giovedì 14 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 15 Maggio 2015




Venerdì 15 Maggio 2015

Giovanni 16, 20-23°
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XII,1: FF 1203-1204
EFFICACIA NELLA PREDICAZIONE E GRAZIA DELLE GUARIGIONI 1203 1. Francesco, servitore e ministro veramente fedele di Cristo, tutto volendo compiere con fedeltà e perfezione, si sforzava di praticare soprattutto quelle virtù che sapeva maggiormente gradite al suo Dio, come aveva appreso per dettame dello Spirito Santo. 1204 A questo proposito, si trovò una volta fortemente angosciato da un dubbio, che per molti giorni espose ai frati suoi familiari, quando tornava dall'orazione, perché l'aiutassero a scioglierlo. “ Fratelli - domandava - che cosa decidete? Che cosa vi sembra giusto?: che io mi dia tutto all'orazione o che vada attorno a predicare? Io, piccolino e semplice, inesperto nel parlare, ho ricevuto la grazia dell'orazione più che quella della predicazione. Nell'orazione, inoltre, o si acquistano o si accumulano le grazie; nella predicazione, invece, si distribuiscono i doni ricevuti dal cielo. Nell'orazione purifichiamo i nostri sentimenti e ci uniamo con l'unico, vero e sommo Bene e rinvigoriamo la virtù; nella predicazione, invece, lo spirito si impolvera e si distrae in tante direzioni e la disciplina si rallenta. Finalmente, nella orazione parliamo a Dio, lo ascoltiamo e ci tratteniamo in mezzo agli angeli; nella predicazione, invece, dobbiamo scendere spesso verso gli uomini e, vivendo da uomini in mezzo agli uomini, pensare, vedere, dire e ascoltare al modo umano. Però, a favore della predicazione, c'è una cosa, e sembra che da sola abbia, davanti a Dio, un peso maggiore di tutte le altre, ed è che l'Unigenito di Dio, sapienza infinita, per la salvezza delle anime è disceso dal seno del Padre, ha rinnovato il mondo col suo esempio, parlando agli uomini la Parola di salvezza e ha dato il suo sangue come prezzo per riscattarli, lavacro per purificarli, bevanda per fortificarli, nulla assolutamente riservando per se stesso, ma tutto dispensando generosamente per la nostra salvezza. Ora noi dobbiamo fare tutto, secondo il modello che vediamo risplendere in Lui, come su un monte eccelso. Perciò sembra maggiormente gradito a Dio, che io lasci da parte il riposo e vada nel mondo a lavorare ”. Per molti giorni ruminò discorsi di questo genere con i frati; ma non riusciva ad intuire con sicurezza la strada da scegliere, quella veramente più gradita a Cristo. Lui, che mediante lo spirito di profezia veniva a conoscere cose stupefacenti, non era capace di risolvere con chiarezza questo interrogativo da se stesso: la Provvidenza di Dio preferiva che fosse una risposta venuta dal cielo a mostrare l'importanza della predicazione e che il servo di Cristo si conservasse nella sua umiltà.

MEDITAZIONE
C’è sofferenza e gioia per la nascita di un mondo nuovo. La gioia promessa da Gesù ai suoi discepoli fiorirà al termine di un parto doloroso, immagine del mistero pasquale. Come Gesù, anche il cristiano non deve tirarsi indietro di fronte alla sofferenza, quando questa è necessaria per la crescita del Vangelo. Ci sono delle gioie per le quali siamo disposti a sacrificare tutto pur di ottenerle, ma poi ci accorgiamo che, una volta ottenute, non ci appagano fino in fondo. Oppure quella serenità che abbiamo cercato di costruire con tanto sforzo, ci viene rubata in un attimo da situazioni avverse che ci lasciano vuoti e tristi. Ma c’è una gioia che nessun evento o persona può portarci via: è la gioia che dona Gesù con la sua presenza, anche quando siamo immersi in situazioni difficili o dolorose. Quando c’è Lui, si vive in una pienezza d’amore e di vita tale che essa si diffonde e si irradia intorno a noi. Nonostante gli eventi a volte possano far pensare il contrario, è sempre Gesù che guida il cammino di chi ha fede in Lui e suggerisce le parole giuste da dire al momento opportuno. Francesco ne è l’esempio.

