giovedì 22 novembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 NOVEMBRE 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 327

VENERDI' 23 Novembre 2018
S.CLEMENTE I

LUCA 19,45-48
Avete fatto della casa di Dio un covo di ladri.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.
Parola del Signore
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+DAL TRATTATO DEI MIRACOLI 

CAPITOLO XVI
PAZZI E INDEMONIATI

975
154. Il figlio di un nobiluomo soffriva del tormento doloroso del mal caduco. Emetteva schiuma dalla bocca, osservava tutto con sguardo truce, e con l'abuso delle membra, sputava qualcosa di diabolico. I suoi genitori imploravano il Santo di Dio, invocando il rimedio e offrendo il disgraziato figlio alla sua compassione e pietà. Ed ecco, nella notte, apparve alla madre, che dormiva, I'amico pietoso che le disse: " Ecco, sono venuto ora a salvare tuo figlio ". A quel richiamo la donna si alzò tremante e ritrovò suo figlio perfettamente guarito.



MEDITAZIONE
Attenti amici, chiediamoci se alle volte non facciamo, in tutta incoscienza, il ragionamento sbagliato di chi mercanteggia un po' con Dio. Non si acquista la sua benevolenza: ci è donata gratis. Non chiede prezzo colui che ci ama senza misura. Attenti a non avvicinarci a lui con il cuore stretto e piccolo di chi deve mercanteggiare. Francesco non lo ha fatto, e neppure i Santi francescani che seguirono il suo esempio.

PREGHIERA
Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, 
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, 
possiamo avere felicità piena e duratura. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 21 novembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 NOVEMBRE 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 326
GIOVEDI' 22 NOVEMBRE 2018
S.CECILIA-memoria-
LUCA 19,41-44
Se avessi compreso quello che porta alla pace!
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: 
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
Parola del Signore
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+DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO XVI
PAZZI E INDEMONIATI
974
153. Una fanciulla presso Norcia, era già da lungo tempo oppressa da malore, si capì infine che era posseduta dal demonio. Infatti spesso strideva i denti e si mordeva, non temeva i precipizi né i pericoli; così perduta la parola e privata dell'uso delle membra, non aveva più la sembianza d'un essere ragionevole. I suoi genitori, angustiati per la confusione della loro discendenza, la condussero ad Assisi, dopo aver fissato il lettuccio su un giumento. Il giorno della (`irconcisione del Signore, mentre si celebrava la Messa solenne e la giovinetta giaceva sdraiata per terra vicina all'altare di san Francesco, d'un tratto vomitò qualcosa di terribile. Quindi, alzatasi in piedi, baciò l'altare di san Francesco e liberata del tutto da ogni male, esclamò a gran voce: "Lodate Iddio e il suo Santo! ".
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MEDITAZIONE
La complessità della situazione umana rende molto difficile trovare la via della pace nelle diverse circostanze, senza capitolare e senza tradire i principi evangelici.
Chiediamo al Signore, con intensa preghiera, che cessino le guerre attualmente in corso in tante parti del mondo e che i capi delle nazioni siano uomini sinceri ed energici, che cerchino sempre le vie della pace guidati dallo Spirito di Dio. Francesco desiderava la pace e pregava molto, pregava sempre e predicava nelle piazze. A Bologna "" ... tutta la sostanza delle sue parole mirava a spegnere le inimicizie e a gettare le fondamenta di nuovi patti di pace.
Portava un abito dimesso; la persona era spregevole, la faccia senza bellezza. Eppure, Dio conferì alle sue parole tale efficacia, che molte famiglie signorili, tra le quali il furore irriducibile di inveterate inimicizie era divampato fino allo spargimento di tanto sangue, erano piegate a consigli di pace. Grandissime poi erano la riverenza e la devozione della folla, al punto che uomini e donne si gettavano alla rinfusa su di lui con bramosia di toccare almeno le frange del suo vestito o di impadronirsi di un brandello dei suoi panni. "" FF2252.
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PREGHIERA
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 20 novembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 NOVEMBRE 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 325
MERCOLEDI' 21 NOVEMBRE 2018
RESENTAZIONE DELLA B.V.MARIA
LUCA 19,11-28
Non sarà lasciata pietra su pietra.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Parola del Signore
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+DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO XVI
PAZZI E INDEMONIATI
973
152. Nella Marittima, una donna, sofferente di follia da cinque anni, rimase priva della vista e dell'udito Stracciava con i denti le vesti, non aveva alcuna paura dei pericolo del fuoco e dell'acqua, e cadeva in orribili attacchi di epilessia. Una notte, disponendo la divina misericordia che le fosse usata pietà, venne colta da un salutare sopore . Vide quindi il beato Francesco seduto su di un trono bellissimo e lei, prostrata dinnanzi, invocava supplichevole la guarigione. Poiché il Santo non accondiscendeva alle suppliche emise quindi la donna un voto, promettendo secondo la sua possibilità, di non rifiutare l'elemosina a chi gliela avesse richiesta per amore di lui. Immediatamente il Santo accettò il voto, simile a quello che aveva fatto lui stesso una volta e segnandola con un segno di croce, le restituì completa salute .
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MEDITAZIONE
La vita stessa, il primo dono, la nostra intelligenza e la nostra volontà che ci rendono somiglianti a Dio, ci devono servire per moltiplicare ed accrescere i doni ricevuti, dando così lode a Colui che è la fonte del bene e vuole donarci la felicità piena come premio alla nostra fedeltà.
Non importa valutare quanti talenti abbiamo ricevuto. Saremmo giudicati secondo giustizia e con misericordia, ma non potremmo accampare scuse. Tutti siamo in grado di raggiungere la santità, di impiegare al meglio quanto abbiamo ricevuto. Leggendo le vite dei santi ci accorgiamo che spesso quei nostri fratelli non erano particolarmente dotati, molti di loro forse avevano soltanto una mina…
Eppure con eroica fortezza hanno saputo moltiplicarla e ricevere per questo il premio e la gloria, come san Francesco. "" Cercava con ogni cura di nascondere nel segreto del suo cuore i doni del Signore, perché non voleva che, se gli erano occasione di gloria umana, gli fossero pure causa di rovina. E spesso quando molti lo proclamavano santo, rispondeva così: "Posso avere ancora figli e figlie: non lodatemi come fossi sicuro ! Non si deve lodare nessuno, fino a che è incerta la sua fine. Quando Colui che mi ha concesso il mutuo--così continuava--volesse ritirarlo, rimarrebbe solo il corpo e l'anima, come li hanno pure gli infedeli ". Questa era la risposta a chi lo lodava.
Rivolto poi a sé diceva: " Se l'Altissimo avesse concesso grazie così grandi ad un ladrone, sarebbe più riconoscente di te, Francesco! ". FF717.
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PREGHIERA
Ascolta, Signore, la nostra preghiera
e per intercessione di santa Cecilia, vergine e martire,
rendici degni di cantare le tue lodi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 19 novembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 NOVEMBRE 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 324
MARTEDI' 20 NOVEMBRE 2018
S.TEONESTO
LUCA 19,1-10
Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Parola del Signore
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+DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO XVI
PAZZI E INDEMONIATI
972
151. A una donna della città di Narni, posseduta dal demonio, il Santo comandò durante il sonno di segnarsi col segno della croce. A lei, svanita di mente, poiché non sapeva segnarsi, il beato Francesco impresse il segno di croce, mettendo in fuga ogni spirito diabolico.
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MEDITAZIONE
Voglio fare un raffronto fra la posizione di Zaccheo che non intende seguire Gesù, ma che intende restare nel mondo e iniziare alla luce della fede un nuovo rapporto socioeconomico con i suoi fratelli, giacché egli li considera tali, e san Francesco, il quale va probabilmente un tantino più in là. Ci sono due o tre episodi famosissimi dei quali pochi parlano, in cui Francesco emette, in anticipo di qualche secolo, la teoria della socializzazione della proprietà. Ma va ancora oltre, perché egli sostiene che non si può tenere una cosa quando c’è qualcuno che ne ha più bisogno. Francesco riceve dal suo guardiano un mantello e lo dona a un povero che trema dal freddo. Si giustifica con il guardiano - che ragionava con le categorie del liberalismo eterno, da Cicerone a Smith - dicendo: quando incontro qualcuno che ne ha più bisogno di me finisce il mio possesso.
Zaccheo dunque resta nel mondo, non mi risulta neanche che si sia aggregato alla prima comunità di Gerusalemme dove si praticava tutta un’altra teoria sulla distribuzione dei beni.
La cosa interessante è che quest’uomo ci dia per riflesso la prova inequivocabile di ciò che dovrebbe essere la fede, in questo caso l’incontro con Gesù, la conversione, che produce immediatamente ciò che la fede deve produrre, un mutamento delle cose sbagliate quaggiù, in attesa di andarle a vedere congegnate in un mondo più perfetto lassù.
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PREGHIERA
Guarda, Signore, il tuo popolo
riunito nel ricordo delle beata Vergine Maria;
fa’ che per sua intercessione
partecipi alla pienezza della tua grazia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

domenica 18 novembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 NOVEMBRE 2018

 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 323
LUNEDI' 19 NOVEMBRE 2018
S.AGNESE D'ASSISI
LUCA 19,35-43
Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!
+ Dal Vangelo secondo Luca
Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». 
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». 
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
Parola del Signore
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+DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO XVI
PAZZI E INDEMONIATI
971
150. Pietro da Foligno, che si era recato a visitare il tempio del beato Michele, bevve l'acqua di una fonte e sembrò quasi avesse bevuto dei demoni. Da allora, posseduto per tre anni, era straziato nel corpo, faceva discorsi terribili e commetteva orrende azioni. Finalmente, appena toccò con la mano la tomba del beato padre, invocando umilmente la sua potenza, fu miracolosamente libero da quei demoni, che così crudelmente lo avevano tormentato.
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MEDITAZIONE
La consapevolezza della propria miseria sia accompagnata alla fede nella potenza e nella misericordia del Signore; una consapevolezza che non deve essere motivo di tristezza è la premessa per una preghiera autentica, perché ci fa ricorrere a Dio con un grido più sincero per essere guariti. Non dobbiamo rinchiuderci nella nostra miseria; piuttosto dire a Dio: "Signore, tu vedi come sono misero e bisognoso di te: io credo che tu, nella tua bontà, hai pietà di me e mi guarisci. Io lo credo, o Signore!". San Francesco pregava così: ""E poichè tutti noi, miseri e peccatori, non siamo degni di nominarti, supplici preghiamo che il Signore nostro Gesù Cristo Figlio tuo diletto, nel quale ti sei compiaciuto, insieme con lo Spirito Santo Paraclito ti renda grazie, così come a te e a lui piace, per ogni cosa, Lui che ti basta sempre in tutto e per il quale a noi hai fatto cose tanto grandi. Alleluia."" FF66.
Allora la nostra preghiera sarà esaudita e potremo dare lode a Dio e alla sua infinita misericordia.
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PREGHIERA
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

sabato 17 novembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 NOVEMBRE 2018

 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 322
DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018
MARCO 13,24-32
Mc 13,24-32
Il Figlio dell’uomo radunerà i suoi eletti dai quattro venti.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. 
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».
Parola del Signore
DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO XVI
PAZZI E INDEMONIATI
973
152. Nella Marittima, una donna, sofferente di follia da cinque anni, rimase priva della vista e dell'udito Stracciava con i denti le vesti, non aveva alcuna paura dei pericolo del fuoco e dell'acqua, e cadeva in orribili attacchi di epilessia. Una notte, disponendo la divina misericordia che le fosse usata pietà, venne colta da un salutare sopore . Vide quindi il beato Francesco seduto su di un trono bellissimo e lei, prostrata dinnanzi, invocava supplichevole la guarigione. Poiché il Santo non accondiscendeva alle suppliche emise quindi la donna un voto, promettendo secondo la sua possibilità, di non rifiutare l'elemosina a chi gliela avesse richiesta per amore di lui. Immediatamente il Santo accettò il voto, simile a quello che aveva fatto lui stesso una volta e segnandola con un segno di croce, le restituì completa salute .
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MEDITAZIONE
La vita stessa, il primo dono, la nostra intelligenza e la nostra volontà che ci rendono somiglianti a Dio, ci devono servire per moltiplicare ed accrescere i doni ricevuti, dando così lode a Colui che è la fonte del bene e vuole donarci la felicità piena come premio alla nostra fedeltà.
Non importa valutare quanti talenti abbiamo ricevuto. Saremmo giudicati secondo giustizia e con misericordia, ma non potremmo accampare scuse. Tutti siamo in grado di raggiungere la santità, di impiegare al meglio quanto abbiamo ricevuto. Leggendo le vite dei santi ci accorgiamo che spesso quei nostri fratelli non erano particolarmente dotati, molti di loro forse avevano soltanto una mina…
Eppure con eroica fortezza hanno saputo moltiplicarla e ricevere per questo il premio e la gloria, come san Francesco. "" Cercava con ogni cura di nascondere nel segreto del suo cuore i doni del Signore, perché non voleva che, se gli erano occasione di gloria umana, gli fossero pure causa di rovina. E spesso quando molti lo proclamavano santo, rispondeva così: "Posso avere ancora figli e figlie: non lodatemi come fossi sicuro ! Non si deve lodare nessuno, fino a che è incerta la sua fine. Quando Colui che mi ha concesso il mutuo--così continuava--volesse ritirarlo, rimarrebbe solo il corpo e l'anima, come li hanno pure gli infedeli ". Questa era la risposta a chi lo lodava.

Rivolto poi a sé diceva: " Se l'Altissimo avesse concesso grazie così grandi ad un ladrone, sarebbe più riconoscente di te, Francesco! ". FF717.
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PREGHIERA
O Dio, che vegli sulle sorti del tuo popolo,
accresci in noi la fede
che quanti dormono nella polvere si risveglieranno;
donaci il tuo Spirito,
perché operosi nella carità
attendiamo ogni giorno
la manifestazione gloriosa del tuo Figlio,
che verrà per riunire tutti gli eletti nel suo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Amen"

venerdì 16 novembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 17 NOVEMBRE 2018

 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 321
SABATO 17 NOVEMBRE 2018
S.ELISABETTA D'UNGHERIA_PATRONA DELL'O.F.S
La CHIESA liturgia del giorno:
Lc 18,1-8
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In  quel  tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. 
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa  vedova  mi  dà  tanto  fastidio, le  farò  giustizia  perché  non  venga  continuamente  a  importunarmi”». 
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Parola del Signore
Dal Messale Francescano
MATTEO 25, 31-40
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. 
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. 
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.

Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano
592 Fra tutti gli orrori della miseria umana, Francesco sentiva ripugnanza istintiva per i lebbrosi. Ma, ecco, un giorno ne incontrò proprio uno, mentre era a cavallo nei pressi di Assisi. Ne provò grande fastidio e ribrezzo; ma per non venire meno alla fedeltà promessa, come trasgredendo un ordine ricevuto, balzò da cavallo e corse a baciarlo. E il lebbroso, che gli aveva steso la mano, come per ricevere qualcosa, ne ebbe contemporaneamente denaro e un bacio. Subito risalì a cavallo, guardò qua e là - la campagna era aperta e libera tutt'attorno da ostacoli - , ma non vide più il lebbroso. Pieno di gioia e di ammirazione, poco tempo dopo volle ripetere quel gesto: andò al lebbrosario e, dopo aver dato a ciascun malato del denaro, ne baciò la mano e la bocca.

MEDITAZIONE
La complessità della situazione umana rende molto difficile trovare la via della pace nelle diverse circostanze, senza capitolare e senza tradire i principi evangelici.
Chiediamo al Signore, con intensa preghiera, che cessino le guerre attualmente in corso in tante parti del mondo e che i capi delle nazioni siano uomini sinceri ed energici, che cerchino sempre le vie della pace guidati dallo Spirito di Dio.S. Francesco fu uomo di pace e di preghiera: anche S.Elisabetta. Per noi Santa Elisabetta è un esempio luminoso da seguire perché ha servito Dio nei Suoi poveri, come S.Francesco. Nella sua breve ma intensa vita, S. Elisabetta si fa madre di tutti per condividere con tutti la buona notizia di un Padre che ci ama e che ci vuole tutti suoi figli. E per curare e custodire ogni dignità negata, violata, calpestata. Ancora più e soprattutto, Elisabetta si fa povera vivendo la realtà terrena “sitibonda di giustizia” come ricorda la Bolla di Canonizzazione. Non ci sono limiti alla sua donazione, alla sua oblatività per il bene, perché la sua misura è la misura altissima della passione di Cristo crocifisso. Il suo è un cammino indomito, pieno di ostacoli, di sofferenze affrontate con la forza di un amore che tutto spera, che tutto sopporta, nella gioia di condividere così la sapienza del Padre per ogni uomo. È la pagina più vera della perfetta letizia quella che abbaglia dalla testimonianza della sua vita nel momento più duro dell’abbandono, il momento della cacciata dal castello assieme ai suoi figli, a cui non sa neppure come provvedere: in questa condizione. Elisabetta innalza il Te Deum di ringraziamento a Dio. E il momento più duro diventa il più fecondo.

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17 novembre
SANTA ELISABETTA di UNGHERIA
patrona III O.
FESTA – (bianco)
Figlia del re Andrea II d’Ungheria, fu data sposa assai giovane al duca Ludovico IV di Turingia.
Vivacissima di carattere, molto dedita alla preghiera, era piena di carità attiva verso i poveri, i malati, gli appestati, operando contro ogni ingiustizia fatta al popolo, assecondata in ciò dal marito. Morto lui in una crociata, dovette coi suoi tre bambini, ventenne, lasciare la corte. Allora abbandonò ogni cosa per darsi tutta al Cristo «vivo», i poveri.
Iscrittasi al terz’ordine di san Francesco (morto un anno prima), si dedicò con umiltà e amore alle cure dei malati nell’ospedale che aveva eretto in suo onore a Marburgo. Visse come una «religiosa» fino alla morte, avvenuta il 17 novembre 1231.
Fu canonizzata nel 1235. La «pista» evangelica da lei tracciata alle spose dei crociati fu percorsa come più luminosa che non quella di una conquista terrena.
PREGHIERA
O Dio, che a sant'Elisabetta, hai dato la grazia di riconoscere e onorare Cristo nei poveri, concedi anche noi, per sua intercessione, di servire con instancabile carità coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.