martedì 8 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 GENNAIO 2019

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9
MERCOLEDI' 9 GENNAIO 2019
BEATA ALESSIA LE CLERC
MARCO 6, 45-52
Videro Gesù camminare sul mare.
+ Dal Vangelo secondo Marco
Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1885
1885 Il detto frate Giovanni, il quale era uomo con animo allegro e riposato e rade volte parlava, ed era uomo di grande orazione e divozione e spezialmente dopo il mattutino mai non tornava alla cella, ma istava in chiesa per insino a dì in orazione, stando egli una notte dopo il mattutino in orazione, sì gli apparve l' Agnolo di Dio e dissegli: « Frate Giovanni, egli è compiuta la via tua, la quale tu hai tanto tempo aspettata; e però io t' annunzio dalla parte di Dio che tu addimandi qual grazia tu vuogli. Ed anche t' annunzio che tu elegga quale tu vuogli, o uno dì in purgatorio, o vuogli sette dì di pene in questo mondo ». Ed eleggendo piuttosto frate Giovanni li sette dì di pene di questo mondo, subitamente egli infermò di diverse infermità; chè gli prese la febbre forte, e le gotte nelle mani e nelli piedi, e 'l mal del fianco e molti altri mali: ma quello che peggio gli facea, si era ch' uno demonio gli stava dinanzi e tenea in mano una grande carta iscritta di tutti li peccati ch' egli avea mai fatti o pensati, e diceagli: « Per questi peccati che tu hai fatti col pensiero e con la lingua e con le operazioni, tu se' dannato nel profondo dello inferno ». Ed egli non si ricordava di nessuno bene ch' egli avesse mai fatto, nè che fusse nell' Ordine, nè che mai vi fosse stato, ma così si pensava d' essere dannato, come il demonio gli dicea. Onde, quando egli era domandato com' egli stesse, rispondea: « Male, però che io sono dannato ». Veggendo questo i frati, sì mandarono per uno frate antico ch' avea nome frate Matteo da Monte Robbiano, il quale era uno santo uomo e molto amico di questo frate Giovanni. E giunto il detto frate Matteo a costui il settimo dì della sua tribulazione, salutollo o domandollo com' egli stava. Rispuose, ched egli stava male, perch' egli era dannato. Allora disse frate Matteo: « Non ti ricordi tu, che tu ti se' molte volte confessato da me, ed io t' ho interamente assoluto di tutti i tuoi peccati? Non ti ricordi tu ancora che tu hai servito sempre a Dio in questo santo Ordine molti anni? Appresso, non ti ricordi tu che la misericordia di Dio eccede tutti i peccati del mondo, e che Cristo benedetto nostro Salvatore pagò, per noi ricomperare, infinito prezzo? E però abbi buona isperanza, chè per certo tu se' salvo ». E in questo dire, imperò ch' egli era compiuto il termine della sua purgazione, si partì la tentazione e venne la consolazione.
E con grande letizia disse frate Giovanni a frate Matteo: « Imperò che tu se' affaticato e l' ora è tarda, io ti priego che tu vada a posarti ». E frate Matteo non lo volea lasciare, ma pure finalmente, a grande sua istanza, si partl da lui ed andossi a posare. E frate Giovanni rimase solo col frate che 'I serviva. Ed ecco Cristo benedetto viene con grandissimo splendore e con eccessiva soavità d' odore, secondo ch' egli gli avea promesso d' apparirgli un' altra volta, cioè quando n' avesse maggior bisogno, e sl lo sanò perfettamente da ogni sua infermità. Allora frate Giovanni con le mani giunte, ringraziando Iddio, che con ottimo fine avea terminato il suo grande viaggio della presente misera vita, e nelle mani di Cristo raccomandò e rendette l' anima sua a Dio, passando di questa vita mortale a vita eterna con Cristo benedetto, il quale egli con sl lungo tempo avea disiderato e aspettato di vedere. Ed è riposto il detto frate Giovanni nel luogo della Penna di Santo Giovanni.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
“Sono Io, non temete! “.Camminando sulle acque, Gesù rivela di possedere la potenza di Colui che, secondo le antiche concezioni del mondo, ha sconfitto le acque primordiali, ritenute la dimora delle forze del male. Ma i discepoli non comprendono. Gesù si avvicina e li rassicura con parole semplici eppure potenti "non temete". Sa che sono terrorizzati, sa che si sentono sperduti, va da loro ma con un nuovo gesto miracoloso, per ribadire ciò che ha fatto con la moltiplicazione dei pani: egli trascende i limiti umani, ha autorità su ogni cosa, fa quello che solo Dio può fare. In questo brano l'evangelista richiama l'attenzione sulle nostre paure e sulla nostra incapacità ad aprirci verso l'affidamento a Dio. Ecco come Gesù viene anche a noi: cammina sulle acque delle nostre tempeste interiori e ci rassicura: "Sono io, non temete"; viene per dirci che non siamo soli, anche se a noi può sembrare, si accosta alla nostra vita con amore e ci chiede di aver fede, di lasciarci avvolgere dal suo mistero e dalla sua presenza, ci chiede di sciogliere i nodi del cuore perché egli possa entrare da salvatore. Gesù ci chiede di aprirgli il nostro cuore! Come ha fatto san Francesco! La sua chiamata è stata straordinaria, ma quella di tutti i francescani è una chiamata particolare! Anche ai tempi di Francesco, come oggi, la Chiesa viveva una forte crisi: crisi più di valori che di strutture. Più i tempi sono difficili, più i francescani sono chiamati ad operare nel mondo dando testimonianza della loro fedeltà e della loro santità. Siamo chiamati a dare il buon esempio con il sacrificio e l'amore . “A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen”.

PREGHIERA
Signore Gesù, spesso ci sentiamo terribilmente stanchi, e tutto sembra andare in senso contrario alle nostre aspirazioni. Intervieni Tu, in quei momenti, a restituirci il coraggio e la fiducia in te, che ci ami di un amore infinito.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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