MARTEDI' 12 APRILE 2016
GIOVANNI 6, 30-35
Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo.
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Parola del Signore
Dalla LEGGENDA PERUGINA 1558
NON ESISTE UNA CELLA « MIA! »
1558 13. Soggiornava in un eremo un frate, uomo di grande spiritualità, al quale Francesco
era intimo amico. Considerando che, se il Santo fosse venuto nel romitaggio, non avrebbe
trovato un ambiente adatto ove raccogliersi in orazione, egli fece apprestare, in un angolo
solitario, ma non lontano dal luogo dei frati, una celletta, dove il Santo potesse pregare a suo
agio quando capitasse colà.
E accadde, che, dopo non molti giorni, giunse Francesco, e quel frate lo condusse a
vedere la cella. Disse il Santo: « Mi pare troppo bella! Se vuoi che ci passi alcuni giorni,
rivestila dentro e fuori con pietrame e rami d'albero ». Di fatto, la celletta non era costruita in
muratura ma in legno. Siccome però il legname era spianato con la scure e l'ascia, appariva
troppo elegante a Francesco. Quel frate la fece dunque arrangiare secondo aveva detto il
Santo.
Quanto più misere e conformi all'austerità religiosa erano le celle e le dimore dei frati,
tanto più volentieri Francesco le guardava, e accettava di venirvi ospitato.
Vi dimorava e pregava da alcuni giorni, quando, una volta che era uscito e si trovava
presso il luogo dei frati, uno di questi, appartenente a quella comunità, venne da Francesco.
Questi gli chiese: « Donde vieni, fratello? ». Rispose: « Vengo dalla tua cella». E Francesco: «
Poiché hai detto che è mia, d'ora innanzi ci abiterà un altro, e non io ».
1558 13. Soggiornava in un eremo un frate, uomo di grande spiritualità, al quale Francesco
era intimo amico. Considerando che, se il Santo fosse venuto nel romitaggio, non avrebbe
trovato un ambiente adatto ove raccogliersi in orazione, egli fece apprestare, in un angolo
solitario, ma non lontano dal luogo dei frati, una celletta, dove il Santo potesse pregare a suo
agio quando capitasse colà.
E accadde, che, dopo non molti giorni, giunse Francesco, e quel frate lo condusse a
vedere la cella. Disse il Santo: « Mi pare troppo bella! Se vuoi che ci passi alcuni giorni,
rivestila dentro e fuori con pietrame e rami d'albero ». Di fatto, la celletta non era costruita in
muratura ma in legno. Siccome però il legname era spianato con la scure e l'ascia, appariva
troppo elegante a Francesco. Quel frate la fece dunque arrangiare secondo aveva detto il
Santo.
Quanto più misere e conformi all'austerità religiosa erano le celle e le dimore dei frati,
tanto più volentieri Francesco le guardava, e accettava di venirvi ospitato.
Vi dimorava e pregava da alcuni giorni, quando, una volta che era uscito e si trovava
presso il luogo dei frati, uno di questi, appartenente a quella comunità, venne da Francesco.
Questi gli chiese: « Donde vieni, fratello? ». Rispose: « Vengo dalla tua cella». E Francesco: «
Poiché hai detto che è mia, d'ora innanzi ci abiterà un altro, e non io ».
MEDITAZIONE
Moltiplicando i pani e imponendo la propria volontà alle acque del mare, Gesù si rivela come un nuovo Mosè, superiore all'antico. Egli cerca di far comprendere ai giudei che il pane che Egli dona, ben più che una nuova manna, è per i credenti il vero pane che dà la vita al mondo. Gesù chiarisce il suo pensiero dichiarando esplicitamente di essere Lui stesso il pane di Dio, fonte della vita. Ora non ci sono più equivoci: il pane di Dio, disceso dal cielo per dare la vita all'umanità, è Gesù. Il Verbo incarnato è l'unica persona che può spegnere la fame e la sete di vita e di salvezza. Per questo motivo esorta tutti ad andare da lui per appagare il bisogno di felicità. “FF184 E la volontà di suo Padre fu questa, che il suo figlio benedetto e glorioso, che egli ci ha donato ed è nato per noi, offrisse se stesso, mediante il proprio sangue, come sacrificio e vittima sull'altare della croce, non per se, poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose,ma in espiazione dei nostri peccati, lasciando a noi l'esempio perché ne seguiamo le orme. E vuole che tutti siamo salvi per mezzo di lui e che lo riceviamo col cuore puro e col nostro corpo casto.
[185] Ma pochi sono coloro che lo vogliono ricevere ed essere salvati per mezzo di lui, sebbene il suo giogo sia soave e il suo peso leggero”.
Moltiplicando i pani e imponendo la propria volontà alle acque del mare, Gesù si rivela come un nuovo Mosè, superiore all'antico. Egli cerca di far comprendere ai giudei che il pane che Egli dona, ben più che una nuova manna, è per i credenti il vero pane che dà la vita al mondo. Gesù chiarisce il suo pensiero dichiarando esplicitamente di essere Lui stesso il pane di Dio, fonte della vita. Ora non ci sono più equivoci: il pane di Dio, disceso dal cielo per dare la vita all'umanità, è Gesù. Il Verbo incarnato è l'unica persona che può spegnere la fame e la sete di vita e di salvezza. Per questo motivo esorta tutti ad andare da lui per appagare il bisogno di felicità. “FF184 E la volontà di suo Padre fu questa, che il suo figlio benedetto e glorioso, che egli ci ha donato ed è nato per noi, offrisse se stesso, mediante il proprio sangue, come sacrificio e vittima sull'altare della croce, non per se, poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose,ma in espiazione dei nostri peccati, lasciando a noi l'esempio perché ne seguiamo le orme. E vuole che tutti siamo salvi per mezzo di lui e che lo riceviamo col cuore puro e col nostro corpo casto.
[185] Ma pochi sono coloro che lo vogliono ricevere ed essere salvati per mezzo di lui, sebbene il suo giogo sia soave e il suo peso leggero”.
"Chi viene a me" e "Chi crede in me" sono espressioni dell'unico atteggiamento di fede. La fede è l'orientamento della vita verso la persona di Gesù.
PREGHIERA
Dio nostro Padre, noi ti rendiamo grazie perchè col pane della terra Tu nutri il nostro corpo, e col pane disceso dal cielo doni al mondo la vera vita. Dacci sempre, col pane quotidiano, anche il pane che viene da lassù. Te lo chiediamo in nome di Gesù, tuo Figlio e nostro Signore.
Dio nostro Padre, noi ti rendiamo grazie perchè col pane della terra Tu nutri il nostro corpo, e col pane disceso dal cielo doni al mondo la vera vita. Dacci sempre, col pane quotidiano, anche il pane che viene da lassù. Te lo chiediamo in nome di Gesù, tuo Figlio e nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

Nessun commento:
Posta un commento