Domenica 10 Maggio 2015
Giovanni 15, 9-17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,10: FF 1198
1198 10. C'era un frate, a giudicare dal di fuori, santissimo e veramente esemplare; ma amante delle singolarità. Dedicava tutto il suo tempo alla preghiera; osservava il silenzio con tale intransigenza che aveva preso l'abitudine di confessarsi non a parole, ma a cenni. Il padre santo si trovò a passare dal luogo dov'era questo frate e parlò di lui con gli altri confratelli. Tutti gli altri magnificavano questo tale con grandi panegirici; ma l'uomo di Dio replicò: “ Smettetela, fratelli, di lodarmi in costui le finzioni del diavolo. Sappiate che si tratta di tentazione diabolica e d'inganno frodolento ”. Male accolsero i frati questa risposta: secondo loro era impossibile che la falsità e la frode potessero imbellettarsi sotto tanti indizi di perfezione. Ma, di lì a non molti giorni, quando quel tale se ne andò dall'Ordine, fu ben chiaro a tutti che l'uomo di Dio aveva letto, col suo sguardo luminoso, nell'intimo segreto di quel cuore. Era questo il modo in cui egli prevedeva infallibilmente anche la caduta di molti, che sembravano star dritti come pure la conversione a Cristo di molti peccatori. Perciò sembrava che egli contemplasse ormai da vicino lo specchio della luce eterna, nel cui mirabile splendore l'occhio del suo spirito poteva vedere le cose fisicamente lontane come se fossero presenti.
MEDITAZIONE
Vi è una misura nell’amore? Secondo Gesù vi sono diversi livelli d’amore, ma quello oltre il quale non si può più andare, in quanto non vi è nulla di più grande, è il dono della propria vita per gli altri. Dare la vita per gli altri, proprio come ha fatto Lui. Eppure, non riusciamo ad immaginare in quanti modi ciò si può realizzare: per qualcuno il dono supremo avviene per mezzo del martirio cruento, ma per molti altri questo dono si consuma nel silenzio di una quotidianità che non è meno eroica della prima. Per Francesco nessun uomo era estraneo: non importa se parente o no, se antipatico o no, se moralmente degno di aiuto o no. Nella preghiera aveva un profondo desiderio di Dio ed esprimeva l’amore per il suo Creatore e per ogni creatura. Si riteneva sempre peccatore e lo lodava e ringraziava Dio per averci amato creandoci, per averci resi suoi figli adottivi e continua ad amarci per primo perché nonostante i nostri peccati continua a nutrirci di Sé.
PREGHIERA
O Dio, che ci hai amati per primo
e ci hai donato il tuo Figlio,
perché riceviamo la vita per mezzo di lui,
fa’ che nel tuo Spirito
impariamo ad amarci gli uni gli altri
come lui ci ha amati,
fino a dare la vita per i fratelli.
Per Cristo nostro Signore.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
Giovanni 15, 9-17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,10: FF 1198
1198 10. C'era un frate, a giudicare dal di fuori, santissimo e veramente esemplare; ma amante delle singolarità. Dedicava tutto il suo tempo alla preghiera; osservava il silenzio con tale intransigenza che aveva preso l'abitudine di confessarsi non a parole, ma a cenni. Il padre santo si trovò a passare dal luogo dov'era questo frate e parlò di lui con gli altri confratelli. Tutti gli altri magnificavano questo tale con grandi panegirici; ma l'uomo di Dio replicò: “ Smettetela, fratelli, di lodarmi in costui le finzioni del diavolo. Sappiate che si tratta di tentazione diabolica e d'inganno frodolento ”. Male accolsero i frati questa risposta: secondo loro era impossibile che la falsità e la frode potessero imbellettarsi sotto tanti indizi di perfezione. Ma, di lì a non molti giorni, quando quel tale se ne andò dall'Ordine, fu ben chiaro a tutti che l'uomo di Dio aveva letto, col suo sguardo luminoso, nell'intimo segreto di quel cuore. Era questo il modo in cui egli prevedeva infallibilmente anche la caduta di molti, che sembravano star dritti come pure la conversione a Cristo di molti peccatori. Perciò sembrava che egli contemplasse ormai da vicino lo specchio della luce eterna, nel cui mirabile splendore l'occhio del suo spirito poteva vedere le cose fisicamente lontane come se fossero presenti.
MEDITAZIONE
Vi è una misura nell’amore? Secondo Gesù vi sono diversi livelli d’amore, ma quello oltre il quale non si può più andare, in quanto non vi è nulla di più grande, è il dono della propria vita per gli altri. Dare la vita per gli altri, proprio come ha fatto Lui. Eppure, non riusciamo ad immaginare in quanti modi ciò si può realizzare: per qualcuno il dono supremo avviene per mezzo del martirio cruento, ma per molti altri questo dono si consuma nel silenzio di una quotidianità che non è meno eroica della prima. Per Francesco nessun uomo era estraneo: non importa se parente o no, se antipatico o no, se moralmente degno di aiuto o no. Nella preghiera aveva un profondo desiderio di Dio ed esprimeva l’amore per il suo Creatore e per ogni creatura. Si riteneva sempre peccatore e lo lodava e ringraziava Dio per averci amato creandoci, per averci resi suoi figli adottivi e continua ad amarci per primo perché nonostante i nostri peccati continua a nutrirci di Sé.
PREGHIERA
O Dio, che ci hai amati per primo
e ci hai donato il tuo Figlio,
perché riceviamo la vita per mezzo di lui,
fa’ che nel tuo Spirito
impariamo ad amarci gli uni gli altri
come lui ci ha amati,
fino a dare la vita per i fratelli.
Per Cristo nostro Signore.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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