mercoledì 7 giugno 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 8 Giugno 2017

 
San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 159
GIOVEDI' 8 GIUGNO 2017
MARCO 12, 28b-34
Il Signore nostro Dio è l’unico Signore: lo amerai.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». 
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». 
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore
+VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 795
Un frate aveva in monastero due figlie di perfetta condotta religiosa. Un giorno si offrì volentieri per portare là un piccolo e povero dono da parte del Santo, ma questi lo riprese con estrema durezza, con parole che qui non posso riferire. E così, il dono fu inviato per mezzo di un altro, che non voleva saperne, ma poi accondiscese.

Un altro frate d'inverno, mosso da compassione, si recò ad un altro monastero, non tenendo conto della proibizione del Santo, così tassativa. Quando Francesco lo venne a sapere, lo fece camminare senza tonaca per parecchie miglia, nel freddo intensissimo della neve.
MEDITAZIONE
Dio ci ha creati per l’amore. Ha fatto in modo che tutto in noi, il nostro corpo come il nostro spirito, la nostra sensibilità come la nostra volontà, la nostra anima come il nostro cuore, tutto il nostro essere, insomma, potesse amare. Ma, più noi procediamo nella vita, più facciamo prova di come sia difficile amare, amare veramente e disinteressatamente, amare profondamente e sinceramente Dio e il prossimo. Dobbiamo capire che il solo modo di imparare ad amare è quello di lasciarci amare da Dio, poiché non si può amare se non essendo amati, e non c’è altri che Dio che possa amarci veramente, perché egli è l’unico Signore ed è Amore. “Una volta andava solingo nei pressi della chiesa di Santa Maria della Porziuncola, piangendo e lamentandosi a voce alta. Un uomo pio, udendolo, suppose ch’egli soffrisse di qualche malattia o dispiacere e, mosso da compassione, gli chiese perché piangeva così. Disse Francesco: «Piango la passione del mio Signore. Per amore di lui non dovrei vergognarmi di andare gemendo ad alta voce per tutto il mondo». Allora anche l’uomo devoto si unì al lamento di Francesco”. (FF. n. 1413)

PREGHIERA
 Padre santo e misericordioso,
infondi la tua grazia nei nostri cuori,
perché possiamo salvarci
dagli sbandamenti umani
e restare fedeli alla tua parola di vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7 Giugno 2017

 
San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 158
MERCOLEDI' 7 GIUGNO 2017
MARCO 12, 18-27
In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
Parola del Signore.
+VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 794
205. E poiché i frati un giorno mostravano meraviglia, perché non visitasse più spesso personalmente quelle ancelle di Cristo, così sante, rispose: "Non crediate, carissimi, che io non le ami pienamente. Se infatti fosse una colpa prendersi cura di loro in Cristo, non sarebbe ancora più grave l'averle sposate a Cristo? Non averle chiamate, certo, non sarebbe stata colpa, ma non averne cura dopo averle chiamate, sarebbe enorme crudeltà. Ma vi do l'esempio perché anche voi facciate come io ho fatto. Non voglio che alcuno si offra spontaneamente a fare loro visita, ma ordino che siano incaricati del loro servizio quelli che lo fanno contro voglia e sono maggiormente riluttanti, e soltanto persone di spirito, provati da una degna e lunga vita religiosa".

MEDITAZIONE
Gesù non è un Dio dei morti ma dei viventi. Gesù stabilisce tutta la differenza tra la vita attuale e quella futura dei risorti.Il "Dio dei viventi" ci suggerisce che Egli non permette alla morte di dire l'ultima parola, sia per quanto riguarda il corpo, sia anche per lo spirito dell'uomo. Egli è per definizione "amante della vita". La nostra visione dell’aldilà, per quanto illuminata dalla fede e dalla rivelazione, è ancora incerta e parziale, ma Gesù stesso ci ha spiegato che nell’altra vita saremo come gli angeli di Dio e Dio stesso sarà la fonte inesauribile ed eterna della nostra felicità. Il desiderio d’immortalità è innato in noi, conseguire l’obiettivo finale è il nostro primo scopo di vita. E l’obiettivo finale è la santità, essere con Dio in eterno. San Francesco, ha accettato l'azione dello Spirito di Dio per trasformare la sua vita in cammino di risurrezione, per trasformare tutto se stesso, tutto l'uomo che era, e ottenere una nuova vita, una vita di figlio di Dio, pur ancora nella vita della carne. Dava il buon esempio ai suoi compagni e diceva;"Vi do l'esempio perché anche voi facciate come io ho
fatto". FF794.
Chiediamo a Gesù che ci faccia penetrare un po' di più nelle profondità del suo cuore, perché anche noi, come cristiani e francescani, siamo invitati a trasformare ogni sofferenza, ogni nostra via crucis" in via di risurrezione.

PREGHIERA
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 6 giugno 2017

FRANCESCO E IL VANGELO 6 Giugno 2017

San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 157
MARTEDI' 6 GIUGNO 2017
MARCO 12, 13-17
Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. 
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». 
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. 
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.
Parola del Signore
+VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 793
Non è giusto tralasciare il ricordo dell'edificio spirituale, molto più nobile di quello materiale, che il Padre dopo la riparazione della chiesa, innalzò in quel luogo sotto la guida dello Spirito Santo, per accrescere la città celeste.

E non si può credere che Cristo gli abbia parlato dal legno della Croce in un modo così stupendo da incutere timore e dolore in chi ne sente parlare, solo per riparare un'opera cadente, destinata a perire. Ma, come un tempo aveva predetto lo Spirito Santo, lì doveva sorgere un Ordine di sante vergini, destinato ad essere trasferito a suo tempo, come massa scelta di pietre vive, per restaurare la casa celeste.
Veramente, dopo che le vergini di Cristo cominciarono a raccogliersi in quel luogo provenendo da varie parti del mondo e vi fecero professione di somma perfezione osservando una povertà altissima, nello splendore di ogni virtù, il Padre sottrasse loro a poco a poco la sua presenza fisica. Tuttavia intensificò la sua premura amandole ancor più nello Spirito Santo.
Infatti, quando il Padre, dalle numerose prove di altissima perfezione che avevano date, le conobbe pronte a sostenere per Cristo ogni danno terreno ed ogni sacrificio e decise a non deviare mai dalle sante norme ricevute, promise fermamente a loro ed alle altre, che avrebbero professata la povertà nella stessa forma di vita, che avrebbe dato il suo aiuto e consiglio e quello dei suoi frati in perpetuo. Finché visse, mantenne sempre scrupolosamente queste promesse e, prossimo a morire, comandò con premura che si continuasse sempre: perché, diceva, un solo e medesimo spirito ha fatto uscire i frati e quelle donne poverelle da questo mondo malvagio.
+MEDITAZIONE
Nella vita ci sono situazioni non del tutto logiche, ma anche in esse i cristiani devono contribuire al bene dello stato in modo disinteressato, anche quando sono perseguitati, per partecipare alla bontà di Dio. San Pietro scrive nella sua prima lettera: "State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore", e aggiunge: "Comportatevi come uomini liberi,... come servitori di Dio". La coerenza della Chiesa non consiste nell'accettare tutto, ma solo a ciò che contribuisce al bene. Certo, questa è una vita travagliata, che si accetta con spirito evangelico per contribuire positivamente alla vita del paese, con il coraggio di aderire o di rifiutare le situazioni a seconda che rispondano o no al vero bene dell'uomo. Diceva Francesco:;"" State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseveratemsempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia! ”". FF1241.

+PREGHIERA
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 5 giugno 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 5 Giugno 2017

 
San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 156
LUNEDI' 5 GIUGNO 2017
S.BONIFACIO-memoria-
MARCO 12, 1-12
Presero il figlio amato, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]: 
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. 
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. 
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. 
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 792 Infine, chi potrebbe spiegare o chi potrebbe capire come la sua unica gloria sia stata nella croce del Signore? Solo lo può sapere chi, unico, ha avuto la grazia di provarlo.
Certo, anche se ne avessimo qualche leggera esperienza, le nostre parole, insudiciate come sono dall'uso di cose comuni e senza valore, non sarebbero in grado di esprimere così grandi meraviglie. E forse, proprio per questo si è dovuto manifestare nella carne, perché sarebbe stato impossibile esprimerlo a parole.
Parli dunque il silenzio, dove vien meno la parola, perché dove non soccorre l'espressione, anche la cosa segnata grida da sé. Solo questo ascolti l'orecchio umano, che non è ancora in tutto chiaro per qual motivo sia apparso nel Santo questo mistero; infatti quel tanto che è stato da lui rivelato non si può comprendere che in funzione del futuro. Sarà veritiero e degno di fede, colui al quale saranno testimoni natura, legge e grazia.
MEDITAZIONE
Oggi siamo tutti chiamati a riconoscere e accogliere la venuta del Figlio di Dio nella storia degli uomini e ci istruisce profondamente sulla natura del mistero pastorale nella Chiesa. La sua sorgente più profonda, in chi lo esercita, è un amore supremo a Cristo: il pascere il gregge è atto di amore. In questo amore unico che lega il pastore a Cristo, il pastore medesimo si sente ed è ormai legato per sempre. Egli non può più andare dove vuole: non è più padrone del suo tempo, di se stesso. Ed è in questa morte a se stesso e di se stesso, per il gregge che gli è affidato, che il pastore glorifica Dio: manifesta l’amore del Padre che salva. Anche Francesco è stato un buon pastore per i suoi compagni e per chiunque lo incontrasse, perchè viveva nell'imitazione di Cristo. "" Una volta, turbato per i cattivi esempi, con grande ansietà di spirito, pregava per i suoi figli il Padre misericordioso; ma si ebbe dal Signore questa risposta: “ Perché ti turbi, tu, povero omuncolo? Forse che io ti ho costituito pastore della mia Religione, senza farti sapere che il responsabile principale sono io? Ho scelto te, uomo semplice, proprio per questo:perché le opere che io compirò siano attribuite non a capacità umane, ma alla grazia celeste. Io ho chiamato, io conserverò e io pascerò e, al posto di quelli che si perdono, altri ne farò crescere. E se non ne nasceranno, li farò nascere io; e per quanto gravi possono essere le procelle da cui questa Religione poverella sarà sbattuta, essa, col mio sostegno sarà sempre salva ”. FF1140


PREGHIERA
Interceda per noi, Signore, il santo vescovo e martire Bonifacio, perchè custodiamo con fierezza e professiamo con coraggio la fede che egli ha insegnato con la parola e testimoniato con il sangue. Per Gesù Cristo, nostro Signore.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

domenica 4 giugno 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4 Giugno 2017

· 
San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 155
-
DOMENICA 4 GIUGNO 2017
PENTECOSTE-solennità-proprio
GIOVANNI 20,19-23
Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi. .
Dal vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Parola del Signore.

VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 791
Mentre si trovava a Monte Casale, in territorio di Massa, comandò ai frati di trasportare con la massima riverenza le sante reliquie da una chiesa completamente abbandonata alla loro casa. Sentiva pena che già da troppo tempo fossero rimaste senza venerazione. Ma, essendo egli partito di lì per urgente motivo, i figli dimenticarono l'ordine del Padre e non tennero in gran conto il merito dell'obbedienza.
Un giorno, mentre i frati si preparavano a celebrare la Messa, tolsero, come d'uso, la coperta dell'altare: trovarono ossa bellissime, che spandevano un soave profumo, e rimasero assai stupiti a quello spettacolo mai visto.
Ritornato poco dopo il Santo, si informò diligentemente se avevano eseguito il suo comando. Ma i frati confessarono umilmente la loro colpa, di aver trascurata l'obbedienza, e con la penitenza ottennero anche il perdono. Il Santo esclamò: "Sia benedetto il Signore mio Dio, che ha compiuto lui stesso ciò che avreste dovuto fare voi!".
Considera ora attentamente quanto sia stato devoto Francesco, osserva quale sia la premura di Dio per la nostra polvere e intona un canto di lode alla santa obbedienza. Perché se alla voce del Santo non si è piegato l'uomo, alle sue preghiere ha obbedito Dio.

MEDITAZIONE
Il Signore poi a sua volta diede questo Spirito alla Chiesa, mandando dal cielo il Paraclito su tutta la terra, da dove, come disse egli stesso, il diavolo fu cacciato come folgore cadente (cfr. Lc 10, 18). Perciò è necessaria a noi la rugiada di Dio, perché non abbiamo a bruciare e a diventare infruttuosi e, là dove troviamo l'accusatore, possiamo avere anche l'avvocato.
Il Signore affida allo Spirito santo quell'uomo incappato nei ladri, cioè noi. Sente pietà di noi e ci fascia le ferite, e dà i due denari con l'immagine del re. Così imprimendo nel nostro spirito, per opera dello Spirito Santo, l'immagine e l'iscrizione del Padre e del Figlio, fa fruttificare in noi i talenti affidatici perché li restituiamo poi moltiplicati al Signore. Francesco, pieno di Spirito santo, aveva fatto ben fruttificare tutti i talenti ricevuti. "Considera ora attentamente quanto sia stato devoto Francesco, osserva quale sia la premura di Dio per la nostra polvere e intona un canto di lode alla santa obbedienza. Perché se alla voce del Santo non si è piegato l'uomo, alle sue preghiere ha obbedito Dio." FF791. Cerchiamo anche noi di essere aperti a ricevere i doni di Dio......

PREGHIERA
O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore...

ACTIONES NOSTRAS”
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venerdì 2 giugno 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 3 Giugno 2017

a sua foto.
5 ore fa
San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 154
SABATO 3 GIUGNO 2017
Ss.CARLO LWANGA E COMP.
GIOVANNI 21, 20-25
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Parola del Signore.
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 790
201 Voleva che si dimostrasse grande rispetto alle mani del sacerdote, perché ad esse è stato conferito il divino potere di consacrare questo sacramento. "Se mi capitasse - diceva spesso - di incontrare insieme un santo che viene dal cielo ed un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti: Ohi! Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!"

202. Zelantissimo com'era del culto divino, questo uomo non trascurava di onorare debitamente nulla di ciò che si riferisce a Dio.


MEDITAZIONE
Tutti i discepoli sono chiamati a rendere testimonianza al Vangelo, anche se ciascuno ha la propria vocazione personale: é necessario proporre la Verità come una realtà luminosa e vivificante di cui si è riconosciuto l'autenticità. La chiesa donerà sempre la presenza del Signore: ogni uomo è segnato da una particolare volontà di Dio su di lui.ed è attraverso i meriti dei suoi figli che la chiesa non cesserà di riflettere la sua gloria.Ogni persona è un pensiero speciale di Dio. Pensiero unico, mai ripetibile. Se non possiamo conoscere il mistero dell’altro, possiamo sempre metterci al suo servizio. Come Gesù si è posto a servizio per dare a tutti la grazia e la verità per portare a realizzazione quanto Dio ha scritto singolarmente per ciascuno di noi, così ciascuno di noi deve porsi a servizio dei fratelli per offrire loro la grazia che lo Spirito Santo ha posto nel nostro cuore per farne dono ai fratelli. E' quello che faceva Francesco: si lasciava modellare da Dio e Gli permetteva di usarlo liberamente per aiutare il prossimo. Solo per amore si abbandonò con umiltà, con rispetto e fiducia nelle Sue Mani.

PREGHIERA
Ti ringraziamo, Signore Gesù, di non averci detto tutto; come i discepoli, anche noi facciamo fatica a comprendere le tue parole. Donaci di approfondire, nella luce dello Spirito, quelle che ci hanno tramandato Matteo, Marco, Luca e il discepolo che Tu amavi, la cui testimonianza è veritiera, oggi e sempre, nei secoli dei secoli.


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giovedì 1 giugno 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 2 Giugno 2017

 
San Francesco e il Vangelo
12 aprile
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 153
VENERDI' 2 GIUGNO 2017
S.FELICE DA NICOSIA
GIOVANNI 21, 15-19
In quel tempo,( quando si fu manifestato ai discepoli ed) essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simone Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro? Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che io ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene! Gli disse: “Pasci le mie pecore”.

Gli disse per la terza volta: “Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene? Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: “Mi vuoi bene?”.
E gli disse: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecore”. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo disse: “Seguimi”.
Parola del Signore.
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 789 
Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima caritā. Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri. Infatti, essendo colmo di reverenza per questo venerando sacramento, offriva il sacrificio dl tutte le sue membra, e, quando riceveva l'agnello immolato, immolava lo spirito in quel fuoco, che ardeva sempre sull'altare del suo cuore.

Per questo amava la Francia, perché era devota del Corpo del Signore, e desiderava morire in essa per la venerazione che aveva dei sacri misteri.
Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pissidi preziose, perché riponessero in luogo il più degno possibile il prezzo della redenzione, ovunque lo vedessero conservato con poco decoro.
MEDITAZIONE
Pietro riceve l'incarico di pastore delle pecore del Cristo. Per svolgere questa missione dovrà dare prova di un amore assoluto per il Signore, fino al giorno in cui <glorificherà Dio> con la sua morte. Francesco si sentiva spiritualmente responsabile dei fratelli, era consapevole delle sue responsabilità davanti a Dio. il suo comportamento, le sue preghiere fatte con tutto il cuore, avevano lo scopo di salvare e santificare quegli uomini la cui sorte spirituale Gesù aveva ritenuto di legare alla sua collaborazione...... Anche le nostre vite hanno uno scopo ben preciso: suscitare la fede, dare la possibilità a chi crede di avere la vita nel suo Nome. Ci avete pensato?

PREGHIERA
Signore Gesù, ci succede spesso di far finta di non conoscerti, come ha fatto Pietro; come lui, tuttavia ti amiamo, e Tu lo sai. Donaci di volerti bene per davvero, e non soltanto a parole, in modo tale da vivere servendo il tuo gregge e da morire rendendo gloria a Dio Padre, nella forza dello Spirito, per i secoli dei secoli.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen