 C'era, vicino alla città di Orte, un bambino tutto rattrappito, che aveva la testa congiunta ai piedi e parecchie ossa rotte. Commosso dalle lacrime e dalle preghiere dei genitori, il Santo lo benedisse col segno della croce, e quello si rizzò con le membra ben distese, guarite all'istante.

MEDITAZIONE
Tutti i discepoli sono chiamati a rendere testimonianza al Vangelo, ciascuno con la propria vocazione personale. La vocazione è un dono, un dono direttamente dato dall’Amore. La comunità che ha raccolto le parole di Giovanni ce le propone come una realtà luminosa e vivificante, come una testimonianza di cui essa ha riconosciuto l’autenticità. Pietro ha seguito Gesù ed è lui che conferma nella fede i suoi fratelli con l’aiuto dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo non verrà mai meno alla Chiesa. La sua testimonianza farà sempre di essa il sacramento di Gesù Cristo. La Chiesa ci donerà sempre la presenza del Signore, e attraverso i meriti dei suoi figli, dei suoi santi, non cesserà di riflettere la sua gloria.

PREHIERA
Ti ringraziamo, Signore Gesù, di non averci detto tutto; come i discepoli, anche noi facciamo fatica a comprendere le tue parole. Donaci di approfondire, nella luce dello Spirito, quelle che ci hanno tramandato Matteo, Marco, Luca e il discepolo che Tu amavi, la cui testimonianza è veritiera, oggi e sempre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

giovedì 21 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 Maggio 2015

Venerdì 22 Maggio 2015

Giovanni 21, 15-19

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,8: FF 1212

Quello che esigeva dagli altri con le parole, lo aveva preteso prima da se stesso con le opere; perciò non temeva censori e predicava la verità con estremo coraggio. Sapeva non lusingare le colpe, ma sferzarle; non blandire la condotta dei peccatori, ma abbatterla con dure rampogne. Con pari fermezza di spirito parlava ai piccoli e ai grandi, e provava uguale gioia nel parlare a pochi e a molti . Gente di ogni età e d'ogni sesso correva a vedere e ad ascoltare quell'uomo nuovo, donato dal cielo al mondo. Egli pellegrinava per le varie regioni, annunciando con fervore il Vangelo; e il Signore cooperava. confermando la Parola con i miracoli che l'accompagnavano. Infatti, nel nome del Signore, Francesco; predicatore della verità, scacciava i demoni, risanava gli infermi, e, prodigio ancor più grande, con l'efficacia della sua parola inteneriva e muoveva d penitenza gli ostinati e, nello stesso tempo, ridonava la salute ai corpi e ai cuori. Lo stanno a dimostrare alcuni dei prodigi da lui operati, che ora riferiremo a modo di esempio.

MEDITAZIONE
Pietro riceve l’incarico di pastore delle pecore del Cristo. Per svolgere questa missione dovrà dare prova di un amore assoluto per il Signore., fino al giorno in cui glorificherà Dio con la sua morte. Il rinnegamento di Pietro ha rotto qualcosa nel suo rapporto con Gesù che va ricostruito. Ma questa ricostruzione non può che ripartire dal Signore, il quale conosce a fondo il cuore di Pietro e sa che ormai il principe degli apostoli ha capito la lezione: mai confidare nelle proprie forze o nelle proprie presunte capacità anche se si è animati da buone intenzioni, poiché si rischia di fare rovinosi capitomboli. Ma Pietro ormai conosce anche l’umiltà e non pretende più nulla da Gesù, come Francesco, che con grande umiltà predicava la verità con estremo coraggio e portava anime a Dio. Anche noi portiamo la responsabilità spirituale dei fratelli: non saremo mai abbastanza consapevoli di questo. Ricordiamoci che, pregando con tutto il cuore e con tutto l'impegno, noi facciamo il massimo che possiamo fare per salvare e santificare quegli uomini la cui sorte spirituale Gesù ha ritenuto di legare alla nostra misera collaborazione.

PREGHIERA
Signore Gesù, ci succede spesso di far finta di non conoscerti, come ha fatto Pietro; come lui, tuttavia ti amiamo, e Tu lo sai. Donaci di volerti bene davvero, e non soltanto a parole, in modo tale da vivere servendo il tuo gregge, e da morire rendendo gloria a Dio Padre, nella forza dello Spirito, per i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




mercoledì 20 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Maggio 2015

Giovedì 21 Maggio 2015

Giovanni 17, 20-26
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,7: FF 1210
Lo Spirito del Signore, che lo aveva unto e inviato , assisteva il suo servo Francesco, ovunque si dirigesse; lo assisteva Cristo stesso, potenza e sapienza di Dio. Per questo le sue parole sovrabbondavano di sana dottrina e i suoi miracoli erano così splendidi ed efficaci. Era, la sua parola, come un fuoco ardente, che penetrava l'intimo del cuore e ricolmava d'ammirazione le menti; non sfoggiava l'eleganza della retorica, ma aveva il profumo e l'afflato della rivelazione divina. 1211 Una volta, che doveva predicare davanti al Papa e ai cardinali, per suggerimento del cardinale di Ostia aveva mandato a memoria un discorso stilato con ogni cura. Se non che, quando si trovò là in mezzo, al momento di pronunciare quelle parole edificanti, dimenticò tutto e non riuscì d spiccicare nemmeno una frase. Allora, dopo aver esposto con umiltà e sincerità il suo imbarazzo, si mise a invocare la grazia dello Spirito Santo. Immediatamente le parole in cominciarono ad affluire così abbondanti, così efficaci nel commuovere e piegare il cuore di quegli illustri personaggi, da far vedere chiaramente che non era lui a parlare. ma lo Spirito del Signore.

MEDITAZIONE
La missione dei discepoli consiste nel rivelare il Padre e il suo amore per gli uomini. La loro testimonianza troverà credito nella misura in cui , uniti gli uni agli altri, vivranno dell’amore stesso che unisce Gesù al Padre. Questo amore condurrà tutti i credenti a partecipare, nel Cristo e col Cristo, alla vita divina. Gesù vuole che l’unità vissuta tra Lui e il Padre sia vissuta anche da ognuno di noi; siamo proprio noi, infatti, coloro che hanno creduto nella Parola di Gesù grazie alla predicazione degli apostoli. Gesù non ha pensato solo ad essi, ma ad ognuno di noi. Per ciascuno di noi Egli ha chiesto la stessa gloria e lo stesso onore davanti al volto del Padre, l’unità perfetta nella comunione di vita e di amore con la Santissima Trinità e la possibilità di usufruire del riposo che si trova solo in Dio, come Gesù che si appresta a tornare al Padre. Lo Spirito del Signore, che lo aveva unto e inviato , assisteva il suo servo Francesco, ovunque si dirigesse; lo assisteva Cristo stesso, potenza e sapienza di Dio. Chiediamo anche noi, con la preghiera allo Spirito Santo, che ci sia di guida conducendoci verso le anime più bisognose e maggiormente assetate di Dio. Ripetiamo spesso: “Signore, rendimi strumento del tuo amore”

PREGHIERA
Padre giusto, tuo Figlio pensava anche a noi quando pregava per l’unità di tutti coloro che avrebbero creduto in Lui. Tuttavia, a causa dei nostri peccati, la sua preghiera non è stata ancora pienamente esaudita, e la visione lacera le nostre chiese. Donaci di ritrovare l’unità, perché il mondo riconosca il tuo inviato in Colui che è la fonte della nostra unione, Gesù, il Signore della tua unica Chiesa, che vive e regna nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




martedì 19 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Maggio 2015

Mercoledì 20 Maggio 2015
San Bernardino da Siena memoria

Giovanni 17,11b-19
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,6: FF 1209
Una volta il servitore del Signore stava predicando in riva al mare, a Gaeta. La folla, per devozione, si accalcava intorno a lui per toccarlo. Volendo il servo di Cristo sfuggire a tutta quella gente osannante, saltò, solo, su una barca che si trovava sulla riva. E quella, come fosse pilotata dalla forza di una misteriosa spinta interiore, senza alcun rematore, si allontanò un bel pezzo da terra, sotto lo sguardo ammirato di tutti i presenti. Addentratasi per un po' nel mare, restò poi immobile in mezzo alle onde, per tutto il tempo che all'uomo di Dio piacque di predicare alle turbe in attesa sul lido. Ascoltato il discorso e visto il miracolo, la moltitudine si stava allontanando, dopo aver ricevuto dal Santo la benedizione, per non molestarlo oltre: e allora la barca tornò da se stessa a riva. Chi potrebbe, a questo punto, avere un cuore così ostinato ed empio, da disprezzare la predicazione di Francesco, dal momento che, per la Sua virtù miracolosa, gli esseri privi di ragione accoglievano i suoi ;insegnamenti e perfino i corpi inanimati, quasi acquistassero un'anima, si mettevano al servizio del predicatore?

MEDITAZIONE
Al momento di offrire la propria vita per il mondo, Gesù affida i suoi discepoli al Padre, pregandolo di mantenerli fedeli al Vangelo che hanno ricevuto, in modo che siano santificati dalla verità di cui saranno testimoni. Quanta tenerezza nelle parole di Gesù! Ora che Egli è in procinto di lasciare i suoi, li affida al Padre affinchè li ami con lo stesso amore con cui è stato amato Lui, proprio perché essi dovranno continuare nel mondo l’opera da Lui iniziata. Il mondo non è un ambiente da fuggire, ma è un campo da seminare e da dissodare con l’aratro della croce e con il seme della Parola di vita eterna. Gesù chiede per loro protezione dal maligno, che cerca di confondere tutti coloro che vogliono darsi da fare per trasformare il mondo grazie alla presenza di Dio. Gesù ha pregato per tutti noi,…per te,…per me…: su di noi riposano le stesse grazie che erano destinate agli apostoli; anche Francesco, per i doni ricevuti, era impegnatissimo a seminare la Parola, sempre pronto nella correzione fraterna, che è un compito difficile perché sono pochi coloro che l’accettano. Ma chi poteva “avere un cuore così ostinato ed empio, da disprezzare la predicazione di Francesco ? “.

PREGHIERA
Padre santo, il tuo Figlio ha affidato la tua parola a uomini che il mondo ha preso in odio, ma che hanno saputo resistere, perché Tu li hai custoditi nella fedeltà al tuo nome. Consacra anche noi nella verità, perché nel mondo in cui continui ad inviarci possiamo rendere testimonianza in modo autentico al tuo amore. Per Gesù Cristo, che vive e regna con Te nei secoli dei secoli.

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(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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lunedì 18 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 Maggio 2015

Martedì 19 Maggio 2015

Giovanni 17, 1, 11°
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:

«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,5: FF 1208
Nella città di Parma, uno studente universitario di buona indole, mentr'era impegnato nello studio con alcuni compagni, infastidito dal chiacchiericcio importuno di una rondine, si mise a dire: “ Questa rondine deve essere una di quelle che disturbavano l'uomo di Dio Francesco, mentre una volta stava predicando, e che lui fece tacere ”. Poi, volgendosi alla rondine, disse con fede: “ In nome del servo di Dio Francesco ti comando di venire da me e di tacere immediatamente! ”. E quella, udito il nome di Francesco, da brava discepola dell'uomo di Dio, tacque sull'istante e andò a rifugiarsi, con tutta sicurezza, nelle mani dello studente. Stupefatto, egli la restituì immediatamente alla libertà: e non sentì più i suoi garriti.

MEDITAZIONE
Oggi cominciamo ad ascoltare la mirabile preghiera scaturita dal cuore del Cristo alla vigilia della sua passione. Gesù desidera ardentemente la gloria del Padre e la nostra unità nel suo nome e ci fa capire una cosa importantissima: fra tutte le cose che un uomo può fare nella vita, fra tutti i risultati e i successi sentimentali, professionali e di qualsiasi altro genere non v’è niente più alto di questo,…conoscere il Padre e il Figlio Gesù Cristo. Nella vita non c’è niente di più importante. Il resto è accessorio, e può essere addirittura dannoso, se ci porta lontano da quest’unico fine. Francesco, nella giornata, si ritagliava molti momenti per leggere e meditare il Vangelo, e nella preghiera lasciava parlare il Signore che lo istruiva e lo faceva progredire nelle vie dello Spirito Santo. Imitiamolo per essere capaci di amare di un amore spirituale coloro ai quali dobbiamo dare testimonianza.

PREGHIERA
Padre santo, Dio vero, ascoltaci, anche se non siamo capaci di pregare, Tu ci hai presi dal mondo per donarci al tuo Figlio, metti sulle nostre labbra la preghiera che Tu ascolti sempre, la preghiera di Gesù Cristo, che con Te vive e regna nei secoli dei secoli. 

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 Maggio 2015

Lunedì 18 Maggio 2015

S. Felice da Cantalice-memoria

Giovanni 16, 29-33

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,4: FF 1207
Passò, poi, a predicare nei luoghi vicini e giunse ad un paese, che si chiama Alviano. Qui, adunato il popolo e indetto il silenzio, non riusciva a farsi sentire a causa delle rondini, che avevano il nido proprio lì e garrivano a tutta forza. L'uomo di Dio, alla presenza di tutti gli ascoltatori, così si rivolse alle rondini: “ Sorelle mie rondini, adesso è venuto il momento che parli io, perché voi avete parlato abbastanza. Ascoltate la parola di Dio, in silenzio, fino a quando la predica sarà terminata”. E quelle, quasi fossero dotate di intelletto, tacquero immediatamente; né si mossero dal loro posto finché la predica fu terminata. Tutti, a quello spettacolo, furono pieni di stupore e diedero gloria a Dio. La fama di questo miracolo si diffuse tutto intorno, suscitando in molti venerazione per il Santo, devozione e fede.

MEDITAZIONE
La passione del Signore è una prova terribile per i discepoli. Ma la presenza del Padre nell’ora in cui Gesù va incontro alla morte deve sostenere la loro fede fino alla vittoria della risurrezione. Proprio quando i discepoli credono di aver capito tutto, in realtà dimostrano di non avere capito il discorso di Gesù. Le parole da Lui pronunciate nell’ultima cena parlano di glorificazione e di vittoria: ma è una vittoria raggiunta a caro prezzo per mezzo della morte di croce. Essi non hanno ancora colto questa verità, e non sanno che di lì a poche ore essi si sperderanno come pecore senza pastore di fronte allo scandalo della sofferenza del Figlio di Dio. La solitudine del Crocifisso rivela allora il volto ultimo di Dio: Misericordia. 
È per questa Misericordia che la prova non ci deve atterrire nella pace perchè solo così si può vincere il mondo, così come ha fatto Gesù. 

PREGHIERA
Nonostante il Credo che recitiamo ogni Domenica, nonostante la professione di fede che ripetiamo ogni anno durante la veglia pasquale, in mille occasioni, Signore Gesù, la nostra debolezza ci porta a tradirti e ad allontanarci da Te. Donaci di non lasciarti solo in questo mondo in cui Tu vuoi essere amato, come sei amato dal Padre nello Spirito Santo, con eterna fedeltà.

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sabato 16 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 17 Maggio 2015

Domenica 17 Maggio 2015

Marco 16,15-20

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,3: FF 1206
Avvicinandosi a Bevagna, giunse in un luogo dove una moltitudine sterminata d'uccelli di varie specie s'eran dato convegno. Appena li vide, il Santo di Dio accorse tutto allegro e li salutò, come fossero dotati di ragione. Tutti gli uccelli erano in attesa e si voltavano verso di lui; e quelli sui rami, mentre egli si accostava, chinavano il capo per guardarlo. Quando fu in mezzo a loro, li esortò premurosamente ad ascoltare tutti la parola di Dio, dicendo: “ O miei fratelli alati, dovete lodare molto il vostro creatore: perché è stato lui a ricoprirvi di piume, a darvi le ali per volare, a concedervi il regno dell'aria pura, ed è lui che vi mantiene, liberi da ogni preoccupazione ”. Mentre diceva loro queste e simili parole, gli uccelletti, gesticolando in meravigliosa maniera, allungavano il collo, stendevano le ali, aprivano il becco, guardandolo fisso. Ed egli passava in mezzo a loro, con mirabile fervore di spirito, e li toccava con la sua tonaca, senza che nessuno si muovesse dal suo posto. Finalmente, quando l'uomo di Dio, tracciando il segno della croce, diede loro la benedizione e il permesso, tutti insieme volarono via. I compagni, dalla strada, stavano a guardare lo spettacolo. Ritornato fra loro, I'uomo semplice e puro incominciò ad accusarsi di negligenza, perché fin allora non aveva mai predicato agli uccelli.

MEDITAZIONE
Marco riunisce nel fatto dell’Ascensione la gloria di Cristo e la missione della Chiesa. Colui che ha toccato il fondo della miseria umana Dio l’ha esaltato; a Colui che è stato contraddetto e disprezzato, Dio oggi conferma tutta la sua compiacenza, che già gli aveva annunciato all’inizio della vita pubblica. Ormai non c’è più un minuto da perdere; se tale è il modo di agire di Dio, è urgente annunciare ovunque questa parola di liberazione autentica. Gli uomini sanno ormai che uno di loro è già alla destra di Dio e vi attira irresistibilmente i suoi fratelli. Ma Gesù non vuole amici nostalgici o pieni di rimpianti. Anche se più volte essi hanno dimostrato di non aver capito la sua persona, non per questo essi devono rimanere inattivi, con gli occhi verso il cielo. Anzi, essi hanno il compito di manifestare al mondo intero l’amore del Padre che ha donato il suo Figlio, e devono testimoniare la sua potenza e presenza attiva nella storia per mezzo dei miracoli ed i prodigi che essi compiono nel suo nome, come ha fatto Francesco. Gesù continua perciò la sua missione cominciata sulle strade della Galilea restando con i suoi discepoli, con noi, che oggi siamo le sue mani e i suoi piedi per aiutare il prossimo, il suo cuore per amare i fratelli.


PREGHIERA
O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco con il dono della predicazione apostolica, fa’ che, alla scuola del Vangelo, impariamo anche noi a seguire fedelmente il Cristo Signore. 

Per Gesù Cristo nostro Signore.






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venerdì 15 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 16 Maggio 2015

Sabato 16 Maggio 2015

Giovanni 16, 23b-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. 
Queste cose vi ho dette in similitudini; ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre». 

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,2: FF 1205
1205 2. Non aveva rossore di chiedere le cose piccole a quelli più piccoli di lui; lui, vero minore, che aveva imparato dal Maestro supremo le cose grandi. Era solito ricercare con singolare zelo la via e il modo per servire più perfettamente Dio, come a Lui meglio piace. Questa fu la sua filosofia suprema, questo il suo supremo desiderio, finché visse: chiedere ai sapienti e ai semplici, ai perfetti e agli imperfetti, ai giovani e agli anziani qual era il modo in cui più virtuosamente poteva giungere al vertice della perfezione. Incaricò, dunque, due frati di andare da frate Silvestro, a dirgli che cercasse di ottenere la risposta di Dio sulla tormentosa questione e che gliela facesse sapere ( frate Silvestro era quello che aveva visto una croce uscire dalla bocca del Santo e ora si dedicava ininterrottamente alla orazione sul monte sovrastante Assisi). Questa stessa missione affidò alla santa vergine Chiara: indagare la volontà di Dio su questo punto, sia pregando lei stessa con le altre sorelle, sia incaricando qualcuna fra le vergini più pure e semplici, che vivevano alla sua scuola. E furono meravigliosamente d'accordo nella risposta--poiché l'aveva rivelata lo Spirito Santo -- il venerabile sacerdote e la vergine consacrata a Dio: il volere divino era che Francesco si facesse araldo di Cristo ed uscisse a predicare. Ritornarono i frati, indicando qual era la volontà di Dio, secondo quanto avevano saputo; ed egli subito si alzò si cinse le vesti, e, senza frapporre il minimo indugio, si mise in viaggio. Andava con tanto fervore ad eseguire il comando divino, correva tanto veloce, come se la mano del Signore, scendendo su di lui, lo avesse ricolmato di nuove energie.

MEDITAZIONE
Pregare nel nome di Gesù, significa rivolgersi a Dio unendosi al Figlio che ci ha resi figli di Dio. Il Padre non può non esaudire questa preghiera filiale. Fratelli, chiedere nel nome di Gesù ha un potere talmente grande, che Dio non può proprio rifiutare nulla a coloro che fanno questa preghiera. Perché questo potere? Pregare nel nome di Gesù in realtà significa identificarsi con Lui a tal punto che le nostre labbra pronunciano le stesse parole di Gesù, ed il Padre riconosce in noi l’impronta del suo amatissimo Figlio. Questo è l’ultimo e più grande dono che Gesù fa ai suoi. Questa rivelazione è stata custodita e tramandata per secoli ed era conosciuta da Francesco che la sperimentava continuamente per aiutare il prossimo e per “servire più perfettamente Dio, come a Lui meglio piace”.

PREGHIERA
Che Tu sia benedetto, Signore, Dio nostro, per il tuo Figlio che ci ha detto di pregare nel suo nome. Nel nome di Gesù, ti chiediamo una sola grazia: donaci il tuo Spirito, perché rimanga in noi e ci faccia gustare fin da oggi la gioia della tua eternità.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



giovedì 14 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 15 Maggio 2015




Venerdì 15 Maggio 2015

Giovanni 16, 20-23°
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,1: FF 1203-1204
EFFICACIA NELLA PREDICAZIONE E GRAZIA DELLE GUARIGIONI 1203 1. Francesco, servitore e ministro veramente fedele di Cristo, tutto volendo compiere con fedeltà e perfezione, si sforzava di praticare soprattutto quelle virtù che sapeva maggiormente gradite al suo Dio, come aveva appreso per dettame dello Spirito Santo. 1204 A questo proposito, si trovò una volta fortemente angosciato da un dubbio, che per molti giorni espose ai frati suoi familiari, quando tornava dall'orazione, perché l'aiutassero a scioglierlo. “ Fratelli - domandava - che cosa decidete? Che cosa vi sembra giusto?: che io mi dia tutto all'orazione o che vada attorno a predicare? Io, piccolino e semplice, inesperto nel parlare, ho ricevuto la grazia dell'orazione più che quella della predicazione. Nell'orazione, inoltre, o si acquistano o si accumulano le grazie; nella predicazione, invece, si distribuiscono i doni ricevuti dal cielo. Nell'orazione purifichiamo i nostri sentimenti e ci uniamo con l'unico, vero e sommo Bene e rinvigoriamo la virtù; nella predicazione, invece, lo spirito si impolvera e si distrae in tante direzioni e la disciplina si rallenta. Finalmente, nella orazione parliamo a Dio, lo ascoltiamo e ci tratteniamo in mezzo agli angeli; nella predicazione, invece, dobbiamo scendere spesso verso gli uomini e, vivendo da uomini in mezzo agli uomini, pensare, vedere, dire e ascoltare al modo umano. Però, a favore della predicazione, c'è una cosa, e sembra che da sola abbia, davanti a Dio, un peso maggiore di tutte le altre, ed è che l'Unigenito di Dio, sapienza infinita, per la salvezza delle anime è disceso dal seno del Padre, ha rinnovato il mondo col suo esempio, parlando agli uomini la Parola di salvezza e ha dato il suo sangue come prezzo per riscattarli, lavacro per purificarli, bevanda per fortificarli, nulla assolutamente riservando per se stesso, ma tutto dispensando generosamente per la nostra salvezza. Ora noi dobbiamo fare tutto, secondo il modello che vediamo risplendere in Lui, come su un monte eccelso. Perciò sembra maggiormente gradito a Dio, che io lasci da parte il riposo e vada nel mondo a lavorare ”. Per molti giorni ruminò discorsi di questo genere con i frati; ma non riusciva ad intuire con sicurezza la strada da scegliere, quella veramente più gradita a Cristo. Lui, che mediante lo spirito di profezia veniva a conoscere cose stupefacenti, non era capace di risolvere con chiarezza questo interrogativo da se stesso: la Provvidenza di Dio preferiva che fosse una risposta venuta dal cielo a mostrare l'importanza della predicazione e che il servo di Cristo si conservasse nella sua umiltà.

MEDITAZIONE
C’è sofferenza e gioia per la nascita di un mondo nuovo. La gioia promessa da Gesù ai suoi discepoli fiorirà al termine di un parto doloroso, immagine del mistero pasquale. Come Gesù, anche il cristiano non deve tirarsi indietro di fronte alla sofferenza, quando questa è necessaria per la crescita del Vangelo. Ci sono delle gioie per le quali siamo disposti a sacrificare tutto pur di ottenerle, ma poi ci accorgiamo che, una volta ottenute, non ci appagano fino in fondo. Oppure quella serenità che abbiamo cercato di costruire con tanto sforzo, ci viene rubata in un attimo da situazioni avverse che ci lasciano vuoti e tristi. Ma c’è una gioia che nessun evento o persona può portarci via: è la gioia che dona Gesù con la sua presenza, anche quando siamo immersi in situazioni difficili o dolorose. Quando c’è Lui, si vive in una pienezza d’amore e di vita tale che essa si diffonde e si irradia intorno a noi. Nonostante gli eventi a volte possano far pensare il contrario, è sempre Gesù che guida il cammino di chi ha fede in Lui e suggerisce le parole giuste da dire al momento opportuno. Francesco ne è l’esempio.

PREGHIERA
Signore, nonostante la vita nuova che abbiamo ricevuto nel Battesimo, spesso ci sentiamo stretti dall’angoscia in un mondo senza gioia. Aiutaci ad accettare la fatica e la sofferenza della costruzione di un mondo nuovo, aperto alla vita dello Spirito. Tu che vivi e regni con Lui nella gioia eterna, per i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen