SAN FRANCESCO E IL VANGELO 128
SABATO 7 MAGGIO 2016
GIOVANNI 16, 23b-28
Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.
Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1585
MALATTIE DEL SANTO.
AMORE A CRISTO SOFFERENTE
AMORE A CRISTO SOFFERENTE
1585 37. Francesco soffrì per lungo tempo e fino alla morte malattie di fegato, di milza e di stomaco. Inoltre, quando si recò oltremare, per predicare al soldano di Babilonia e d'Egitto, contrasse una gravissima infermità agli occhi, a causa della intensa fatica durata nel viaggio, soprattutto per la violenta calura affrontata andando e ritornando. Non volle però farsi curare da nessuna di queste malattie, per quanto ne fosse pregato dai suoi fratelli e da molti che ne sentivano pietà e dispiacere: e ciò per l'ardente amore che fino dalla conversione portava a Cristo. Per la gran tenerezza e compassione che ogni giorno provava nel contemplare l'umiltà del Figlio di Dio e nel seguirne gli esempi, quello che riusciva amaro per la sua carne, lo accoglieva e sentiva come una dolcezza. E talmente si doleva ogni giorno delle sofferenze e amarezze che Cristo soffri per noi, e tanto se ne affliggeva nell'anima e nel corpo che non si
curava dei propri malanni. Una volta, pochi anni dopo la conversione, mentre andava solitario lungo una via non molto distante dalla chiesa della Porziuncola, piangeva e gemeva ad alta voce. Gli si fece incontro un uomo spirituale, che noi abbiamo conosciuto e che ci narrò questo fatto. Costui aveva testimoniato molta bontà e consolazione a Francesco, sia quando non aveva alcun fratello, che in seguito. Sentendolo piangere, ne fu commosso e gli chiese: « Cos'hai fratello?». Pensava infatti che dolorasse per qualche malattia. E Francesco: « Dovrei andare cosi per tutto il mondo, piangendo e gemendo la passione del mio Signore, senza rispetto umano ».QuelI'uomo allora cominciò a piangere forte e lacrimare con lui.
MEDITAZIONE
Pregare nel nome di Gesù, significa rivolgersi a Dio unendosi al Figlio che ci ha resi figli di Dio. Il Padre non può non esaudire questa preghiera filiale. Gesù ha detto: “Chiedete e otterrete” (Gv 16,24). Non dobbiamo disprezzare la preghiera di domanda, perchè sulla capacità di pregare in questo modo si misura la realtà della nostra fede. Noi, prima, non sapevamo domandare e non potevamo farlo. Ma, attualmente, dato che il Padre ci ama e desidera la nostra amicizia, possiamo essere sicuri di essere ascoltati, e di ricevere una grande gioia da quella amorosa comunicazione con lui, che è la preghiera. La nostra preghiera non è soltanto nostra, essa è anche e soprattutto quella di Cristo. Così terminano le preghiere della liturgia e così deve terminare la nostra: per Cristo nostro Signore. ] Manteniamoci dunque fedeli alle parole, alla vita, alla dottrina e al santo Vangelo di Colui che si è degnato pregare per noi il Padre suo e manifestarci il nome di Lui, dicendo: "Padre, glorifìca il tuo nome" e: "Glorifica il Figlio tuo perché il Figlio tuo glorifichi te". "Padre, ho manifestato il tuo nome agli uomini, che mi hai dato, perché le parole che tu hai dato a me, io le diedi loro; ed essi le hanno accolte e hanno riconosciuto che io sono uscito da te ed hanno creduto
che tu mi hai mandato. ….... Padre, quelli che mi hai dato, voglio che dove io sono siano anch'essi con me, perché contemplino la tua gloria nel tuo regno". Amen. (FF 62). Il Signore ci insegna a trasformare tutto di noi in preghiera incessante, continua e fedele. Saremo esauditi se sapremo farci preghiera e se sapremo chiedere ciò che Egli stesso chiede per noi.
PREGHIERA
Che Tu sia benedetto, Signore, Dio nostro, per il tuo Figlio che ci ha detto di pregare nel suo nome. Nel nome di Gesù, ti chiediamo una sola grazia: donaci il tuo Spirito, perchè rimanga in noi e ci faccia gustare fin da oggi la gioia della tua eternità.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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