sabato 20 giugno 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Giugno 2015

Domenica 21 Giugno 2015

Marco 4, 35-41
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XV,3: FF1248
1248 3. Le sue membra, a chi le toccava, risultavano così molli e flessibili, come se avessero riacquistato la tenerezza dell'età infantile, adorne di chiari segni d'innocenza. In mezzo alla carne, candidissima, spiccava, dunque il nero dei chiodi; la piaga del costato rosseggiava come il fior della rosa: non è da stupire, perciò, se una così bella e miracolosa varietà suscitava negli osservatori gioia ed ammirazione. Piangevano i figli, che perdevano un padre così amabile; eppure si sentivano invadere da grande letizia, allorché baciavano in lui i segni del sommo Re. Quel miracolo così nuovo trasformava il pianto in giubilo e trascinava l'intelletto dall'indagine allo stupore. Per chi guardava, lo spettacolo così insolito e così insigne era consolidamento della fede, incitamento all'amore; per chi ne sentiva parlare, motivo d'ammirazione e stimolo al desiderio di vedere.

MEDITAZIONE
A volte ci sembra che Dio dorma e taccia proprio quando si scatenano le forze del male e della morte. Quando si leva la tempesta e il Signore dorme, gli apostoli conoscono la medesima angoscia. Ed ecco il Figlio dell’uomo che in piedi sulla barca—così come il giorno di Pasqua, dopo aver vinto la morte, si leverà sulla tomba—calma il mare e il vento, simbolo del male. Perchè avete paura, gente di poca fede? Dio dorme, ma è presente; tace, ma ha parlato. La Parola che è risorta, ormai vive per sempre, ma non ama le chiacchiere”. Egli è presente, si trova anche Lui nel cuore della tempesta. Non è sulla riva del lago a chiamare i suoi discepoli a un’oasi di sicurezza. E’ in mezzo alle forze scatenate, perché il Signore della pace e della vita è anche il Signore della morte. Egli possiede ogni potere, domina e regna. Non è un fantasma, è il Cristo. Ed è nel cuore della tempesta che lo incontriamo, là dove si incontrano tutte le forze di morte, con una violenza capace di distruggere ogni cosa: nel cuore stesso della morte, Egli è presente.

PREGHIERA
Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro: il Cristo, ridestato dal sonno della morte, riduce al silenzio la tempesta e fa tacere le onde, facendo passare all’altra riva coloro che raduna nella fede.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

venerdì 19 giugno 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Giugno 2015

Sabato 20 Giugno 2014

Matteo 6, 24-34
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,2 : FF 1247
1247 2. Si scorgevano, in quelle membra fortunate, i chiodi, che l'Onnipotente aveva meravigliosamente fabbricati con la sua carne: erano così connaturati con la carne stessa che, da qualunque parte si premessero, subito si sollevavano, come dei nervi tutti uniti e duri, dalla parte opposta. Si poté anche osservare in forma più palese la piaga del costato, non impressa nel suo corpo né provocata da mano d'uomo e simile alla ferita del costato del Salvatore: quella che nella persona stessa del Redentore rivelò il sacramento della redenzione e della rigenerazione. I chiodi apparivano neri, come di ferro, mentre la ferita del fianco era rossa e, ridotta quasi a forma di cerchietto per il contrarsi della carne, aveva l'aspetto di una rosa bellissima. Le altre parti della sua carne, che prima per le malattie e per natura tendevano al nero, splendevano bianchissime, anticipando la bellezza del corpo spiritualizzato.

MEDITAZIONE
Se riponiamo la nostra fiducia nelle realtà materiali di cui il denaro è il simbolo, esso diventerà il nostro dio e noi saremo suoi schiavi. Abbiamo un amore smisurato per una vita che non ci appartiene. Guardiamo al concreto, all’immediato, come se la nostra vita fosse ristretta al tempo che ci è dato di trascorrere su questa terra. E la preghiera è una preghiera sbagliata perché è tutta improntata a questo scopo. …ed è totalmente diversa da quella che ci ha insegnato Gesù. Se invece sapremo confidare nel Padre e adeguarci in tutto alla sua volontà, allora saremo veri figli di Dio e il necessario non ci mancherà mai. La fiducia concreta, immediata, nella provvidenza, ci dà il desiderio di ringraziare per ciò che abbiamo ricevuto, per corrispondere all’amore di Dio, per cooperare con le nostre azioni ai meriti di Gesù a favore delle anime, per il trionfo della sua gloria, anche in questo mondo che sembra asservito al volere di satana. Imitiamo san Francesco nella fede. Coraggio, abbiamo fiducia, l’ha detto Gesù: “Le porte dell’inferno non prevarranno”.

