giovedì 3 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4
VENERDI' 4 GENNAIO 2019
S.ANGELA DA FOLIGNO
GIOVANNI 1,35-42
Videro dove dimorava e rimasero con lui.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore
BEATA ANGELA da FOLIGNO
Beata Angela da Foligno e il Perdono d’Assisi
05/08/2013 16:08
La terziaria francescana in pellegrinaggio nel 1300 per l’indulgenza della Porziuncola
È rimasto indelebile anche il pellegrinaggio del 1300, fatto in occasione del perdono di Assisi […].
Ancora più importante è quanto il redattore racconta di ciò che avviene il primo agosto, al termine della tradizionale processione pomeridiana dalla Basilica di S. Francesco alla Porziuncola. Angela, che durante la processione ha visto in spirito Dio Trino e Uno abitare nel cuore dei suoi figli spirituali e Cristo crocefisso abbracciarli e accostarli al costato, ha una magnifica visione di Maria, che compie un gesto d'infinita tenerezza: «Mentre tutti ci avvicinavamo alla chiesa della Vergine e Madre di Dio, ecco che la Regina della misericordia e Madre di ogni grazia, chinandosi verso questi suoi figli e figlie, in modo del tutto nuovo e gentile fece scendere su di loro le sue dolci benedizioni. E baciava tutti sul petto, alcuni più altri meno, e altri ancora stringeva tra le sue braccia con tale amore che, apparendo tutta luminosa, sembrava attrarli in una luce quasi infinita dentro il suo petto. Le pareva che la Vergine non avesse braccia umane: vedeva una luce misteriosa e dolcissima nella quale la Vergine li assorbiva tutti racchiudendoli nel suo petto con infinito e materno amore».
È facile immaginare la gioia che tale visione arreca al cuore di Angela. La mattina dello stesso giorno […] il Signore le ha detto: «Tu ti allieterai di questi tuoi Egli e di tutti gli altri» e ha aggiunto: «Tu avrai dei figli e tutti abbiano la mia benedizione, perché tutti i miei figli sono tuoi e tutti i tuoi figli sono miei». Vedere ora che anche la Madonna li benedice con materna tenerezza non può che accrescere a dismisura il gaudio interiore della Veggente.
Il giorno seguente […] mentre Angela sta varcando la soglia della Chiesina per prendere di nuovo l'indulgenza, rapita improvvisamente in estasi e rimasta immobile in mezzo alla folla dei pellegrini, vede sorgere attorno e sopra quel piccolo santuario mariano la grande basilica che sarà realizzata su progetto di G. Alessi solo nel secolo XVI! Ecco il suo racconto: «Vidi davanti a me una chiesa di meravigliosa grandezza e bellezza, improvvisamente ingrandita per opera divina, e in essa non compariva nulla di materiale, ma tutto era assolutamente ineffabile. Io ero tutta stupita per la repentinità con cui, nel momento in cui ponevo il mio piede sulla soglia della chiesa, questa era diventata ai miei occhi tanto grande e bella; sapevo infatti che la chiesa di Santa Maria della Porziuncola era molto piccola».
Anche se qualche studioso ipotizza che il passo possa trovare una spiegazione più convincente nella lieta sorpresa che la Pellegrina ha di fronte al nuovo aspetto assunto dalla cappella in quegli anni (nuovo tetto, decorazione, ecc.), mi sembra preferibile interpretarlo come una prefigurazione della basilica alessiana; così del resto è stato raffigurato nel 1718 da Ippolito Lemmi da Coceto nel chiostro del Convento di San Bartolomeo di Marano, vicino a Foligno, e a questa lettura mi pare spinga il testo latino.
Da: Bernardo Commodi, Esperienza mariana in Angela da Foligno, in Maria, Mater nostra. Riflessioni teologiche, esperienze mistiche e culto, a cura di P.G. Farnedi, Perugia 2013.
MEDITAZIONE
Andrea esprime così l’incontro con Gesù: ‘Abbiamo trovato il Messia, Cristo. Cristiani significa messianici. Il Messia incontrato da questi discepoli è colui che toglie il peccato del mondo, la situazione di violenza e di ingiustizia, e ricrea l’umanità. E’ questo che intendeva Andrea: ‘Ho incontrato colui che ricrea l’umanità, che darà un nuovo inizio alla storia’. E’ un sogno grande. Dobbiamo ri-messianizzare il cristianesimo, risvegliare il sogno di Dio, sognare anche noi questo sogno per riproporlo a tutta la società. Così dovrebbero essere i cristiani: sognatori, entusiasti propulsori dei tempi messianici, e invece… C’è bisogno di una scintilla per risvegliare i cristiani di oggi, per risvegliare la fede in tutto il popolo di Dio! Dunque l’incontro di questi discepoli con Gesù non è del tutto ‘casuale’: erano alla ricerca di qualcosa …..Ci sono delle inquietudini e degli atteggiamenti interiori che ci propiziano l’incontro con Gesù. Per cercare il Regno il primo requisito è essere insoddisfatti di noi stessi e preoccuparci per il ‘mondo’: sul peccato del mondo. Gesù dice: “Venite e vedrete”. E' un invito alla ricerca, a metterci in moto. Ogni vocazione matura in un contesto umano, ma l'elemento fondamentale è sempre la chiamata di Gesù che ci invita ad essere suoi seguaci in vista di una missione...Ci indica un cammino, ma poi il cammino sarà ogni volta nuovo, diverso e unico per ciascuno di noi. La vocazione è quel colore che Dio ha dato all' anima, quella speciale sfumatura, così bella da essere unica e irripetibile. E solo quando avremo scoperto quel colore saremo veramente felici. Perchè tutto ciò che faremo si vestirà di quel colore... E tutto il mondo conoscerà il colore della nostra anima da ciò che saremo e faremo. 
S. Francesco, ad esempio, visse fino all’età di 25 anni una vita dissoluta in una benestante famiglia di Assisi. Ma altruista di cuore e avido di gloria, ecco come venne chiamato e sedotto dal buon Dio:
«Una notte, Colui che possiede la verga della giustizia visitò in sogno Francesco con la dolcezza della sua grazia; e poiché era avido di gloria lo sedusse con il miraggio di una gloria più alta»! cfr (F.F. 326). «Infatti subito dopo gli apparve in una visione (in sogno cfr F.F. 326), uno splendido palazzo, in cui scorge armi di ogni specie (armature da cavaliere, splendenti scudi e simili oggetti di guerra cfr F.F. 1399), ed una sposa bellissima. Nel sonno Francesco si sente chiamare per nome e lusingare con la promessa di tutti quei beni» (F.F.586).«Svegliatosi si alzò quel mattino pieno di entusiasmo. Interpretando il sogno secondo criteri mondani ... immaginava che sarebbe diventato un principe. Così delibera di partire verso la Puglia per essere creato cavaliere» (F.F.1399).
«Messosi dunque in cammino giunse fino a Spoleto, e qui ... mentre riposava nel dormiveglia, intese una voce interrogarlo dove fosse diretto. Francesco gli espose il suo ambizioso progetto. E quello: “Chi può esserti più utile. Il Padrone o il servo?” 
Rispose: “Il Padrone!”.
Quello riprese: “Perchè dunque abbandoni il Padrone per seguire il servo, e il Principe per il suddito?”
Allora Francesco interrogò: “Signore che vuoi ch’ io faccia?”.
Concluse la voce: “Ritorna nella tua città (natale cfr F.F. 587), e là ti sarà detto cosa devi fare; poiché la visione che ti è apparsa, devi interpretarla in tutt’altro senso!”
Destatosi, egli si mise a riflettere attentamente su questa rivelazione. Mentre il sogno precedente lo aveva mandato quasi fuori di sè per la felicità, questa nuova visione, lo obbligò a raccogliersi dentro di sè. Attonito – pensava e ripensava – così intensamente al messaggio ricevuto, che quella notte non riuscì più a chiudere occhio. Spuntato il mattino, in gran fretta dirottò il cavallo* verso Assisi, lieto ed esultante. E aspettava che Dio, dal quale aveva udito la voce, gli facesse comprendere la Sua volontà. Ormai il suo cuore era cambiato ... solo bramava di conformarsi al volere divino» cfr (F.F. 1401).
Si, questo era diventato il suo unico desiderio, conformarsi totalmente alla volontà del Signore !
PREGHIERA
Signore Gesù, Tu hai chiamato alcuni uomini che ti seguivano senza conoscerti veramente, ma che erano alla ricerca del messia. Anche noi ti cerchiamo spesso senza sapere chi sei o dove ti possiamo trovare. Facci vedere dove abiti nel nostro mondo di oggi e donaci di impegnarci totalmente al tuo servizio. Tu che sei il nostro unico Signore e maestro, e regni col Padre e lo Spirito santo nei secoli dei secoli.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

Nessun commento:

Posta un commento