mercoledì 12 settembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 SETTEMBRE 2018

 
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 252
DOMENICA 9 SETTEMBRE 2018
MARCO 7,31-37
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

Leggenda Minore di San Bonaventura : FF 1330
Incomincia la
Vita breve del beato Francesco
LA CONVERSlONE
1330 La grazia di Dio, nostro salvatore, è apparsa in questi ultimi tempi, nel suo servo Francesco.
Il Padre della misericordia e della luce gli venne incontro con la dolcezza e l'abbondanza delle sue benedizioni, come appare luminosamente dal corso della sua vita, e non soltanto dalle tenebre del mondo lo attrasse alla luce, ma lo rese anche famoso per il dono singolare di virtù perfette e per i meriti.
Lo indicò, inoltre, come segno particolarmente luminoso per mezzo degli splendenti misteri della Croce che dispiegò intorno a lui.
Nato nella città di Assisi, dalle parti della valle di Spoleto, egli dapprima fu chiamato Giovanni dalla madre; poi, Francesco, dal padre: e certo egli tenne, quanto al suono, il nome imposto dal padre, ma, quanto al significato, realizzò quello del nome imposto dalla madre.
Durante l'età giovanile fu allevato nelle vanità, in mezzo ai vani figli degli uomini, e, dopo un'istruzione sommaria, venne destinato alla lucrosa attività del commercio: eppure, per l'assistenza e la protezione divina, non seguì gli istinti sfrenati della carne, benché in mezzo a giovani licenziosi, e, benché in mezzo a mercanti tesi al guadagno, non ripose la sua speranza nel danaro e nei tesori.

MEDITAZIONE
Un sordomuto. Assomiglia molto a noi, quando siamo nel peccato. 
Possiamo avere accanto Dio, che ci sussurra le parole più dolci e imperiose. Non lo sentiamo. Ma se il sacramento di Cristo ci raggiunge... allora avviene nuovamente il “miracolo”. 
Diventiamo capaci, per grazia, di udire le consolazioni e i suggerimenti e gli imperativi di Dio. Diventiamo capaci di rispondergli con la preghiera e con la vita…e nasce la fraternità. E il prossimo è colui che dev’essere ascoltato e confortato. Tutto avviene per grazia, e la grazia costa perché chiama all’obbedienza a Gesù Cristo; costa perché si tratta di perdere la propria vita,…perché condanna il peccato ma giustifica il peccatore. La grazia costa cara perché è costata cara a Dio, perché è costata la vita del suo Figlio. Ciò che costa caro a Dio non può essere a buon mercato per noi.....ma quando si vive , come Francesco, nella potenza dello Spirito, tutto di noi deve richiamare la radicalità del Vangelo. 
E il prossimo è colui che dev’essere ascoltato e confortato.
PREGHIERA
O Padre, che scegli i piccoli e i poveri
per farli ricchi nella fede ed eredi del tuo regno,
aiutaci a dire la tua parola di coraggio
a tutti gli smarriti di cuore,
perché si sciolgano le loro lingue
e tanta umanità malata,
incapace perfino di pregarti,
canti con noi le tue meraviglie. Per Cristo nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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