PREGHIERA
O Dio, creatore del mondo, Tu hai rivestito splendidamente i gigli del campo, e il tuo Figlio ce li ha indicati come un segno della tua sollecitudine per noi. Ravviva la nostra fede, nella tua bontà, e donaci, nonostante le preoccupazioni della vita, di cercare prima di tutto il Regno e la sua giustizia. Per Gesù Cristo nostro Signore

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 Giugno 2015

Venerdì 19 Giugno 2015

Matteo 6, 19-23 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XV,1 : FF 1246
1246 1. Francesco, servo e amico dell'Altissimo, fondatore e guida dell'Ordine dei frati minori, campione della povertà, forma della penitenza, araldo della verità, specchio di santità e modello di tutta la perfezione evangelica, prevenuto dalla grazia celeste, con ordinata progressione, partendo da umili inizi raggiunse le vette più sublimi. Dio che aveva reso mirabilmente risplendente, in vita, 4uest'uomo ammirabile, ricchissimo per la povertà, sublime per l'umiltà, vigoroso per la mortificazione, prudente per la semplicità e cospicuo per l'onestà d'ogni suo comportamento, lo rese incomparabilmente più risplendente dopo la morte. L'uomo beato era migrato dal mondo; ma quella sua anima santa, entrando nella casa dell'eternità e nella gloria del cielo, per bere in pienezza alla fonte della vita, aveva lasciato ben chiari nel corpo alcuni segni della gloria futura: quella carne santissima che, crocifissa insieme con i suoi vizi, già si era trasformata in nuova creatura, mostrava agli occhi di tutti, per un privilegio singolare, I'effige della Passione di Cristo e, mediante un miracolo mai visto, anticipava l'immagine della resurrezione.

MEDITAZIONE
La ricchezza che gli uomini apprezzano può essere loro tolta in qualsiasi momento. Il solo valore che rimane in eterno è quello di un cuore fedele alla luce interiore che gli permette di distinguere il bene dal male. E quando scegliamo il BENE, Dio ci riempie di felicità: una grande gioia spirituale, interiore, che viene da Lui, e da Lui solo. Anzi, Francesco era convinto che la gioia è Dio stesso: FF 709
709

125. Questo Santo assicurava che la letizia spirituale è il rimedio più sicuro contro le mille insidie e astuzie del nemico. Diceva infatti: "Il diavolo esulta soprattutto, quando può rapire al servo di Dio il gaudio dello spirito. Egli porta della polvere, che cerca di gettare negli spiragli, per . quanto piccoli della coscienza e così insudiciare il candore della mente e la mondezza della vita. Ma--continuava-- se la letizia di spirito riempie il cuore, inutilmente il serpente tenta di iniettare il suo veleno mortale. I demoni non possono recare danno al servo di Cristo, quando lo vedono santamente giocondo. Se invece l'animo è malinconico, desolato e piangente, con tutta facilità o viene sopraffatto dalla tristezza o è trasportato alle gioie frivole ".

Per questo il Santo cercava di rimanere sempre nel giubilo del cuore, di conservare l'unzione dello spirito e l'olio della letizia. Evitava con la massima cura la malinconia, il peggiore di tutti i mali, tanto che correva il più presto possibile all'orazione, appena ne sentiva qualche cenno nel cuore.

"Il servo di Dio--spiegava--quando è turbato, come capita, da qualcosa, deve alzarsi subito per pregare, e perseverare davanti al Padre Sommo sino a che gli restituisca la gioia della sua salvezza. Perché, se permane nella tristezza, crescerà quel male babilonese e, alla fine, genererà nel cuore una ruggine indelebile, se non verrà tolta con le lacrime.

PREGHIERA
Sono molti, Signore, i tesori a cui siamo attaccati sulla terra, e anche il più povero di noi si aggrappa gelosamente a quel poco che possiede. Rivolgi il nostro cuore a te, sorgente della carità, perché ci preoccupiamo di cercare gli unici tesori che rimangono, quelli dell’amore verso i fratelli e verso di te, che colmerai ogni nostra attesa, nei secoli dei secoli.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.




mercoledì 10 giugno 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 Giugno 2015


Giovedì 11 Giugno 2015

Matteo 10, 7-13
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII, 10: FF 1236
1236 Ecco: attraverso le sei apparizioni della Croce, che in modo mirabile e secondo un ordine progressivo furono mostrate apertamente in te e intorno a te, ora tu sei giunto, come per sei gradi successivi, a questa settima, nella quale poserai definitivamente. La croce di Cristo, che ti fu proposta e che tu subito hai abbracciato agli inizi della tua conversione e che, da allora, durante la tua vita hai sempre portato in te stesso mediante una condotta degna d'ogni lode e hai sempre mostrato agli altri come esempio, sta a dimostrare con perfetta certezza che tu hai raggiunto definitivamente l'apice della perfezione evangelica. Perciò nessuno, che sia veramente devoto, può respingere questa dimostrazione della sapienza cristiana, seminata nella terra della tua carne; nessuno, che sia veramente umile, può tenerla in poca considerazione, poiché essa è veramente opera di Dio ed è degna di essere accettata da tutti.

MEDITAZIONE La vita del cristiano è, per sua natura, missionaria. Ciascuno di noi dovrebbe essere per gli altri una predica vivente, molto più efficace delle parole stesse. Il vero missionario, infatti, non è tanto colui che sa parlare ed evangelizzare i popoli lontani, quanto colui che ha capito una verità fondamentale: può dare solo chi comprende di aver ricevuto gratuitamente. Quando si restituisce agli altri l’amore e la fiducia che noi per primi abbiamo ricevuto, si sperimenta la gioia di testimoniare Gesù anche senza parlare.

PROLOGO FF 1020 “La grazia di Dio, nostro Salvatore, in questi ultimi tempi è apparsa nel suo servo Francesco, a tutti coloro che sono veramente umili e veramente amici della santa povertà”.
Francesco è l’Angelo del sesto sigillo, che sale dall’Oriente per segnare col segno del Tau, cioè della croce, gli eletti. Ecco il significato delle sei apparizioni della croce e della trasformazione di Francesco medesimo nel Crocifisso (settima immagine): esse confermano la prima visione, quella della sala piena d’armi col distintivo della croce, che la voce assegnava a Francesco come armi per il suo esercito.

PREGHIERA
Senza la tua grazia, Signore, non siamo capaci di riconciliarci col nostro fratello o col nostro avversario. Perdona il nostro egoismo e donaci il coraggio dell’amore, perché possiamo presentare con tutta sincerità la nostra offerta in questa liturgia, in attesa di cantare per sempre le tue gioie nella liturgia eterna. Te lo chiediamo per Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.


“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

martedì 9 giugno 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10 Giugno 2015

Mercoledì 10 Giugno 2015

Matteo 5, 17-19
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII, 10: FF 1235
1235 10. Ora si è compiuta veramente in te la prima visione che tu vedesti, secondo la quale tu, futuro capitano dell'esercito di Cristo, dovevi essere decorato con l'insegna delle armi celesti e con il segno della croce. Ora il fatto che tu, al principio della tua conversione, abbia avuto quella visione, in cui il tuo spirito fu trafitto dalla spada dolorosa della compassione e quell'altro, in cui hai udito quella voce scendere dalla croce, come trono sublime e segreto propiziatorio di Cristo, come tu stesso hai confermato con la tua sacra parola, risultano indubitabilmente veri. Ora resta confermato che furono vere rivelazioni celesti, e non frutto di fantasia, quelle che seguirono alla tua conversione: quella della croce, che frate Silvestro vide uscire in maniera mirabile dalla tua bocca, quella delle spade, che il santo frate Pacifico vide trapassare il tuo corpo in forma di croce; quella in cui l'angelico frate Monaldo con chiarezza ti vide librato nell'aria in forma di croce, mentre Antonio, il Santo, predicava sulla scritta posta in cima alla croce. Ora, finalmente, verso il termine della tua vita, ti viene mostrato il Cristo contemporaneamente sotto la figura eccelsa del Serafino e nell'umile effige del Crocifisso, che infiamma d'amore il tuo spirito e imprime nel tuo corpo i sigilli, per cui tu vieni trasformato nell' altro Angelo, che sale dall'oriente e porti in te il segno del Dio vivente. Tutto questo da una parte conferisce la garanzia della credibilità alle visioni precedenti, mentre dall'altra riceve da essa la prova della veridicità.

MEDITAZIONE
Essere fedeli a Dio non significa attenersi all’una o all’altra delle prescrizioni contenute nella legge di Mosè: significa essere docili allo Spirito di quel Dio che i profeti hanno fatto conoscere a poco a poco a Israele, e che Gesù rivela con pienezza. Il Cristo non contraddice Mosè, lo supera. Gesù va al di là della legge, non contro di essa. Ciò che Gesù è venuto a ricordare è che la legge mosaica dei comandamenti ha un significato se viene osservata nel suo spirito originario e non come puro fatto esteriore. Compendio sommo di tutta la legge è l’amore: non dimentichiamo mai che alla fine della vita saremo giudicati sull’amore, e tale giudizio sarà molto esigenze. Tutto l’amore che Dio ha riversato su di noi richiede una risposta seria, perché anche noi possiamo giungere alla pienezza di carità raggiunta da Francesco.

PREGHIERA
Signore Dio, insegnaci a non disprezzare nessuno dei tuoi comandamenti, neppure quelli che ci sembrano di poca importanza. Ma liberaci anche da qualsiasi forma di legalismo, perché non sull’osservanza della legge, ma sulla qualità del nostro amore saremo giudicati prima di entrare nel Regno dei Cieli per sempre.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

lunedì 8 giugno 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 Giugno 2015


Martedì 9 Giugno 2015

Matteo 5, 13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII, 9: FF 1234
1234 9. Orsù, dunque, o valorosissimo cavaliere di Cristo brandisci le armi del tuo stesso invittissimo Capitano: cosi splendidamente armato, sconfiggerai tutti gli avversari. Brandisci il vessillo del Re altissimo: alla sua vista, tutti i combattenti dell'esercito di Dio ritroveranno coraggio. Ma brandisci anche il sigillo di Cristo, il pontefice sommo: con questa garanzia le tue parole e le tue azioni saranno da tutti e a piena ragione ritenute irreprensibili e autentiche ! Ormai, nessuno ti deve recare molestia per le stimmate del Signore Gesù, che porti nel tuo corpo; anzi ogni servitore di Cristo è tenuto a venerarti con tutto l'affetto. Ormai, per questi segni certissimi, non solo confermati a sufficienza da due o tre testimoni, ma confermati in sovrabbondanza da prove innumerevoli, gli insegnamenti di Dio in te e per te si sono dimostrati veracissimi e tolgono agli increduli ogni velo di scusa, rinsaldano nella fede i credenti, li elevano con la fiducia della speranza, li infiammano col fuoco della carità.

MEDITAZIONE
Per essere discepoli del Cristo, non basta conoscerlo o ascoltarlo: bisogna anche essere missionari del Vangelo, e farlo conoscere attraverso una vita che riveli al mondo il sapore e la luce del Vangelo. Gesù ci ama e ci stima: Egli sa che abbiamo un grandissimo potenziale d’amore e di bene che possiamo diffondere in mezzo agli altri. Essere sale e luce vuol dire avere le loro stesse caratteristiche: sono cose semplici e quotidiane, ma guai se dovesse mancare la luce del sole, o il sale nelle pietanze…Dio ci ha chiamati ad essere suoi collaboratori, anzi, in qualche modo siamo come Lui, che è la luce del mondo….Possano dire a noi, come a Francesco: “….., gli insegnamenti di Dio in te e per te si sono dimostrati veracissimi e tolgono agli increduli ogni velo di scusa, rinsaldano nella fede i credenti, li elevano con la fiducia della speranza, li infiammano col fuoco della carità”.

PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, sei Tu il sale della terra e la luce del mondo, ma nella tua bontà hai voluto che lo fossero anche i tuoi discepoli. Rendili trasparenti alla tua luce e al tuo amore, Tu che vivi con il Padre e con lo Spirito Santo , nei secoli dei secoli.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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domenica 7 giugno 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 8 Giugno 2015

Lunedì 8 Giugno 2015

Matteo 5, 1-1

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII,8: FF 1233
1233 Ma la ferita del costato la nascondeva con tanta premura, che nessuno la poté osservare, mentre era in vita, se non furtivamente. Uno dei frati, che era solito servirlo con molto zelo, lo persuase una volta, con pia astuzia, a lasciarsi togliere la tonaca, per ripulirla. Così, guardando con attenzione, poté vedere la piaga: la toccò rapidamente con tre dita e poté misurare, a vista e al tatto, la grandezza della ferita. Con analoga astuzia riuscì a vederla anche il frate che era allora suo vicario. Un frate suo compagno, di ammirevole semplicità, mentre una volta gli frizionava le spalle malate, facendo passare la mano attraverso il cappuccio, la lasciò scivolare per caso sulla sacra ferita, procurandogli intenso dolore. Per questa ragione il Santo portava, da allora, mutande così fatte che arrivavano fino alle ascelle e proteggevano la ferita del costato. I frati che gli lavavano le mutande e gli ripulivano di quando in quando la tonaca, trovavano quegli indumenti arrossati di sangue e così, attraverso questa prova evidente, poterono conoscere, senza ombra di dubbio, I'esistenza della sacra ferita, che, poi, alla sua morte, insieme con molti altri, poterono venerare e contemplare a faccia svelata

MEDITAZIONE
Gesù porta agli uomini la felicità a cui Dio li chiama. Bisogna però che essi siano disponibili a riceverla. Fin dall’inizio del suo primo discorso, quindi, il Cristo proclama chi potrà godere del dono da Lui offerto a tutti gli uomini. Per amore di Gesù il cristiano deve soggiacere alle ingiustizie e chiudere gli occhi di fronte alla cattiveria? Gesù desidera che il cristiano assuma un modo di comportarsi completamente diverso: di fronte all’ingiustizia e al sopruso, deve saper brillare per sconfiggere la cattiveria con la forza inerme dell’amore. L’amore vince sempre, anche se passa attraverso strade differenti rispetto ad ogni logica umana: è quella la vera vittoria. Francesco aveva capito che non solo dobbiamo perdonare, ma addirittura siamo chiamati a dare. E che cosa? Il dono più bello e gratuito: la preghiera. Nelle Ammonizioni (FF 56) Francesco così ammonisce i suoi frati:
[56] O frati tutti, riflettiamo attentamente che il Signore dice: "Amate i vostri nemici e fate del bene a quelli che vi odiano", poiché il Signore nostro Gesù Cristo, di cui dobbiamo seguire le orme, chiamò amico il suo traditore e si offrì spontaneamente ai suoi crocifissori. Sono, dunque, nostri amici tutti coloro che ingiustamente ci infliggono tribolazioni e angustie, ignominie e ingiurie, dolori e sofferenze, martirio e morte, e li dobbiamo amare molto poiché, a motivo di ciò che essi ci infliggono, abbiamo la vita eterna. Con il suo stesso amore e la sua stessa generosità preghiamo sempre per chi ci ha causato sofferenza.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, il tuo Figlio è venuto ad annunciare l’avvento di un mondo nuovo in cui i poveri sono ricchi, quelli che piangono possiedono la gioia e quelli che hanno fame di giustizia sono saziati. Aprici veramente a questa nuova legge, così sconcertante per il nostro limitato modo di vedere, e donaci un cuore puro, perché possiamo contemplarti faccia a faccia. Per Gesù Cristo, nostro Signore.



“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.
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