giovedì 1 novembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 2 NOVEMBRE 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 306
VENERDI 2 NOVEMBRE
COMMEMORAZIONE I TUTTI I FEDELI DEFUNTI-p-
GIOVANNI 6,37-40
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Parola del Signore
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+DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO XIV
CIECHI, SORDI E MUTI
945
124. Bevagna è un nobile paese, sito nella valle Spoletana. Viveva in esso una santa donna, con una figlia vergine ancor più santa ed una nipote assai devota a Cristo. San Francesco onorava spesso la loro ospitalità con la propria presenza, poiché quella donna aveva anche un figlio nell'Ordine, uomo di specchiata virtù. Ora una di tali donne, cioè la nipote, era priva del lume degli occhi esterni, benché quegli interni, con i quali si vede Iddio, fossero illuminati di meravigliosa chiarezza. San Francesco, implorato una volta perché, avendo pietà del male di lei, avesse anche riguardo alle loro fatiche, inumidì gli occhi della cieca con la sua saliva, per tre volte, nel nome della Trinità, e le restituì la desiderata vista .
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MEDITAZIONE
Tutti comunichiamo nella stessa carità di Dio. L’unione quindi di coloro che sono in cammino con i fratelli morti non è minimamente spezzata, anzi è conservata dalla comunione dei beni spirituali. La Chiesa fin dai primi tempi ha coltivato con grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro i suoi suffragi , certa che quanti sono diventati con il Battesimo membri del Cristo crocifisso e risorto, attraverso la morte, passano con lui alla vita senza fine. Francesco voleva che i suoi seguaci pregassero anche per i defunti. Nella " Regola non bollata" precisò: 
"" [10] 3 Perciò tutti i frati, sia chierici sia laici, recitino il divino ufficio, le lodi e le orazioni come sono tenuti a fare.
41 I chierici recitino l'ufficio e lo dicano per i vivi e per i defunti, secondo la consuetudine dei chierici. Per i difetti e le negligenze dei frati dicano, ogni giorno, il Miserere mei, Deus (Sal 50) con il Pater noster.
6 Per i frati defunti dicano il De profundis (Sal 129) con il Pater noster.
7 E possano avere soltanto i libri necessari per adempiere al loro ufficio. 3 Anche ai laici che sanno leggere il salterio, sia concesso di averlo; 9 agli altri, invece, che non sanno leggere, non sia concesso di avere alcun libro. [11] 10 I laici dicano il Credo in Dio e ventiquattro Pater noster con il Gloria al Padre per il mattutino, cinque per le lodi, per l'ora di prima il Credo in Dio e sette Pater noster, con il Gloria al Padre; per terza, sesta e nona, per ciascuna di esse, sette Pater noster; per il vespro dodici, per compieta il Credo in Dio e sette Pater noster con il Gloria al Padre; per i defunti sette Pater noster con il Requiem aeternam; e per le mancanze e le negligenze dei frati tre Pater noster ogni giorno.
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PREGHIERA
Ascolta, o Dio, la preghiera che la comunità dei credenti
innalza a te nella fede del Signore risorto,
e conferma in noi la beata speranza
che insieme ai nostri fratelli defunti
risorgeremo in Cristo a vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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