Marco 12, 38-44
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Parola del Signore.
Forma breve (Mc 12, 41-44):
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, seduto di fronte al tesoro [nel tempio], osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII, 7: FF 1231
1231 Una volta, d'inverno, il Santo stava compiendo un viaggio, cavalcando, per la debolezza fisica e l'asperità della strada, un asinello, di proprietà d'un poveruomo. Non poterono giungere all'ospizio prima del calar della notte e dovettero pernottare sotto la sporgenza d'una roccia, per evitare in qualche modo i danni della neve. Il Santo si accorse che il suo accompagnatore brontolava sottovoce, si lamentava, sospirava, si agitava da una parte e dall'altra, perché aveva un vestito troppo leggero e non riusciva a dormire a causa del freddo intenso. Infiammato dal fuoco dell'amor divino, egli stese allora la mano e lo toccò. Fatto davvero mirabile: al contatto di quella mano sacra, che portava in sé il carbone ardente del serafino, immediatamente quell'uomo si sentì invadere, dentro e fuori, da un fortissimo calore, quasi fosse investito dalla fiamma di una fornace. Confortato nello spirito e nel corpo subito s'addormentò, fra sassi e nevi, e dormì fino al mattino, più saporitamente di quanto avesse mai riposato nel proprio letto, come poi raccontò lui stesso. Tutti questi sono indizi sicuri, da cui risulta che quei sacri sigilli furono impressi dalla potenza di Colui che, mediante il ministero dei serafini, purifica, illumina ed infiamma. Difatti essi, all'esterno, purificavano dalla pestilenza ed erano efficacissimi nel donare ai corpi salute, serenità e calore . Ciò fu dimostrato da miracoli anche più probanti, che avvennero dopo la morte del Santo e che noi riporteremo più tardi, a suo luogo.
MEDITAZIONE
Ecco ciò che Gesù condanna e ciò che ammira: Marco ci propone due esempi, uno da fuggire, (quello dell’orgoglio che sotto una maschera di falsa pietà ricerca sé stesso in ogni cosa), e uno da imitare,( quello del povero che dimentica veramente sé stesso per donare tutto a Dio). A Dio non interessa quanto gli si dà, ma come glielo si dà. Tutti possono dare il superfluo, non c’è bisogno di particolare spirito di fede per questo tipo di gesti. Ma dare il necessario, cioè ciò che serve per vivere e dal quale si sa che dipende la sopravvivenza, questo è fidarsi davvero di Dio, questo è veramente eroico. Nel Vangelo, dunque, la vedova diventa il modello del vero discepolo di Gesù, perché insegna cosa significhi fidarsi veramente di Dio. Noi, come francescani, abbiamo come fulgido esempio san Francesco: egli, vivendo nell’imitazione di Cristo, proprio come Gesù ha donato tutto sé stesso e la sua vita, e come la vedova ora è per tutti un segno sincero dell’amore che si dona.
PREGHIERA
Signore, Tu hai saputo vedere, al di là dei due spiccioli, il valore reale dell’offerta della vedova. Insegnaci a
donare non soltanto ciò che abbiamo, ma anche ciò che siamo, pagando di persona in un impegno di servizio a te e ai fratelli. Tu che hai offerto la tua vita per condurre tutti all’eterna gioia della tua gloria, nei secoli dei secoli.
donare non soltanto ciò che abbiamo, ma anche ciò che siamo, pagando di persona in un impegno di servizio a te e ai fratelli. Tu che hai offerto la tua vita per condurre tutti all’eterna gioia della tua gloria, nei secoli dei secoli.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

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