SAN FRANCESCO E IL VANGELO 15
VENERDI' 15 Gennaio 2016
MARCO 2, 1-12
Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.
+ Dal Vangelo secondo Marco
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1891
1891 Ma imperò che Iddio ha singolare cura de' suoi figliuoli, dando loro, secondo i diversi tempi, ora consolazione, ora tribolazione, ora prosperità, ora avversità, siccome e' vede ch' abbisogna loro a mantenersi in umiltà, ovvero per accendere più il loro desiderio alle cose celestiali, piacque alla divina bontà, dopo li tre anni, sottrarre dello detto frate Giovanni questo raggio e questa fiamma del divino amore, e privollo d' ogni consolazione spirituale: di che frate Giovanni rimase sanza lume e sanza amore di Dio e tutto sconsolato e afflitto e addolorato. Per la qual cosa egli così angoscioso se ne andava per la selva discorrendo in qua e in là, chiamando con voce e con pianti e con sospiri il diletto isposo dell' anima sua, il quale s' era nascosto e partito da lui, e sanza la cui presenza l' anima sua non trovava requie nè riposo; ma in nessuno luogo nè in nessuno modo egli potea ritrovare il dolce Gesù, nè rabbattersi a quelli soavissimi gusti ispirituali dello amore di Cristo, come egli era usato. E durogli questa cotale tribulazione per molti dì, nelli quali egli perseverò in continovo piagnere e in sospirare e in pregare Iddio che gli rendesse per sua piatà il diletto isposo dell' anima sua.
Alla perfine, quando piacque a Dio d' avere provato assai la sua pazienza e acceso il suo desiderio, un dì che frate Giovanni s' andava per la detta selva così afflitto e tribolato, per lassezza si puose a sedere accostandosi ad uno faggio, e stava colla faccia tutta bagnata di lagrime guatando inverso il cielo, ecco subitamente apparve Gesù Cristo presso a lui nel viottolo onde esso frate Giovanni era venuto, ma non dicea nulla. Veggendolo frate Giovanni e riconoscendolo bene che egli era Cristo, subitamente se gli gittò a' piedi e con ismisurato pianto il pregava umilissimamente e dicea: « Soccorrimi, Signore mio, chè sanza te, salvatore mio dolcissimo, io sto in tenebre e in pianto; e sanza te, Agnello mansuetissimo, io sto in angoscie e in pene e in paura; sanza te, Figliuolo di Dio altissimo, io sto in confusione e in vergogna; sanza te io sono ispogliato d'ogni bene ed accecato, imperò che tu se' Gesù Cristo, vera luce delle anime; sanza te io sono perduto e dannato, imperò che tu se' vita delle anime e vita delle vite, sanza te io sono sterile e arido, però che tu se' fontana d' ogni dono e d' ogni grazia; e sanza te io sono al tutto isconsolato, però che tu se' Gesù nostra redenzione, amore e disiderio pane confortativo e vino che rallegri i cuori degli Agnoli e li cuori di tutti i Santi. Allumina me, maestro graziosissimo e pastore piatosissimo, imperò ch'io sono tua pecorella, benchè indegna sia ».
Ma perchè il desiderio dei santi uomini, il quale Iddio indugia ad esaudire, sì li accende a maggiore amore e merito, Cristo benedetto si parte sanza esaudirlo e sanza parlargli niente, e vassene per lo detto viottolo. Allora frate Giovanni si leva suso e corregli dietro e da capo gli si gitta a' piedi, e con una santa importunità sl lo ritiene e con divotissime lagrime il priega e dice: « O Gesù Cristo dolcissimo, abbi misericordia di me tribolato. Esaudiscimi per la moltitudine della tua misericordia e per la verità della tua salute, e rendimi la letizia della faccia tua e del tuo piatoso sguardo, imperò che della tua misericordia è piena tutta la terra ». E Cristo ancora si parte e non gli parla niente, nè gli dà veruna consolazione; e fa a modo che la madre al fanciullo quando lo fa bramare la poppa, e fasselo venire dietro piangendo, acciò ch' egli la prenda poi più volentieri.
Di che frate Giovanni ancora con maggiore fervore e disiderio seguita Cristo, e giunto che egli fu a lui, Cristo benedetto si rivolge a lui e riguardollo col viso allegro e grazioso, e aprendo le sue santissime e misericordiosissime braccia sì lo abbracciò dolcissimamente: e in quello aprire delle braccia vide frate Giovanni uscire dal sacratissimo petto del Salvatore raggi di luce isplendenti, i quali alluminavano tutta la selva ed eziandio lui nell'anima e nel corpo.
Allora frate Giovanni s' inginocchiò a' piedi di Cristo; e Gesù benedetto, a modo che alla Maddalena, gli porse il piede benignamente a baciare; e frate Giovanni, prendendolo con somma riverenza, il bagnò di tante lagrime che veramente egli parea un' altra Maddalena, e sì dicea divotamente: « Io ti priego, Signore mio, che tu non ragguardi alli miei peccati, ma per la tua santissima passione e per la isparsione del tuo santissimo sangue prezioso, resuscita l' anima mia nella grazia del tuo amore, con ciò sia cosa che questo sia il tuo comandamento, che noi ti amiamo con tutto il cuore e con tutto l' affetto; il quale comandamento nessuno può adempiere sanza il tuo aiuto. Aiutami dunque, amantissimo Figliuolo di Dio, sì ch' io ami te con tutto il mio cuore e con tutte le mie forze ».
E stando così frate Giovanni in questo parlare ai pie' di Cristo, fu da lui esaudito e riebbe da lui la prima grazia, cioè della fiamma del divino amore, e tutto si sentì rinnovato e consolato, e conoscendo il dono della divina grazia essere ritornato in lui, sì cominciò a ringraziare Cristo benedetto e a baciare divotamente li suoi piedi. E poi rizzandosi per riguardare Cristo in faccia, Gesù gli stese e porse le sue mani santissime a baciare, e baciate che frate Giovanni l' ebbe, sl si appressò e accostò al petto di Gesù e abbracciollo e baciollo, e Cristo similemente abbracciò e baciò lui. E in questo abbracciare e baciare, frate Giovanni sentì tanto odore divino, che se tutte le spezie odorifere e tutte le cose odorose del mondo fossono istate raunate insieme, sarebbono parute uno puzzo a comparazione di quello odore; e in esso frate Giovanni fu ratto e consolato e illuminato, e durogli quell' odore nell' anima sua molti mesi.
E d' allora innanzi della sua bocca, abbeverata alla fonte della divina sapienza nel sacrato petto del Salvatore, uscivano parole maravigliose e celestiali, le quali mutavano li cuori, che 'n chi l' udiva facevano grande frutto all' anima. E nel viottolo della selva, nel quale stettono i benedetti piedi di Cristo, e per buono spazio d' intorno, sentia frate Giovanni quello odore e vedea quello isplendore sempre, quando v' andava ivi a grande tempo poi.
Ritornando in sè poi frate Giovanni dopo quel ratto e disparendo la presenza corporale di Cristo, egli rimase così illuminato nell' anima, nello abisso della sua divinità, che bene che non iosse uomo litterato per umano studio, nientedimeno egli maravigliosamente solvea e dichiarava le sottilissime quistioni ed alte della Trinità divina e li profondi misteri della santa Iscrittura. E molte volte poi, parlando dinanzi al Papa e i cardinali e re e baroni e a' maestri e dottori, tutti li mettea in grande stupore per le alte parole e profondissime sentenze che dicea .
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
Gesù viene a salvare tutto l'uomo, corpo e anima; guarendo il corpo con i suoi miracoli, afferma di avere la volontà e il potere di guarire i cuori perdonando i peccati. Attraverso la guarigione del paralitico di Cafarnao, preceduta dal perdono dei peccati, Gesù afferma che il peccato è il più grande male degli uomini, la radice e l’origine di tutti i mali. Il peccato è il male radicale perché rappresenta la rivolta della creatura contro Dio, contro Colui a immagine e rassomiglianza del quale siamo stati creati e nel quale noi agiamo ed esistiamo. Col peccato, la caduta dell’uomo è così grande, che Dio solo, volgendosi con misericordia verso di noi e riconciliandoci con sé, può guarire il male radicale e i vecchi dolori. Perciò solo Dio, nella persona di Gesù, è Colui che può perdonare ed eliminare il male fin dalle sotterranee radici del peccato. Allora, fratelli, accettiamo con pazienza tutto quello che accade nella nostra vita, convinti che “Iddio ha singolare cura de' suoi figliuoli, dando loro, secondo i diversi tempi, ora consolazione, ora tribolazione, ora prosperità, ora avversità, siccome e' vede ch' abbisogna loro a mantenersi in umiltà, ovvero per accendere più il loro desiderio alle cose celestiali “, A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
PREGHIERA
Con le nostre sole forze,Signore, non siamo capaci di venire a Te. Donaci dei compagni colmi di fede, che ci permettano nonostante la nostra paralisi di camminare verso il perdono che Tu offri a tutti gli uomini. Tu che vivi con il Padre e con lo Spirito, nei secoli dei secoli.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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