sabato 4 marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4 Marzo 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 63

SABATO 4 MARZO 2017

LUCA 5, 27-32
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Parola del Signore

+ Vita Seconda di Tommaso da Celano 698
Già da altre pagine risulta abbastanza chiaro che la sua parola era di una potenza sorprendente anche a riguardo degli animali. Tuttavia toccherò appena un episodio che ho alla mano.
Il servo dell'Altissimo era stato ospitato una sera presso il monastero di San Verecondo, in diocesi di Gubbio, e nella notte una pecora partorì un agnellino. Vi era nel chiuso una scrofa quanto mai crudele, che, senza pietà per la vita dell'innocente, lo uccise con morso feroce.
Al mattino, alzatisi, trovano l'agnellino morto e riconoscono con certezza che proprio la scrofa è colpevole di quel delitto. All'udire tutto questo, il pio padre si commuove, e ricordandosi di un altro Agnello, piange davanti a tutti l'agnellino morto: «Ohimé, frate agnellino, animale innocente, simbolo vivo sempre utile agli uomini! Sia maledetta quell'empia che ti ha ucciso e nessuno, uomo o bestia, mangi della sua carne!».
Incredibile! La scrofa malvagia cominciò subito a star male, e dopo aver pagato il fio in tre giorni di sofferenze, alla fine subì una morte vendicatrice. Fu poi gettata nel fossato del monastero, dove rimase a lungo e, seccatasi come un legno, non servì di cibo a nessuno per quanto affamato.

MEDITAZIONE
La peggiore cosa che possa capitarci è di crederci “giusti”, cioè di essere contenti di noi stessi, di non avere nulla da rimproverarci: perché noi ci allontaneremmo irrimediabilmente, per questo semplice fatto, dal nostro Dio di misericordia. Gesù aspetta da ciascuno di noi, il riconoscerci peccatori, per andare a lui come al nostro Salvatore; si tratta di riconoscerci malati e di andare a lui come al nostro medico,...perchè quando ci consideriamo peccatori, possiamo entrare subito nel cuore di Gesù. Gesù non aspetta che siamo perfetti per invitarci a seguirlo. È a questa conversione d’amore e di umiltà, a questo incontro con il nostro Salvatore, che siamo tutti invitati durante la Quaresima. Tutti abbiamo bisogno di conversione e di guarigione, e Gesù ci prende così come siamo. Con lo stesso sguardo di misericordia dobbiamo guardare ogni nostro fratello, senza mai scandalizzarci, come il primogenito nella parabola del figliol prodigo, dei tesori di tenerezza che nostro Padre impiega per i suoi figli più perduti. Chi rimane fedele fino alla morte avrà la corona della vita.
Francesco: "......Diceva spesso ai frati: “ Nessuno deve illudere se stesso, autoesaltandosi
ingiustamente, per cose che può fare anche un peccatore. Difatti un peccatore può digiunare,
pregare, piangere e macerare la propria carne. Questo solo non può fare: essere fedele al suo
Signore. Dunque noi dobbiamo gloriarci solo in questo caso: se rendiamo a Dio la gloria che è
sua; se lo serviamo con fedeltà; se ascriviamo a Lui, tutto quello di cui ci fa dono ”. FF1105


PREGHIERA
Signore Gesù, che volentieri ti accosti a coloro che si riconoscono peccatori, aiutaci a prendere coscienza della nostra debolezza; distruggi in noi il sottile orgoglio dell'uomo onesto che non ha nulla da rimproverarsi. Allora diventeremo capaci di aprirti le porte della nostra casa e di invitarti alla nostra tavola, in attesa del banchetto che Tu ci offrirai nei secoli dei secoli. 

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen









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