martedì 16 maggio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 16 Maggio 2017


San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 136
MARTEDI' 16 MAGGIO 2017
S.MARGHERITA DA CORTONA--memoria--
GIOVANNI 14, 27-31a
Vi do la mia pace.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 772
185 "Deve essere -- proseguì --un uomo di vita quanto mai austera, di grande discrezione e lodevole fama. Un uomo che non conosca simpatie particolari, perché, mentre predilige una parte, non generi scandalo in tutta la comunità. Si applichi con zelo alla preghiera e sappia distribuire determinate ore alla sua anima e altre al gregge che gli è affidato. Così, di primo mattino deve premettere il sacrificio della Messa e raccomandare con lunga preghiera se stesso ed il suo gregge alla protezione divina. Dopo l'orazione poi, Si metta a disposizione dei religiosi, disposto a lasciarsi importunare da tutti, pronto a rispondere e a provvedere a tutti con affabilità. Deve essere una persona, che non presenti alcun angolo oscuro di turpe favoritismo e che abbia per i piccoli ed i semplici la stessa premura che ha per i maggiori e i dotti Anche ammettendo che emerga per cultura, tuttavia ancor più nella sua condotta sia il ritratto della virtuosa semplicità e coltivi la virtù. Deve avere in orrore il denaro, principale rovina della nostra vita religiosa e della perfezione e, come capo di un Ordine povero, presentandosi modello agli altri, non abusi mai di alcuna somma di denaro".

E continuò: "Gli deve bastare personalmente l'abito ed un registro, per i frati invece un portapenne ed il sigillo, Non sia collezionista di libri, né molto dedito alla lettura, per non sottrarre all'ufficio il tempo che dedica allo studio. Consoli gli afflitti, essendo l'ultimo rifugio per i tribolati, perché non avvenga che, non trovando presso di lui rimedi salutari, gli infermi si sentano sopraffatti dal morbo della disperazione. Umíli se stesso, per piegare i protervi alla mitezza, e lasci cadere parte del suo diritto, per conquistare un'anima a Cristo. Quanto ai disertori dell'Ordine, come a pecorelle smarrite, non chiuda loro le viscere della sua misericordia, ben sapendo che sono violentissime le tentazioni, che possono spingere a tanto.
MEDITAZIONE
Vivere nel Figlio in unione col Padre: questa è la pace che Gesù ha promesso ai suoi discepoli nel momento in cui stava per tornare al Padre passando attraverso la morte, in un gesto di obbedienza e di amore da cui scaturirà la vittoria della risurrezione. Gesù ci dà in dono la pace, non la pace del mondo, cioè la pace della sazietà e della noia, la pace nata dal compromesso, la pace dei morti viventi, ma la pace dell’unione con Dio, nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Una tale pace, nata nel perdono dei peccati e nutrita dall’amore, l’amore di Dio per noi, aumenta in proporzione a ciò che soffriamo per Cristo. 
""Beati i pacifici, poiché saranno chiamati figli di Dio (Mt 5,9). 2 Sono veri pacifici quelli che di tutte le cose che sopportano in questo mondo, per amore del Signore nostro Gesù Cristo, conservano la pace nell’anima e nel corpo"". FF164.

PREGHIERA 
Dopo la tua ittoria, Signore, non dovremmo più conoscere il turbamento e la paura. Tuttavia ci è difficile vivere nella tua pace, che sembra incompatibile con la nostra angoscia. Facci prendere sul serio la tua promessa, per approdare finalmente a quella sicurezza che nasce dall'amore vero del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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