venerdì 15 aprile 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 16 APRILE 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 107
SABATO 16 APRILE 2016
GIOVANNI 6, 60-69
Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Parola del Signore
Dalla LEGGENDA PERUGINA 1563
1563 16. « E dopo aver ricevuto la benedizione del vescovo, vadano e facciano scavare un gran fossato tutto intorno al terreno ricevuto, e vi piantino a guisa di muraglia una spessa  siepe, in segno di santa povertà e umiltà. Poi si facciano apprestare delle case poverelle, costruite con fango e legname, e alcune cellette separate, dove i frati possano raccogliersi a pregare e lavorare con più devozione e lontano da discorsi oziosi.
Facciano costruire anche la chiesa. Però i frati non devono far erigere grandi chiese, al fine di predicare al popolo o sotto altro pretesto. C'è maggiore umiltà e migliore esempio quando vanno a predicare in altre chiese, osservando la santa povertà e mantenendosi umili e rispettosi. Se talora venissero da loro prelati o chierici, religiosi o secolari, le povere case, le cellette e le chiese dei frati dimoranti nel luogo saranno per gli ospiti una predica, e ne trarranno edificazione ». Aggiunse: « Molto spesso i fratelli si fanno fabbricare grandi costruzioni, violando la nostra santa povertà, provocando nel prossimo malesempio e mormorazione. Poi, sotto pretesto di un luogo più comodo o più santo abbandonano il luogo primitivo e i suoi edifici. Allora quelli che diedero elemosine e la gente, vedendo e udendo ciò, ne restano molto scandalizzati e urtati.
E' più conveniente che i frati abbiano luoghi e edifici poveri, restando fedeli al loro ideale e dando buon esempio al prossimo, anziché fare del bene in contrasto con la loro professione religiosa e dando malesempio al popolo. Allora sì, se accadesse ai frati di abbandonare i luoghi modesti e le abitazioni poverelle in vista di un'abitazione più adatta, il malesempio e lo scandalo sarebbero meno grandi ».









MEDITAZIONE
Il discorso sul pane di vita è uno scandalo per coloro che lo prendono alla lettera. Pietro stesso, comprenderà solo più tardi che Gesù annunciava la propria glorificazione; ma accoglie nella fede la parola del Signore, che insegna in nome del Padre suo. Leggiamo nelle Fonti Francescane (800):”..Cosa offrirgli a sostegno, essendo in ogni sua parte in rovina? Francesco era già morto a questo mondo, ma Cristo viveva in lui. Le delizie del mondo erano per lui una croce, perchè portava radicata nel cuore la Croce di Cristo......” Morire al mondo, come fece Francesco, significa permettere a Cristo stesso di prendere dimora in noi e fare del nostro essere una sola cosa con Lui,...e diventare sua dimora,....e lasciare che Dio ci plasmi per farci “nuove creature”.....E' permettere a Dio di riconoscere in noi la sua immagine e di sentirsi a casa propria nell'anima nostra.....L'invito di Gesù è quello di vivere secondo la logica dello Spirito, la logica dell'Amore.

PREGHIERA
O Padre del Signore Gesù, facci la grazia di camminare verso di Lui anche quando la sua parola sembra troppo pesante per le nostre spalle. Perchè Lui ha parole di vita eterna e il suo amore supera ogni altro amore. Con te, o Padre, Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

giovedì 14 aprile 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 15 Aprile 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 106
VENERDI' 15 APRILE 2016
GIOVANNI 6, 52-59
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
Parola del Signore
Dalla LEGGENDA PERUGINA 1562
1562 15. Il Santo proseguì: « Poi, si rechino dal vescovo della città e gli dicano: " Messere, un benefattore, per amore di Dio e per la salvezza della sua anima, ha intenzione di offrirci il terreno bastante per costruire un luogo. Ricorriamo a voi per primo, poiché siete padre e signore delle anime di tutto il gregge affidato a voi, e anche nostro e degli altri frati che
risiederanno in questo luogo. Vorremmo edificare una casa con la benedizione del Signore Dio e vostra ».Francesco diceva questo perché il bene delle anime, che i frati vogliono realizzare tra il popolo, sarà maggiore se, vivendo in concordia con i prelati e il clero, essi guadagnano a Dio e popolo e clero, che se convertissero solo il popolo scandalizzando prelati e chierici. Diceva:
« Il Signore ci ha chiamati a rianimare la fede, inviandoci in aiuto ai prelati e chierici della santa madre Chiesa. Siamo quindi tenuti ad amarli, onorarli e venerarli sempre, in quanto ci è possibile. Per questo motivo sono detti a frati minori ", perché devono essere i più piccoli di tutti gli uomini del mondo, sia nel nome, sia nell'esempio e nel comportamento .Agli inizi della mia nuova vita, quando mi separai dal mondo e dal mio padre terreno, il Signore pose la sua parola sulle labbra del vescovo di Assisi, affinché mi consigliasse saggiamente nel servizio del Cristo e mi donasse conforto Per questa ragione e per le altre eminenti qualità che riconosco nei prelati, io voglio amare, venerare e considerare miei signori non soltanto i vescovi, ma anche gli umili sacerdoti ».









MEDITAZIONE
Di fronte all'incomprensione dei suoi ascoltatori, Gesù non rivela ancora come il credente potrà mangiare la sua carne, ma afferma ciò che è necessario per partecipare alla vita che Egli ha ricevuto dal Padre. Con l'Eucarestia, il Cristo ci riunisce nell'unità del suo Corpo Mistico: possiamo dire che se la chiesa fa l'Eucarestia, l'Eucarestia fa la chiesa. La condivisione dell'Eucarestia unisce i fedeli al Cristo totale, unendoli fra loro e con tutti coloro che partecipano del medesimo pane.... in ogni tempo e in ogni luogo...... Diceva Francesco :” Perciò io con fermezza consiglio a voi, miei signori, che, messa da parte ogni cura e preoccupazione, riceviate volentieri il santissimo Corpo e Sangue del Signore nostro Gesù Cristo in sua memoria”. FF 212.

PREGHIERA
Dio vivente, che doni la carne del tuo Figlio come nostro cibo e il suo corpo come bevanda, facci vivere fin d'oggi della sua vita, e risuscitaci nell'ultimo giorno per restare sempre con Te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 13 aprile 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 14 Aprile 2016

GIOVEDI' 14 APRILE 2016

GIOVANNI 6, 44-51

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù alla folla:

«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Parola del Signore

Dalla LEGGENDA PERUGINA 1561

ISTRUZIONI PER LE DIMORE DEI FRATI
1561 14. In altro tempo, trovandosi presso Siena per farsi curare gli occhi, sostava in una cella, dove, dopo la sua morte, fu edificato in sua venerazione un oratorio. Messer Bonaventura, che aveva donato ai frati il terreno su cui era stato costruito il convento, disse al Santo: « Cosa ti sembra di questo luogo? ». Rispose Francesco: « Vuoi che ti dica come devono essere fatti i luoghi dei frati? ». E Bonaventura: « Volentieri, padre ». Il Santo prese a dire: « Quando i frati arrivano in una città dove non hanno un luogo per loro,trovando un benefattore disposto ad assegnare ad essi un terreno sufficiente per costruirvi il convento con l'orto e le altre cose indispensabili, i frati devono innanzi tutto determinare quanta terra basterà, senza mai perdere di vista la santa povertà che abbiamo promesso di osservare e il buon esempio che siamo tenuti a dare al prossimo in ogni cosa ».Parlava così il padre santo, perché era sua volontà che sotto nessun pretesto i frati violassero la povertà nelle case e chiese, negli orti e altre cose a loro uso. Non voleva che possedessero luogo alcuno con diritto di proprietà, e anzi vi abitassero sempre come pellegrini e forestieri. A tal fine, voleva che nei vari luoghi i frati non fossero numerosi, poiché gli sembrava difficile osservare la povertà quando si è in tanti. Fu questa la sua volontà, dal momento della conversione fino al giorno della morte che la santa povertà fosse osservata perfettamente.

MEDITAZIONE
Per conoscere Dio bisogna entrare in comunione con Colui che Egli ha mandato. Questa unione, a cui il Padre attira tutti gli uomini, è resa possibile dal sacrificio di Gesù, che qui viene annunciato. Il Padre ci indica suo Figlio come la strada sicura per imparare a vivere in pienezza. L'invito continuo di Gesù, invece, è di cibarsi del suo corpo che è l'unico alimento che ci dà vita e forza. Mangiando questo pane noi accettiamo di lasciarci conquistare da Lui,...... e farci pane spezzato per i fratelli e le sorelle che incontriamo,......e di entrare in una realtà ben più profonda, ...di entrare nella Vita che non muore. Seguiamo l'esempio di Francesco che “nient'altro possedeva, il povero di Cristo, se non due spiccioli da poter elargire con liberale carità: il corpo e l'anima. Ma corpo ed anima, per amore di Cristo, li offriva continuamente a Dio, poiché quasi in ogni istante immolava il corpo col rigore del digiuno e l'anima con la fiamma del desiderio: olocausto, il suo corpo, immolato all'esterno, nell'atrio del tempio; incenso l'anima sua, esalata all'interno del tempio”.

PREGHIERA
O Dio, che in questo misterioso scambio di doni ci fai partecipare alla comunione con te, unico sommo bene, concedi che la luce della tua verità sia testimoniata dalla nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione   abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



martedì 12 aprile 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13 Aprile 2016

MERCOLEDI' 13 APRILE 2016







GIOVANNI 6, 35-40

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Dalla LEGGENDA PERUGINA 1559-1560

1559 Noi che siamo vissuti con lui, lo abbiamo udito dire a più riprese quella parola del Vangelo: Le volpi hanno la tana e gli uccelli del cielo il nido, ma il figlio dell'uomo non ha dove posare il capo.E seguitava: « Il Signore, quando stava in disparte a pregare e digiunò quaranta giorni e quaranta notti, non si fece apprestare una cella o una casa, ma si riparò sotto le rocce della montagna ». Così, sull'esempio del Signore, non volle avere in questo mondo né casa né cella, e neanche voleva gli fossero edificate. Anzi, se gli sfuggiva la raccomandazione: «Preparatemi questa cella così », dopo non ci voleva dimorare, in ossequio alla parola del Vangelo: Non vi preoccupate.
1560 Vicino a morte, volle fosse scritto nel suo Testamento che tutte le celle e case dei frati dovevano essere costruite con fango e legname, per meglio conservare la povertà e l'umiltà.

MEDITAZIONE
Il Padre, nel suo amore, vuole salvare tutti gli uomini. Se essi andranno a Gesù con fede e si lasceranno condurre a Dio, avranno la vita eterna. Troppo spesso "ci rifiutiamo di credere" all'amore tenero che Dio ha per ciascuno di noi. Occultando sè stesso nell'Eucaristia, Dio dimostra l'incredibile distanza che è disposto a percorrere per soddisfare la nostra sete e la nostra fame.
Di quale "sete" e di quale "fame" si tratta? Della fame e della sete della "vita eterna". La fame e la sete che ogni uomo ha davanti alla vita divina che solamente Cristo può offrirci. E cosa dobbiamo fare per ottenere questa vita eterna cosi desiderata? Forse un atto eroico o sovrumano? No! E' un qualcosa di molto più semplice, per cui Gesù ci dice: "colui che viene a me, io non lo caccerò fuori" (Gv 6,37). Noi dobbiamo solo camminare velocemente verso Lui, andare al Suo incontro, avvicinarci a Lui ogni giorno nella Santa Messa. E' la cosa più semplice del mondo! Dobbiamo semplicemente assistere alla Messa: pregare e ricevere il Suo Corpo. Quando lo facciamo, non solo veniamo in possesso della “ nuova vita”, ma, inoltre, la irradiamo su altri. Francesco ci spiega che: “... Niente infatti possediamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se non il Corpo e il Sangue, i Nomi e le Parole mediante le quali siamo stati creati e redenti <da morte a vita>”. Per perpetuare la sua azione salvatrice e la sua presenza tra noi, Gesù Cristo si è fatto per noi alimento di vita:
è per mezzo dell'Eucarestia che dobbiamo restare uniti, giorno dopo giorno, nella profonda coesione che ci dà lo Spirito Santo.

PREGHIERA
Signore Dio, Padre di Gesù e Padre nostro, la tua volontà non è un volere arbitrario e inflessibile, ma è l'anelito di salvare tutti coloro che credono nel tuo Figlio. Aiutaci ad andare a Gesù come Colui che solo può condurci a te, per la vita eterna.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 11 aprile 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO Nella Divina Volontà 1

Nella Divina Volontà 1




Conversione.
Gesù è il nostro Salvatore, il Suo Cuore è il nostro rifugio. Se viviamo nella Volontà di Dio possiamo
chiedere aiuto e misericordia , pietà e consolazione, per tutti coloro che vivono nel dolore: fisico, spirituale o materiale …… Con tanta umiltà possiamo chiedere la Grazia della conversione per chi vive nel peccato, per quelli che vivono lontani da Dio perché non credono in Lui. Come si può non credere? Le forze del male oscurano i nostri sensi, la nostra intelligenza, e ci stimolano a fare tutto ciò che ci allontana sempre più dalla Verità. Questo mondo, nato per un atto della Volontà di Dio, tanto ricco della Sua Luce,… non è nella Pace e nella Luce, perché l’umanità non vive in armonia con Lui. Vorrei non vedere e non sentire tutte le menzogne, i falsi giuramenti, la voglia di fare il male, i desideri di quelle cose terrene che soffocano in noi la vita spirituale. Quanto male nasce da un cuore senza Dio! Noi, che crediamo in Lui, supplichiamo lo Spirito Santo di avvolgere nel Divino Amore tutti i cuori induriti dal peccato e di spiegare loro, in un sussurro, che anche se peccatori sono amati e desiderati da Dio. Con le nostre preghiere e le nostre sofferenze offerte per loro, con l’azione dello Spirito, quei cuori potrebbero fondersi al Cuore Divino e i loro battiti recuperare l’armonia del battito della Vita. Collaboriamo tutti insieme al progetto del Padre per il bene delle anime! Per la loro salvezza! Questo mondo è saturo di ogni male e molti se lo portano dentro, perché ha messo radici nei loro cuori. Chi si oppone al disegno di Dio, chi cerca di porre ostacoli alla sua realizzazione….non è di Dio! La Santità si guadagna col dolore e si acquista nella prova! La pula del grano sarà allontanata! I rami secchi, senza più vita in loro, saranno tagliati! Tutto avverrà secondo la Divina Volontà nella quale dobbiamo vivere per guadagnare una beata e felice Eternità!

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 12 APRILE 2016

MARTEDI' 12 APRILE 2016
GIOVANNI 6, 30-35
Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo.





Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Parola del Signore
Dalla LEGGENDA PERUGINA 1558
NON ESISTE UNA CELLA « MIA! »
1558 13. Soggiornava in un eremo un frate, uomo di grande spiritualità, al quale Francesco
era intimo amico. Considerando che, se il Santo fosse venuto nel romitaggio, non avrebbe
trovato un ambiente adatto ove raccogliersi in orazione, egli fece apprestare, in un angolo
solitario, ma non lontano dal luogo dei frati, una celletta, dove il Santo potesse pregare a suo
agio quando capitasse colà.
E accadde, che, dopo non molti giorni, giunse Francesco, e quel frate lo condusse a
vedere la cella. Disse il Santo: « Mi pare troppo bella! Se vuoi che ci passi alcuni giorni,
rivestila dentro e fuori con pietrame e rami d'albero ». Di fatto, la celletta non era costruita in
muratura ma in legno. Siccome però il legname era spianato con la scure e l'ascia, appariva
troppo elegante a Francesco. Quel frate la fece dunque arrangiare secondo aveva detto il
Santo.
Quanto più misere e conformi all'austerità religiosa erano le celle e le dimore dei frati,
tanto più volentieri Francesco le guardava, e accettava di venirvi ospitato.
Vi dimorava e pregava da alcuni giorni, quando, una volta che era uscito e si trovava
presso il luogo dei frati, uno di questi, appartenente a quella comunità, venne da Francesco.
Questi gli chiese: « Donde vieni, fratello? ». Rispose: « Vengo dalla tua cella». E Francesco: «
Poiché hai detto che è mia, d'ora innanzi ci abiterà un altro, e non io ».
MEDITAZIONE
Moltiplicando i pani e imponendo la propria volontà alle acque del mare, Gesù si rivela come un nuovo Mosè, superiore all'antico. Egli cerca di far comprendere ai giudei che il pane che Egli dona, ben più che una nuova manna, è per i credenti il vero pane che dà la vita al mondo. Gesù chiarisce il suo pensiero dichiarando esplicitamente di essere Lui stesso il pane di Dio, fonte della vita. Ora non ci sono più equivoci: il pane di Dio, disceso dal cielo per dare la vita all'umanità, è Gesù. Il Verbo incarnato è l'unica persona che può spegnere la fame e la sete di vita e di salvezza. Per questo motivo esorta tutti ad andare da lui per appagare il bisogno di felicità. “FF184 E la volontà di suo Padre fu questa, che il suo figlio benedetto e glorioso, che egli ci ha donato ed è nato per noi, offrisse se stesso, mediante il proprio sangue, come sacrificio e vittima sull'altare della croce, non per se, poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose,ma in espiazione dei nostri peccati, lasciando a noi l'esempio perché ne seguiamo le orme. E vuole che tutti siamo salvi per mezzo di lui e che lo riceviamo col cuore puro e col nostro corpo casto.
[185] Ma pochi sono coloro che lo vogliono ricevere ed essere salvati per mezzo di lui, sebbene il suo giogo sia soave e il suo peso leggero”.
"Chi viene a me" e "Chi crede in me" sono espressioni dell'unico atteggiamento di fede. La fede è l'orientamento della vita verso la persona di Gesù.
PREGHIERA
Dio nostro Padre, noi ti rendiamo grazie perchè col pane della terra Tu nutri il nostro corpo, e col pane disceso dal cielo doni al mondo la vera vita. Dacci sempre, col pane quotidiano, anche il pane che viene da lassù. Te lo chiediamo in nome di Gesù, tuo Figlio e nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 Aprile 2016


LUNEDI' 11 APRILE 2016
S.Stanislao – memoria -
GIOVANNI 6, 22-29
Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Parola del Signore
Dalla LEGGENDA PERUGINA 1557
LA CASA FATTA COSTRUIRE DAL MINISTRO 1557 12. In altra occasione, il ministro generale volle fosse costruita alla Porziuncola una piccola casa per i frati del luogo, dove potessero riposare e dire le Ore. A quei tempi infatti tutti i frati e le nuove reclute dell'Ordine si dirigevano colà, e per questo i frati residenti nel posto erano molto disturbati quasi ogni giorno. E per la moltitudine che vi affluiva non avevano un rifugio in cui riposare e dire le Ore, poiché dovevano cedere il posto agli ospiti. Da ciò derivavano loro molti e continui disagi, giacché, dopo aver duramente lavorato, era loro quasi impossibile provvedere alle necessità del corpo e alla vita spirituale.La casa era pressoché ultimata, quando Francesco fu di ritorno alla Porziuncola. Al mattino egli udì, dalla celletta dove aveva riposato la notte, il chiasso dei frati intenti al
lavoro, e ne restò stupito. Interrogò il suo compagno: « Ma cos'è questo tramestìo? Cosa stanno facendo quei fratelli? ». Il compagno gli riferì ogni cosa con esattezza.Francesco fece chiamare immediatamente il ministro e gli disse: « Fratello, questo luogo è il modello e l'esempio di tutto l'Ordine. Per tale ragione io voglio che i frati della Porziuncola sopportino per amore del Signore Dio disturbi e privazioni, piuttosto che godere tranquillità e consolazioni, affinché i frati che convengono qui da ogni parte riportino nei loro luoghi il buon esempio di povertà. Altrimenti gli altri sarebbero incitati a costruire nei loro luoghi, scusandosi: " A Santa Maria della Porziuncola, che è il primo convento, si erigono abitazioni così. Possiamo costruire anche noi, poiché non disponiamo di una dimora conveniente " ».

MEDITAZIONE
La moltiplicazione dei pani non era che un segno. Ora Gesù ci chiede di comprenderne il significato e di scoprire, nella fede, che il vero cibo che dona la vita eterna è Lui stesso. La meraviglia più grande, il dono perfetto, che il Signore regala alla nostra vita è quello di avere occhi capaci di vederlo e riconoscerlo come Colui che è stato mandato per stare con noi fino alla fine del mondo. Impariamo a nutrirci della sua Parola e dell'Eucarestia, e rendiamoci conto che solo facendoci pane spezzato come Gesù, e con Gesù, possiamo godere appieno di questa vita. Francesco “ Bruciava di fervore in tutte le sue viscere per il Sacramento del corpo del Signore, ammirando stupefatto quella degnazione piena di carità e quella carità piena di degnazione. Si comunicava spesso e con tale devozione da rendere devoti anche gli altri, e, gustando in ebbrezza di spirito la soavità dell'Agnello immacolato, il più delle volte veniva rapito in estasi”.FF1164.

PREGHIERA
Signore Gesù, anche noi, come la folla del Vangelo, ti cerchiamo, ma nessuna barca ormai può condurci verso di Te. Donaci la gioia di trovarti camminando nella fede nel Padre che ti ha inviato, e che regna con te e con lo Spirito santo nei secoli dei secoli.









“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen