martedì 28 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 29 Aprile 2015

Mercoledì 29 Aprile 2015

Matteo 11, 25-30
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Leggenda di San Bonaventura X,6: FF 1184
1184 6. Aveva, il Santo, I'abitudine di offrire a Dio il tributo delle ore canoniche con timore, insieme, e con devozione. Benché fosse malato d'occhi, di stomaco, di milza e di fegato, pure non voleva appoggiarsi al muro e alla parete, mentre salmeggiava, ma recitava le ore stando sempre eretto e senza cappuccio in testa, senza girovagare con gli occhi, senza smozzicare le parole. Se gli capitava di trovarsi in viaggio, all'ora dell'ufficio si fermava e non tralasciava questa devota e santa consuetudine, nemmeno sotto lo scrosciare della pioggia. Diceva, infatti: “ Se il corpo si prende con tranquillità il suo cibo, che sarà con lui esca dei vermi, con quanta pace e tranquillità l'anima deve prendersi il cibo della vita?>. Riteneva anche di commettere colpa grave, se gli capitava, mentre era intento alla preghiera, di perdersi con la mente dietro vane fantasie. Quando gli succedeva qualcosa di questo genere, ricorreva alla confessione, pur di riparare immediatamente . Questa preoccupazione era divenuta per lui così abituale che assai di raro veniva molestato da siffatte mosche. 1185 Durante una quaresima, per occupare le briciole di tempo e non perderne nemmeno una, aveva fatto un piccolo vaso. Ma siccome, durante la recita di terza, il pensiero di quel vaso gli aveva procurato un po' di distrazione, mosso dal fervore dello spirito, lo bruciò, dicendo: “ Lo sacrificherò al Signore, al quale mi ha impedito di fare il sacrificio”. Diceva i salmi con estrema attenzione di mente e di spirito, come se avesse Dio presente, e, quando nella recita capitava di pronunciare il nome del Signore, lo si vedeva leccarsi le labbra per la dolcezza e la soavità. Voleva pure che si onorasse questo stesso nome del Signore con speciale devozione, non solo quando lo si pensava, ma anche quando lo si pronunciava o scriveva. Tanto che una volta incitò i frati a raccogliere tutti i pezzettini di carta scritti che trovavano e a riporli in luogo decente per impedire che, magari, venisse calpestato quel nome sacro in essi trascritto. Quando, poi, pronunciava o udiva il nome di Gesù, ricolmo di intimo giubilo, lo si vedeva trasformarsi anche esteriormente come se un sapor di miele avesse impressionato il suo gusto, o un suono armonioso il suo udito.

MEDITAZIONE
Gesù prega. Si rivolge a suo Padre. La sua preghiera è un’azione di grazie. Egli loda suo Padre, non in quanto tale, ma per ciò che fa. Si meraviglia di vedere la spontaneità dei bambini e la gente senza cultura rispondere alla sua predicazione. Con la sua parola Gesù mette in chiaro il significato della nostra esistenza: vivere con Dio. Coloro che rifiutano il suo insegnamento si condannano con le proprie mani. Il mondo intero è sottomesso alla signoria di Cristo. Servire il Cristo è la vocazione della Chiesa. Dio ci ama sempre per primo (1Gv 4,10) ma noi ci difendiamo, non vogliamo essere sensibili, e facciamo fatica a lasciarci andare. Noi ci complichiamo la vita spirituale! Cerchiamo il difficile dove le cose sono semplici! Il giogo del Signore è leggero, poiché egli lo porta per noi. E’questione di fede. Imitiamo Francesco che,” Quando, poi, pronunciava o udiva il nome di Gesù, ricolmo di intimo giubilo, lo si vedeva trasformarsi anche esteriormente come se un sapor di miele avesse impressionato il suo gusto, o un suono armonioso il suo udito”.

PREGHIERA
Signore Gesù,Tu sei venuto nel mondo per strapparci alle tenebre. Donaci di ascoltare le tue parole e di metterle in pratica, per sfuggire alla condanna e vivere eternamente nella tua luce, con il Padre che ti ha inviato e che regna nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

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