giovedì 4 giugno 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 5 Giugno 2015

Venerdì 5 Giugno 2015

Marco 12, 35-37

In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo: 
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII, 7: FF 1230
1230 7. Nel territorio attorno alla Verna, prima che il Santo vi soggiornasse, i raccolti venivano ogni anno distrutti da una violenta grandinata, provocata da una nube che si alzava dalla montagna. Ma, dopo quella fausta apparizione, con meraviglia degli abitanti, la grandine non venne più: evidentemente l'aspetto stesso del cielo, divenuto sereno in maniera inusitata, dichiarava, così, la grandezza di quella visione e la virtù taumaturgica delle stimmate, che proprio là erano state impresse.

MEDITAZIONE
Dio aveva promesso che un discendente di Davide sarebbe stato il Messia. Ma l’inviato di Dio è più che un uomo, in quanto è destinato a condividere la gloria di Colui che l’ha mandato e a portare il suo nome di Signore. Gesù non rifiuta l’ascendenza davidica del Messia, ma invita ad andare “oltre”. Gesù, era il Messia, ovvero il Cristo. Messia e Cristo sono due parole che hanno lo stesso significato, ovvero “unto”. Il Messia era effettivamente un discendente di Davide dal punto di vista umano, però il fatto che Davide, ispirato dallo Spirito Santo, potesse chiamare un suo discendente “mio Signore” era piuttosto curioso. Come poteva Davide chiamare suo signore un discendente che non era neanche nato? Il Messia poteva essere signore di Davide solo se fosse stato più che umano, solo attraverso l’incarnazione. Non avrebbe senso chiamare proprio signore un discendente che nascesse diverse centinaia di anni dopo di noi, a meno che quel discendente fosse già esistente in vita al momento della nostra affermazione e fosse un nostro superiore. Naturalmente Davide non si rendeva conto della portata delle sue parole ma Gesù precisa che tali parole sono state ispirate dallo Spirito Santo. Nel corso della storia alcuni hanno esaltato solo la natura umana di Gesù, altri solo quella divina. Ma Dio ha scelto di salvare l’uomo attraverso il mistero dell’incarnazione. Gesù è contemporaneamente figlio e signore di Davide, figlio di Davide e figlio di Dio, umano e divino allo stesso tempo. La Parola di Dio è chiara in proposito. Ma per chi non crede la Parola non ha significato. Solo il Signore può farci comprendere i misteri che essa contiene. Francesco non solo pregava, ma leggeva sempre il Vangelo e lo meditava. Noi abbiamo riflettuto davvero sulla portata delle parole di Gesù? Abbiamo davvero compreso la grandezza di Gesù il Messia?

PREGHIERA
Signore Gesù, Figlio di Davide e figlio di Dio, Tu sei per tutta l’umanità un mistero e un richiamo. Fà che la tua persona non cessi mai di interpellarci, in modo che attraverso di te e in te noi continuiamo a cercare il Padre

presso il quale Tu vivi nei secoli dei secoli presso il quale Tu vivi nei secoli dei secoli.






“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

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