martedì 31 gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 2 Febbraio 2017

 SAN FRANCESCO E IL VANGELO 33

GIOVEDI' 2 FEBBRAIO 2017
PRESENTAZIONE DEL SIGNORE-festa-proprio
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Antifona d'ingresso
BENEDIZIONE DELLE CANDELE E PROCESSIONE 

Il Signore nostro Dio verrà con potenza, 
e illuminerà il suo popolo. Alleluia. 

Fratelli carissimi, sono passati quaranta giorni dalla solennità del Natale. 
Anche oggi la Chiesa è in festa, celebrando il giorno in cui Maria e Giuseppe presentarono Gesù al tempio. 
Con quel rito il Signore si assoggettava alle prescrizioni della legge antica, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede. 
Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna; illuminati dallo stesso Spirito riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza. 
Anche noi qui riuniti dallo Spirito Santo andiamo incontro al Cristo nella casa di Dio, dove lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria. 

Dopo l’esortazione il sacerdote benedice le candele, dicendo a mani giunte la seguente orazione: 

Preghiamo. 
O Dio, fonte e principio di ogni luce, 
che oggi hai rivelato al santo vecchio Simeone 
il Cristo, vera luce di tutte le genti, 
benedici + questi ceri 
e ascolta le preghiere del tuo popolo, 
che viene incontro a te 
con questi segni luminosi 
e con inni di lode; 
guidalo sulla via del bene, 
perché giunga alla luce che non ha fine. 
Per Cristo nostro Signore. 

Oppure: 
Preghiamo. 
O Dio, creatore e datore di verità e di luce, 
guarda noi tuoi fedeli riuniti nel tuo tempio 
e illuminati dalla luce di questi ceri, 
infondi nel nostro spirito 
lo splendore della tua santità, 
perché possiamo giungere felicemente 
alla pienezza della tua gloria. 
Per Cristo nostro Signore.


LUCA 2, 22-40
I miei occhi hanno visto la tua salvezza.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.

Forma breve (Lc 2,22-32):

Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 668
Un giorno, dopo una predica del Santo nella Marca di Ancona, si presentò uno, che gli chiese umilmente di entrare nell'Ordine. «Se ti vuoi unire ai poveri di Dio-- gli rispose Francesco--distribuisci prima i tuoi beni ai poveri del mondo». A queste parole quegli se ne andò e, guidato da amore carnale, distribuì i suoi averi ai parenti, niente ai poveri. Ritornato ed avendo riferito al Santo la sua generosa munificenza: «Va per la tua strada, frate mosca,--gli disse con ironia il Padre--perché non sei ancora uscito dalla tua casa e dalla tua parentela. Ai tuoi consanguinei hai dato i tuoi beni, ed hai defraudato i poveri: non sei degno dei poveri servi di Dio. Hai cominciato dalla carne ed hai posto un fondamento rovinoso per un edificio spirituale».

Se ne ritornò quell'uomo carnale ai parenti e riprese i suoi beni, perché non avendo voluto lasciarli ai poveri, aveva ben presto abbandonato il suo proposito di perfezione.

Quanti oggi si ingannano con questa messinscena della distribuzione dei loro beni e vogliono dare inizio ad una vita di perfezione con un comportamento così mondano!
Infatti nessuno si consacra a Dio per arricchire i suoi parenti, ma per riscattare i suoi peccati col prezzo della misericordia, e così acquistare la vita eterna col frutto di opere buone.
Inoltre insegnava spesso che «se i frati si trovavano in necessità » dovevano ricorrere ad estranei piuttosto che ai postulanti, anzitutto per l'esempio, poi per evitare ogni specie di turpe interesse.


MEDITAZIONE
In oriente questa festa viene chiamata: <L'incontro>. Nel suo tempio, il Signore ha incontrato il popolo dei credenti nelle persone di Simeone e di Anna. Anche noi, oggi, andiamo incontro a Colui che è <la luce del mondo>, e l'accogliamo nella sua chiesa con tutto lo slancio della nostra fede battesimale. A coloro che professano fedelmente questa fede per tutto il tempo della vita, è promesso <l'incontro> ultimo e definitivo con il Signore nel suo Regno.Il vecchio Simeone si presenta come il simbolo della luna attesa messianica e della fedeltà all'alleanza. Il mistero del Cristo è già svelato, ma incontrerà molte contraddizioni e rifiuti. La passione sarà il momento tragico di questi rifiuti, e Maria ne sarà testimone. Nella <Lettera a tutto l'Ordine>, Francesco scrisse: "Ascoltate, figli di Dio e miei fratelli, porgete ascolto alle mie parole e obbedite alla voce del Figlio di Dio.
Custodite con tutto il cuore i suoi comandamenti, adempite come meglio potete i suoi consigli. Dategli lode, perché egli è buono, dategli gloria con le vostre opere. Per questo egli vi ha mandati nel mondo: perché gli rendiate testimonianza con le parole e con le opere facciate sapere a tutti che nessuno è onnipotente all'infuori di lui. Siate perseveranti, anche tra le difficoltà, adempiendo con lealtà e costanza quando avete promesso. Vi scongiuro tutti, fratelli, baciandovi i piedi, e con tutto il fervore di cui sono capace, che abbiate tutta la riverenza e tutta l'adorazione di cui siete capaci verso il santissimo corpo e sangue del Signor nostro Gesù Cristo, nel quale tutte le cose del cielo e della terra sono state riconciliate con Dio...." FF216.


PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno, 
guarda i tuoi fedeli riuniti 
nella festa della Presentazione al tempio 
del tuo unico Figlio fatto uomo, 
e concedi anche a noi di essere presentati a te 
pienamente rinnovati nello spirito. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo...




ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen











SAN FRANCESCO E IL VANGELO 1 Febbraio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 32

MERCOLEDI' 1 FEBBRAIO 2017

MARCO 6, 1-6 
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. 
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 667 A chi voleva entrare nell'Ordine il Santo insegnava a ripudiare anzitutto il mondo, offrendo a Dio prima i beni esterni, poi a fare il dono interiore di se stessi. Non ammetteva all'Ordine se non chi si era spogliato di ogni avere, senza ritenere nulla assolutamente, sia per la parola del santo Vangelo, sia perché non fosse di scandalo il peculio personale. 

MEDITAZIONE
Il figlio di Maria è un uomo come gli altri, e tuttavia, per la sua sapienza e i suoi miracoli, è totalmente diverso. La sua persona nasconde un grande mistero, ma i suoi compaesani non prestano attenzione ai segni che vengono loro dati e non si preoccupano di scoprirne il significato, anzi, si scandalizzano e si chiudono alla luce. La luce spirituale del Cristo risplende agli occhi dei santi, mentre la sua umiltà impedisce di riconoscerlo agli uomini di tutti i tempi che non sanno aprirsi ai valori dello spirito. Soltanto colui che ha una relazione di intimità con il Redentore sarà salvato. Per vivere in intimità con Dio bisogna liberarsi da tutto ciò che ci tiene attaccati alle cose del mondo. Per questo, san Francesco,"Non ammetteva all'Ordine se non chi si era spogliato di ogni avere, senza ritenere nulla assolutamente, sia per la parola del santo Vangelo, sia perché non fosse di scandalo il peculio personale." FF667. 

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, il tuo Figlio non è stato riconosciuto come profeta dai suoi concittadini, e si è stupito della loro mancanza di fede. Rendici attenti alle persone che frequentiamo ogni giorno, perchè il Cristo potrebbe volerci parlare, oggi, attraverso qualcuno di loro, Lui che vive e regna con te per i secoli dei secoli.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




lunedì 30 gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 31 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 31

MARTEDI' 31 GENNAIO 2017
S.GIOVANNI BOSCO-memoria-

MARCO 5, 21-43
Fanciulla, io ti dico: Alzati!.

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 666
79 Il giorno dopo il Santo, come era solito, predica la parola di Dio al popolo, che si è radunato. All'improvviso quello scellerato manda un grido, mentre cerca di mostrare a tutto il popolo il pezzo di cappone. « Ecco--strilla --che uomo è questo Francesco che vi predica e che voi onorate come santo: guardate la carne che mi ha data ieri sera, mentre mangiava ».
Tutti danno sulla voce a quel briccone e lo insultano come indemoniato, perché in realtà sembrava a tutti essere pesce, ciò che lui sosteneva fosse invece una coscia di cappone. Infine anche quel miserabile, stupito del miracolo, fu costretto ad ammettere che avevano ragione. Il disgraziato ne sentì vergogna, e pentito espiò una colpa così palese: davanti a tutti chiese perdono al Santo, manifestando l'intenzione perversa avuta. Anche la carne riprese il suo aspetto, dopo che il falso accusatore si fu ricreduto.

MEDITAZIONE
Guarendo una donna da un male che la tormenta da anni e richiamando in vita una bambina, Gesù si rivela come il Signore della vita e della morte. Per ricevere la vita di cui Egli è la fonte, bisogna essere uniti a Lui per mezzo di una fede che non si lascia intaccare dalla paura. Tenere lo sguardo fisso su Gesù è un primo modo per essere in contatto con lui. C'è un secondo modo: parlargli, chiedergli di intervenire nelle nostre difficoltà, di manifestare la sua potenza nelle nostre infermità. Quando guardiamo Gesù, guardiamolo con fede; quando gli parliamo, parliamogli con fede; tocchiamolo con fede. Allora egli ci trasformerà, si comunicherà a noi, ci farà simili a lui, capaci di aiutare gli altri. Quando pensiamo all'esempio dei santi, dei martiri, soprattutto di Gesù stesso nella sua passione, morte e risurrezione, tutte le difficoltà diventano ben poca cosa. San Francesco diceva ai suoi frati: "Niente dunque ci ostacoli, niente ci separi, niente si frapponga.
E ovunque, noi tutti, in ogni luogo, in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e ininterrottamente crediamo veramente e umilmente e teniamo nel cuore e amiamo, onoriamo, adoriamo, serviamo, lodiamo e benediciamo, glorifichiamo ed esaltiamo, magnifichiamo e rendiamo grazie all'altissimo e sommo eterno Dio, Trinità e Unità, Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose e Salvatore di tutti coloro che credono e sperano in lui, e amano lui che è senza inizio e senza fine, immutabile, invisibile, inenarrabile, ineffabile incomprensibile. ininvestigabile, benedetto, degno di lode,glorioso, sopraesaltato, sublime, eccelso, soave, amabile, dilettevole e tutto sopra tutte le cose desiderabile nei secoli dei secoli. Amen. " FF71.

PREGHIERA
"Talità kum". Signore Dio, pronuncia anche su di noi questa parola di risurrezione, come un giorno tuo Figlio l'ha pronunciata su una bambina che aveva cessato di vivere. Tu che non hai creato la morte, donaci di partecipare alla vita che scaturisce dal tuo Figlio, il Cristo Gesù, nostro Signore.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




domenica 29 gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO meditazione 6

Il raccoglimento interiore
"Il regno di Dio è dentro di voi" (Lc 17,21), dice il Signore. Volgiti a Dio con tutto il tuo cuore, lasciando questo misero mondo, e l'anima tua troverà pace. Impara a disprezzare ciò che sta fuori di te, dandoti a ciò che è interiore, e vedrai venire in te il regno di Dio. Esso è, appunto, "pace e letizia nello Spirito Santo" (Rm 14,17); e non è concesso ai malvagi. Se gli avrai preparato, dentro di te, una degna dimora, Cristo verrà a te e ti offrirà il suo conforto. Infatti ogni lode e ogni onore, che gli si possa fare, viene dall'intimo; e qui sta il suo compiacimento. Per chi ha spirito di interiorità è frequente la visita di Cristo; e, con essa, un dolce discorrere, una gradita consolazione, una grande pace, e una familiarità straordinariamente bella. Via, anima fedele, prepara il tuo cuore a questo sposo, cosicché si degni di venire presso di te e di prendere dimora in te. Egli dice infatti: Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e verremo a lui e abiteremo presso di lui" (Gv 14,23). Accogli, dunque, Cristo, e non far entrare in te nessun'altra cosa. Se avrai Cristo sarai ricco, sarai pienamente appagato. Sarà lui a provvedere e ad agire fedelmente per te. Così non dovrai affidarti agli uomini. Questi mutano in un momento e vengono meno rapidamente, mentre cristo "resta in eterno" (Gv 12, 34) e sta fedelmente accanto a noi, fino alla fine. Non dobbiamo far molto conto sull'uomo, debole e mortale, anche se si tratta di persona che ci è preziosa e cara; né dobbiamo troppo rattristarci se talvolta ci combatte e ci contrasta. Quelli che oggi sono con te, domani si possono mettere contro di te; spesso si voltano come il vento. 
Riponi interamente la fiducia in Dio, e sia lui il tuo timore e il tuo amore. Risponderà lui per te, e opererà per il bene, nel modo migliore.




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 30 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 30

LUNEDI' 30 GENNAIO 2017
S.GIACINTA MARESCOTTI-memoria-

MARCO 5, 1-20

Giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percuotendosi con delle pietre. Quando vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti e a gran voce disse: «Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi». Gesù, infatti, gli diceva: «Spirito immondo, esci da quest’uomo!» Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti». E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese. C’era là un gran branco di porci che pascolava sul monte. I demòni lo pregarono dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi». Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare. E quelli che li custodivano fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna; la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. Vennero da Gesù e videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono. Quelli che avevano visto raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi cominciarono a pregare Gesù che se ne andasse via dai loro confini.
Com’egli saliva sulla barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. Gesù non glielo permise, ma gli disse: «Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te». Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano.
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 666
78. Nella questua cercava più il vantaggio delle anime di chi donava, che un aiuto materiale alla carne e voleva essere di esempio agli altri sia nel dare che nel ricevere.
Mentre si recava a predicare ad Alessandria di Lombardia, fu ospitato devotamente da un uomo timorato di Dio e di lodevole fama, che lo pregò di mangiare, secondo quanto prescrive il Vangelo, di tutto quello che gli fosse posto davanti. Ed egli acconsentì volentieri, vinto dalla gentilezza dell'ospite.
Questi corre in tutta fretta e prepara con ogni cura all'uomo di Dio un cappone di sette anni. Mentre il patriarca dei poveri è seduto a mensa e tutta la famiglia è in festa, improvvisamente si presenta alla porta un figlio di Belial, che si fingeva mancante del necessario, ma era povero soprattutto della grazia. Nel chiedere l'elemosina, mette avanti l'amore di Dio e con voce pietosa domanda di essere aiutato in nome di Dio.
Appena il Santo ode il nome benedetto al di sopra di tutte le cose e per lui dolce più del miele, prende molto volentieri una coscia del pollo che gli era stato servito e, messala su un pane, la manda al mendicante. Ma, per dirla in breve, quel disgraziato mette via ciò che gli è stato donato per poter screditare il Santo.

MEDITAZIONE
Al desiderio dell'indemoniato guarito di stare con Gesù, il Signore risponde inviandolo in missione. Egli è diventato apostolo perché è in grado di raccontare ciò che il Signore gli ha fatto. Il vangelo è la buona notizia di quanto Gesù ha fatto per noi. L'evangelizzazione non è tanto un'esposizione di dottrina o di idee, ma un racconto di fatti, una narrazione di quanto il Signore ha operato per noi.
Come Gesù iniziò a proclamare il vangelo nella Galilea (Mc 1,14), così questo indemoniato guarito lo proclama nella Decapoli. E' l'inizio della missione ai pagani,
uomini e donne che a loro volta,, scoprendosi discepoli, in cammino, in crescita, vedono loro stessi alla luce dello sguardo di Dio. Il Signore libera nel profondo, aiuta e vedere la realtà dalla parte di Dio. Certo: farlo richiede fatica, perchè significa uscire da se stessi, liberarsi dei pensieri negativi che rischiano di schiacciarci. Gli uomini parlano tanto di libertà e di liberazione, ma la rifiutano appena si accorgono che c'è un prezzo da pagare.......San Francesco è riuscito a liberarsi di tutto, anche di sè stesso, pur di servire il suo Signore e unirsi a Lui intimamente, fino ad essere un tutt'uno con Lui. Spogliandosi di tutto ciò che il mondo gli offriva, Francesco è diventato ricco di Lui e partecipe della Sua Signoria. E noi, a che punto siamo ?

PREGHIERA
Gesù, Figlio del Dio altissimo, Tu sai che che non abbiamo un gran desiderio di essere liberati da certe dolci schiavitù che portiamo dentro di noi. Ma poichè Tu vuoi che ti amiamo con tutto noi stessi, strappaci a tutto ciò che ostacola in noi questo cammino, e apri il nostro cuore alla vera libertà, quella dello Spirito santo che ti unisce al Padre nei secoli dei secoli. 


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



sabato 28 gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 29 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 29

DOMENICA 29 GENNAIO 2017

MATTEO 5, 1-12a
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore

+

Vita Seconda di Tommaso da Celano 665
Mentre Francesco, pieno di malattie e quasi prossimo a morire, si trovava nel luogo di Nocera, il popolo di Assisi mandò una solenne deputazione a prenderlo per non lasciare ad altri la gloria di possedere il corpo dell'uomo di Dio. I cavalieri, che lo trasportavano a cavallo con molta devozione raggiunsero la poverissima borgata di Satriano, proprio quando la fame e l'ora facevano sentire il bisogno di cibo. Ma per quanto cercassero, non trovarono nulla da comprare. Allora i cavalieri tornarono da Francesco e gli dissero: «È necessario che tu ci dia parte delle tue elemosine, perché qui non riusciamo a trovare nulla da comprare ».
«Per questo motivo voi non trovate,--rispose il Santo --perché confidate più nelle vostre mosche che in Dio ». Chiamava evidentemente mosche i denari. « Ma -- continuò--ripassate dalle case dove siete già stati e chiedete umilmente l'elemosina, offrendo in luogo dei denari l'amore di Dio! Non vergognatevi, perché dopo il peccato viene concesso tutto in elemosina e quel grande Elemosiniere dona largamente e con bontà a tutti, degni e indegni».
Deposta la vergogna, i cavalieri andarono subito a chiedere la carità, e trovarono da comprare assai più «per amore di Dio» che col denaro. Tutti offrirono a gara, con volto lieto, e non dominò più la fame, dove prevalse la ricca povertà.

MEDITAZIONE
Le beatitudini sono il cuore del messaggio di Gesù, per capirle bisogna lasciar parlare il testo. Innanzitutto Gesù sale sulla montagna e pronuncia il discorso circondato dai dodici e dalle folle: si tratta di una folla venuta da ogni dove, persino dalla decapoli e da oltre il Giordano. Il discorso, quindi, non è rivolto solo ai dodici o al popolo giudaico, ma a tutti.
Certo le beatitudini rimandano a Gesù. Ma quale significato egli vi attribuì? Pensiamo di riassumere il suo pensiero in tre affermazioni.
- Le beatitudini sono una proclamazione messianica, un annuncio che il Regno di Dio è arrivato. I profeti hanno descritto il tempo messianico come il tempo dei poveri, degli affamati, dei perseguitati, degli inutili.
Gesù proclama che questo tempo è arrivato. Per i profeti le beatitudini erano al futuro, una speranza. Per Gesù sono al presente: oggi i poveri sono beati.
- C’è un secondo aspetto: con le beatitudini Gesù non solo proclama che il tempo messianico è arrivato, ma
proclama che il Regno è arrivato per tutti, che di fronte all’amore di Dio non ci sono i vicini e i lontani, non
ci sono emarginati: anzi, coloro che noi abbiamo emarginato sono i primi. Ecco la porta d'ingresso al Regno di Dio: vi possono passare solo i poveri, gli umili, gli ultimi, i vinti, gli oppressi, i semplici. Cercare Cristo significa unirsi a loro, prendere le loro difese, servire la loro speranza.

PREGHIERA
Mio Dio, beato chi in questa Parola crede, ad essa si affida, su di essa punta per iniziare l’avventura di una vita autentica. Beati coloro che fanno proprio questo
progetto di vita per inaugurare Terra nuova e Cieli nuovi. Aiuta, Padre, tutti i cristiani a prendere Gesù come compagno di vita, a percorre con Lui la strada della vita fino alla fine, guardandosi negli
occhi per tutto il percorso, scoprendosi simile, figlio con il medesimo volto. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen





SAN VANGELO E IL VANGELO 28 Gennaio 2017


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28

SABATO 28 GENNAIO 2017
S.TOMMASO D'AQUINO---memoria-

MARCO 4,35-41
Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. 
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». 
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 664
Un'altra volta un frate se ne tornava con l'elemosina da Assisi alla Porziuncola. Giunto nelle vicinanze del luogo, cominciò a cantare e a lodare Iddio ad alta voce. Appena lo udi il Santo balzò in piedi, corse fuori e, baciata la spalla dei frate, si caricò la bisaccia sulle proprie spalle, ed esclamò: «Sia benedetto il mio fratello, che va prontamente, questua con umiltà e ritorna pieno di gioia ».

MEDITAZIONE
Il male lotta contro lo Spirito. L’assenza di Gesù pesa enormemente sul cuore dei fedeli: non vedendo Gesù, hanno paura . Ma la preghiera insistente dei fedeli viene sentita da Gesù: Egli è là, come ha promesso (Mt 28,20). Gesù salva la sua Chiesa da tutte le tempeste che minacciano di farla affondare. Gesù biasima la mancanza di fede. Bisogna pregarlo, e pregarlo con fede. La paura di morire, che è negativa, va sostituita dal timore di Dio, che è l’obbedienza dei fedeli al loro Salvatore. Questa è la nostra situazione: la debolezza della nostra Chiesa trae forza dalla presenza di Cristo: Egli da forza ad ognuno di noi. Per chi ha fede, è impossibile credere in Lui e avere ancora timore .... ""Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. Inoltre aggiunse ancora: “ State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso!   E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che
persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla
Sua grazia! ”. ..FF1241.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, nella vita a volte ci sentiamo come su una barca in balia delle onde, e Tu sembri dormire. Liberaci dalla paura e rafforza la nostra fede, perchè riusciamo a vivere con serenità, fiduciosi in Colui a cui obbediscono il vento e il mare e che intercede a nostro favore nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27

VENERDI' 27 GENNAIO 2017
S.ANGELA MERICI-

MARCO 4, 26-34
L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Parola del Signore

+

Vita Seconda di Tommaso da Celano 663
Francesco ripeteva spesso che il vero frate minore non dovrebbe lasciar passare molto tempo, senza andare per l'elemosina. «E quanto è più nobile--diceva--un mio figlio, tanto più sia pronto ad andare, perché in tale modo accumula meriti ».
Vi era in un luogo un certo frate che non si prestava per la questua, ma valeva per quattro a tavola. Notando il Santo che era amico del ventre, partecipe del frutto, ma non della fatica, un giorno lo riprese così: «Va' per la tua strada, frate mosca, perché vuoi mangiare il sudore dei tuoi fratelli e rimanere ozioso nell'opera di Dio. Ti rassomigli a frate fuco, che lascia lavorare le api, ma vuole essere il primo a mangiare il miele ».
Quell'uomo carnale, vedendosi scoperto nella sua voracità, ritornò al mondo, che non aveva ancora abbandonato. Uscì dalla Religione e chi non aveva contato niente per la questua, non contò più nulla come frate. Chi valeva molti a tavola, finì per essere un pluridemonio.

MEDITAZIONE
La parola di Dio, umile semente che l'uomo può seminare, cresce per forza propria. Il Regno di Dio è frutto di questa crescita misteriosa, non della nostra azione umana. L'opera di Dio prevalica l'opera umana e si compie, sempre e comunque. La parola di Gesù "Voi siete la luce del mondo" si può applicare a molte vocazioni cristiane ma è particolarmente adatta a un santo come Francesco, santo che noi amiamo e imitiamo: lui è come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra. Ci aiuti, Francesco, a "vedere" Gesù negli affamati, negli assetati, negli stranieri, in coloro che sono senza vestiti, nei malati, nei carcerati....
Ci aiuti, Francesco, a guarire da ogni egoismo e cecità e a capire che,in loro, c 'è Gesù Cristo stesso.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, la tua azione nel mondo spesso rimane nascosta, ed è facile, per noi, cedere allo scoraggiamento. Ravviva la nostra speranza, e donaci di veder germogliare il seme che Tu hai gettato sulla nostra terra. Per Gesù Cristo, nostro Signore.


ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26 GENNAIO 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26

GIOVEDI' 26 GENNAIO 2017
SS.TIMOTEO E TITO-memoria-proprio

LUCA 10, 1-9
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. 
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 662
Da principio, sia per allenare se stesso alla mortificazione sia per indulgenza verso la ritrosia dei frati, spesso andava per l'elemosina lui solo. Ma una volta, vedendo che molti non sentivano l'esigenza della loro vocazione, disse: «Carissimi fratelli, il Figlio di Dio era più nobile di noi, eppure per noi si è fatto povero in questo mondo. Per suo amore abbiamo scelto la via della povertà: non dobbiamo sentirci umiliati di andare per l'elemosina. Non è mai decoroso per gli eredi del regno arrossire della caparra della eredità celeste. Vi dico che molti nobili e sapienti si uniranno alla nostra congregazione e si sentiranno onorati di chiedere l'elemosina. Pertanto voi, che ne siete la primizia, gioite ed esultate, e non rifiutate di compiere ciò che trasmetterete da fare a quei santi.

MEDITAZIONE
Gesù dà un invito prezioso ai settantadue: siate come agnelli. Al male del mondo non rispondete quindi con il male ma con il bene. Le vostre armi non siano quelle che incontrerete ma siano l’annuncio del Regno, sia il dono della pace. Il cristiano, che lotta nel mondo non è un superficiale che vive in modo sprovveduto ma è in grado di rispondere al male subito con amore e carità. L’ottimismo cristiano è di chi ha conosciuto il vero Bene e da lì trae la vera forza per combattere il male. San Francesco aveva la gioia che non deriva dal mondo ma dal sapersi amato e figlio di un Dio che è soltanto Amore. Quando guardava Gesù, lo guardava con fede; quando Gli parlava, parlava con fede... e lo toccava con fede. Imitiamolo ed Egli ci trasformerà, si comunicherà a noi, ci farà simili a Lui, capaci di aiutare gli altri. 

PREGHIERA
O Dio, nostro Padre,
che hai formato alla scuola degli Apostoli
i santi vescovi Timoteo e Tito,
concedi anche a noi per loro intercessione
di vivere in questo mondo
con giustizia e con amore di figli,
per giungere alla gloria del tuo regno.
Per Gesù Cristo, nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen