domenica 29 luglio 2018

SAN FRANCESCO IL VANGELO 30 LUGLIO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 211
LUNEDI' 30 LUGLIO 2018
S.PIETRO CRISOLOGO
MATTEO 13,31-35
Il granello di senape diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Parola del Signore
+Leggenda Maggiore di San Bonaventura 5,1: FF 1288
1288 1. Una volta, in Romania, un uomo nativo del luogo, che era al servizio di un signore, venne accusato falsamente di furto. Il governatore ordinò di rinchiuderlo in una angusta prigione, con pesanti catene. Ma la padrona di casa, avendo compassione del servo, che riteneva assolutamente innocente della colpa imputatagli, continuava a pregare e a supplicare il marito, perché lo liberasse. Visto che il marito rifiutava ostinatamente di ascoltarla, la padrona ricorse umilmente a san Francesco e raccomandò alla sua pietà l'innocente, facendo un voto. Subito il soccorritore dei miseri intervenne e, nella sua bontà, visitò l'uomo in carcere. Sciolse le catene, infranse le porte della prigione, prese per mano l'innocente, lo condusse fuori e gli disse: “ Io sono colui, al quale la tua patrona devotamente ti ha affidato ”. Il prigioniero era invaso dal terrore, anche perché doveva scendere da quell'altissima rupe, circondata da una voragine. Ma, mentre cercava di aggirarla, improvvisamente per la potenza del suo liberatore si ritrovò sul piano. Ritornò dalla sua padrona, alla quale raccontò fedelmente la storia del miracolo, infiammandola ancor di più nell'amore di Cristo e nella devozione per il suo servo Francesco.

MEDITAZIONE Le due parabole che Gesù ci fa ascoltare oggi hanno un tratto in comune: entrambe mettono in evidenza la potenza della vita divina in noi. L’averci Dio creati, nell’intimo del nostro essere, a sua somiglianza fa sì che siamo sprofondati e celati in lui, con Cristo. Realtà misteriosa la cui fecondità dipende dalla nostra risposta. Come la terra ha una parte nella crescita del seme, come la pasta si forma grazie all’azione del lievito, così noi dobbiamo offrire alla segreta presenza del regno in noi la cooperazione della nostra fede, della nostra speranza e della nostra carità. Allora la vita della grazia si sviluppa con una straordinaria potenza. La potenza dispiegata in questa crescita testimonia l’azione di Dio nei suoi doni. È lui che opera, e la sua azione tanto più si manifesta quanto più glielo consente la nostra generosità. L’albero alto su cui vanno a fare il nido tutti gli uccelli è simbolo dell’apostolato del cristiano, ma anche, in modo più nascosto, nella comunione dei santi, dell’inestinguibile e misteriosa fecondità che Dio accorda ai suoi figli. Questi frutti non sono necessariamente noti agli uomini, nemmeno a colui cui sono stati concessi. Il Signore invece ci conosce, vede la nostra fede, il nostro desiderio di diventare santi, la nostra incapacità di riuscirci se non donandoci al fuoco inebriante del suo amore. Viviamo il Vangelo, come Francesco. Cresciamo nell'azione operosa, prendiamo consapevolezza di quanto preziosa è la nostra fede, e agiamo quotidianamente per realizzare la crescita del seme di Dio nelle nostre Fraternità.
PREGHIERA
O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente dei beni terreni
nella continua ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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