giovedì 30 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 1 Maggio 2015

Venerdì 1 Maggio 2015

Matteo 13, 54-58

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. 
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI, 1: FF 1187
1187 1. La dedizione instancabile alla preghiera, insieme con l'esercizio ininterrotto delle virtù, aveva fatto pervenire l'uomo di Dio a così grande chiarezza di spirito che, pur non avendo acquisito la competenza nelle sacre Scritture mediante lo studio e l'erudizione umana, tuttavia, irradiato dagli splendori della luce eterna, scrutava le profondità delle Scritture con intelletto limpido e acuto. Il suo ingegno, puro da ogni macchia, penetrava il segreto dei misteri, e dove la scienza dei maestri resta esclusa, egli entrava con l'affetto dell'amante. Leggeva, di tanto in tanto, i libri sacri e riteneva tenacemente impresso nella memoria quanto aveva una volta assimilato: giacché ruminava continuamente con affettuosa devozione ciò che aveva ascoltato con mente attenta. 1188 Una volta i frati gli chiesero se aveva piacere che le persone istruite, entrate nell'Ordine, si applicassero allo studio della Scrittura; ed egli rispose: “ Ne ho piacere, sì; purché, però, sull'esempio di Cristo, di cui si legge non tanto che ha studiato quanto che ha pregato, non trascurino di dedicarsi all'orazione e purché studino non tanto per sapere come devono parlare, quanto per mettere in pratica le cose apprese, e, solo quando le hanno messe in pratica, le propongano agli altri. Voglio che i miei frati siano discepoli del Vangelo e progrediscano nella conoscenza della verità, in modo tale da crescere contemporaneamente nella purezza della semplicità. Così non disgiungeranno la semplicità della colomba dalla prudenza del serpente, che il Maestro insuperabile ha congiunto con la sua parola benedetta

MEDITAZIONE
Dio stesso, di fronte alla rettitudine morale ed alla santità di vita di Giuseppe, non ha trovato persona migliore a cui affidare l’Unigenito, il Verbo incarnato. Ciò che per gli abitanti di Nazareth sembrava una vergogna in realtà è motivo di grande onore per Gesù. Stiamo attenti! Anche noi spesso, a causa della mentalità del mondo in cui viviamo, pensiamo che ci si può vergognare dell’onestà e del guadagno frutto di duro lavoro. Ogni lavoro vale se è ispirato alla parola di Dio. "Tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre". Impariamo da Gesù, che volle condividere la condizione operaia di Giuseppe e imparare il suo lavoro per continuare l’opera della creazione del Padre, e imitiamo Francesco che non disgiunse mai la semplicità della colomba dalla prudenza del serpente, per progredire sempre più nella conoscenza della verità e crescere nella semplicità.

PREGHIERA
O Dio, che nella tua provvidenza hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro al disegno della creazione, fa’ che per l’intercessione e l’esempio di san Giuseppe siamo fedeli alle responsabilità che ci affidi,e riceviamo la ricompensa che ci prometti.  Per Cristo nostro Signore.





ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.



Oggi inizia il mese di Maria !!!!    Maria, dolce madre, intercedi per noi !!!!

http://youtu.be/omuwv2A0G2Q


mercoledì 29 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 30 Aprile 2015

Giovedì 30 Aprile 2015

Giovanni 13, 16-20
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:

«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura X,7: FF 1186
1186 7. Tre anni prima della sua morte, decise di celebrare vicino al paese di Greccio, il ricordo della natività del bambino Gesù, con la maggior solennità possibile, per rinfocolarne la devozione. Ma, perché ciò non venisse ascritto a desiderio di novità, chiese ed ottenne prima il permesso del sommo Pontefice. Fece preparare una stalla, vi fece portare del fieno e fece condurre sul luogo un bove ed un asino. Si adunano i frati, accorre la popolazione; il bosco risuona di voci e quella venerabile notte diventa splendente di innumerevoli luci, solenne e sonora di laudi armoniose. L'uomo di Dio stava davanti alla mangiatoia, ricolmo di pietà, cosparso di lacrime, traboccante di gioia. Il santo sacrificio viene celebrato sopra la mangiatoia e Francesco, levita di Cristo, canta il santo Vangelo. Predica al popolo e parla della nascita del re povero e nel nominarlo, lo chiama, per tenerezza d'amore, il “ bimbo di Bethlehem ”. Un cavaliere, virtuoso e sincero, che aveva lasciato la milizia secolaresca e si era legato di grande familiarità alI'uomo di Dio, il signor Giovanni di Greccio, affermò di aver veduto, dentro la mangiatoia, un bellissimo fanciullino addormentato, che il beato Francesco, stringendolo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno. Questa visione del devoto cavaliere è resa credibile dalla santità del testimone, ma viene comprovata anche dalla verità che essa indica e confermata dai miracoli da cui fu accompagnata. Infatti l'esempio di Francesco, riproposto al mondo, ha ottenuto l'effetto di ridestare la fede di Cristo nei cuori intorpiditi; e il fieno della mangiatoia, conservato dalla gente, aveva il potere di risanare le bestie ammalate e di scacciare varie altre malattie. Così Dio glorifica in tutto il suo servo e mostra l'efficacia della santa orazione con l'eloquenza probante dei miracoli .






MEDITAZIONE
La  via che Gesù  apre ai  suoi  discepoli  è quella  del  servizio, che  è  dono di sé.  Seguendola si trova la vera felicità. Dio, che è potente, per manifestare la sua infinita potenza non fa altro che mettersi a servire coloro che potrebbe giudicare e distruggere. Francesco, con cuore fedele e confidente, si è abbandonato alla divina volontà ed è penetrato nella realtà di Dio: a lui sono stati svelati i misteri del Regno. Gesù è il regno di Dio. Lui è presenza viva e visibile della misericordia del Padre. Francesco era sempre unito a Dio con la preghiera continua, tanto da essere considerato lui stesso uomo fatto preghiera. <Quando il suo spirito era nel pieno del fervore, egli con tutto l’esteriore e con tutta l’anima completamente in deliquio, si ritrovava già nella perfettissima patria del Regno dei Cieli.(FF 682)> “ Così Dio glorifica in tutto il suo servo e mostra l'efficacia della santa orazione con l'eloquenza probante dei miracoli” .

