lunedì 22 maggio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Maggio 2017

San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 141
DOMENICA 21 MAGGIO 2017
GIOVANNI 14, 15-21
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "«Se mi amate, osservate i miei comandamenti. Io pregherò il padre ed egli vi darà un altro avvocato, che starà sempre con voi, lo Spirito della verità. Il mondo non lo vede e non lo conosce, perciò non può riceverlo. Voi lo conoscete, perché è con voi e sarà con voi sempre. Non vi lascerò orfani, tornerò da voi. Fra poco il mondo non mi vedrà più, ma voi mi vedrete, perché io ho la vita e anche voi vivrete. In quel giorno conoscerete che io vivo unito al Padre, e voi siete uniti a me e io a voi. Chi mi ama veramente, conosce i miei comandamenti e li mette in pratica. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio; anch'io l’amerò e mi farò conoscere a lui».
Parola del Signore.
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 776
Mentre Francesco passava accanto ad un borgo nelle vicinanze di Assisi, gli andō incontro un certo Giovanni, uomo semplicissimo che stava arando nel campo, e gli disse "Voglio che tu mi faccia frate, perché da molto tempo desidero servire Dio". Il Santo ne provō gioia, considerando la sua semplicitā, e rispose secondo il suo desiderio: "Se vuoi, fratello, diventare nostro compagno, dā ai poveri ciō che possiedi e ti accoglierō dopo che ti sarai espropriato di tutto".

Immediatamente scioglie i buoi e ne offre uno a Francesco. "Questo bue--dice --diamolo ai poveri! Perché questa č la parte che ho diritto di ricevere dai beni di mio padre". Il Santo sorrise e approvō la sua grande semplicitā.
Appena i genitori e i fratelli pių piccoli seppero la cosa, accorsero in lacrime, addolorati pių di rimanere privi del bue che del congiunto. "Coraggio,--rispose loro il Santo--ecco, vi restituisco il bue e mi prendo il frate". Lo condusse con sé, e dopo averlo vestito dell'abito religioso, lo prese come compagno particolare in grazia della sua semplicitā.
Quando Francesco stava in qualche luogo a meditare, il semplice Giovanni ripeteva in sé e imitava subito tutti i gesti o i movimenti che egli faceva. Se sputava, sputava; se tossiva, tossiva; univa i sospiri ai sospiri ed il pianto al pianto. Se il Santo levava le mani al cielo, le alzava egli pure, fissandolo con diligenza come un modello e facendo sua ogni mossa.
Il Santo se ne accorse e gli chiese una volta, perché facesse cosė. "Ho promesso--rispose--di fare tutto ciō che fai tu. Sarebbe pericoloso per me trascurare qualche cosa". Francesco si rallegrō di quella schietta semplicitā, ma gli proibì con dolcezza di fare pių cosė in futuro.
Dopo non molto tempo in questa puritā passō con semplicitā al Signore. E quando Francesco proponeva alla imitazione la sua vita--ciō che avveniva di frequente-, lo chiamava con grande piacevolezza non frate Giovanni, ma san Giovanni.
Osserva ora che č segno distintivo della pia semplicitā vivere secondo le leggi dei maggiori, seguire sempre gli esempi e gli insegnamenti dei Santi. Chi concederā ai saggi di questo mondo di imitare con tanto trasporto Francesco, ora che egli č glorificato in cielo, quanto ne ebbe questo frate semplice nell'imitarlo mentre era sulla terra ? E in realtā, dopo aver seguito il Santo da vivo, lo ha preceduto nella eterna vita.
MEDITAZIONE
Gesù oggi smentisce tutte le false credenze e false fedi. Le sue parole meritano un'attenzione tutta particolare. La sua chiarezza è veramente divina. Lui parte dall'amore. Chi ama Gesù. Lo ama chi osserva i suoi comandamenti. L'amore per Gesù è prima dell'osservanza dei comandamenti. L'osservanza dei comandamenti è il frutto vero dell'amore per Gesù. Quest'amore è il fondamento, il principio di ogni altra realtà soprannaturale e divina, eterna e celeste.
Cosa fa Gesù per tutti coloro che lo amano? Prega il Padre ed Egli darà loro un altro Paràclito perché rimanga con loro per sempre. L'altro Paràclito è lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. I discepoli invece lo conoscono perché egli rimane presso di loro e sarà in loro. Il dono dello Spirito Santo è nell'amore e dall'amore di Cristo Gesù. Più grande è l'amore per Gesù e più potente è l'azione dello Spirito Santo nella mente e nel cuore. Se invece l'amore è nullo, nulla sarà anche l'opera dello Spirito Santo nell'uomo. Pieno di Spirito santo, Francesco non si accontentava di parole: la sua vita era disseminata di opere d'amore. Un giorno, mentre giaceva infermo nel palazzo vescovile di Assisi, a frate Elia che, molto preoccupato per il suo stato di salute gli poneva delle domande, rispose: "" Fratello, lascia che io goda nel Signore e nelle sue Laudi in mezzo ai miei dolori, poichè, con la grazia dello Spirito Santo, sono così strettamente unito al mio Signore che, per sua misericordia, posso ben esultare nell'Altissimo!". FF1614.

PREGHIERA
Dio onnipotente, fà che viviamo con rinnovato impegno questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto, per testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede. Per Gesù Cristo nostro Signore.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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