San Francesco e il Vangelo
TRATTATO DEI MIRACOLI
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 197
DOMENICA 16 LUGLIO
MATTEO 13,1-23
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a Lui tanta folla che Egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la gente stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse : “ Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi ascolti”. Gli si avvicinarono allora i discepoli e Gli dissero: “Perché a loro parli con parabole?”. Egli rispose loro: “ Perché a voi è dato conoscere il mistero del Regno dei Cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e Io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità Io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicchè, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno”.
Parola del SignoreTRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO II
IL MIRACOLO DELLE STIMMATE
E LA MANIERA IN CUI IL SERAFINO GLI APPARVE
IL MIRACOLO DELLE STIMMATE
E LA MANIERA IN CUI IL SERAFINO GLI APPARVE
832 6. Presso Potenza, città del regno di Puglia, vi era un chierico di nome Ruggero, uomo di onore e canonico della Chiesa madre. Costui essendo straziato da lunga infermità un giorno entrò a pregare per la sua salute in una chiesa, in cui vi era dipinta l'effige del beato Francesco, rappresentante le gloriose stimmate. E avvicinandosi per pregare presso l'immagine, si inginocchia molto devotamente. Tuttavia, fissando le stimmate del Santo, volge i pensieri a cose vane, e non respinge con la ragione l'aculeo del dubbio che in lui sorgeva. Infatti, illuso dall'antico nemico, col cuore turbato, cominciò a dire fra sé: "Sarà proprio vero che questo santo sia stato glorificato con tale miracolo, o piuttosto non fu una pia illusione dei suoi? Fu una falsa scoperta e forse un inganno inventato dai frati. Tale prodigio sarebbe superiore ad ogni umano sentire e sarebbe lontano da ogni giudizio della ragione". O stoltezza di uomo! Dovevi piuttosto venerare con tanta maggiore umiltà quel miracolo, quanto più era meno inteso da te! Era tuo dovere sapere, se eri ragionevole, che è cosa facilissima per Iddio rinnovare di continuo il mondo con nuovi miracoli, ed operare sempre in noi per la sua gloria cose che non ha operato in altri. Che altro mai? Mentre si disperde in tali pensieri, viene colpito da Dio con una dura piaga, perché impari dalla sofferenza a non bestemmiare. Viene colpito sulla palma della mano sinistra, poiché era mancino, mentre ode un sibilo come di freccia scoccata dalla balestra. Subito dopo, stupito sia dalla ferita che dal sibilo, si toglie il guanto che portava. Dove non c'era prima alcuna ferita, scopre ora nel mezzo della mano una piaga, come di un colpo di freccia, che gli procurava tanto bruciore, che gli sembrava di venir meno dal dolore. Mirabile a dirsi! Nessun segno di rottura appariva sul guanto, perché alla segreta ferita del cuore rispondesse anche il dolore di una piaga segreta.
7. Si lamenta quindi per due giorni e ruggisce esacerbato dal dolore acutissimo, rivelando a tutti il mistero del suo incredulo cuore; confessa di credere che in san Francesco vi furono davvero le sacre stimmate e giura assicurando che era scomparso in lui ogni fantasma di dubbio. Supplica quindi il Santo di Dio, di essere aiutato per merito delle sacre stimmate, e pregando versa molte lacrime. Nuovo miracolo: svanita l'incredulità, la guarigione del corpo segue alla guarigione dello spirito. Sparisce ogni sofferenza, si calma il bruciore, scompare ogni segno della ferita. Quell'uomo diviene umile davanti a Dio, devoto al Santo e legato all'Ordine dei frati da perenne amicizia. Questo miracolo fu sottoscritto con giuramento e controfirmato dal vescovo locale. Mirabile benedetta potenza di Dio, che nella città di Potenza fece cose magnifiche!
MEDITAZIONE
Di fronte all’apparente insuccesso della sua missione di seminatore della parola che, come ai tempi di Isaia e in tutti i tempi, incontra chiusura e indisponibilità all’ascolto, Gesù, con uno sguardo sapienziale, descrive con questa parabola quanto accade all’uomo di ogni tempo a cui viene annunciata la parola di salvezza.Tutti abbiamo orecchi ma anche una capacità diversa di ascolto: questi diversi terreni sono in ciascuno di noi. Il Signore ci doni di aumentare la nostra capacità di ascolto, e più sapremo ascoltare noi stessi e fare verità e discernimento di quanto si muove nel cuore, più avremo orecchi liberi per ascoltare la Parola senza filtri o interferenze.Dicea san Francesco: ""] Guardiamoci bene dall'essere la terra lungo la strada, o la terra sassosa, o quella invasa dalle spine secondo quanto dice il Signore nel Vangelo: "Il seme è la parola di Dio. Quello che cadde lungo la strada e fu calpestato sono coloro che ascoltano la parola di Dio. e non la comprendono; e subito viene il diavolo e porta via quello che è stato seminato nei loro cuori, perché non credano e siano salvati. Quello poi che cadde nei luoghi sassosi, sono coloro che appena ascoltano la parola, subito la ricevono con gioia; ma quando sopraggiunge una tribolazione o una persecuzione a causa della parola, ne restano immediatamente scandalizzati; anche questi non hanno radice in sé, sono incostanti, perché credono per un certo tempo, ma nell'ora della tentazione vengono meno. Quello che cadde tra le spine, sono coloro che ascoltano la parola, ma le cure di questo mondo e la seduzione delle ricchezze e gli altri affetti disordinati entrano nel loro animo e soffocano la parola, sicché rimangono infruttuosi. Infine il seme affidato alla terra buona, sono coloro che, ascoltando la parola con buone, anzi ottime disposizioni, la intendono e la custodiscono e portano frutti con la perseveranza". FF58.
PREGHIERA
Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito
la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola,
che continui a seminare nei solchi dell’umanità,
perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace
e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito
la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola,
che continui a seminare nei solchi dell’umanità,
perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace
e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

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