martedì 14 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 15 Aprile 2015

Mercoledì 15 Aprile 2015

Giovanni 3, 16-21

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio»

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX,3 : FF 1165-66--67

1165 3. Circondava di indicibile amore la Madre del Signore Gesù, per il fatto che ha reso nostro fratello il Signore della Maestà e ci ha ottenuto la misericordia. In Lei, principalmente, dopo Cristo, riponeva la sua fiducia e, perciò, la costituì avvocata sua e dei suoi. In suo onore digiunava con gran devozione dalla festa degli apostoli Pietro e Paolo, fino alla festa dell'Assunzione. 1166 Agli spiriti angelici, i quali ardono di un meraviglioso fuoco, che infiamma le anime degli eletti e le fa penetrare in Dio, era unito da un inscindibile vincolo d'amore. In loro onore digiunava per quaranta giorni continui, a incominciare dalla Assunzione della Vergine gloriosa, dedicandosi incessantemente alla preghiera. Per il beato Michele Arcangelo, dato che ha il compito di presentare le anime a Dio, nutriva particolare devozione e speciale amore dettato dal suo fervido zelo per la salvezza di tutti i fedeli. 1167 I santi e il loro ricordo erano per lui come carboni ardenti, che ravvivano in lui l'incendio deificante. Venerava con devozione ferventissima tutti gli apostoli e specialmente Pietro e Paolo, per la loro fervente carità verso Cristo. In loro onore e per loro amore offriva al Signore il digiuno di una quaresima speciale. Nient'altro possedeva, il povero di Cristo, se non due spiccioli, da poter elargire con liberale carità: il corpo e l'anima. Ma corpo e anima, per amore di Cristo, li offriva continuamente a Dio, poiché quasi in ogni istante immolava il corpo col rigore del digiuno e l'anima con la fiamma del desiderio: olocausto, il suo corpo, immolato alI'esterno, nell'atrio del tempio; incenso, I'anima sua, esalata all'interno del tempio.

MEDITAZIONE
Gesù è venuto a rivelare l’amore di Dio per gli uomini, per questo si impone una scelta decisiva: sappiamo che la fede conduce alla salvezza, mentre chi preferisce le tenebre si condanna con le proprie mani. L'uomo può effettivamente fruire del dono del Figlio con la fede. Gesù è venuto per condurre alla VITA coloro che accettano di conformarsi alla Luce , che accettano cioè di credere.  Dio ha effettivamente amato il mondo, e non solo il mondo ebraico, ma tutto il mondo; il concetto di “mondo” ingloba l’insieme delle creature. L’amore di Dio si è anche rivolto verso coloro che non appaiono come membri della sua comunità e verso quelli che resistono al bene: è il mondo nella sua completa secolarizzazione, così come lo vediamo oggi. Ai più bisognosi della divina Misericordia è destinata, in modo particolare, la cura benevola del Padre. Siamo invitati a ricambiare questo sguardo d’amore con affetto ardentissimo, come era quello di Francesco. Con lui e come lui lasciamoci “incontrare” dal più tenero dei padri, e lasciamoci aiutare dalla Vergine Maria: prendiamola come compagna privilegiata in questo nostro pellegrinaggio terreno, e come Francesco, circondiamola di indicibile amore.

PREGHIERA
Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre di Gesù Cristo! Tu che avresti potuto condannare il mondo, hai voluto salvarlo. Aiutaci ad aprire la nostra vita alla tua bontà totalmente gratuita e ad operare la verità, camminando così verso il tuo infinito splendore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen. 




lunedì 13 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 14 Aprile 2015



Martedì 14 Aprile 2015

Giovanni 3, 7-15

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».
Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX, 2 : FF 1163
1163 2. Cristo Gesù crocifisso dimorava stabilmente nelI'intimo del suo spirito, come borsetta di mirra posta sul suo cuore in Lui bramava trasformarsi totalmente per eccesso ed incendio d'amore. Per singolare amore e devozione verso di Lui, a cominciare dalla festa dell'Epifania per quaranta giorni continui, cioè per tutto il tempo in cui Cristo rimase nascosto nel deserto, si ritirava nella solitudine e, recluso nella cella, riducendo cibo e bevanda al minimo possibile, si dedicava senza interruzione ai digiuni, alle preghiere e alle lodi di Dio. Certo il servo di Dio era infiammato da un affetto ardentissimo verso Cristo; ma anche il Diletto lo contraccambiava con grande amore e familiarità, tanto che gli sembrava di sentirsi sempre presente il Salvatore davanti agli occhi, come rivelò una volta lui stesso ai compagni in confidenza. 1164 Bruciava di fervore in tutte le sue viscere per il Sacramento del corpo del Signore, ammirando stupefatto quella degnazione piena di carità e quella carità piena di degnazione. Si comunicava spesso e con tale devozione da rendere devoti anche gli altri, e, gustando in ebbrezza di spirito la soavità dell'Agnello immacolato, il più delle volte veniva rapito in estasi

MEDITAZIONE
Per comprendere il mistero della nuova nascita di cui parla Gesù, non basta conoscere le Scritture: bisogna avere fede, bisogna credere. Nicodemo arriverà a penetrare questo grande mistero soltanto quando contemplerà il Cristo innalzato sulla croce e nella gloria. Nascere dallo Spirito significa acquisire una nuova origine. La rinascita è indispensabile: Gesù dice che bisogna che accada. Attraverso questa rivelazione, Dio risponde alla domanda dell’uomo in vista della salvezza, perché l’uomo non può darsi da solo una risposta. Non si può semplicemente dire che l’uomo diventa “migliore” rinascendo, ma che la sua vita acquisisce un senso, e che i suoi pensieri e le sue azioni non possono più essere colte secondo i criteri del mondo perchè il bene che egli fa, dopo la “rinascita”, non proviene da lui stesso, ma dallo Spirito che è in lui. Gesù dice: "Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito. Il vento ha, dentro di sé una direzione. "Nessuno è padrone dello Spirito" (Eccle 8,8). Ciò che più caratterizza il vento, lo Spirito, è la libertà. Il vento, lo Spirito, è libero, non può essere controllato. Agisce sugli altri e nessuno riesce ad agire su di lui. La sua origine è il mistero, il suo destino è il mistero. Nicodemo segue con fede la sua direzione, così come ha fatto Francesco: egli in tutte le cose cercava il Signore per seguirlo e contemplarlo con tutta la disponibilità del suo cuore.

PREGHIERA Signore Gesù, Tu sei l’unico vero maestro del nuovo Israele. Donaci di credere alla tua testimonianza anche quando ci parli delle inaccessibili realtà del cielo. Illuminati dal tuo insegnamento potremo così aprirci ad accogliere il dono della vita eterna.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

domenica 12 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13 Aprile 2015



Lunedì 13 Aprile 2015

Giovanni 3, 1-8
Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura IX,1: FF 1161--62

CAPITOLO IX FERVORE Dl CARITA'' E DESIDERIO Dl MARTIRIO
1161 1. Chi potrebbe descrivere degnamente il fervore di carità, che infiammava Francesco, amico dello sposo? Poiché egli, come un carbone ardente, pareva tutto divorato dalla fiamma dell'amor divino. Al sentir nominare l'amor del Signore, subito si sentiva stimolato, colpito, infiammato: quel nome era per lui come un plettro, che gli faceva vibrare l'intimo del cuore. “ Offrire, in compenso dell'elemosina, il prezioso patrimonio dell'amor di Dio--così egli affermava--è nobile prodigalità; e stoltissimi sono coloro che lo stimano meno del denaro, poiché soltanto il prezzo inapprezzabile dell'amor divino è capace di comprare il regno dei cieli. E molto si deve amare l'amore di Colui che molto ci ha amato ”. 1162 Per trarre da ogni cosa incitamento ad amare Dio, esultava per tutte quante le opere delle mani del Signore e, da quello spettacolo di gioia, risaliva alla Causa e Ragione che tutto fa vivere. Contemplava, nelle cose belle, il Bellissimo e, seguendo le orme impresse nelle creature, inseguiva dovunque il Diletto. Di tutte le cose si faceva una scala per salire ad afferrare Colui che è tutto desiderabile. Con il fervore di una devozione inaudita, in ciascuna delle creature, come in un ruscello, delibava quella Bontà fontale, e le esortava dolcemente, al modo di Davide profeta, alla lode di Dio, perché avvertiva come un.concento celeste nella consonanza delle varie doti e attitudini che Dio ha loro conferito.

MEDITAZIONE
In fondo, qualsiasi uomo è toccato dalla questione della salvezza; tutti si pongono delle domande sul senso ultimo della vita. Soltanto chi accetta di aprirsi allo Spirito può nascere alla vita divina e scoprire il mistero di Gesù. Non si è ammessi al Regno di Dio per mezzo di studi approfonditi o per un’osservanza più scrupolosa dei precetti: il Regno esige una vera rinascita e una fede profonda che lascia lo Spirito libero di portarci dove vuole. La salvezza dell’uomo riguarda la sua partecipazione alla vita del mondo che verrà, e questo esige una trasformazione totale. Così, superata la logica del mondo, si è in grado di affermare la logica della grazia……e, “divorati dalla fiamma dell’amore divino”, come Francesco, insegnare che l’amore ricevuto chiede di essere amato e ridonato. Gratuitamente.

PREGHIERA
Signore Gesù, noi sappiamo che sei venuto da Dio, ma, come Nicodemo, spesso non abbiamo il coraggio di testimoniare apertamente il tuo Vangelo. Dona a coloro che sono nati dall’acqua e dallo Spirito la forza di affermare di fronte a tutti che in Te, Dio è presente in mezzo a noi, ora e sempre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.

sabato 11 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 12 Aprile 2015

Domenica 12 Aprile 2015
II DI PASQUA- DELLA DIVINA MISERICORDIA

Giovanni 20, 19-31
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

SAN FRANCESCO E LA DIVINA MISERICORDIA
CAPITOLO XI: SPIRITO DI PROFEZIA E PREDIZIONI Dl SAN FRANCESCO 363 26. Il beato padre Francesco, ricolmo ogni giorno più della grazia dello Spirito Santo, si adoperava a formare con grande diligenza e amore i suoi nuovi figli, insegnando loro, con princìpi nuovi, a camminare rettamente e con passo fermo sulla via della santa povertà e della beata semplicità. Un giorno, pieno di ammirazione per la misericordia del Signore in tutti i benefici a lui elargiti desiderava conoscere dal Signore che cosa sarebbe stato della sua vita e di quella dei suoi frati. A questo scopo si ritirò, come spesso faceva, in un luogo adatto per la preghiera. Vi rimase a lungo invocando con timore e tremore il Dominatore di tutta la terra, ripensando con amarezza gli anni passati malamente e ripetendo: «O Dio, sii propizio a me peccatore!»(Lc 18,13). A poco a poco si sentì inondare nell'intimo del cuore di ineffabile letizia e immensa dolcezza. Cominciò come a uscire da sé: l'angoscia e le tenebre, che gli si erano addensate nell'animo per timore del peccato, scomparvero, ed ebbe la certezza di essere perdonato di tutte le sue colpe e di vivere nello stato di grazia. Poi, come rapito fuori di sé e trasportato in una grande luce, che dilatava lo spazio della sua mente poté contemplare liberamente il futuro. Quando quella luce e quella dolcezza dileguarono, egli aveva come uno spirito nuovo e pareva un altro. 364 Allora fece ritorno ai suoi frati e disse loro pieno di gioia: «Carissimi, confortatevi e rallegratevi nel Signore; non vi rattristi il fatto di essere pochi; non vi spaventi la mia e vostra semplicità, perché, come mi ha rivelato il Signore, Egli ci renderà una innumerevole moltitudine e ci propagherà fino ai confini del mondo. Sono costretto a raccontarvi a vostro vantaggio quanto ho veduto; sarebbe più opportuno conservare il segreto, se la carità non mi costringesse a parlarne. Ho visto una gran quantità di uomini venire a noi, desiderosi di vivere con l'abito della santa Religione e secondo la Regola del nostro beato Ordine. Risuona ancora nelle mie orecchie il rumore del loro andare e venire conforme al comando della santa obbedienza! Ho visto le strade affollate da loro, provenienti da quasi tutte le nazioni: accorrono francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi; sopraggiunge la folla di altre varie lingue». Ascoltando queste parole, una santa gioia si impadronì dei frati, per la grazia che Iddio concedeva al suo Santo, perché assetati come erano del bene del prossimo, desideravano che ogni giorno venissero nuove anime ad accrescere il loro numero per trovarvi insieme salvezza. 365 28. E Francesco riprese il suo discorso: «Per ringraziare con fedeltà e devozione il Signore Dio nostro per tutti i suoi doni, o fratelli, e perché conosciate come dobbiamo vivere ora e nel futuro, ascoltate la verità sugli avvenimenti futuri. All'inizio della vita del nostro Ordine troveremo frutti dolci e deliziosi, poi ne avremo altri meno gustosi; infine ne raccoglieremo di quelli tanto amari da non poterli mangiare, perché a motivo della loro asprezza saranno immangiabili per tutti, quantunque siano estremamente belli e profumati. Effettivamente, come vi dissi, il Signore ci farà crescere fino a diventate un popolo assai numeroso; poi avverrà come di un pescatore che, gettando le reti nel mare o in qualche lago, prende grande quantità di pesci (Lc 5,6), ma dopo averli messi tutti nella sua navicella essendo troppi, sceglie i migliori e i più grossi da riporre nei vasi e portar via, e abbandona gli altri». Di quanta verità e chiarezza rifulgano queste predizioni del Santo è manifesto a chiunque le consideri con spirito obiettivo e sincero. Ecco come lo spirito di profezia riposava su san Francesco!

ORIGINE FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA
La domenica del Salvatore misericordioso. — «Desidero che la domenica dopo la Pasqua (II Domenica di Pasqua, Ottava pasquale, già Domenica in Albis) venga dichiarata festa della misericordia.
Chiedo ai miei servi fedeli che in quel giorno predichino sull'infinita misericordia che io nutro verso il mondo intero. Prometto che chi, in quel giorno, s'accosterà alla sorgente della vita (riconciliazione e... eucarestia) conseguirà la remissione delle colpe e delle pene. L'umanità non troverà la pace, finché non si volgerà con fiducia alla mia misericordia».
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(Gesù a Santa Faustina Kowalska)

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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venerdì 10 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 Aprile 2015

Sabato 11 Aprile 2015
OTTAVA DI PASQUA

Marco 16, 9-15
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII, 11: FF 1159/60
1159 11. Gli abitanti di Greccio, quando egli dimorava in quell'eremo, venivano vessati da molteplici malanni: branchi di lupi rapaci divoravano non soltanto gli animali, ma anche delle persone; la grandine regolarmente ogni anno devastava campi e vigne. A quella gente così sfortunata l'araldo del santo Vangelo disse, perciò, durante una predica: “ A onore lode di Dio onnipotente, mi faccio garante davanti a voi che tutti questi flagelli scompariranno, se mi presterete fede e se avrete compassione di voi stessi, cioè se, dopo una confessione sincera, vi metterete a fare degni frutti di penitenza ”. “ Però vi predíco anche questo: se sarete ingrati verso i benefici di Dio e ritornerete al vomito, il flagello si rinnoverà, si raddoppierà la pena e infierirà su di voi un'ira più terribile ”. Alla sua esortazione, gli abitanti fecero penitenza--e da allora cessarono le stragi, si dispersero i pericoli, lupi e grandine non fecero più danni. Anzi, fatto ancor più notevole, se capitava che la grandine cadesse sui campi confinanti, come si avvicinava al loro territorio là si arrestava oppure deviava in altra direzione. Osservò la grandine, osservarono i lupi la convenzione fatta col servo di Dio né più osarono violare le leggi della pietà, infierendo contro uomini che alla pietà si erano convertiti, ma solo fino a quando costoro restarono fedeli ai patti promessi e non trasgredirono, da empi, le piissime leggi di Dio. 1160 1160Dobbiamo, dunque, considerare con pio affetto la pietà di quest'uomo beato, che fu così meravigliosamente soave e potente da domare gli animali feroci, addomesticare quelli selvatici, ammaestrare quelli mansueti, indurre all'obbedienza i bruti, divenuti ribelli all'uomo dal tempo della prima caduta. Questa è veramente la pietà che, stringendo in un solo patto d'amore tutte le creature, è utile a tutto, avendo la promessa della vita presente e della futura.

MEDITAZIONI
Il Vangelo di san Marco termina con una catechesi sulla fiducia che meritano gli undici apostoli, la cui testimonianza è il fondamento della fede della Chiesa: Gesù stesso li ha chiamati per andare dalla Galilea a Gerusalemme. Il Signore trasforma un gruppo di uomini increduli in apostoli attendibili: la sicurezza e il coraggio che essi dimostreranno nel loro impegno missionario non vengono da loro, ma da Gesù risorto. Sempre presente accanto ai suoi, il Signore li libera dal dubbio e li spinge ad annunciare il suo Vangelo. Si può indurre qualcuno a credere in Dio, soltanto facendoglielo amare, così come ha fatto Francesco, che si è fatto annunciatore del Vangelo con la sua vita e la sua testimonianza e che educava all’amore attraverso l’amore che lo animava.

PREGHIERA
Signore Gesù, è consolante per noi vedere che anche i tuoi discepoli non erano molto propensi a credere alla testimonianza di un’altra persona. Aiutaci a non ostinarci nell’incredulità; fa brillare nei nostri cuori la luce della fede pasquale, perché possiamo diffonderla intorno a noi. Tu che vivi con lo Spirito Santo nella gloria del Padre, nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.




giovedì 9 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10 Aprile 2015

Venerdì 10 Aprile 2015
OTTAVA DI PASQUA

Giovanni 21, 1—14
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII, 10 : FF 1158
1158 Durante il suo soggiorno lassù, un falco, che proprio lì aveva il suo nido, gli si legò con patto di intensa amicizia Durante la notte, anticipava sempre col suono del suo canto, l'ora in cui il Santo aveva l'abitudine di alzarsi per l'ufficio divino. Ciò riusciva assai gradito al servo di Dio, perché quel gran darsi da fare del falco là intorno, scacciava da lui ogni torpore ed ogni pigrizia. Quando, però, il servo di Cristo sentiva più del solito il peso della malattia, il falcone lo risparmiava e non suonava la sveglia così a puntino: quasi ammaestrato da Dio, faceva squillare la campanella della sua voce solo sul far dell'alba. Sembra proprio che l'esultanza esibita dagli uccelli di così varia specie e il canto del falcone fossero un presagio divino. Difatti proprio in quel luogo e in quel tempo il cantore e adoratore di Dio, librandosi sulle ali della contemplazione, avrebbe raggiunto le altezze supreme della contemplazione per l'apparizione del Serafino.

MEDITAZIONE
Si compie la promessa di Gesù: è davvero pescatore di uomini qui simboleggiati dai pesci. “E la rete non si ruppe”. È lui nella comunità il centro visibile dell’unità della Chiesa e lo sarà finché avrà portato a termine la totalità degli uomini: senso simbolico del numero 153. Con questo segno, il Cristo vuol farsi riconoscere dagli apostoli e invitarli a compiere con fiducia la loro missione, perché Egli è sempre con loro, come oggi è con noi. Facciamo molta fatica a renderci conto che il Cristo, in qualche modo, cammina ancora in mezzo a noi, e con la mano, con lo sguardo o con la voce ci fa segno a seguirlo….Egli agisce tramite le nostre facoltà e attraverso le circostanze della nostra vita, come abbiamo visto accadere nella vita di Francesco. Impariamo da lui a riconoscere con amore la fame e la sete dei nostri fratelli, fame e sete di pane e di Dio. Offriamo anche noi il nostro poco, perché nella condivisione sia moltiplicato e diventi cibo che sazia il vuoto d’amore di tutti.

PREGHIERA
Signore, Tu sei presente nelle notti oscure della nostra esistenza come nelle aurore cariche di promesse. Ma sanno riconoscerti soltanto i discepoli che Tu ami e che rispondono al tuo amore. Donaci questo amore, perché i nostri occhi diventino capaci di vedere dovunque la tua presenza. Tu che sei risorto e vivi nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.





mercoledì 8 aprile 2015

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 Aprile 2015

Giovedì 9 Aprile 2015

OTTAVA DI PASQUA

Luca 24, 35—48
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Leggenda Maggiore di San Bonaventura VIII, 10 : FF 1156/57
1156 Quando era a Siena, ammalato, un nobiluomo gli fece portare un fagiano vivo, che aveva preso allora. Appena ebbe visto e udito l'uomo santo, il fagiano si sentì legato a lui con amicizia così profonda, che non riusciva in nessuna maniera a vivere da lui separato. Lo portarono ripetutamente nella vigna, fuori del luoghicciolo dei frati, perché se ne andasse a suo piacimento; ma sempre, con rapido volo tornava dal Padre, come se da sempre fosse stato allevato da lui personalmente. In seguito, lo regalarono ad un uomo che aveva l'abitudine di visitare per devozione il servo di Dio. Ma il fagiano, addolorato per la lontananza dal padre pietoso, si rifiutava assolutamente di mangiare. Dovettero, perciò, riportarlo dal servo di Dio: appena lo scorse, il fagiano, esibendosi in manifestazioni di allegria, si mise subito a mangiare avidamente. 1157 1157 Quando il padre pietoso arrivò all'eremo della Verna, per celebrarvi la quaresima in onore dell'arcangelo Michele, uccelli di varia specie incominciarono a tesser voli intorno alla sua celluzza, con sonori concenti e gesti di letizia, quasi volessero mostrare la loro gioia per il suo arrivo e invitarlo e lusingarlo a rimanere. A questo spettacolo, il Santo disse al compagno: “ Vedo, fratello, che è volere di Dio che noi ci tratteniamo un po' di tempo qui: tanto i nostri fratelli uccelletti sono contenti per la nostra presenza ”.

MEDITAZIONE
Aprendo la mente degli apostoli alla comprensione delle Scritture, il Cristo spiega loro che dalla sua morte è venuta la salvezza per tutti gli uomini. Gesù, venendo nel mondo, aveva come scopo ultimo della sua vita la salvezza dell’umanità. Per questo, oltre che preoccuparsi di operare la salvezza degli uomini per mezzo della sua passione, morte e risurrezione, provvide a far giungere la salvezza a tutti i popoli della terra per mezzo dell’opera della Chiesa. Risorto completò la formazione e l’insegnamento dato ai suoi discepoli, perché credessero con la mente e col cuore; rivelando loro la verità del Vangelo, dei Profeti e dei Salmi, dette una pratica dimostrazione della realtà della vita eterna, per renderli testimoni autentici. Ormai dalla notte della croce scaturirà anche per i suoi discepoli la luce della risurrezione. Ogni cristiano oggi è chiamato a diventare un testimone autentico di Gesù, rivivendo in se stesso il mistero pasquale. La sua formazione cristiana è completa quando la sua vita si apre generosamente all’opera di evangelizzazione e di salvezza dei fratelli, come ha fatto con tanta fede, e scrupolosamente, il nostro Serafico Padre, san Francesco.

PREGHIERA
Signore, aiutaci a riconoscere la tua parola nella voce di Mosè e dei Profeti, e donaci un cuore attento alla tua presenza in mezzo a noi. Apri il nostro cuore alla vera conversione
e fa’ di noi i testimoni dell’umanità nuova,
pacificata nel tuo amore, testimoni delle tue meraviglie e della tua gloria che non conosce tramonto.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen.