LUNEDI' 3 APRILE 2017
GIOVANNI 8, 1-11
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Parola del SignoreVita Seconda di Tommaso da Celano 727
Per conservare la virtù della santa umiltà, pochi anni dopo la sua conversione, rinunciò in un Capitolo alla presenza di tutti, all'ufficio di governo dell'Ordine: "Da oggi avanti sono morto per voi. Ma ecco fra Pietro di Cattanio, al quale io e voi tutti dobbiamo obbedire ".
E inchinatosi subito davanti a lui, promise "obbedienza e riverenza". I frati piangevano, prorompendo per il dolore in alti gemiti, vedendosi come divenuti orfani di tanto padre.
Francesco si alzò, e con le mani giunte e gli occhi elevati al cielo: "O Signore,--pregò--ti raccomando la famiglia, che sino ad ora tu mi hai affidata. Ed ora, non potendo io averne cura per le infermità che tu sai, dolcissimo Signore l'affido ai ministri. Siano tenuti a renderne ragione a te o Signore, nel giorno del giudizio, se qualche frate o per loro negligenza o cattivo esempio oppure anche per una severità eccessiva, sarà perito ".
Da quel momento rimase suddito sino alla morte, comportandosi più umilmente di qualsiasi altro frate.
MEDITAZIONE
Il pericolo della superbia. Dio è sempre vicino a noi e, anche se abbiamo peccato, siamo suoi, gli apparteniamo e troviamo ampia accoglienza nel suo cuore. C'è sempre un posto per noi nel cuore di Dio. Gesù, luce del mondo, conosce il cuore degli uomini e li invita a camminare dietro a lui. Tuttavia, c'è una cosa che può allontanarci da Dio, e ricacciarci molto lontano: è la superbia. È la superbia che vediamo nei farisei, che si ritengono giusti, immacolati, superiori agli altri... Dio e la superbia non possono stare insieme. Dove c'è superbia umana, lì non c'è Dio. Non può esserci. Se ci ragioniamo con calma, vedremo che la maggior parte dei nostri peccati nascono dalla superbia, dal non voler essere umili alla presenza di Dio e dei nostri fratelli. Se vogliamo vivere vicino a Dio, incamminiamoci sulla via della semplicità di cuore e della vera umiltà. Francesco " aveva raggiunto tanta celebrità da essere ritenuto da moltissimi santo, eppure si riteneva vile davanti a Dio e agli uomini. Non insuperbiva né della fama né della santità, che lo distingueva, ma neppure dei così numerosi e santi frati e figli che gli erano stati dati come inizio della ricompensa per i suoi meriti""" FF726
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PREGHIERA
Signore, Dio nostro, tramite Mosè ci hai dato la legge, ma tramite il tuo Figlio ci hai accordato il perdono. Insegna a noi peccatori a essere buoni e paziente nei nostri giudizi come colui che non ha condannato la donna adultera: Gesù Cristo, nostro Signore.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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