Mercoledì 10 Giugno 2015
Matteo 5, 17-19
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII, 10: FF 1235
1235 10. Ora si è compiuta veramente in te la prima visione che tu vedesti, secondo la quale tu, futuro capitano dell'esercito di Cristo, dovevi essere decorato con l'insegna delle armi celesti e con il segno della croce. Ora il fatto che tu, al principio della tua conversione, abbia avuto quella visione, in cui il tuo spirito fu trafitto dalla spada dolorosa della compassione e quell'altro, in cui hai udito quella voce scendere dalla croce, come trono sublime e segreto propiziatorio di Cristo, come tu stesso hai confermato con la tua sacra parola, risultano indubitabilmente veri. Ora resta confermato che furono vere rivelazioni celesti, e non frutto di fantasia, quelle che seguirono alla tua conversione: quella della croce, che frate Silvestro vide uscire in maniera mirabile dalla tua bocca, quella delle spade, che il santo frate Pacifico vide trapassare il tuo corpo in forma di croce; quella in cui l'angelico frate Monaldo con chiarezza ti vide librato nell'aria in forma di croce, mentre Antonio, il Santo, predicava sulla scritta posta in cima alla croce. Ora, finalmente, verso il termine della tua vita, ti viene mostrato il Cristo contemporaneamente sotto la figura eccelsa del Serafino e nell'umile effige del Crocifisso, che infiamma d'amore il tuo spirito e imprime nel tuo corpo i sigilli, per cui tu vieni trasformato nell' altro Angelo, che sale dall'oriente e porti in te il segno del Dio vivente. Tutto questo da una parte conferisce la garanzia della credibilità alle visioni precedenti, mentre dall'altra riceve da essa la prova della veridicità.
MEDITAZIONE
Essere fedeli a Dio non significa attenersi all’una o all’altra delle prescrizioni contenute nella legge di Mosè: significa essere docili allo Spirito di quel Dio che i profeti hanno fatto conoscere a poco a poco a Israele, e che Gesù rivela con pienezza. Il Cristo non contraddice Mosè, lo supera. Gesù va al di là della legge, non contro di essa. Ciò che Gesù è venuto a ricordare è che la legge mosaica dei comandamenti ha un significato se viene osservata nel suo spirito originario e non come puro fatto esteriore. Compendio sommo di tutta la legge è l’amore: non dimentichiamo mai che alla fine della vita saremo giudicati sull’amore, e tale giudizio sarà molto esigenze. Tutto l’amore che Dio ha riversato su di noi richiede una risposta seria, perché anche noi possiamo giungere alla pienezza di carità raggiunta da Francesco.
PREGHIERA
Signore Dio, insegnaci a non disprezzare nessuno dei tuoi comandamenti, neppure quelli che ci sembrano di poca importanza. Ma liberaci anche da qualsiasi forma di legalismo, perché non sull’osservanza della legge, ma sulla qualità del nostro amore saremo giudicati prima di entrare nel Regno dei Cieli per sempre.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

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