mercoledì 17 maggio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 MAGGIO 2017


San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 138
GIOVEDI' 18 MAGGIO 2017
S.FELICE DA CANTALICE---memoria-
GIOVANNI 15, 9-11
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Parola del Signore.

VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 773
Il beato padre pretendeva tutti questi requisiti anche nei ministri provinciali, quantunque nel ministro generale le singole qualità debbano eccellere in modo particolare. Li voleva affabili verso gli inferiori, e tanto benigni e sereni che i colpevoli non avessero timore di affidarsi al loro affetto. Come pure, che fossero moderati nei comandi, benevoli nelle mancanze, più facili a sopportare che a ritorcere le offese, nemici dichiarati dei vizi e medici per i peccatori. In una parola, esigeva in essi una condotta tale che la loro vita fosse specchio di disciplina per tutti gli altri. Però voleva anche che fossero circondati di ogni onore ed affetto, come coloro da portano il peso delle preoccupazioni e delle fatiche.
E diceva che sono degni di grandissimi premi davanti a Dio quelli che con tale animo e tale norma governano le anime loro affidate.


MEDITAZIONE
Dalla fedeltà alla parola di Gesù scaturisce una gioia profonda e duratura, quella di sapersi amati dal Signore e di vivere, come Lui, uniti al Padre. Amare e sentirsi amati è una della aspirazioni più profondi, importanti ed urgenti nella vita di ogni essere umano e ciò sia nelle nostre mutue relazioni, sia soprattutto nei confronti del Signore. Il contrario è sempre motivo di un profondo ed insanabile malessere, che spesso degenera in depressione, solitudine e abbandono. Come l’amore che ci viene donato è della stessa natura e della stessa intensità con cui Padre e Figlio vivono l’intimità divina, così anche la nostra obbedienza a Cristo deve avere le stesse caratteristiche di quella praticata da Gesù nei confronti del Padre suo. Dalla consapevolezza di essere amati e dalla certezza di essere noi capaci di amare sgorga la vera gioia nel cuore dell’uomo: «Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». L'amore per Cristo riempiva di gioia il cuore di Francesco: cercava di vivere sempre sotto il suo sguardo d'amore. Era così unito a Cristo che meritò il dono più grande, le stimmate. "Così il verace amore di Cristo aveva trasformato I'amante nella immagine stessa
dell'amato. Si compì, intanto, il numero dei quaranta giorni che egli aveva stabilito di trascorrere nella solitudine e sopravvenne anche la solennità dell'arcangelo Michele. Perciò l'uomo angelico Francesco discese dal monte: e portava in sé l'effigie del Crocifisso, raffigurata non su tavole di pietra o di legno dalla mano di un artefice, ma disegnata nella sua carne dal dito del Dio vivente. E, poiché è cosa buona nascondere il segreto del re, egli, consapevole del regalo segreto, nascondeva il più possibile quei segni sacri".

PREGHIERA
Signore Gesù, per farci comprendere la profondità della tua tenerezza, Tu arrivi a dire che ci ami come ti ama il Padre. Donaci di accogliere con gioia la tua parola, per avere il coraggio di essere fedeli al comandamento dell'amore, che ci fa partecipare alla vita di un Padre che ci ama come figli infinitamente e nei secoli dei secoli.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

Nessun commento:

Posta un commento