martedì 3 maggio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 5 Maggio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 126

GIOVEDI' 5 MAGGIO 2016

GIOVANNI 16, 16-20

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Parola del Signore

DALLA LEGGENDA PERUGINA 1583

PREDICE AI PERUGINI LA GUERRA CIVILE
1583 35. In altra occasione, Francesco predicava nella piazza di Perugia a una grande folla ivi adunata. Ma ecco dei cavalieri perugini irrompere armati in piazza in groppa ai loro cavalli, così da sconvolgere la predicazione. E nonostante le proteste degli uomini e delle donne che ascoltavano attenti il discorso, quegli arroganti non la smettevano. Francesco allora, rivolgendosi ai disturbatori con animo vibrante, disse: « Udite e cercate di capire quello che il Signore vi preannunzia per bocca di me, suo servo. E non state a dire: Quello là è uno di Assisi! ». Il Santo disse questo perché tra assisani e perugini c'era un odio grande. E seguitò: « Il Signore vi ha resi grandi e potenti sopra tutti i vostri vicini. E per questo motivo dovete essere più riconoscenti al vostro Creatore, e mantenervi umili non solo davanti a Dio onnipotente, ma anche nei rapporti con i vostri vicini. Purtroppo, il vostro cuore si è gonfiato di arroganza e, invasati dall'orgoglio e dalla potenza, voi devastate le terre dei vostri vicini e molti ne ammazzate. Ora io vi dico che, se non vi convertite subito a Dio e non riparate ai danni compiuti, il Signore, che nessuna ingiustizia lascia impunita, a maggiore vendetta e castigo e disonore vostro, vi farà insorgere gli uni contro gli altri. Scoppiata la discordia e la guerra civile, patirete tali tribolazioni quante i vostri vicini non potrebbero infliggervi ».Invero, Francesco nelle sue predicazioni non taceva i vizi del popolo che offendevano pubblicamente Dio e il prossimo. Ii Signore gli aveva dato tanta grazia che tutti quelli che lo vedevano o udivano, piccoli o grandi che fossero, nutrivano per lui uno straordinario timore e rispetto a causa dei grandi carismi ch'egli aveva ricevuto da Dio. Per cui, anche quando venivano rimproverati da lui, pur vergognandosene, ne restavano edificati. E qualcuno si convertiva al Signore perché il Santo, preoccupato per la sua situazione, pregava intensamente.
Pochi giorni dopo, Dio permise che tra nobili e popolo esplodesse un conflitto. Il popolo cacciò dalla città i cavalieri, e costoro con l'aiuto della Chiesa, devastarono molti campi, vigneti, frutteti del popolo, facendo loro tutti i malanni possibili. A sua volta il popolo guastò le campagne, vigneti e frutteti appartenenti ai nobili. Così i perugini patirono una punizione più grave di quelle da loro inflitte ai vicini. E così si realizzò alla lettera la predizione fatta da Francesco.

MEDITAZIONE
La morte di Gesù ha gettato i discepoli nella tristezza, mentre i suoi nemici sembrano trionfare. Ma questa morte non è che un passaggio. Gesù annuncia con parole velate la risurrezione e la gloria che lo attendono, e che procureranno ai suoi discepoli una gioia senza fine. E' per questo che i cristiani possiedono la gioia e, nella fede, non provano mai delusione, ma interesse e stupore sempre nuovi. Amare Dio significa accettare di essere esposti anche alla sofferenza che è però destinata a portare frutti di gioia: se crediamo in Lui dovremmo essere sempre sereni e gioiosi! Nelle Fonti Francescane (1653) leggiamo che : “...Una volta il Santo rimproverò uno dei compagni che aveva un'aria triste e una faccia mesta:  <Perché mostri così la tristezza e I 'angoscia dei tuoi peccati ?  E' una questione privata
tra te e Dio. Pregalo che nella sua misericordia ti doni la gioia della salvezza. Ma alla presenza mia e degli altri procura di mantenerti lieto. Non conviene che il servo di Dio si mostri depresso e con la faccia dolente al suo fratello o ad altra persona>”. Francesco ha chiesto al confratello di pregare e chiedere a Dio misericordia. La preghiera è il respiro dell'anima e ci unisce a Dio: che possa quotidianamente diventare respiro anche della nostra stessa vita.

PREGHIERA                                                                                                                                         Signore Gesù, noi facciamo molta fatica a comprendere il mistero della tua croce. Ogni sofferenza, e quindi anche la tua, è per noi un problema insolubile. Non tardare troppo a manifestarci il tuo trionfo sul male, perchè la nostra tristezza possa sempre cambiarsi in gioia, oggi e sempre, nei secoli dei secoli.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra  azione  abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen






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