giovedì 15 marzo 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 16 Marzo 2018

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3 h
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 75
VENERDI' 16 MARZO 2018
Ss. ILARIO E TAZIANO
GIOVANNI 7,1-2.10.25-30
Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora giunta la sua ora.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». 
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». 
Cercavano  allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere  le  mani  su di lui, perché  non era ancora  giunta la sua ora .   
Parola del Signore
-Leggenda Maggiore di San Bonaventura VII, 6 : FF 1126
1126 Nella povertà, Francesco bramava di superare tutti gli altri, lui che proprio dalla povertà aveva imparato a reputarsi inferiore a tutti. Se gli capitava di scorgere qualcuno più povero di lui, almeno all'apparenza, subito si rimproverava e si incitava ad essere anche lui così, quasi avesse paura di essere vinto dall'altro nell'amorosa gara della povertà. Gli accadde, durante un viaggio, d'incontrare un poverello. Scorgendone la nudità, ne fu rattristato nel cuore e disse al compagno con voce di lamento: “ La miseria di costui ci ha procurato grande vergogna; perché noi, come nostra unica ricchezza, abbiamo scelto la povertà: ed ecco che essa risplende più luminosa in lui che in noi ”.

MEDITAZIONE
I sacerdoti rifiutano Gesù per motivi politici. Che cosa ne è di lui oggi, fra di noi? Le parole di Gesù che attestano la sua identità ed invitano a credere, non si scontrano ancora oggi con la nostra incredulità? 
Quali sono le cause della debolezza della nostra fede? Noi, siamo capaci di credere in modo da esporci al rifiuto, al giudizio degli altri come Gesù? Meritiamo forse il rimprovero di Gesù, perché non osserviamo la legge divina, perché vogliamo dare gloria a noi stessi e non a Dio? Non cerchiamo riconoscimenti, ringraziamenti e lodi per le cose buone che riusciamo a portare a compimento, perché è Dio che opera in noi. Limitiamoci ad imitare Francesco, che aiutava coloro che nulla hanno e con nulla possono ricambiare, ma che proprio per questo devono stare al centro del nostro cuore.

PREGHIERA
Padre santo, che nei tuoi sacramenti
hai posto il rimedio alla nostra debolezza,
fa’ che accogliamo con gioia i frutti della redenzione
e li manifestiamo nel rinnovamento della vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

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