giovedì 7 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7 GIUGNO 2018

una foto.
2 h
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 158
GIOVEDI' 7 GIUGNO 2018
S.ANTONIO GIANELLI
MARCO 12, 28b-34
Non c’è altro comandamento più grande di questi.
+ In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 795
Un frate aveva in monastero due figlie di perfetta condotta religiosa. Un giorno si offrì volentieri per portare là un piccolo e povero dono da parte del Santo, ma questi lo riprese con estrema durezza, con parole che qui non posso riferire. E così, il dono fu inviato per mezzo di un altro, che non voleva saperne, ma poi accondiscese.

Un altro frate d'inverno, mosso da compassione, si recò ad un altro monastero, non tenendo conto della proibizione del Santo, così tassativa. Quando Francesco lo venne a sapere, lo fece camminare senza tonaca per parecchie miglia, nel freddo intensissimo della neve.
MEDITAZIONE
Dio ci ha creati per l’amore. Ha fatto in modo che tutto in noi, il nostro corpo come il nostro spirito, la nostra sensibilità come la nostra volontà, la nostra anima come il nostro cuore, tutto il nostro essere, insomma, potesse amare. Ma, più noi procediamo nella vita, più facciamo prova di come sia difficile amare, amare veramente e disinteressatamente, amare profondamente e sinceramente Dio e il prossimo. Dobbiamo capire che il solo modo di imparare ad amare è quello di lasciarci amare da Dio, poiché non si può amare se non essendo amati, e non c’è altri che Dio che possa amarci veramente, perché egli è l’unico Signore ed è Amore. “Una volta andava solingo nei pressi della chiesa di Santa Maria della Porziuncola, piangendo e lamentandosi a voce alta. Un uomo pio, udendolo, suppose ch’egli soffrisse di qualche malattia o dispiacere e, mosso da compassione, gli chiese perché piangeva così. Disse Francesco: «Piango la passione del mio Signore. Per amore di lui non dovrei vergognarmi di andare gemendo ad alta voce per tutto il mondo». Allora anche l’uomo devoto si unì al lamento di Francesco”. (FF. n. 1413)

PREGHIERA
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 6 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 6 GIUGNO 2018




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 157

MERCOLEDI' 6 GIUGNO 2017
S.NORBERTO

MARCO 12,18-27
Non è Dio dei morti, ma dei viventi!

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
Parola del Signore

VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 794

205. E poiché i frati un giorno mostravano meraviglia, perché non visitasse più spesso personalmente quelle ancelle di Cristo, così sante, rispose: "Non crediate, carissimi, che io non le ami pienamente. Se infatti fosse una colpa prendersi cura di loro in Cristo, non sarebbe ancora più grave l'averle sposate a Cristo? Non averle chiamate, certo, non sarebbe stata colpa, ma non averne cura dopo averle chiamate, sarebbe enorme crudeltà. Ma vi do l'esempio perché anche voi facciate come io ho fatto. Non voglio che alcuno si offra spontaneamente a fare loro visita, ma ordino che siano incaricati del loro servizio quelli che lo fanno contro voglia e sono maggiormente riluttanti, e soltanto persone di spirito, provati da una degna e lunga vita religiosa". 

MEDITAZIONE
Gesù non è un Dio dei morti ma dei viventi. Gesù stabilisce tutta la differenza tra la vita attuale e quella futura dei risorti.Il "Dio dei viventi" ci suggerisce che Egli non permette alla morte di dire l'ultima parola, sia per quanto riguarda il corpo, sia anche per lo spirito dell'uomo. Egli è per definizione "amante della vita". La nostra visione dell’aldilà, per quanto illuminata dalla fede e dalla rivelazione, è ancora incerta e parziale, ma Gesù stesso ci ha spiegato che nell’altra vita saremo come gli angeli di Dio e Dio stesso sarà la fonte inesauribile ed eterna della nostra felicità. Il desiderio d’immortalità è innato in noi, conseguire l’obiettivo finale è il nostro primo scopo di vita. E l’obiettivo finale è la santità, essere con Dio in eterno. San Francesco, ha accettato l'azione dello Spirito di Dio per trasformare la sua vita in cammino di risurrezione, per trasformare tutto se stesso, tutto l'uomo che era, e ottenere una nuova vita, una vita di figlio di Dio, pur ancora nella vita della carne. Dava il buon esempio ai suoi compagni e diceva;"Vi do l'esempio perché anche voi facciate come io ho
fatto". FF794.
Chiediamo a Gesù che ci faccia penetrare un po' di più nelle profondità del suo cuore, perché anche noi, come cristiani e francescani, siamo invitati a trasformare ogni sofferenza, ogni nostra via crucis" in via di risurrezione. 

PREGHIERA
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 5 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 5 GIUGNO 2018

 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 156
MARTEDI' 5 GIUGNO 2018
S.BONIFACIO-memoria-
MARCO 12,13-17
Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità.  È lecito o no pagare il tributo a Cesare?  Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 793
Non è giusto tralasciare il ricordo dell'edificio spirituale, molto più nobile di quello materiale, che il Padre dopo la riparazione della chiesa, innalzò in quel luogo sotto la guida dello Spirito Santo, per accrescere la città celeste.
E non si può credere che Cristo gli abbia parlato dal legno della Croce in un modo così stupendo da incutere timore e dolore in chi ne sente parlare, solo per riparare un'opera cadente, destinata a perire. Ma, come un tempo aveva predetto lo Spirito Santo, lì doveva sorgere un Ordine di sante vergini, destinato ad essere trasferito a suo tempo, come massa scelta di pietre vive, per restaurare la casa celeste.
Veramente, dopo che le vergini di Cristo cominciarono a raccogliersi in quel luogo provenendo da varie parti del mondo e vi fecero professione di somma perfezione osservando una povertà altissima, nello splendore di ogni virtù, il Padre sottrasse loro a poco a poco la sua presenza fisica. Tuttavia intensificò la sua premura amandole ancor più nello Spirito Santo.
Infatti, quando il Padre, dalle numerose prove di altissima perfezione che avevano date, le conobbe pronte a sostenere per Cristo ogni danno terreno ed ogni sacrificio e decise a non deviare mai dalle sante norme ricevute, promise fermamente a loro ed alle altre, che avrebbero professata la povertà nella stessa forma di vita, che avrebbe dato il suo aiuto e consiglio e quello dei suoi frati in perpetuo. Finché visse, mantenne sempre scrupolosamente queste promesse e, prossimo a morire, comandò con premura che si continuasse sempre: perché, diceva, un solo e medesimo spirito ha fatto uscire i frati e quelle donne poverelle da questo mondo malvagio.
MEDITAZIONE
Nella vita ci sono situazioni non del tutto logiche, ma anche in esse i cristiani devono contribuire al bene dello stato in modo disinteressato, anche quando sono perseguitati, per partecipare alla bontà di Dio. San Pietro scrive nella sua prima lettera: "State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore", e aggiunge: "Comportatevi come uomini liberi,... come servitori di Dio". La coerenza della Chiesa non consiste nell'accettare tutto, ma solo a ciò che contribuisce al bene. Certo, questa è una vita travagliata, che si accetta con spirito evangelico per contribuire positivamente alla vita del paese, con il coraggio di aderire o di rifiutare le situazioni a seconda che rispondano o no al vero bene dell'uomo. Diceva Francesco:;"" State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseveratemsempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia! ”". FF1241.

PREGHIERA
Interceda per noi, Signore,
il santo vescovo e martire Bonifacio,
perché custodiamo con fierezza
e professiamo con coraggio
la fede che egli ha insegnato con la parola
e testimoniato con il sangue.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4 GIUGNO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 155
LUNEDI' 4 GIUGNO 2018
S.FRANCESCO CARACCIOLO
MARCO 12,1-12
Presero il figlio amato, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]: 
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. 
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. 
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. 
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1609
I CAVALIERI INVITATI A MENDICARE
1609 59. Dopo un soggiorno a Siena e a Celle di Cortona, venne Francesco presso la chiesa della Porziuncola, e di qui si recò poi nel luogo di Bagnara, sopra la città di Nocera, per dimorarvi. Colà era stata appena costruita una casa per i frati, e il Santo vi abitò molti giorni.Il suo stato si aggravò sensibilmente, avendo cominciato ad enfiarsi per l'idropisia i suoi piedi e anche le gambe. Quando gli assisani ne furono informati, mandarono in gran fretta a Bagnara dei cavalieri, con l'incarico di ricondurre il Santo ad Assisi, nel timore che venisse a morire lontano ed altri s'impossessassero del suo santo corpo. Mentre dunque riconducevano il malato, la comitiva fece una sosta per il desinare in un borgo del contado di Assisi. Francesco con i compagni si fermò nella casa d'un uomo del paese, che lo ricevette con molta gioia e affetto. Intanto, i cavalieri giravano per il borgo, per comprarsi delle provviste, ma non trovarono nulla. Tornati da Francesco, gli dissero in tono di scherzo: « Fratello, è necessario che ci diate delle vostre elemosine, poiché non ci riesce di trovare nulla da acquistare ». Francesco replicò loro con grande slancio spirituale: « Non avete trovato niente proprio perché confidate nelle vostre mosche, cioè nel denaro, e non in Dio. Ma tornate per le case dove siete passati per fare le compere, e senza vergognarvi domandate l'elemosina per amor di Dio. Il Signore ispirerà quelle persone, e riceverete in abbondanza ». Quelli andarono e chiesero l'elemosina, come aveva raccomandato il padre santo.Uomini e donne diedero loro generosamente e con la gioia più viva ciò che avevano. I cavalieri tornarono tutti contenti da Francesco, e gli raccontarono l'accaduto. Essi lo tennero per gran miracolo, giacché si era realizzato alla lettera quanto aveva loro predetto il Santo.

MEDITAZIONE
Gesù rivela per la prima volta il mistero della propria persona: Egli è il “Figlio prediletto” annunciato dai profeti e rifiutato, come loro, dai capi del popolo. Passando attraverso la morte, Egli compirà l'opera meravigliosa della salvezza dell'umanità, che grazie a Lui diventa la vigna feconda del Padre. Oggi, nell'oggi della nostra storia, siamo noi “la vigna” che il Padre vuole dissodare per rendere feconda; noi siamo il terreno che Lui vuole riempire di viti preziose, e le viti preziose sono coloro che si fanno piantare, innaffiare, potare: come Francesco. Egli non arrivò alla "mirabile conoscenza del mistero del Cristo" attraverso ricerche intellettuali, ma bensì mediante l'amore alla croce e la fedeltà alla fede, che lo porteranno sino alla perfetta santità.”Francesco era destinato dal Signore a questa missione: brandire il vessillo glorioso della Croce per infrangere la potenza del dragone maligno e illuminare i fedeli con le splendide luci della verità, contenuta nella sua vita e nella sua dottrina.” FF1346.

PREGHIERA
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

domenica 3 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 3 GIUGNO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 154
DOMENICA 3 GIUGNO 2018
SS.CORPO E SANGUE DI CRISTO-solennità-proprio
MARCO 14,12-16. 22-26
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.
+ Dal Vangelo secondo Marco
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Parola del Signore
Leggenda Maggiore di San Bonaventura XIII,8: FF 1232
1232 8. Grande era la cura che egli metteva nel nascondere il tesoro scoperto nel campo; ma non poté impedire che alcuni vedessero le stimmate delle mani e dei piedi, benché tenesse le mani quasi sempre coperte e, da allora, andasse con i piedi calzati. Videro, durante la sua vita, molti frati: uomini già per se stessi in tutto e per tutto degni di fede a causa della loro santità eccelsa, essi vollero tuttavia confermare con giuramento, fatto sopra i libri sacri, che così era e che così avevano visto. Videro anche, stante la loro familiarità con il Santo alcuni cardinali e resero testimonianza alla verità sia con la parola sia con gli scritti, intessendo veridicamente le lodi delle sacre stimmate in prose rimate, inni ed antifone, che pubblicarono in suo onore. Anche il sommo pontefice, papa Alessandro, predicando al popolo, in presenza di molti frati, fra cui c'ero anch'io affermò di aver potuto osservare quelle stimmate sacre con i propri occhi, mentre il Santo era in vita. Videro, alla sua morte, più di cinquanta frati, e Chiara la vergine a Dio devotissima, con le altre sue suore, nonché innumerevoli secolari. Molti di essi, come si dirà a suo luogo, mentre le baciavano per devozione, le toccarono anche ripetutamente, per averne una prova sicura

MEDITAZIONE
L’Eucaristia ci ricorda la vita di Gesù offerta in sacrificio per tutti gli uomini. In Cristo si è compiuto un fatto irripetibile: nell’Eucaristia si identificano contemporaneamente il sacerdote e il sacrificio, offerto sull’altare della croce. Come giustamente dice sant’Agostino, quando ci nutriamo del Pane eucaristico, non siamo noi ad assimilarlo a noi come facciamo con ogni cibo, ma è l’Eucaristia che ci assimila a sé e ci rende “creatura nuova”. Chi si nutre del Pane eucaristico non può più vivere per sé stesso: come Gesù Cristo anche noi siamo invitati ad unirci a quel sacrificio per donare la nostra vita come ha fatto Lui. Nell’Eucaristia Gesù, per amore, dona tutto sé stesso: quando partecipiamo alla Messa, riflettiamo mai su questo dono infinito? Nelle Ammonizioni di San Francesco, troviamo scritto: (FF 142-143-144-145)
[142] 3 Perciò tutti coloro che videro il Signore Gesù secondo l'umanità, ma non videro né credettero, secondo lo spirito e la divinità, che egli è il vero Figlio di Dio, sono condannati. 9 E cosi ora tutti quelli che vedono il sacramento, che viene santificato per mezzo delle parole del Signore sopra l'altare nelle mani del sacerdote, sotto le specie del pane e del vino, e non vedono e non credono, secondo lo spirito e la divinità, che è veramente il santissimo corpo e il sangue del Signore nostro Gesù Cristo, sono condannati, 10 perché è l'Altissimo stesso che ne dà testimonianza, quando dice: "Questo è il mio corpo e il mio sangue della nuova alleanza [che sarà sparso per molti"] (Mc 14, 22.24), 11 e ancora: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna" (Cfr. Gv 6,55).
[143] 12 Per cui lo Spirito del Signore, che abita nei suoi fedeli, è lui che riceve il santissimo corpo e il sangue del Signore. 13 Tutti gli altri, che non partecipano dello stesso Spirito e presumono ricevere il santissimo corpo e il sangue del Signore, mangiano e bevono la loro condanna (Cfr. 1Cor 11,29). 14 Perciò: Figli degli uomini, fino a quando sarete duri di cuore? (Sal 4,3) 15 Perché non conoscete la verità e non credete nel Figlio di Dio? (Cfr. Gv 9,35)
[144] 16 Ecco, ogni giorno egli si umilia (Cfr. Fil 2,8), come quando dalla sede regale (Cfr. Sap 18,15) discese nel grembo della Vergine; 17 ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; 18 ogni giorno discende dal seno del Padre sulI'altare nelle mani del sacerdote. 19 E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. 20 E come essi con gli occhi del loro corpo vedevano soltanto la carne di lui, ma, contemplandolo con gli occhi dello spirito, credevano che egli era lo stesso Dio, 21 così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che questo è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero.
[145] 22 E in tale maniera il Signore è sempre presente con i suoi fedeli, come egli stesso dice: "Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo" (Mt 28,20).
L’amore di Gesù per noi, ha conquistato anche il nostro cuore?
PREGHIERA
Signore, Dio vivente,
guarda il tuo popolo radunato intorno a questo altare,
per offrirti il sacrificio della nuova alleanza;
purifica i nostri cuori,
perché alla cena dell’Agnello
possiamo pregustare la Pasqua eterna
della Gerusalemme del cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

sabato 2 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 2 GIUGNO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 153
SABATO 2 GIUGNO 2018
S.FELICE DA NICOSIA
MARCO 11,27-33
Mc 11,27-33
Con quale autorità fai queste cose?
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». 
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». 
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».                                                                                                                E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1607
GUARIGIONE DEI BUOI DI SANT' ELIA
1607 57. Durante un suo soggiorno nell'eremitaggio di Fonte Colombo, scoppiò una epidemia dei bovini, detta dal popolo "basabove", e da cui le bestie solitamente non scampano. Il contagio si abbatté sui bovini del paese di Sant'Elia, situato nei paraggi di quell'eremo, così che gli animali cominciarono ad ammalarsi e morire. Una notte fu detto in visione a un uomo spirituale di quel villaggio: « Va' al romitorio dove dimora il beato Francesco, fatti dare l'acqua dove si è lavato mani e piedi, e aspergila sopra tutti i bovini, e saranno liberati all'istante ». Allo spuntar del giorno quell'uomo si levò e venuto all'eremo disse la cosa ai compagni di Francesco. Costoro, raccolsero in un recipiente l'acqua con cui si era lavato le mani all'ora del pranzo; e di nuovo, a sera, lo pregarono di lasciarsi lavare i piedi, senza nulla rivelargli della loro intenzione. Il recipiente con l'acqua fu consegnato all'uomo, che lo portò con sé e ne asperse, come si fa con l'acqua benedetta, gli animali che giacevano moribondi e gli altri tutti. Immediatamente, per grazia del Signore e per i meriti di Francesco, tutti furono liberati dalla malattia.
A quel tempo, Francesco aveva le cicatrici alle mani, ai piedi e al petto.
MEDITAZIONE
Quello che ci è richiesto dal Signore Gesù è la fede personale in lui, in ciò che compie, in ciò che dice. Ed invece spesso la nostra realtà è uguale a quella descritta oggi nel Vangelo, uomini che chiedono a lui delle prove, delle spiegazioni, dei miracoli. La realtà invece è una e solo una. Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo. Chi crede in Lui può operare come lui ha operato, può amare come egli ha amato. L’unica autorità è quella dell’amore, che ha trionfato una volta per tutta nella sua Croce e nella sua Resurrezione. Francesco, “ divenuto, dunque, araldo del Vangelo, si aggirava per città e paesi, annunciando il regno di Dio non con il linguaggio dotto della sapienza umana, ma nella potenza dello Spirito Santo: il Signore dirigeva quel parlatore con rivelazioni anticipatrici e confermava la sua parola con i prodigi che la accompagnavano”. (FF1343) .Francesco aveva aperto il cuore all'amore di Dio, e l'amore l'ha reso suo strumento.

PREGHIERA
Concedi, Signore,
che il corso degli eventi nel mondo
si svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace,
e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

venerdì 1 giugno 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 1 GIUGNO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 152
VENERDI' 1 GIUGNO 2018
S.GIUSTINO-memoria
MARCO 11, 11-25
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni. Abbiate fede in Dio!
+ Dal Vangelo secondo Marco
[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: 
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1606
DONA IL NUOVO TESTAMENTO
1606 56. Un'altra volta, mentre dimorava presso la chiesa della Porziuncola, una donna anziana e poverella che aveva due figli nell'Ordine, venne a quel luogo a chiedere l'elemosina a Francesco: la poveretta in quell'anno non aveva di che vivere. Il Santo si rivolse a Pietro di Cattanio, allora ministro generale: « Possiamo avere qualcosa da dare alla nostra madre? ». Francesco affermava che la madre di un frate era madre sua e di tutti gli altri frati. Gli rispose Pietro: « In casa non abbiamo niente da poterle dare, oltre tutto vorrebbe una elemosina considerevole da cui trarre il necessario per vivere. In chiesa abbiamo soltanto un Nuovo Testamento, che ci serve per le letture a mattutino ».
Di fatto, a quel tempo i frati non avevano breviari, e neppure molti salteri. Francesco riprese: « Da' a nostra madre il Nuovo Testamento, che lo venda per far fronte alle sue necessità. Credo fermamente che piacerà più al Signore e alla beata Vergine Madre sua se doniamo questo libro, anziché farci delle letture ». E così glielo regalò. A proposito di Francesco può essere detto e scritto quel che viene detto e letto di Giobbe: La bontà è uscita dalI'utero di mia madre, ed è cresciuta con me. Per noi, che siamo vissuti con lui, sarebbe troppo lungo scrivere e narrare non solo quanto abbiamo appreso da altri sulla sua carità e comprensione verso i bisognosi, ma anche quello che abbiamo visto con i nostri occhi.

MEDITAZIONE
Il fico sterile è maledetto solo perchè è il simbolo di un popolo sterile, infedele. Il denaro ha invaso la casa di Dio e il commercio ha preso il posto della preghiera. Gesù pone fine a questo scandalo e insegna ai discepoli come ottenere da Dio il perdono e la fedeltà: perdonando ai propri fratelli e pregando con fede. Pregare e perdonare per libera scelta! Così Dio si aspetta di trovare nell’uomo una fede salda. La fede è un dono gratuito di Dio, ma Egli ci chiede di essere aperti e disponibili. Il mondo d’oggi ha come solo orizzonte l’azione umana e la realizzazione del singolo, mentre la fede cerca, in tutto, di fare la volontà di Dio. Il mondo si preoccupa soprattutto del benessere e delle comodità, la fede, invece, ci chiede di portare la nostra croce seguendo Gesù. Ne sono esempio i santi: essi sono la risposta alla fede che Gesù si aspetta da noi. Francesco era un uomo che pregava continuamente, un uomo trasformato in preghiera, una preghiera che lo univa a Dio sia intimamente che misticamente.
“Una volta, com'era suo costume, egli era intento a vegliare in preghiera, fisicamente lontano dai figli. Verso la mezzanotte, mentre alcuni dei frati dormivano, alcuni pregavano, un carro di fuoco di mirabile splendore, sopra il quale era posto anche un globo di fuoco luminosissimo, in forma di sole, entrò dalla porticina della dimora dei frati e per tre volte si volse in qua e in là per I 'abitazione. A quella vista meravigliosa e preclara, rimasero stupefatti quelli che vegliavano; furono, insieme destati e atterriti quelli che dormivano: e avvertirono con pari intensità la chiarezza del cuore e quella  del  corpo, giacché,  per virtù  di quella luce mirabile, la coscienza di ciascuno fu nuda davanti alla coscienza di
tutti gli altri” . FF1344
PREGHIERA
O Dio, che hai donato al santo martire Giustino
una mirabile conoscenza del mistero del Cristo,
attraverso la sublime follia della Croce,
per la sua intercessione
allontana da noi le tenebre dell’errore
e confermaci nella professione della vera fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen