lunedì 6 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 6 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 65

LUNEDI' 6 MARZO 2017

MATTEO 25, 31-46
Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. 
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 700
Era solito colpire gli occhi non casti con questa parabola.
Un re potentissimo inviò, in tempi successivi, due nunzi alla regina. Ritorna il primo e riferisce semplicemente la risposta al suo messaggio. Ritorna l'altro, e dopo aver riferito in breve la risposta, tesse una lunga storia della bellezza della sovrana. «A dir vero, Signore, ho proprio visto una donna bellissima. Felice chi può goderne!».
«Servo malvagio,--lo investe il re--hai fissato i tuoi occhi impudichi sulla mia sposa? È chiaro che tu avresti voluto far tuo un oggetto che hai esaminato così attentamente!».
Fa richiamare il primo e gli chiede: «Che ti sembra della regina?». «Molto bene di certo,--risponde il messo --perché ha ascoltato in silenzio ed ha risposto con saggezza ». «E non ti sembra bella?». «Guardare a questo tocca a te. Mio compito era di riferire le parole ».
Il re pronuncia allora la sentenza: «Tu casto di occhi, più casto di corpo, rimani nel mio appartamento. Costui invece, fuori di casa, perché non violi il mio talamo! ».
Ripeteva poi il Padre: «Quando si è troppo sicuri di sé, si è meno prudenti di fronte al nemico. Se il diavolo può far suo un capello in un uomo, ben presto lo fa diventare una trave. E non desiste anche se per lungo tempo non è riuscito a far crollare chi ha tentato, purché alla fine gli si arrenda. Questo è il suo intento, e non si occupa di altro giorno e notte ».

MEDITAZIONE
La nostra santità sarà misurata in base all'amore. Il giudizio finale sarà terribile per il bilancio della nostra vita che il Cristo ci farà fare: sotto il suo sguardo, che cosa saranno le nostre imprese più grandiose, se saranno state prive di amore? Per i cristiani c'è una sola tristezza, quella di non essere santi. Noi immaginiamo di dover compiere straordinarie imprese ascetiche difficili da raggiungere, ma Dio, invece, ci chiede una santità sulla nostra misura, fatta di rispetto e di amore per il prossimo. La pratica costante della carità non è forse autentico eroismo?Durante questa Quaresima, se vogliamo essere fedeli al nostro battesimo, ricordiamoci che la Chiesa è la nostra prima famiglia, la Chiesa non soltanto dei battezzati, ma di tutti gli uomini, poiché Gesù è morto per tutti. Almeno nella preghiera, cerchiamo di essere più aperti ad ogni miseria dei nostri fratelli. Facciamo dei sacrifici per tutti coloro che soffrono. Sappiamo essere il buon Samaritano per il prossimo che Gesù mette sul nostro cammino, proprio come faceva san Francesco che nel Cristo si immedesimava. Diceva: """Abbiamo perciò carità e umiltà e facciamo elemosine, perchè l'elemosina lava l'anima dalle brutture dei peccati. Gli uomini infatti perdono tutte le cose che lasciano in questo mondo, ma portano con sè la ricompensa della carità e le elemosine che hanno fatto, di cui avranno dal Signore il premio e la degna ricompensa"". FF192.

PREGHIERA
Signore, Padre nostro e nostro re, Tu ci giudicherai sull'amore che avremo dimostrato ai fratelli. Donaci la grazia di riconoscerti in tutti coloro che si trovano nel bisogno, perchè possiamo essere collocati fra i tuoi eletti e godere della tua presenza nei secoli dei secoli.



ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




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