SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20
DOMENICA 20 GENNAIO 2019
GIOVANNI 2, 1-11
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1893
CAPITOLO LI
Del santo frate Iacopo da Fallerone; e come, poi che morì, apparve a frate Giovanni della Vernia.
1893 Al tempo che frate Iacopo da Fallerone, uomo di grande santità, era gravemente infermo nel luogo di Molliano nella custodia di Fermo; frate Giovanni della Vernia, il quale dimorava allora al luogo della Massa, udendo della sua infermità, imperò che lo amava come suo caro padre, si puose in orazione per lui pregando Iddio divotamente con orazione mentale ch' al detto frate Iacopo rendesse sanità del corpo, se fusse il meglio dell' anima. E istando in questa divota orazione, fu ratto in estasi e vide in aria un grande esercito d' Agnoli e Santi sopra la cella sua, ch' era nella selva, con tanto splendore, che tutta la contrada dintorno n' era illuminata. E fra questi Agnoli vide questo frate Iacopo infermo, per cui egli pregava, istare in vestimenti candidi tutto risplendiente. Vide ancora tra loro il padre beato santo Francesco adornato delle sacre Istimate di Cristo e di molta gloria. Videvi ancora e riconobbevi frate Lucido santo, e frate Matteo antico dal monte Rubbiano e più altri frati, li quali non avea mai veduti nè conosciuti in questa vita. E ragguardando così frate Giovanni con grande diletto quella beata schiera di Santi, sì gli fu rivelata di certo la salvazione dell' anima del detto frate infermo, e che di quella infermità dovea morire, ma non così di subito, e dopo la morte dovea andare a paradiso, però che convenia un poco purgarsi in purgatorio. Della quale rivelazione il detto frate Giovanni aveva tanta allegrezza per la salute della anima, che della morte del corpo non si sentia niente, ma con grande dolcezza di spirito il chiamava tra se medesimo dicendo: « Frate Iacopo dolce padre mio; frate Iacopo, dolce mio fratello, frate Iacopo, fedelissimo servo e amico di Dio; frate Iacopo, compagno degli Agnoli e consorto de' Beati >>. E così in questa certezza e gaudio ritornò in sè, e incontanente si partì dal luogo e andò a visitare il detto frate Iacopo a Molliano.
E trovandolo sì gravato che appena potea parlare, sì gli annunziò la morte del corpo e la salute e gloria dell' anima, secondo la certezza che ne aveva per la divina rivelazionedi che frate Iacopo tutto rallegrato nello animo e nella faccia, lo ricevette con grande letizia e con giocondo riso ringraziandolo delle buone novelle che gli apportava e raccomandandosi a lui divotamente. Allora frate Giovanni il pregò caramente che dopo la morte sua dovesse tornare a lui a parlargli del suo stato; e frate Iacopo glielo promise, se piacesse a Dio. E dette queste parole, appressandosi l' ora del suo passamento, frate Iacopo cominciò a dire divotamente quello verso del salmo: In pace in idipsum dormiam et requiescam, cioè a dire: « In pace in vita eterna m' addormenterò e riposerò », e detto questo verso, con gioconda e lieta faccia passò di questa vita
E poi che fu soppellito, frate Giovanni si tornò al luogo della Massa e aspettava la ptomessa di frate Iacopo, che tornasse a lui il dì ch' avea detto. Ma il detto dì orando egli, gli apparve Cristo con grande compagnia d' Agnoli e Santi, tra li quali non era frate Iacopo; onde frate Giovanni, maravigliandosi molto, raccomandollo a Cristo divotamente. Poi il dì seguente, orando frate Giovanni nella selva, gli apparve frate Iacopo accompagnato dagli Agnoli, tutto glorioso e tutto lieto, e dissegli frate Giovanni: « O padre carissimo, perchè non se' tu tornato a me il dì che tu mi promettesti? ». Rispuose frate Iacopo: « Però ch' io avevo bisogno d' alcuna purgazione; ma in quella medesima ora che Cristo t' apparve e tu me gli raccomandasti, Cristo te esaudì e me liberò d' ogni pena. E allora io apparii a frate Iacopo della Massa, laico santo, il quale serviva messa e vide l' ostia consecrata, quando il prete la levò, convertita e mutata in forma d' uno fanciullo vivo bellissimo, e dissigli: « Oggi con quello fanciullo me ne vo al reame di vita eterna, al quale nessuno puote andare sanza lui >>. E dette queste parole, frate Iacopo sparì e andossene in cielo con tutta quella beata compagnia degli Agnoli, e frate Giovanni rimase molto consolato.
Morì il detto frate Iacopo da Fallerone la vigilia di santo Iacopo apostolo nel mese di luglio, nel sopradetto luogo di Molliano; nel quale per li suoi meriti la divina bontà adoperò dopo la sua morte molti miracoli.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
Il buon vino rallegra sempre il cuore dell'uomo . Così la festa evangelica inaugurata da Cristo rallegra tutti coloro che vi si sentono invitati. Gesù cambia e trasforma tutto quello che tocca. E' quanto attestano ancora i suoi discepoli quando, ogni domenica, si riuniscono a bere un vino che ha trasformato la vita e la storia dell'uomo. Con Gesù, è giunta l'ora attesa dai profeti, l'ora delle nozze di Dio con l'umanità. Quest'ora suonerà definitivamente quando, dal costato del suo corpo straziato, usciranno Sangue e Acqua. Ma già a Cana è presente la sua gloria. L’umanissimo miracolo di Cana è un miracolo della fede di Maria. Come sarà per la cananea, come avverrà per il centurione, la fede di Maria ottiene dal Padre che Gesù anticipi l’ora. In questa domenica penso che possiamo portare via con noi un pensiero prezioso, da custodire per tutta la settimana: l'invito di Maria, la madre di Gesù: "Fate quello che vi dirà." Possiamo farlo con cuore sereno e gioioso, perché dentro di noi brilla la certezza di essere amati dal Padre Buono che è felice quando noi siamo felici e che vuol far festa con noi ogni giorno, fino alla festa senza fine del Suo Regno. E' tutta questione di fede. La fede è la forza che ha permesso a Francesco di realizzare la sua meravigliosa relazione d'amore con Dio: studiarla ci aiuta a capire il segreto più intimo della sua anima,...a vedere l'amore cristocentrico che lo illumina e gli dà forza. Parlando dell'amore di Francesco verso Dio, san Bonaventura scrive: “Chi potrebbe descrivere degnamente il fervore di carità, che infiammava Francesco, amico dello sposo? Poichè egli, come un carbone ardente, pareva tutto divorato dalle fiamme dell'amore divino”. FF1161
PREGHIERA
O Dio, che nell’ora della croce
hai chiamato l’umanità
a unirsi in Cristo, sposo e Signore,
fa’ che la santa Chiesa sperimenti
la forza trasformante del suo amore,
e pregusti nella speranza
la gioia delle nozze eterne. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Signore.
O Dio, che nell’ora della croce
hai chiamato l’umanità
a unirsi in Cristo, sposo e Signore,
fa’ che la santa Chiesa sperimenti
la forza trasformante del suo amore,
e pregusti nella speranza
la gioia delle nozze eterne. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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