PREGHIERA
Signore, nonostante la vita nuova che abbiamo ricevuto nel Battesimo, spesso ci sentiamo stretti dall’angoscia in un mondo senza gioia. Aiutaci ad accettare la fatica e la sofferenza della costruzione di un mondo nuovo, aperto alla vita dello Spirito. Tu che vivi e regni con Lui nella gioia eterna, per i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 13 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 14 Maggio 2015


Giovedì 14 Maggio 2015

Giovanni 15, 9-17

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,14: FF 1202
Come, poi, egli sia apparso miracolosamente a persone da cui si trovava lontano, ce lo hanno detto con evidenza le pagine precedenti. Basta richiamare alla memoria come, assente, egli comparve ai frati, trasfigurato su un carro di fuoco e come si fece vedere presente, in figura di croce, ai capitolari di Arles. Si deve credere che questi fatti siano avvenuti per disposizione divina, nel senso che quel suo meraviglioso comparire in vari luoghi con la sua persona fisica stava ad indicare palesemente come il suo spirito era in perfetta comunione con la Luce della eterna Sapienza, quella Sapienza che è più nobile d'ogni moto e penetra dappertutto per la sua purezza, si comunica alle anime sante e forma gli amici di Dio e i profeti. Infatti l'eccelso Dottore suole rivelare i suoi misteri ai semplici e ai piccoli, come abbiamo visto dapprima in Davide, il più sublime tra i profeti, e, successivamente, in Pietro, il principe degli apostoli e, finalmente, in Francesco, il poverello di Cristo. Erano, essi, semplici e illetterati; ma lo Spirito Santo con il suo magistero li rese illustri: Davide, pastore, perché pascesse il gregge della Sinagoga, liberato dall'Egitto; Pietro, il pescatore, perché riempisse le reti della Chiesa con una moltitudine di credenti, Francesco, il mercante, perché, vendendo e donando tutto per Cristo, comprasse la perla della vita evangelica.

MEDITAZIONE
La morte di Gesù ha gettato i discepoli nella tristezza, mentre i suoi nemici sembrano trionfare. Ma

 

questa morte non è che un passaggio. Gesù annuncia con parole velate la risurrezione e la gloria che lo attendono, e che procureranno ai discepoli una gioia senza fine. Nelle parole di Gesù è racchiuso il culmine della rivelazione di Dio: Dio è amore, ed Egli lo dimostra rivelando la sua verità sconvolgente nella sua semplicità. Per quanto possiamo credere di dare amore a Dio, la nostra rimane sempre una risposta ad un’iniziativa che è partita da Lui. Egli ci ha amati creandoci, ci ha amati rendendoci suoi figli adottivi, continua ad amarci per primo perché, nonostante i nostri peccati, Egli continua a nutrirci di Sé con l’Eucaristia. Come si può avere dubbi sul suo amore per noi? Solo se nella fede ci apriamo al dono di Dio, saremo pronti per ricevere lo Spirito Santo e vivere in intimità con Dio come Francesco: infatti “come il suo spirito era in perfetta comunione con la Luce della eterna Sapienza, quella Sapienza che è più nobile d'ogni moto e penetra dappertutto per la sua purezza, si comunica alle anime sante e forma gli amici di Dio e i profeti”.

PREGHIERA
Signore Gesù, noi facciamo molta fatica a comprendere il mistero della tua croce. Ogni sofferenza, e quindi anche la tua, è per noi un problema insolubile. Non tardare troppo a manifestarci il tuo trionfo sul male, perché la nostra tristezza possa finalmente cambiarsi in gioia, oggi e sempre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 12 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13 Maggio 2015

Mercoledì 13 Maggio 2015
B.V.MARIA DI FATIMA

Giovanni 16,12-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,13: FF 1201
1201 Una volta andarono da lui due frati della Terra di Lavoro, il più vecchio dei quali, durante il viaggio, aveva dato non poco scandalo al più giovane. Quando furono davanti al Padre, egli chiese al più giovane come si era comportato con lui il frate suo compagno. E quello rispose: “ Sì, sì: abbastanza bene ”. Ma Francesco replicò: “ Sta attento, fratello, a non mentire, sotto pretesto di umiltà! Perché io so, io so. Ma aspetta un po' e vedrai! ”. Il frate rimase enormemente meravigliato: come mai il Santo aveva potuto conoscere in ispirito cose avvenute così lontano? Di lì a pochi giorni lascia l'Ordine e se ne va fuori, colui che aveva dato scandalo al fratello, non aveva chiesto perdono al Padre e non aveva ricevuto il necessario ammaestramento della correzione. Due cose risultarono ben chiare contemporaneamente nella fine disastrosa di uno solo: quanto siano giusti i castighi di Dio e quanto fosse penetrante lo spirito profetico di Francesco.

MEDITAZIONE
Lo Spirito che Gesù promette ai discepoli non sarà portatore di un insegnamento diverso dal suo, ma li guiderà a scoprire tutta la verità a proposito della sua vita e della sua morte. Per questo Gesù dice: “Egli mi glorificherà”. Lo Spirito Santo, secondo le parole di Gesù, ha un compito insostituibile. E’ quello di accompagnare e di guidare il credente alla verità tutta intera. In realtà non è che Gesù non abbia detto tutto: quello che manca è la comprensione profonda delle sue parole e della sua vita. Dunque, lo Spirito ci viene incontro per introdurci sempre di più nelle parole di Gesù, per farcene vivere l’essenza. Tu, fratello, hai mai pregato lo Spirito perché venga a riscaldare le profondità del tuo cuore? Solo così potrai camminare verso la verità tutta intera. Imita Francesco , il cui supremo proposito era di seguire Cristo e, ispirato dallo Spirito Santo, di imitarne gli esempi. Vivere integralmente la vita cristiana consiste nella imitazione di Gesù anche per te. Misurati su questo metro, i battezzati si distinguono in due gruppi: i santi mancati che non hanno attuato il “rinnega te stesso” e i “santi veri” che lo hanno fatto. Tu, in quale gruppo vuoi collocarti?

PREGHIERA
Ci sono molte verità, Signore, di cui non siamo capaci di portare il peso, per la ristrettezza del nostro spirito e la scarsità della nostra fede. Mandaci lo Spirito di verità, che ci guidi a poco a poco alla verità tutta intera: la verità su di noi stessi, creature destinate alla morte eppure chiamate alla vita e all‘amore, e la verità su di te e sul
Padre, che conosceremo nei secoli dei secoli.


 




ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 11 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 12 Maggio 2015

Martedì 12 Maggio 2015
S. LEOPOLDO MANDIC

Giovanni 16, 5-11
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,12: FF 1200
1200 Un'altra volta capitò che due frati, da paesi lontani, si recassero all'eremo di Greccio, per vedere di persona l'uomo di Dio e portarne via con sé la benedizione che già da lungo tempo desideravano. Ma, giunti sul posto, non lo trovarono, perché dal luogo comune si era già ritirato in cella. Già se ne ripartivano sconsolati, quando, mentre si allontanavano, egli, contro ogni sua abitudine, uscì dalla cella, e, benché non avesse potuto in alcun modo, con mezzi umani, sentirli arrivare e partire, li chiamò, gridando dietro di loro ad alta voce, e li benedisse in nome di Cristo, tracciando il segno della croce. Proprio come loro avevano desiderato.

MEDITAZIONE
Lo Spirito permetterà ai discepoli di continuare la missione di Gesù, rivelando il suo mistero al mondo. Il suo ruolo consisterà nel mettere in luce la giustizia del Signore, e quindi il peccato di coloro che si rifiutano di accogliere il suo insegnamento. La sua opera sarà rivolta a sconfiggere il male che domina nel mondo. Quando un pensiero triste occuperà la nostra mente, ricordiamoci le seguenti parole: “Io non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani”.(Is 49,15-16).Francesco non sopportava di vedere la tristezza negli occhi dei suoi compagni. Un giorno disse a un frate triste: "Il servo di Dio non deve mostrarsi agli altri triste e rabbuiato, ma sempre sereno. Ai tuoi peccati, riflettici nella tua stanza e alla presenza di Dio piangi e gemi. Ma quando ritorni tra i frati, lascia la tristezza e conformati agli altri ".


 

PREGHIERA
Quando la tristezza colma il nostro cuore, aiutaci, Signore Gesù, a guardare con un certo distacco alla nostra  
sofferenza, e rendici capaci di scoprire come essa può aprirci allo Spirito, che Tu ci mandi dal Padre, perché ci colmi della sua eterna gioia, per i secoli dei secoli. 

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

domenica 10 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 Maggio 2015

Lunedì 11 Maggio 2015
S.IGNAZIO DA LACONI

Giovanni 15, 26-16,4°
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,11: FF 1199
1199 11 . Mentre, una volta, il suo vicario stava tenendo il Capitolo, Francesco se ne stava a pregare nella cella, quasi facendosi intermediario tra i frati e Dio. Ebbene, uno di questi frati, protetto dal mantelletto di qualcuno che lo difendeva, rifiutava di assoggettarsi alla disciplina. Il Santo vide in ispirito la scena, chiamò uno dei frati e gli disse: “ Fratello, ho visto sulla schiena di quel frate disobbediente un diavolo, che lo stringeva al collo: soggiogato da un simile cavaliere, guidato dalle sue briglie e dai suoi incitamenti, egli disprezzava il freno dell'obbedienza. Ho pregato Dio per quel frate, e subito il demonio se n'è andato via scornato. Perciò va dal frate e digli che senza indugio pieghi il collo sotto la santa obbedienza ”. Ammonito per ambasciatore, il frate si convertì immediatamente a Dio e si gettò umilmente ai piedi del vicario.

MEDITAZIONE
Lo Spirito dona ai discepoli di proclamare il mistero di Gesù. Questo annuncio avviene tra difficoltà e persecuzioni, perché condanna un mondo che si chiude nel proprio rifiuto. Il destino dei discepoli di Gesù è tutt’altro che facile, né Gesù promette facili risultati: Egli avverte i suoi che per essi è prevista la persecuzione e la testimonianza suprema del martirio. L’intenzione di Gesù non è quella di spaventare i suoi amici: Egli invece vuole che essi capiscano la potenza dello Spirito Consolatore, nel quale troveranno forza per la loro azione apostolica. Ciò che il Maestro vuole evitare è lo scandalo in loro: la sofferenza nel nome di Gesù non deve impedire il cammino verso di Lui. Lo Spirito Santo continua ad operare nell’anima di Francesco nonostante i disagi, le malattie, e gli ostacoli della vita. Anzi, libero dalla propria volontà e dimentico di sé stesso, la sua umiltà e lo Spirito di preghiera lo rendevano così intimo a Dio che dava grande testimonianza di Dio stesso.

PREGHIERA
Signore, quando incontreremo ostilità o disprezzo perché vogliamo vivere secondo il tuo Vangelo, aiutaci a non scoraggiarci e a non dimenticare le tue parole. Mandaci dal Padre il Consolatore che ci darà la forza di rendere testimonianza a Te, che con il Padre e con lo Spirito vivi nella gloria infinita per i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10 Maggio 2015





Domenica 10 Maggio 2015

Giovanni 15, 9-17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,10: FF 1198
1198 10. C'era un frate, a giudicare dal di fuori, santissimo e veramente esemplare; ma amante delle singolarità. Dedicava tutto il suo tempo alla preghiera; osservava il silenzio con tale intransigenza che aveva preso l'abitudine di confessarsi non a parole, ma a cenni. Il padre santo si trovò a passare dal luogo dov'era questo frate e parlò di lui con gli altri confratelli. Tutti gli altri magnificavano questo tale con grandi panegirici; ma l'uomo di Dio replicò: “ Smettetela, fratelli, di lodarmi in costui le finzioni del diavolo. Sappiate che si tratta di tentazione diabolica e d'inganno frodolento ”. Male accolsero i frati questa risposta: secondo loro era impossibile che la falsità e la frode potessero imbellettarsi sotto tanti indizi di perfezione. Ma, di lì a non molti giorni, quando quel tale se ne andò dall'Ordine, fu ben chiaro a tutti che l'uomo di Dio aveva letto, col suo sguardo luminoso, nell'intimo segreto di quel cuore. Era questo il modo in cui egli prevedeva infallibilmente anche la caduta di molti, che sembravano star dritti come pure la conversione a Cristo di molti peccatori. Perciò sembrava che egli contemplasse ormai da vicino lo specchio della luce eterna, nel cui mirabile splendore l'occhio del suo spirito poteva vedere le cose fisicamente lontane come se fossero presenti.