PREGHIERA
Signore Gesù, Figlio di Dio onnipotente, lavando i piedi ai tuoi discepoli ti sei rivelato come il servo di Dio e hai fatto loro comprendere che non devono avere altra ambizione che quella di seguire il tuo esempio ponendosi al servizio dei fratelli. Donaci di mettere in pratica il tuo insegnamento e di trovare in questo la nostra gioia, ora e sempre.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

martedì 28 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 29 Aprile 2015

Mercoledì 29 Aprile 2015

Matteo 11, 25-30
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Leggenda di San Bonaventura X,6: FF 1184
1184 6. Aveva, il Santo, I'abitudine di offrire a Dio il tributo delle ore canoniche con timore, insieme, e con devozione. Benché fosse malato d'occhi, di stomaco, di milza e di fegato, pure non voleva appoggiarsi al muro e alla parete, mentre salmeggiava, ma recitava le ore stando sempre eretto e senza cappuccio in testa, senza girovagare con gli occhi, senza smozzicare le parole. Se gli capitava di trovarsi in viaggio, all'ora dell'ufficio si fermava e non tralasciava questa devota e santa consuetudine, nemmeno sotto lo scrosciare della pioggia. Diceva, infatti: “ Se il corpo si prende con tranquillità il suo cibo, che sarà con lui esca dei vermi, con quanta pace e tranquillità l'anima deve prendersi il cibo della vita?>. Riteneva anche di commettere colpa grave, se gli capitava, mentre era intento alla preghiera, di perdersi con la mente dietro vane fantasie. Quando gli succedeva qualcosa di questo genere, ricorreva alla confessione, pur di riparare immediatamente . Questa preoccupazione era divenuta per lui così abituale che assai di raro veniva molestato da siffatte mosche. 1185 Durante una quaresima, per occupare le briciole di tempo e non perderne nemmeno una, aveva fatto un piccolo vaso. Ma siccome, durante la recita di terza, il pensiero di quel vaso gli aveva procurato un po' di distrazione, mosso dal fervore dello spirito, lo bruciò, dicendo: “ Lo sacrificherò al Signore, al quale mi ha impedito di fare il sacrificio”. Diceva i salmi con estrema attenzione di mente e di spirito, come se avesse Dio presente, e, quando nella recita capitava di pronunciare il nome del Signore, lo si vedeva leccarsi le labbra per la dolcezza e la soavità. Voleva pure che si onorasse questo stesso nome del Signore con speciale devozione, non solo quando lo si pensava, ma anche quando lo si pronunciava o scriveva. Tanto che una volta incitò i frati a raccogliere tutti i pezzettini di carta scritti che trovavano e a riporli in luogo decente per impedire che, magari, venisse calpestato quel nome sacro in essi trascritto. Quando, poi, pronunciava o udiva il nome di Gesù, ricolmo di intimo giubilo, lo si vedeva trasformarsi anche esteriormente come se un sapor di miele avesse impressionato il suo gusto, o un suono armonioso il suo udito.

MEDITAZIONE
Gesù prega. Si rivolge a suo Padre. La sua preghiera è un’azione di grazie. Egli loda suo Padre, non in quanto tale, ma per ciò che fa. Si meraviglia di vedere la spontaneità dei bambini e la gente senza cultura rispondere alla sua predicazione. Con la sua parola Gesù mette in chiaro il significato della nostra esistenza: vivere con Dio. Coloro che rifiutano il suo insegnamento si condannano con le proprie mani. Il mondo intero è sottomesso alla signoria di Cristo. Servire il Cristo è la vocazione della Chiesa. Dio ci ama sempre per primo (1Gv 4,10) ma noi ci difendiamo, non vogliamo essere sensibili, e facciamo fatica a lasciarci andare. Noi ci complichiamo la vita spirituale! Cerchiamo il difficile dove le cose sono semplici! Il giogo del Signore è leggero, poiché egli lo porta per noi. E’questione di fede. Imitiamo Francesco che,” Quando, poi, pronunciava o udiva il nome di Gesù, ricolmo di intimo giubilo, lo si vedeva trasformarsi anche esteriormente come se un sapor di miele avesse impressionato il suo gusto, o un suono armonioso il suo udito”.

PREGHIERA
Signore Gesù,Tu sei venuto nel mondo per strapparci alle tenebre. Donaci di ascoltare le tue parole e di metterle in pratica, per sfuggire alla condanna e vivere eternamente nella tua luce, con il Padre che ti ha inviato e che regna nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

lunedì 27 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28 Aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 

Martedì 28 Aprile 2015

B.Lucchese da Poggibonsi

Giovanni 10, 22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura X,5 : FF 1182
1182 5. Mentre, nel luogo della Porziuncola, una volta l'uomo di Dio era intento all'orazione, andò a trovarlo, come faceva di solito, il vescovo di Assisi. Appena fu entrato nel luogo, il vescovo, con più familiarità del dovuto, andò direttamente alla cella in cui il servo di Cristo stava pregando. Spinse la porticina e fece l'atto di entrare. Ma, appena ebbe messo dentro il capo e scorto il Santo in orazione, sconvolto da improvviso terrore, si sentì agghiacciare in tutte le membra, perse anche la parola, mentre, per divina disposizione, veniva cacciato fuori a viva forza e trascinato lontano, a passo indietro. Stupefatto, il vescovo si affrettò, come poté, a raggiungere i frati e, appena Dio gli restituì l'uso della parola, se ne servì prima di tutto per confessare la propria colpa. 1183 L'abate del monastero di San Giustino nella diocesi di Perugia, incontrò una volta il servo di Cristo. Appena lo vide, il devoto abate scese lesto da cavallo, volendo riverire l'uomo di Dio e parlare con lui di problemi inerenti alla salvezza dell'anima. Terminato il soave colloquio, I'abate, nel partire, gli chiese umilmente di pregare per lui. L'uomo caro a Dio gli rispose: “ Pregherò volentieri ”. Quando l'abate si fu allontanato un poco, il fedele Francesco disse al compagno: “ Aspetta un attimo, fratello, perché voglio pagare il debito che ho contratto ”. Ebbene, appena egli incominciò a pregare, I'abate sentì nell'anima un insolito fervore e una dolcezza mai provata e, rapito fuori di sé, si perdette totalmente in Dio. Fu una piccola, dolce sosta. Ritornato in se stesso, capì bene che tutto ciò era dovuto alla potente preghiera di san Francesco. Da allora si sentì infiammato di sempre maggior amore per l'Ordine e riferì a molti il fatto come un miracolo.





MEDITAZIONE
Dio Padre agisce nel suo Figlio. I giudei, che attendono il messia, chiedono a Gesù che si dichiari apertamente come l’inviato di Dio. Ma se accogliessero la sua testimonianza, comprenderebbero dal suo modo di agire che il suo rapporto col Padre è ben più profondo di quello di un semplice inviato. Le parole e le azioni di Cristo non arrivano a farlo conoscere da tutti come Messia, perchè manca un elemento essenziale, cioè la fede. Questa risposta è riservata a chi appartiene al Buon Pastore. I Giudei possono servirsi della persuasione o della persecuzione, ma non attireranno a sé i discepoli del Signore. Qual è il fondamento di questa certezza? È molto semplice: il Padre. Egli è più grande di tutti. San Francesco lo aveva capito: egli amava Gesù, ma viveva nella volontà del Padre, ripieno di Spirito Santo….e amava tutti indistintamente. Per questo ha salvato tante anime ! 

PREGHIERA
Signore Gesù, che ti riveli come il messia a coloro che ti ascoltano con disponibilità di spirito, rendici attenti alla tua voce, per essere capaci di riconoscere nei tuoi gesti l’opera del Padre, che è una cosa sola con te, nell’amore dello Spirito per tutti i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

domenica 26 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27 Aprile 2015

Lunedì 27 Aprile 2015

Giovanni 10, 1-10
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura X,4: FF 1181

1181 Quando, trovandosi in pubblico, veniva improvvisamente visitato dal Signore, cercava sempre di celarsi in qualche modo ai presenti, perché gli intimi contatti con lo Sposo non si propalassero all'esterno. Quando pregava con i frati, evitava assolutamente le espettorazioni, i gemiti, i respiri affannosi, i cenni esterni, sia perché amava il segreto, sia perché, se rientrava nel proprio intimo, veniva rapito totalmente in Dio. Spesso ai suoi confidenti diceva cose come queste: “ Quando il servo di Dio, durante la preghiera, riceve la visita del Signore, deve dire: " O Signore, tu dal cielo hai mandato a me, peccatore e indegno, questa consolazione, e io la affido alla tua custodia, perché mi sento un ladro del tuo tesoro". E quando torna dall'orazione, deve mostrarsi così poverello e peccatore, come se non avesse ricevuto nessuna grazia speciale ”.

MEDITAZIONE
Così è il Buon Pastore: consola gli afflitti nella loro disperazione, e incoraggia le persone sole nel loro isolamento. Il Vangelo suggerisce che il Buon Pastore è raro. La sua vocazione è pericolosa. La sicurezza delle pecore è la sua sola preoccupazione ed egli darà la vita per salvarle. Ciò ridefinisce il ruolo di ogni guida: a questa prova molti risultano incapaci, altri si fanno irretire dalle insidie del maligno. Cristo parla sempre del suo ruolo di pastore: non è venuto per essere servito, non è venuto per trattare le persone con arroganza; è venuto per salvare le sue pecorelle e, se è necessario, per morire per loro. Noi siamo le sue pecore: Lui ci libera e ci conduce alla vita piena. Lui ci trascina con sé nel seno del Padre. Lui è la “Porta del Padre”. A noi il compito di accoglierlo nella nostra vita, di fargli posto nel nostro cuore. Il legame che unisce Francesco a Gesù, lo unisce anche al Padre. Se riusciamo ad amare Dio e i fratelli come ha amato lui, tutti gli uomini riusciranno ad essere riuniti in una sola realtà d’amore.

PREGHIERA Signore Gesù, come un vero pastore Tu ci conosci uno per uno e ci chiami per nome. Fra le tante voci che risuonano intorno a noi, aiutaci a riconoscere la tua e a lasciarci guidare da Te verso quell’abbondanza di vita che Tu vuoi donarci, nei secoli dei secoli.







ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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sabato 25 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26 Aprile 2015

Domenica 26 Aprile 2015

Giovanni 10, 11-18

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. 
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. 
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura X,4: FF 1180
1180 4. E l'uomo di Dio, restandosene tutto solo e in pace, riempiva i boschi di gemiti, cospargeva la terra di lacrime, si percuoteva il petto e, quasi avesse trovato un più intimo santuario, discorreva col suo Signore. Là rispondeva al Giudice, là supplicava il Padre, là dialogava con l'Amico. Là pure, dai frati che piamente lo osservavano, fu udito interpellare con grida e gemiti la Bontà divina a favore dei peccatori; piangere, anche, ad alta voce la passione del Signore, come se l'avesse davanti agli occhi. Là, mentre pregava di notte, fu visto con le mani stese in forma di croce, sollevato da terra con tutto il corpo e circondato da una nuvoletta luminosa: luce meravigliosa diffusa intorno al suo corpo, che meravigliosamente testimoniava la luce risplendente nel suo Spirito. Là, inoltre, come testimoniano prove sicure, gli venivano svelati i misteri nascosti della sapienza divina, che egli, però, non divulgava all'esterno, se non nella misura in cui ve lo sforzava la carità di Cristo e lo esigeva l'utilità del prossimo. Diceva, a questo proposito: “ Può succedere che, per un lieve compenso, si perda un tesoro senza prezzo e che si provochi il Donatore a non dare più tanto facilmente una seconda volta ”. Quando tornava dalle sue preghiere, che lo trasformavano quasi in un altro uomo, metteva la più grande attenzione per comportarsi in uniformità con gli altri, perché non avvenisse che il vento dell'applauso, a causa di quanto lui lasciava trapelare di fuori, lo privasse della ricompensa interiore .

MEDITAZIONE
Gesù non ci invita a rinunciare a noi stessi o a praticare una cieca sottomissione. Egli è il buon pastore, in opposizione a tutti coloro che si proclamano guide dei popoli, duci e capi, ma sono semplicemente attori in cerca di gloria. Cristo non è un capo che manipola le folle: propone a ciascuno l’amicizia del Padre . E non è d’accordo con tanti di noi, che pretendono di fare un gregge chiuso e perfetto: lui va a cercare le pecore lontane. Francesco, ad imitazione di Gesù, preparava il prossimo a riconoscere la venuta del Regno e insegnava a servire e a pregare, a digiunare e a lodare Dio…perchè in Gesù ogni promessa si compie nella nostra vita.



PREGHIERA


O Dio, creatore e Padre, che fai risplendere la gloria del Signore risorto quando nel suo nome è risanata l'infermità della condizione umana, raduna gli uomini dispersi nell’unità di una sola famiglia, perché aderendo a Cristo buon pastore gustino la gioia di essere tuoi figli. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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venerdì 24 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25 Aprile 2015



Sabato 25 Aprile 2015

Marco 16, 15-20  
                                                                                                                                                                 In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura X, 3: FF 1179

1179 3. Nell'orazione aveva imparato che la bramata presenza dello Spirito Santo si offre a quanti lo invocano con tanto maggior familiarità quanto più lontani li trova dal frastuono dei mondani. Per questo cercava luoghi solitari, si recava nella solitudine e nelle chiese abbandonate a pregare, di notte. Là dovette subire, spesso, gli spaventosi assalti dei demoni che venivano fisicamente a conflitto con lui, nello sforzo di stornarlo dall'applicarsi alla preghiera. Ma egli, munito delle armi celesti, si faceva tanto più forte nella virtù e tanto più fervente nella preghiera, quanto più violento era l'assalto dei nemici. Diceva confidenzialmente a Cristo: All'ombra delle tue ali proteggimi dai malvagi che tramano la mia rovina. E ai demoni: “ Fate pure tutto quello che potete contro di me, o spiriti maligni e ingannatori! Voi non avete potere se non nella misura in cui la mano di Dio ve lo concede e perciò io me ne sto qui con tutta gioia, pronto a sopportare tutto quanto essa ha stabilito di farmi subire ”. I demoni superbi non sopportavano simile forza d'animo e si ritiravano sconfitti.

MEDITAZIONE
Le parole di Gesù sulla sua carne e sul suo sangue sconcertano: “linguaggio duro”, inaccettabile alla ragione umana. Non sono né gli scribi né i farisei (professionisti della contestazione) a trovare intollerabili le audacie di Gesù: sono i discepoli. La durezza del Vangelo è accolta solo da quelli che “vengono a Gesù”, cioè credono in Lui per un dono, per una grazia del Padre, che li illumina con lo Spirito Santo. Francesco, ancora una volta, ci insegna a vivere la realtà quotidiana secondo lo spirito e il cuore del Padre, nonostante le attrattive del mondo e gli assalti degli spiriti maligni che , con lui, dovevano ritirarsi sconfitti. Come era possibile? Perché Francesco viveva lontano dal frastuono del mondo, nel silenzio e nella preghiera: Francesco era sempre unito spiritualmente al suo Signore; si affidava a Lui con grande fede. ..."All'ombra delle tue ali proteggimi dai malvagi che tramano la mia rovina".

PREGHIERA
O Padre del Signore Gesù, facci la grazia di camminare verso di Lui anche quando la sua Parola sembra troppo pesante per le nostre spalle. Perché Lui ha parole di vita eterna e il suo amore supera ogni altro amore. Con Te, o Padre, Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 Aprile 2015

Venerdì 24 Aprile 2015

Giovanni 6, 52-59

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura X, 2 : FF 1177—78
1177 2. Non lasciava passare inutilmente, per sua trascuratezza, nessuna visita dello Spirito: quando gli si presentava, si abbandonava ad essa e ne godeva la dolcezza, finché il Signore glielo concedeva. Se, mentre era in viaggio, sentiva il soffio dello Spirito divino, lasciava che i compagni lo precedessero, si fermava, tutto intento a fruire della nuova ispirazione, per non ricevere invano la grazia. Molte volte rimaneva assorto in una contemplazione così sublime che, rapito fuori di sé ad esperienze trascendenti la sensibilità umana, ignorava quanto gli accadeva intorno. 1178 Una volta stava attraversando sopra un asinello, a causa della malattia, Borgo San Sepolcro, che è un paese molto popoloso. Spinto dalla devozione, la gente si precipitò incontro a lui; ma egli, trascinato e trattenuto, stretto e toccato in tanti modi dalla folla, appariva insensibile a tutto: come un corpo senz'anima, non avvertiva assolutamente nulla di tutte quelle manifestazione. Quando ormai da lungo tempo si erano lasciati indietro il paese e la folla ed erano giunti vicino a un lebbrosario, il contemplatore delle realtà celesti, come se tornasse da un altro mondo, domandò, preoccupato, quando sarebbero arrivati a Borgo. La sua mente, fissa negli splendori celesti, non aveva avvertito il variare dei luoghi, del tempo e delle persone incontrate. I suoi compagni hanno attestato, per lunga esperienza, che questo gli accadeva piuttosto spesso.

MEDITAZIONE
“Disceso dal Cielo”: ecco il tema dell’incarnazione. Il Verbo si è fatto carne: è il primo “abbassamento” di Dio. “La mia carne per la vita del mondo”: è il tema del secondo “abbassamento” (Kènosi), la passione e morte di Gesù in croce. La frase “Pane vivo disceso dal Cielo”, è la terza Kènosi, la più profonda , quella eucaristica: è l’oscurità del Tabernacolo. Lui ci aspetta per fargli compagnia, per ringraziarlo, per lodarlo….in un’adorazione pura e semplice, in uno stare dinanzi a Lui per esporci alla sua Luce. Troppo poco ci avviciniamo al Tabernacolo. Dobbiamo lottare per dare posto a questa necessaria adorazione: senza l’adorazione non possiamo amare i fratelli, non possiamo andare incontro ai fratelli. San Francesco ha riconosciuto Gesù nella Parola che fa ardere il cuore, ne Pane spezzato dell’Eucarestia, nella carità che si mette lietamente al servizio dei poveri. Imitiamolo.

PREGHIERA
Dio vivente, che doni la carne del tuo Figlio come nostro cibo e il suo sangue come bevanda, facci vivere fin d’oggi della sua vita, e risuscitaci nell’ultimo giorno per restare sempre con Te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.



mercoledì 22 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 Aprile 2015





Giovedì 23 Aprile 2015

Giovanni 6, 44-51
In quel tempo, disse Gesù alla folla:

«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Leggenda maggiore di San Bonaventura X,1 : FF 1176

CAPITOLO X A AMORE PER LA VIRTÙ DELL' ORAZIONE 1 1176Francesco, il servo di Cristo, vivendo nel corpo, si sentiva in esilio dal Signore e, mentre ormai all'esterno era diventato totalmente insensibile, per amore di Cristo, ai desideri della terra, si sforzava, pregando senza interruzione, di mantenere lo spirito alla presenza di Dio, per non rimanere privo delle consolazioni del Diletto. La preghiera era la sua consolazione, quando si dava alla contemplazione, e quasi fosse ormai un cittadino del cielo e un concittadino degli Angeli, con desiderio ardente ricercava il Diletto, da cui lo separava soltanto il muro del corpo. La preghiera era anche la sua difesa, quando si dava all'azione, poiché, mediante l'insistenza nella preghiera, rifuggiva, in tutto il suo agire, dal confidare nelle proprie capacità, metteva ogni sua fiducia nella bontà divina, gettando nel Signore la sua ansietà. Sopra ogni altra cosa -- asseriva con fermezza -- il religioso deve desiderare la grazia dell'orazione e incitava in tutte le maniere possibili i suoi frati a praticarla con zelo, convinto che nessuno fa progressi nel servizio di Dio, senza di essa. Camminando e sedendo, in casa e fuori, lavorando e riposando, restava talmente intento all'orazione da sembrare che le avesse dedicato ogni parte di se stesso: non solo il cuore e il corpo, ma anche l'attività e il tempo.

MEDITAZIONE
Più che a guardare con nostalgia l’innocenza perduta, il cristiano è chiamato ad impegnarsi per la conquista di questo dono supremo: la Vita eterna, il Regno che lo attende, accogliendo umilmente la Parola nella fede, come Maria, lottando coraggiosamente per amore e a servizio del Vangelo, attendendo con vigilanza il futuro che è già iniziato. Francesco d’Assisi aveva compreso bene questa realtà evangelica e infatti di lui si dice che cresceva nella semplicità attraverso l’amore per la povertà. Ci mettiamo con lui, fiduciosi, alla sequela di Gesù, per divenire anche noi costruttori e annunciatori del Regno!

PREGHIERA
Ti adoriamo, Gesù, Figlio Unigenito, Amen del Padre venuto a evangelizzare pace fra l’Eterno e il tempo, hai spezzato per la moltitudine il pane vero e santo del tuo Corpo, hai colmato le vuote anfore della nostra gioia con il vino nuovo di una festa senza fine. Lode e benedizione a Te, Cristo Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

martedì 21 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 Aprile 2015



Mercoledì 22 Aprile 2015

Giovanni 6, 35-40
In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Io sono il Pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, Io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal Cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: che Io non perda nulla di quanto Egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna; e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX,9 : FF 1175

1175 9. Vedendo, inoltre, che non faceva progressi nella conversione di quella gente e che non poteva realizzare il suo sogno, preammonito da una rivelazione divina, ritornò nei paesi cristiani. E così, per disposizione della bontà divina e per i meriti e la virtù del Santo, avvenne, misericordiosamente e mirabilmente, che l'amico di Cristo cercasse con tutte le forze di morire per Lui e non potesse assolutamente riuscirvi. E in tal modo, da una parte non gli mancò il merito del martirio desiderato e, dall'altra, egli venne risparmiato per essere più tardi insignito di un privilegio straordinario. Quel fuoco divino, che gli bruciava nel cuore, diventava intanto più ardente e perfetto, perché in seguito riverberasse più luminoso nella sua carne. O uomo veramente beato, che non viene straziato dal ferro del tiranno, eppure non viene privato della gloria di assomigliare all'Agnello immolato! O uomo, io dico, veramente e pienamente beato, che “ non perdette la vita sotto la spada del persecutore, eppure non perdette la palma del martirio! ”.

MEDITAZIONE
Nel suo amore il Padre vuole salvare tutti gli uomini. Se essi andranno a Gesù con fede e si lasceranno condurre a Dio, avranno la vita eterna. «Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna». Avviciniamoci, dunque, con fede a Colui che ha voluto essere il nostro alimento, la nostra luce e la nostra vita, giacché la fede è il principio della vera vita. Gesù Cristo ci invita a seguirLo e ad alimentarci di Lui, perche’ questo è ciò che significa vederLo e credere in Lui, mentre, allo stesso tempo, ci insegna a realizzare la volontà del Padre, così come Lui la porta a termine. Come Francesco accogliamo anche noi questa opportunità di salvezza che il Padre, nella sua infinita tenerezza, ci ha regalato. Non turbiamoci se anche il nostro cammino sarà segnato dalle tribolazioni: non dobbiamo temere ma perseverare con fede sincera, per non rischiare che la sua presenza sia sottratta alla vista del nostro cuore.

PREGHIERA
Signore Dio, Padre di Gesù e Padre nostro, la tua volontà non è un volere arbitrario e inflessibile, ma è l’anelito di salvare tutti coloro che credono nel tuo Figlio. Aiutaci ad andare a Gesù come a Colui che solo può condurci a Te, per la vita eterna.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

lunedì 20 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Aprile 2015

Martedì 21 Aprile 2015

Giovanni 6, 30-35

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX,8 : FF 1174
1174 Anche il Soldano, infatti, vedendo l'ammirevole fervore di spirito e la virtù dell'uomo di Dio, lo ascoltò volentieri e lo pregava vivamente di restare presso di lui. Ma il servo di Cristo, illuminato da un oracolo del cielo, gli disse: “ Se, tu col tuo popolo,.vuoi convertirti a Cristo, io resterò molto volentieri con voi. Se, invece, esiti ad abbandonare la legge di Maometto per la fede di Cristo, dà ordine di accendere un fuoco il più grande possibile: Io, con i tuoi sacerdoti, entrerò nel fuoco e così, almeno, potrai conoscere quale fede, a ragion veduta, si deve ritenere più certa e più santa ”. Ma il Soldano, a lui: “ Non credo che qualcuno dei miei sacerdoti abbia voglia di esporsi al fuoco o di affrontare la tortura per difendere la sua fede ”. (Egli si era visto, infatti, scomparire immediatamente sotto gli occhi, uno dei suoi sacerdoti, famoso e d'età avanzata, appena udite le parole della sfida). E il Santo a lui: “ Se mi vuoi promettere, a nome tuo e a nome del tuo popolo, che passerete alla religione di Cristo, qualora io esca illeso dal fuoco, entrerò nel fuoco da solo. Se verrò bruciato, ciò venga imputato ai miei peccati; se, invece, la potenza divina mi farà uscire sano e salvo, riconoscerete Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio, come il vero Dio e signore, salvatore di tutti. Ma il Soldano gli rispose che non osava accettare questa sfida, per timore di una sedizione popolare. Tuttavia gli offrì molti doni preziosi; ma l'uomo di Dio, avido non di cose mondane ma della salvezza delle anime, li disprezzò tutti come fango. Vedendo quanto perfettamente il Santo disprezzasse le cose del mondo, il Soldano ne fu ammirato e concepì verso di lui devozione ancora maggiore. E, benché non volesse passare alla fede cristiana, o forse non osasse, pure pregò devotamente il servo di Cristo di accettare quei doni per distribuirli ai cristiani poveri e alle chiese, a salvezza delI'anima sua. Ma il Santo, poiché voleva restare libero dal peso del denaro e poiché non vedeva nell'animo del Soldano la radice della vera pietà, non volle assolutamente accondiscendere.

MEDITAZIONE
Moltiplicando i pani e imponendo la propria volontà alle acque del mare, Gesù si rivela come un nuovo Mosè superiore all’antico. In questo passo Egli cerca di far comprendere ai giudei che il pane che Egli dona, ben più che una nuova manna, è per i credenti il vero pane che dà la vita al mondo. E con la vita ci dona gioia, consolazione, sostegno, aiuto…e aumento di fede. Chiediamo anche noi un aumento di fede,….. una fede come quella di Francesco che rischia la vita per annunciare il Dio sommo Bene,…una fede capace di entrare nel tormento delle quotidiane tribolazioni, di attraversarle e di uscirne incolumi, perché certi dell’aiuto e della protezione del Cielo. 





PREGHIERA
Dio nostro Padre, noi ti rendiamo grazie perché col pane della terra Tu nutri il nostro corpo, e col pane disceso
dal cielo doni al mondo la vera vita. Dacci sempre, col pane quotidiano, anche il pane che viene da lussù. Te lo chiediamo in nome di Gesù, tuo Figlio e nostro Signore. A motivo della sua origine celeste il pane che Gesù offre al mondo e, che è Lui stesso è trascendente: “Chi ne mangia non morrà, ma vivrà”.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

domenica 19 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Aprile 201



Lunedì 20 Aprile 2015

Giovanni 6, 22-29

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX,8 : FF 1173
1173 8. Partì, dunque, prendendo con sé un compagno, che si chiamava Illuminato ed era davvero illuminato e virtuoso. Appena si furono avviati, incontrarono due pecorelle, il Santo si rallegrò e disse al compagno: “ Abbi fiducia nel Signore, fratello, perché si sta realizzando in noi quella parola del Vangelo: -- Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi--”. Avanzarono ancora e si imbatterono nelle sentinelle saracene, che, slanciandosi come lupi contro le pecore, catturarono i servi di Dio e, minacciandoli di morte, crudelmente e sprezzantemente li maltrattarono, li coprirono d'ingiurie e di percosse e li incatenarono. Finalmente, dopo averli malmenati in mille modi e calpestati, per disposizione della divina provvidenza, li portarono dal Sultano, come l'uomo di Dio voleva. Quel principe incominciò a indagare da chi, e a quale scopo e a quale titolo erano stati inviati e in che modo erano giunti fin là. Francesco, il servo di Dio, con cuore intrepido rispose che egli era stato inviato non da uomini, ma da Dio altissimo, per mostrare a lui e al suo popolo la via della salvezza e annunciare il Vangelo della verità. E predicò al Soldano il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo, con tanto coraggio, con tanta forza e tanto fervore di spirito, da far vedere luminosamente che si stava realizzando con piena verità la promessa del Vangelo: Io vi darò un linguaggio e una sapienza a cui nessuno dei vostri avversari potrà resistere o contraddire

COMMENTO
La moltiplicazione dei pani non era che un segno. Ora Gesù chiede alla folla di comprenderne il significato e di scoprire, nella fede, che il vero cibo che dona la vita eterna è Lui stesso, l’inviato di Dio. Bisogna credere in Gesù. Alle opere che l’uomo pretende di compiere per Dio, Gesù oppone l’opera di Dio che è la fede posta nel cuore dell’uomo. Gesù, prima, insisteva sulla fede in Colui che lo aveva mandato, cioè nel Padre: ora insiste sulla fede in Colui che è stato mandato, cioè Lui stesso, Gesù. Francesco sapeva che il cristiano è uno sfamato da Dio, uno che , già in questa vita, sperimenta che il cuore è inquieto finchè non riposa in Dio. Questo era il motivo che lo aiutava ad annunciare il Vangelo fra pericoli e prove di ogni genere, che trasformava in offerte d'amore. Il paradiso sarà questo riposo definitivo ove ogni inquietudine cesserà.

PREGHIERA
Signore Gesù, anche noi, come la folla del Vangelo, ti cerchiamo, ma nessuna barca ormai può condurci verso di Te. Donaci la gioia di trovarti camminando nella fede nel Padre che ti ha inviato, e che regna con te e con lo Spirito santo nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

sabato 18 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 Aprile 2015



Domenica 19 Aprile 2015
III DI PASQUA

Luca 24, 35-48
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX,7 : FF 1172
1172 7. Ma l'ardore della carità lo spingeva al martirio; sicché ancora una terza volta tentò di partire verso i paesi infedeli, per diffondere, con l'effusione del proprio sangue, la fede nella Trinità. A tredici anni dalla sua conversione, partì verso le regioni della Siria, affrontando coraggiosamente molti pericoli, alfine di potersi presentare al cospetto del Soldano di Babilonia. Fra i cristiani e i saraceni era in corso una guerra implacabile: i due eserciti si trovavano accampati vicinissimi, I'uno di fronte all'altro, separati da una striscia di terra, che non si poteva attraversare senza pericolo di morte . Il Soldano aveva emanato un editto crudele: chiunque portasse la testa di un cristiano, avrebbe ricevuto il compenso di un bisante d'oro. Ma Francesco, I'intrepido soldato di Cristo, animato dalla speranza di poter realizzare presto il suo sogno, decise di tentare l'impresa, non atterrito dalla paura della morte, ma, anzi, desideroso di affrontarla. Confortandosi nel Signore, pregava fiducioso e ripeteva cantando quella parola del profeta: Infatti anche se dovessi camminare in mezzo all'ombra di morte, non temerò alcun male, perché tu sei con me.

COMMENTO
Gli uomini e le donne che hanno conosciuto Gesù testimoniano la sua risurrezione. Dicono che è venuto vivo verso di loro, che si è offerto ai loro occhi. Dal giorno della risurrezione, ogni messa è una Pasqua. I cristiani si riuniscono per ricordare la morte e la risurrezione di Gesù. La comunione col Cristo e fra di loro li riempie di forza e di gioia. La parola di Dio che insieme ascoltano dà un senso alla loro vita e alla storia del mondo. Infine la loro liturgia è autenticata dalla testimonianza: infatti ci si ritrova in chiesa dopo una settimana che deve essere passata nella testimonianza del Cristo; e al momento di congedarsi, si riceve la missione di essere nel mondo i messaggeri del Cristo risorto. Come francescani seguiamo Francesco che ci precede, come padre e fratello, nel pellegrinaggio della fede: Francesco ci insegna l’obbedienza al disegno di Dio….ma oggi lasciamoci raggiungere da Gesù perché possa percorrere insieme a noi tutte le delusioni cocenti che segnano la nostra esistenza.

PREGHIERA
Fatti vicino a noi, Signore, sulle strade dei nostri dubbi e fallimenti. Anche quando non Ti riconosciamo e non sappiamo che gridarti la nostra angoscia, Tu cammina con noi e svelaci il senso della nostra storia con la luce della tua Parola. Rimani con noi e spezza ancora il tuo Pane, perché il tuo Volto splendente della Luce della Risurrezione rischiari il nostro oggi.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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venerdì 17 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 Aprile 2015

Sabato 18 Aprile 2015

Giovanni 6, 16-21

Venuta la sera, i discepoli di Gesù scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!».
Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

Leggenda di San Bonaventura IX,6: FF 1171
1171 6. Lasciato il mare, incominciò a pellegrinare sulla terra spargendovi il seme della salvezza e raccogliendo una messe abbondante di buoni frutti. Ma era il frutto del martirio quello che maggiormente lo attirava; era il merito di morire per Cristo, quello che egli bramava al di sopra di ogni altra opera virtuosa e meritoria. Si mise, perciò in cammino alla volta del Marocco, con l'intento di predicare al Miramolino e alla sua gente il Vangelo di Cristo e di vedere se riusciva in tale maniera a conquistare la sospirata palma dei martiri. Era spinto da un desiderio così intenso, che, quantunque di fisico debole, precedeva correndo il suo compagno di pellegrinaggio: bramoso di realizzare il proposito, in ebbrezza di spirito, volava. Aveva già raggiunto la Spagna, quando, per disposizione di Dio che lo riservava ad altri compiti, fu colpito da una malattia gravissima, che fece svanire i suoi desideri. L`uomo di Dio capì, allora, che la sua vita era ancora necessaria ai suoi figli e, benché ritenesse la morte un guadagno, tornò indietro, a pascere le pecore affidate alle sue cure. 

MEDITAZIONE
Il Signore rivela il proprio dominio sulla creazione con due eventi miracolosi. E’ un miracolo il fatto che, nel cuore della notte, Gesù all’improvviso vada verso di loro camminando sull’acqua. E’ un miracolo il fatto che, appena Gesù è salito sulla barca, raggiungano in un attimo la riva: Gesù comanda alle forze della natura che gli obbediscono. Tutto questo aiuterà i discepoli ad accogliere l’Eucarestia. Colui che moltiplica miracolosamente il pane, che cammina sulle acque, che non conosce le distanze e che domina completamente le forze della natura, può certamente trasformare il pane nella propria carne e il vino nel proprio sangue. Gesù è Dio ed era con loro. Da Lui riceveranno il pane di vita che sazierà l’intimo delle loro anime e le fortificherà: non saranno più abbandonati a sé stessi nelle tempeste della vita. Ma il Signore è anche con noi e ci impegna ad essere pieni di pace e di misericordia verso tutti, consapevoli che anche con un sorriso o un’espressione serena possiamo donare un po’ di gioia e di pace a chi è nella prova. Pieghiamoci docilmente alla Volontà di Dio e umilmente cerchiamo la verità, come ha sempre fatto Francesco, che non ha mai cercato di piegare Dio alle proprie attese e desideri.

PREGHIERA Signore, Dio nostro, sul mare della nostra vita quotidiana spesso si scatena la tempesta. Manda il tuo Figlio a calmare le acque, facendoci pregustare la pace che godremo presso di Te nei secoli dei secoli.





ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

giovedì 16 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 17 Aprile 2015


Venerdì 17 Aprile 2015

Giovanni 6, 1-15

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX, 5 : FF 1169-70

1169 5. L'infocato ardore della carità lo spingeva ad emulare la gloria e il trionfo dei santi martiri, nei quali niente poté estinguere la fiamma dell'amore o indebolire la fortezza dell'animo. Acceso da quella carità perfetta, che caccia via il timore, bramava anch'egli di offrirsi, ostia vivente, al Signore, nel fuoco del martirio, sia per rendere il contraccambio al Cristo che muore per noi, sia per provocare gli altri all'amore di Dio. 1170 A sei anni dalla sua conversione, infiammato dal desiderio del martirio, decise di passare il mare e recarsi nelle parti della Siria, per predicare la fede cristiana e la penitenza ai saraceni e agli altri infedeli. Ma la nave su cui si era imbarcato, per raggiungere quel paese, fu costretta dai venti contrari a sbarcare dalle parti della Schiavonia. Vi rimase per qualche tempo: ma poi, non riuscendo a trovare una nave che andasse nei paesi d'oltremare, defraudato nel suo desiderio, pregò alcuni marinai diretti ad Ancona, di prenderlo con sé, per amor di Dio. Ne ebbe un netto rifiuto, perché non aveva il denaro necessario. Allora l'uomo di Dio, riponendo tutta la sua fiducia nella bontà del Signore, salì ugualmente, di nascosto, sulla nave, col suo compagno. Si presentò un tale -- certo mandato da Dio in soccorso del suo poverello--portando con sé il vitto necessario. Chiamò uno dei marinai, che aveva timor di Dio, e gli parlò così: “ Tutta questa roba tienila per i poveri frati che sono nascosti sulla nave: gliela darai, quando ne avranno bisogno ” Se non che capitò che, per la violenza del vento, i marinai, per moltissimi giorni, non poterono sbarcare e così consumarono tutte le provviste. Era rimasto solo il cibo offerto in elemosina, dall'alto, a Francesco poverello. Era molto scarso, in verità; ma la potenza divina lo moltiplicò, in modo tale che bastò per soddisfare pienamente la necessità di tutti, per tutti quei giorni di tempesta, finché poterono raggiungere il porto di Ancona. I marinai, vedendo che erano scampati molte volte alla morte, per i meriti del servo di Dio, resero grazie a Dio onnipotente, che si mostra sempre mirabile e amabile nei suoi amici e nei suoi servi. Ben a ragione, perché avevano provato da vicino gli spaventosi pericoli del mare e avevano visto le ammirabili opere di Dio nelle acque profonde.

MEDITAZIONE
Per Gesù, questo gesto di misericordia è il segno di un altro dono: l’eucarestia, pane di vita eterna. Ma di fronte al prodigio la gente vede in Lui soltanto un messia temporale, venuto a restaurare la potenza d’Israele. Avere fame è una sorta di impotenza; essere saziato, una sorta di potenza. È la fame che distingue coloro che non hanno niente da coloro che posseggono. Gesù rifiuta la fame: quella dell’alienazione fisica, politica, quella della perdita della dignità umana. Ed è per questo che egli non rimanda gli uomini nel loro mondo di miseria, ma invita i discepoli a mettere a loro disposizione i propri viveri. È l’obbedienza dei discepoli che apre la via all’azione di Dio. Gesù non vuole agire senza i Dodici, come ora non vuole agire senza di noi. Ma, per finire, è Gesù stesso che effettua la condivisione, perché è solo Lui che può distribuire i suoi doni. Vediamo





che “Francesco,acceso da quella carità perfetta, che caccia via il timore, bramava anch'egli di offrirsi, ostia vivente, al Signore…..” E noi? Abbiamo l’ardore di carità di Francesco, che lo spingeva ad offrirsi “ostia viva”, per condurre gli uomini a Cristo? Così è chiesto ad ognuno di noi !

PREGHIERA
Dio misericordioso che ami tutti gli uomini, il tuo Figlio è venuto nel mondo come il grande profeta che nutre le folle con la sua parola e il suo pane. A tutti coloro che formano il popolo della nuova alleanza accorda sempre i segni della tua grazia e la forza della tua salvezza. Te lo chiediamo per lo stesso Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

mercoledì 15 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 16 Aprile 2015

Giovedì 16 Aprile 2015

Giovanni 3, 31-36

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX,4 : FF 1168
1168 4. Ma, mentre quest'eccesso di devozione e di carità lo innalzava alle realtà divine, la sua affettuosa bontà si espandeva verso coloro che natura e grazia rendevano suoi consorti. Non c'è da meravigliarsi: come la pietà del cuore lo aveva reso fratello di tutte le altre creature, così la carità di Cristo lo rendeva ancor più intensamente fratello di coloro che portano in sé l'immagine del Creatore e sono stati redenti dal sangue del Redentore. Non si riteneva amico di Cristo, se non curava con amore le anime da Lui redente. Niente, diceva, si deve anteporre alla salvezza delle anime, e confermava l'affermazione soprattutto con quest'argomento: che l'Unigenito di Dio, per le anime, si era degnato di salire sulla croce. Da lì quel suo accanimento nella preghiera; quel correre dovunque a predicare; quell'eccesso nel dare l'esempio. E, perciò, ogni volta che lo biasimavano per la sua austerità eccessiva, rispondeva che lui era stato dato come esempio per gli altri. La sua carne innocente si sottometteva ormai spontaneamente allo spirito e non aveva alcun bisogno di castighi, in punizione delle colpe; eppure egli, in vista dell'esempio rinnovava contro di lei pene e fatiche e obbligava se stesso a percorrere vie faticose, in vista degli altri. Diceva: Anche se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità in me stesso e non mostrassi al prossimo esempi di virtù, poco gioverei agli altri, niente a me.

MEDITAZIONE
Il Figlio è stato inviato dal Padre per far partecipare gli uomini alla vita divina. Coloro che accoglieranno la parola di Gesù riceveranno il dono dello Spirito e avranno accesso alla vita eterna. Sì, Gesù è il Figlio di Dio. È sempre stato vicino a suo Padre, e sarà in eterno vicino a Lui.

È sceso sulla terra in un momento della storia. La sua morte sulla croce rappresenta una nuova elevazione. Da un punto di vista puramente umano, la croce è la sconfitta definitiva di Gesù; la sua morte è il fallimento di tutti i suoi progetti terreni. Dal punto di vista di Dio, la croce di Gesù rappresenta la vittoria di Dio sul mondo e significa la nostra salvezza. Se noi crediamo in Gesù, Figlio di Dio, abbiamo già la vita eterna. Oggi abbiamo approfondito il mistero dell’amore del Padre per noi. Attraverso il Figlio Gesù, ha dato la possibilità di salvarsi a tutti i suoi figli, anche ai più deboli e fragili. Ora siamo chiamati anche noi ad essere luce e a donare luce a chi è nelle tenebre del peccato e dell’errore. Lasciamoci contagiare dall’esempio dei Santi, vite incendiate d’amore e portatrici di luce evangelica.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, Tu ami il tuo Figlio e gli hai dato in mano ogni cosa. Lui solo viene dall’alto e Lui solo può testimoniare ciò che ha visto e udito. Aiutaci ad accogliere la sua testimonianza, che conduce alla vita eterna.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.