MEDITAZIONE
Vi è una misura nell’amore? Secondo Gesù vi sono diversi livelli d’amore, ma quello oltre il quale non si può più andare, in quanto non vi è nulla di più grande, è il dono della propria vita per gli altri. Dare la vita per gli altri, proprio come ha fatto Lui. Eppure, non riusciamo ad immaginare in quanti modi ciò si può realizzare: per qualcuno il dono supremo avviene per mezzo del martirio cruento, ma per molti altri questo dono si consuma nel silenzio di una quotidianità che non è meno eroica della prima. Per Francesco nessun uomo era estraneo: non importa se parente o no, se antipatico o no, se moralmente degno di aiuto o no. Nella preghiera aveva un profondo desiderio di Dio ed esprimeva l’amore per il suo Creatore e per ogni creatura. Si riteneva sempre peccatore e lo lodava e ringraziava Dio per averci amato creandoci, per averci resi suoi figli adottivi e continua ad amarci per primo perché nonostante i nostri peccati continua a nutrirci di Sé.

PREGHIERA
O Dio, che ci hai amati per primo
e ci hai donato il tuo Figlio,
perché riceviamo la vita per mezzo di lui,
fa’ che nel tuo Spirito
impariamo ad amarci gli uni gli altri
come lui ci ha amati,
fino a dare la vita per i fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
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venerdì 8 maggio 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 Maggio 2015

Sabato 9 Maggio 2015

Giovanni 15, 18-21
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura XI,9: FF 1196
1196 9 Un frate, devoto a Dio e al servo di Cristo, andava rimuginando nel cuore questo suo pensamento: sarà degno della grazia del cielo colui al quale il Santo concede la sua familiarità e il suo affetto; invece colui che il Santo tratta come un estraneo, lo si deve considerare escluso dal numero degli eletti. Tormentato spesso da questa idea conturbante bramava ardentemente che l'uomo di Dio gli accordasse la sua familiarità, e tuttavia non svelava a nessuno il segreto del suo cuore. Ma il padre pietoso lo chiamò dolcemente a se e gli parlò così: "Non ti turbi alcun pensiero, o figlio, perché io ti ritengo il più caro tra tutti quelli che mi sono particolarmente cari e volentieri ti faccio dono della mia familiarità e del mio amore". Il frate ne fu meravigliato e, divenuto da allora ancor più devoto, non solo crebbe nell'amore verso il Santo, ma, per opera e grazia dello Spirito Santo, si arricchì di doni sempre maggiori. 1197 Al tempo in cui, sul monte della Verna, se ne restava rinchiuso nella cella, uno dei suoi compagni sentiva un gran desiderio di avere la Francesco qualche scritto con le parole del Signore, firmate di sua propria mano. Aveva la convinzione che con questo mezzo avrebbe potuto eliminare o almeno, certo, sopportare con minore pena la grave tentazione da cui era tormentato: tentazione non di sensi ma di spirito. Languiva per tale desiderio e si sentiva interiormente angustiato; ma si lasciava vincere dalla vergogna e non osava confidare la cosa al reverendo padre. Ma quello che non disse l'uomo, lo rivelò lo Spirito. Francesco, infatti, ordinò a quel frate di portargli inchiostro e carta e vi scrisse le Lodi del Signore, firmandole con la benedizione di propria mano, e gli disse: “ Prendi questo bigliettino e custodiscilo con cura fino al giorno della tua morte ”. Prende, il frate, quel dono tanto desiderato e immediatamente sente svanire tutta quella tentazione. La lettera viene conservata, e, in seguito, servì a compiere cose meravigliose, a testimonianza delle virtù di Francesco.

MEDITAZIONE
Io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Gesù dice questo per farci capire che un cristiano non può pensare di percorrere una strada diversa da quella seguita dal Cristo nella sua lotta contro il peccato, in mezzo alle prove e alle contraddizioni. Gesù non promette ai suoi una vita facile. Il mondo, inteso come regno del maligno, resta ostile a Lui e a coloro che sono suoi discepoli. Nelle parole del Maestro qualcosa infonde grande pace: i suoi discepoli sono stati scelti personalmente da Lui, per cui essi non devono temere nulla, poiché la sua mano è su di loro per proteggerli. Anche Francesco aveva a cuore il benessere dei suoi compagni. Per rallegrare il cuore di Dio si impegnava nel sorridere sempre, sforzandosi di cogliere il bene negli altri e di fare contenti quelli che lo circondavano.

PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, nel mondo di oggi il messaggio cristiano incontra spesso un’indifferenza più scoraggiante di un atteggiamento di aperta ostilità. Donaci la forza e la circostanza necessaria per affrontare questa realtà, ricordando la persecuzione che Tu hai dovuto subire per entrare nella gloria.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen