SAN FRANCESCO E IL VANGELO 291
LUNEDI' 17 OTTOBRE 2016
S.IGNAZIO D'ANTOCHIA--memoria--
LUCA 12, 13-21
Quello che hai preparato, di chi sarà?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore
+LA LEGGENDA DEI TRE COMPAGNI 1468
1468 Era instancabile nell'esortare i fratelli all'osservanza fedele del Vangelo e della
Regola, come avevano promesso, e specialmente a mostrarsi reverenti e devoti agli uffici
liturgici e agli ordinamenti ecclesiastici, ascoltando fervorosi la Messa, adorando con la
massima devozione il corpo del Signore. Volle fossero onorati in maniera particolare i
sacerdoti, che amministrano sacramenti così venerandi e sublimi: dovunque li
incontrassero, dovevano chinare il capo davanti a loro e baciar loro le mani; se poi li
vedevano a cavallo, esigeva si baciasse loro le mani, non solo, ma addirittura gli zoccoli
del cavallo cui stavano in groppa, per reverenza verso i poteri sacri di cui sono insigniti i
ministri di Dio.
MEDITAZIONE
Il denaro non produce la felicità, divide gli uomini e il desiderio di possederlo fa dimenticare Dio. Non dobbiamo aspettare l'ora della morte per prendere coscienza di questo, e per cercare il vero bene, l'unico che la morte non potrà toglierci: l'amore che ci unisce a Dio. Chi pensa di possedere qualcosa quaggiù, più che possederla, ne è posseduto. Oggi, Gesù ci dice : “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni”. E “arricchitevi davanti a Dio!”. E' per questo che la ricchezza deve essere per ognuno un mezzo di azione: un mezzo per impegnarsi per gli altri. Aiutando coloro che sono nello sconforto e condividendo con generosità, si sarà veramente ricchi: ricchi agli occhi di Dio. San Francesco, nella Regola non bollata, (FF87), scrisse: "Comando fermamente a tutti i frati che in nessun modo ricevano denari o pecunia, direttamente o per interposta persona......"
PREGHIERA
Signore, insegnaci a non riporre la nostra fiducia nelle ricchezze ma ad affidarci a te, l'unico sostegno che nulla può far crollare. in modo che al termine della nostra vita possiamo essere trovati ricchi dell'unico vero bene: il tuo amore. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, che vive e regna con te per i secoli dei secoli.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
lunedì 17 ottobre 2016
lunedì 3 ottobre 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4 Ottobre 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 278
MARTEDI' 4 OTTOBRE 2016
SAN FRANCESCO D'ASSISI--solennità-
SAN FRANCESCO D'ASSISI--solennità-
MATTEO 11, 25-30
Io sono mite e umile di cuore.
Io sono mite e umile di cuore.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore
LA LEGGENDA DEI TRE COMPAGNI 1456
1456 47. Arrivati a Roma, vi trovarono il vescovo di Assisi, che li ricevette con grande gioia. Egli nutriva una stima affettuosa per Francesco e tutti i frati, ma, ignorando il motivo della loro venuta, fu preso da ansietà: temeva che volessero abbandonare Assisi,dove il Signore aveva cominciato per loro mezzo a compiere meraviglie di bene. Egli era
fiero e felice di avere nella sua diocesi uomini così zelanti, sulla cui vita esemplare faceva moltissimo conto. Quando
però seppe lo scopo del viaggio e comprese i loro progetti, ne fu rasserenato e promise di consigliarli e aiutarli.
MEDITAZIONE
Gesù prega. Si rivolge a suo Padre.Egli loda suo Padre, non in quanto tale, ma per ciò che fa. Si meraviglia di vedere la spontaneità dei bambini: per noi è veramente necessario diventare come loro per non perdere il più bell’incontro che un uomo possa fare. E per colui che lo accoglie in tal modo Gesù serba le rivelazioni più grandi, quelle che nessuno può conoscere (Mt 11,27) e che trattano del mistero di Dio stesso. C’è di più. Coloro che pregano ne fanno l’esperienza. Dio parla loro quando essi si confidano a lui. Essi comprendono quando non sono sulle difensive. Essi amano veramente quando accettano di essere amati, poiché Dio ci ama sempre per primo (1Gv 4,10) ma noi ci difendiamo, non vogliamo essere sensibili, e facciamo fatica a lasciarci andare. Noi ci complichiamo la vita spirituale. Cerchiamo il difficile dove le cose sono semplici. Il giogo del Signore è leggero, poiché egli lo porta per noi. Francesco ebbe la capacità di ascoltare e ...incontrò il Signore.
"Beati i poveri". Vivendo nella povertà e nella gioia, Francesco di Bernardone divenne un santo che assomiglia straordinariamente a Gesù di Nazaret; ; Francesco potè cantare la creazione con la freschezza di un'infanzia ritrovata. Le stigmate da lui ricevute ne fanno un'immagine ancora più perfetta del Cristo. Alla sua triplice famiglia religiosa e ai suoi seguaci, egli lasciò in eredità il suo amore per il Cristo povero, per la croce e per la chiesa.
PREGHIERA
O Dio, che nel Serafico Padre san Francesco, povero e umile, hai offerto alla tua Chiesa una viva immagine dei Cristo, concedi a noi di seguire il tuo Figlio nella via del Vangelo e di unirci a te in carità e letizia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
domenica 7 agosto 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7 Agosto 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 220
DOMENICA 7 AGOSTO 2016
LUCA 12, 32-48
Anche voi tenetevi pronti.
Anche voi tenetevi pronti.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Parola del Signore.
Forma breve (Lc 12, 35-40):
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore
LEGGENDA DEI TRE COMPAGNI 1399
1399 5. Passarono degli anni. Un nobile assisano, desideroso di soldi e di gloria, prese le
armi per andare a combattere in Puglia. Venuto a sapere la cosa, Francesco è preso a suavolta dalla sete di avventura. Così, per essere creato cavaliere da un certo conte Gentile,
prepara un corredo di panni preziosi; poiché, se era meno ricco di quel concittadino, era
però più largo di lui nello spendere.Una notte, dopo essersi impegnato anima e corpo nell'eseguire il suo progetto, e
bruciava dal desiderio di mettersi in marcia, fu visitato dal Signore, che volle
entusiasmarlo e sedurlo, sapendolo così bramoso di gloria, appunto con una visione
fastosa Stava dormendo quando gli apparve uno che, chiamatolo per nome, lo condusse in
uno splendido solenne palazzo, in cui spiccavano, appese alle pareti, armature da
cavaliere, splendenti scudi e simili oggetti di guerra Francesco, incantato, pieno di felicità
e di stupore, domandò a chi appartenessero quelle anni fulgenti e quel palazzo
meraviglioso Gli fu risposto che tutto quell'apparato insieme al palazzo era proprietà sua e
dei suoi cavalieri
Svegliatosi, s'alzò quel mattino pieno di entusiasmo Interpretando il sogno secondo
criteri mondani (egli non aveva ancora gustato pienamente lo spirito di Dio), immaginava
che sarebbe diventato un principe Così, prendendo la cosa come presagio di eccezionale
fortuna, delibera di partire verso la Puglia, per esser creato cavaliere da quel conte Era più
raggiante del solito e, a molti che se ne mostravano sorpresi e chiedevano donde gli
venisse tanta allegria, rispondeva: “ Ho la certezza che diventerò un grande principe”
MEDITAZIONE
Nella faticosa oscurità della fede, anche quando le tenebre dell'ateismo sembrano dilagare nel mondo, e il “piccolo gregge” sembra diminuire a vista d'occhio, bisogna vegliare attivamente e senza paura, nella speranza e nell'attesa del Signore....Solo chi attende il Signore è capace di apprezzare il momento presente, di conoscerne il significato e la ricchezza, perchè sa collocarlo nella giusta prospettiva, sa collegarlo alla venuta del Signore; l'attesa gli apre gli occhi e il cuore...ogni attimo si dilata e si illumina....perchè già la presenza di Gesù proietta su di lui la luce della sua venuta....Francesco viveva in una tranquilla fiducia in Dio, poiché “al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno”.Quando mandava qualche frate ad eseguire l'obbedienza, diceva ad ognuno di loro: “FF367. <Riponi la tua fiducia nel Signore ed Egli avrà cura di te”.
Per essere depositari fedeli, attenti, è necessario cogliere fiduciosamente la volontà di Dio nella nostra vita senza lasciarsi distrarre dalle tentazioni del mondo. In altre parole, il cuore va illuminato con la luce divina, che è la risposta che noi diamo alla Sua iniziativa d'amore: se apriamo noi stessi a Lui, se abbiamo fiducia in Lui, contribuiremo a costruire un mondo migliore.
PREGHIERA
Arda nei nostri cuori, o Padre,
la stessa fede che spinse Abramo
a vivere sulla terra come pellegrino,
e non si spenga la nostra lampada,
perché vigilanti nell’attesa della tua ora
siamo introdotti da te nella patria eterna.
Per Gesù Cristo nostro Signore.
Arda nei nostri cuori, o Padre,
la stessa fede che spinse Abramo
a vivere sulla terra come pellegrino,
e non si spenga la nostra lampada,
perché vigilanti nell’attesa della tua ora
siamo introdotti da te nella patria eterna.
Per Gesù Cristo nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
venerdì 29 luglio 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 30 Luglio 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 212
SABATO 30 LUGLIO 2016
MATTEO 14, 1-12
In quel tempo il tetrarca Erode ebbe notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: "Costui è Giovanni il Battista risuscitato dai morti; per ciò la potenza dei miracoli opera in lui".
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1673
NON PARLATEMI DI ALTRE REGOLE!
accostarono il cardinale Ugolino, il futuro Gregorio IX, che a sua volta partecipava all'assise
capitolare. E gli chiesero che persuadesse Francesco a seguire i consigli dei frati dotti e a
lasciarsi qualche volta guidare da loro. Facevano riferimento alle Regole di san Benedetto,
sant'Agostino e san Bernardo, che prescrivono questa e quest'altra norma al fine di condurre
una vita religiosa ben ordinata.
Udita che ebbe Francesco l'esortazione del cardinale su tale argomento, lo prese per
mano e lo condusse davanti all'assemblea capitolare, dove disse: « Fratelli, fratelli miei, Dio
mi ha chiamato a camminare la via della semplicità e me l'ha mostrata. Non voglio quindi
che mi nominiate altre Regole, né quella di sant'Agostino, né quella di san Bernardo o di san
Benedetto. Il Signore mi ha rivelato essere suo volere che io fossi un pazzo nel mondo: questa
è la scienza alla quale Dio vuole che ci dedichiamo! Egli vi confonderà per mezzo della vostra
stessa scienza e sapienza. Io ho fiducia nei castaldi del Signore, di cui si servirà per punirvi.
Allora, volenti o nolenti, farete ritorno con gran vergogna alla vostra vocazione ».
Stupì il cardinale a queste parole e non disse nulla, e tutti i frati furono pervasi da timore.
MEDITAZIONE
PREGHIERA
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
SABATO 30 LUGLIO 2016
MATTEO 14, 1-12
In quel tempo il tetrarca Erode ebbe notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: "Costui è Giovanni il Battista risuscitato dai morti; per ciò la potenza dei miracoli opera in lui".
Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodìade, moglie di Filippo suo fratello. Giovanni infatti gli diceva: "Non ti è lecito tenerla!". Benché Erode volesse farlo morire, temeva il popolo perché lo considerava un profeta.
Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato. Ed essa, istigata dalla madre, disse: "Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista". Il re ne fu contristato, ma a causa del giuramento e dei commensali ordinò che le fosse data e mandò a decapitare Giovanni nel carcere. La sua testa venne portata su un vassoio e fu data alla fanciulla, ed ella la portò a sua madre. I suoi discepoli andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Gesù.
Parola del SignoreDALLA LEGGENDA PERUGINA 1673
NON PARLATEMI DI ALTRE REGOLE!
1673 114. Mentre Francesco era al Capitolo generale, detto delle Stuoie, che si tenne presso la
Porziuncola e a cui intervennero cinquemila fratelli, molti di questi, uomini di cultura,accostarono il cardinale Ugolino, il futuro Gregorio IX, che a sua volta partecipava all'assise
capitolare. E gli chiesero che persuadesse Francesco a seguire i consigli dei frati dotti e a
lasciarsi qualche volta guidare da loro. Facevano riferimento alle Regole di san Benedetto,
sant'Agostino e san Bernardo, che prescrivono questa e quest'altra norma al fine di condurre
una vita religiosa ben ordinata.
Udita che ebbe Francesco l'esortazione del cardinale su tale argomento, lo prese per
mano e lo condusse davanti all'assemblea capitolare, dove disse: « Fratelli, fratelli miei, Dio
mi ha chiamato a camminare la via della semplicità e me l'ha mostrata. Non voglio quindi
che mi nominiate altre Regole, né quella di sant'Agostino, né quella di san Bernardo o di san
Benedetto. Il Signore mi ha rivelato essere suo volere che io fossi un pazzo nel mondo: questa
è la scienza alla quale Dio vuole che ci dedichiamo! Egli vi confonderà per mezzo della vostra
stessa scienza e sapienza. Io ho fiducia nei castaldi del Signore, di cui si servirà per punirvi.
Allora, volenti o nolenti, farete ritorno con gran vergogna alla vostra vocazione ».
Stupì il cardinale a queste parole e non disse nulla, e tutti i frati furono pervasi da timore.
MEDITAZIONE
Il Battista, per aver denunciato, in nome di Dio, il peccato di Erode, viene fatto uccidere da Erode stesso, su richiesta di Erodiade, sua amante. Ci rendiamo conto che il fatto di poter disporre di ogni cosa a loro piacere rende i potenti incapaci di comprendere qual è il vero bene. La figura di Erode è molto significativa proprio per questo: di fronte ad una debolezza della carne, l'uomo non riesce a controllare i suoi istinti e lascia che, per la sua stupidità, venga ucciso un altro uomo. Nei cuori degli esseri umani governano molto di più l'orgoglio e la superbia, che la giustizia e il rispetto per gli altri. Troppo spesso lasciamo che i poteri di cui disponiamo siano al servizio del male anziché del bene e abusiamo della nostra posizione, dominati dall'egoismo invece che dall'amore. “1034 5. Un giorno, (Francesco), mentre andava a cavallo per la pianura che si stende ai piedi di Assisi, si imbatté in un lebbroso. Quell'incontro inaspettato lo riempì di orrore. Ma, ripensando al proposito di perfezione, già concepito nella sua mente, e riflettendo che, se voleva diventare cavaliere di Cristo, doveva prima di tutto vincere se stesso, scese da cavallo e corse ad abbracciare il lebbroso e, mentre questi stendeva la mano come per ricevere l'elemosina, gli porse del denaro e lo baciò. Subito risalì a cavallo; ma, per quanto si volgesse a guardare da ogni parte e sebbene la campagna si stendesse libera tutt'intorno, non vide più in alcun modo quel lebbroso”. Siamo invitati, oggi, ad assumerci sempre le responsabilità delle nostre azioni e decisioni: Dio ci giudica dalle nostre opere.
PREGHIERA
Signore, Dio nostro, i tuoi profeti hanno spesso pagato a caro prezzo la fedeltà alla propria missione e la franchezza che essa imponeva loro. Donaci il coraggio della verità, anche se questo dovesse costarci molto caro, sull'esempio di Giovanni Battista e di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
giovedì 28 luglio 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 29 Luglio 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 211
VENERDI' 29 LUGLIO 2016
S.MARTA-memoria-proprio
S.MARTA-memoria-proprio
GIOVANNI 11, 19-27
Io credo che sei il Cristo, il Figlio di Dio.
Io credo che sei il Cristo, il Figlio di Dio.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno».
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Parola del Signore.
Oppure (Lc 10,38-42: Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose):
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1672
CRISTO APPROVA LA REGOLA
1672 113. Dimorava Francesco sopra un monte assieme a frate Leone d'Assisi e Bonizo da
Bologna per comporre la Regola, giacché era andato smarrito il testo della prima, dettatogli
da Cristo.
Numerosi ministri si recarono da frate Elia, vicario di Francesco, e gli dissero: «
Abbiamo sentito che questo fratello Francesco sta facendo una nuova Regola, e temiamo non
la renda così dura da riuscire inosservabile. Noi vogliamo che tu vada da lui e gli riferisca che
ci rifiutiamo di assoggettarci a tale Regola. Se la scriva per sé, e non per noi ». Frate Elia
1672 113. Dimorava Francesco sopra un monte assieme a frate Leone d'Assisi e Bonizo da
Bologna per comporre la Regola, giacché era andato smarrito il testo della prima, dettatogli
da Cristo.
Numerosi ministri si recarono da frate Elia, vicario di Francesco, e gli dissero: «
Abbiamo sentito che questo fratello Francesco sta facendo una nuova Regola, e temiamo non
la renda così dura da riuscire inosservabile. Noi vogliamo che tu vada da lui e gli riferisca che
ci rifiutiamo di assoggettarci a tale Regola. Se la scriva per sé, e non per noi ». Frate Elia
osservò che non aveva coraggio di andarci, per paura dei rimproveri di Francesco. Ma
siccome quelli insistevano, ribatté che non intendeva recarsi là senza di loro. Così partironotutti insieme.
Quando frate Elia, accompagnato dai ministri fu giunto a Fonte Colombo, chiamò il
Santo. Francesco uscì e vedendo i ministri chiese: « Cosa vogliono questi fratelli? ». Rispose
Elia: « Sono dei ministri. Venuti a sapere che stai facendo una nuova Regola e temendo non
sia troppo aspra, dicono e protestano che non intendono esservi obbligati. Scrivila per te, e
non per loro ».
Francesco levò la faccia al cielo e parlò a Cristo: « Signore, non lo dicevo che non ti
avrebbero creduto? ». E subito si udì nell'aria la voce di Cristo: « Francesco, nulla di tuo è
nella Regola, ma ogni prescrizione che vi si contiene è mia. E voglio sia osservata alla lettera,
alla lettera, alla lettera! senza commenti, senza commenti, senza commenti». Aggiunse: « So
ben io quanto può la debolezza umana, e quanto può la mia grazia. Quelli dunque che non
vogliono osservare la Regola, escano dall'Ordine! ».
Si volse allora Francesco a quei frati e disse: « Avete sentito? avete sentito? Volete che
ve lo faccia ripetere? ». E così i ministri se ne tornarono scornati e riconoscendosi in colpa.
MEDITAZIONE
Marta, sorella di Maria, corse incontro a Gesù quando venne per risuscitare il fratello Lazzaro e professò la sua fede nel Cristo Signore: «Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo» (Gv 11, 27). Accolse con premura nella sua casa di Betania il divino Maestro, che la esortò a unire al servizio di ospitalità l’ascolto della sua parola (Lc 10, 38-42; Gv 12, 1). San Francesco, che voleva vivere il Vangelo alla lettera, così scrisse all'Ordine:
" [224] 34 E poiché chi è da Dio ascolta le parole di Dio (Cfr. Gv 8,47), perciò noi, che in modo tutto speciale siamo deputati ai divini uffici, dobbiamo non solo ascoltare e praticare quello che Dio dice, ma anche, per radicare in noi l'altezza del nostro Creatore e la nostra sottomissione a lui, custodire i vasi sacri e i libri liturgici, che contengono le sue sante parole".
[225] 35 Perciò, ammonisco tutti i miei frati e li incoraggio in Cristo perché, ovunque troveranno le divine parole scritte, come possono, le venerino 36 e, per quanto spetti a loro, se non sono ben custodite o giacciono sconvenientemente disperse in qualche luogo, le raccolgano e le ripongano in posto decoroso, onorando nelle sue parole il Signore che le ha pronunciate (Cfr. 3Re 2,4). Molte cose infatti sono santificate (1Tm 4,5) mediante le parole di Dio e in virtù delle parole di Cristo si compie il sacramento dell'altare". Meditiamo le parole di Gesù e di Francesco, perchè la nostra azione sarà tanto più feconda quanto più scaturirà dalla sorgente della contemplazione. Lasciamo che Lui, che è la VITA, torni ad essere un fiume in piena dentro di noi.
PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
il tuo Figlio fu accolto come ospite a Betania
nella casa di santa Marta,
concedi anche a noi
di esser pronti a servire Gesù nei fratelli,
perché al termine della vita
siamo accolti nella tua dimora.
Per Gesù Cristo, nostro Signore.
Dio onnipotente ed eterno,
il tuo Figlio fu accolto come ospite a Betania
nella casa di santa Marta,
concedi anche a noi
di esser pronti a servire Gesù nei fratelli,
perché al termine della vita
siamo accolti nella tua dimora.
Per Gesù Cristo, nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28 Luglio 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 210
GIOVEDI' 28 LUGLIO 2016
MATTEO 13, 47-53
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Parola del Signore.
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1671
NESSUNA PROPRIETA',
NEMMENO IN COMUNE
1671 112. I frati ministri cercavano di convincere Francesco a permettere che si possedesse
qualcosa, almeno comunitariamente, in maniera che un numero così grande di religiosi
avesse una riserva cui attingere. Raccoltosi in preghiera, il Santo chiamò Cristo e lo consultò
su questo punto. E immediatamente il Signore gli diede la sua risposta: non ci doveva essere
proprietà alcuna né personale né comunitaria. Questa era la sua famiglia, disse, alla quale lui
avrebbe immancabilmente provveduto per quanto numerosa fosse, e sempre avrebbe avuto
cura di essa finché la fraternità avesse nutrito fiducia in Lui.
NEMMENO IN COMUNE
1671 112. I frati ministri cercavano di convincere Francesco a permettere che si possedesse
qualcosa, almeno comunitariamente, in maniera che un numero così grande di religiosi
avesse una riserva cui attingere. Raccoltosi in preghiera, il Santo chiamò Cristo e lo consultò
su questo punto. E immediatamente il Signore gli diede la sua risposta: non ci doveva essere
proprietà alcuna né personale né comunitaria. Questa era la sua famiglia, disse, alla quale lui
avrebbe immancabilmente provveduto per quanto numerosa fosse, e sempre avrebbe avuto
cura di essa finché la fraternità avesse nutrito fiducia in Lui.
MEDITAZIONE
Tutti siamo chiamati ad annunciare il messaggio della Parola divenuta carne in un mare di umanità. Gesù invita i discepoli ad imitarlo nella presentazione del mistero del Regno, senza timore e con fiduciosa apertura alla novità dello Spirito. Gesù si serve dell'immagine della rete, così famigliare ai pescatori e a tutti, per mostrare che tutti, nessuno escluso, sono destinatari della lieta notizia del Signore: il Risorto nella sua misericordia vuole salvarci. Dio ha voluto redimere gli uomini e aprire le porte della salvezza a coloro che lo avrebbero cercato. Compito davvero arduo, perché deve tenere conto di una realtà, come la nostra, molto distratta, poco desiderosa ad impegnarsi concretamente, troppo presa dalla vita quotidiana. Francesco era desideroso di esaudire i desideri di Gesù, col quale aveva un rapporto intimo particolare e famigliare, era desideroso di far conoscere a tutti i misteri del Regno, perchè potessero riflettere sulle realtà divine e conventirsi finchè c'è tempo. “FF1463 54. Ottenuta dunque l'investitura da parte del Papa, andando Francesco per città e castelli, cominciò a predicare dappertutto con più grande impegno e sicurezza, non ricorrendo a persuasivi ragionamenti fondati sulla sapienza umana, ma basandosi sulla dottrina e sulla virtù dello Spirito Santo, annunziando con fiducia il regno di Dio. Era un evangelizzatore della verità, fatto forte dall'autorità apostolica. Non ricorreva all'adulazione, sprezzava il bel parlare. Quella che proponeva agli altri nelle sue esortazioni, era innanzi tutto sua vissuta convinzione personale; così era in grado di annunziare sinceramente la verità”. Noi facciamo la nostra parte? Ricordiamoci che l'annuncio della buona novella si condensa nell'amore da parte di un Dio che è misericordioso, che non si stanca di chiamarci perchè, Lui che è Amore, è instancabile nella sua misericordia.
PREGHIERA
Signore Gesù, noi siamo stati presi nella rete che Tu getti sul mondo. Mentre ti ringraziamo per questo dono, ti preghiamo di aiutarci ad essere fedeli alla tua chiamata, perchè alla fine dei tempi possiamo entrare nella gioia eterna in cui Tu vivi con il Padre e lo Spirito santo, nei secoli dei secoli.
Signore Gesù, noi siamo stati presi nella rete che Tu getti sul mondo. Mentre ti ringraziamo per questo dono, ti preghiamo di aiutarci ad essere fedeli alla tua chiamata, perchè alla fine dei tempi possiamo entrare nella gioia eterna in cui Tu vivi con il Padre e lo Spirito santo, nei secoli dei secoli.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
mercoledì 27 luglio 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27 Luglio 2016
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 209
MERCOLEDI' 27 LUGLIO 2016
MATTEO 13, 44-46
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1670
NON SONO UN LADRO !
1670 111. Francesco ripeteva spesso ai fratelli: « Non sono mai stato ladro. Voglio dire che
sarebbe rubare ».
MEDITAZIONE
PREGHIERA
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
MERCOLEDI' 27 LUGLIO 2016
MATTEO 13, 44-46
Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose;trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1670
NON SONO UN LADRO !
1670 111. Francesco ripeteva spesso ai fratelli: « Non sono mai stato ladro. Voglio dire che
delle elemosine, le quali sono l'eredità dei poveri, ho preso sempre meno di quanto mi
bisognasse, allo scopo di non intaccare la parte dovuta agli altri poveri. Fare diversamentesarebbe rubare ».
MEDITAZIONE
Di fronte al Regno di Dio, unico scopo della nostra vita, gli altri valori non sono da disprezzare, ma bisogna essere consapevoli che si tratta soltanto di mezzi. E nessun mezzo deve essere preferito al fine: il Regno. Il Regno dei cieli è proprio ciò che si cerca nel profondo del cuore. È come un tesoro di cui si scopre l’esistenza. È come una perla, la perla delle perle che il mercante ha cercato per tutta la sua vita. Se il mercante raggiunge il suo obiettivo, non è grazie alla sua tenacia, ma perché ciò gli è concesso in dono. Ma bisogna essere pronti anche a sacrificare tutto per ricevere questo dono:bisogna essere pronti. Quando si raggiunge l’obiettivo, non bisogna crollare come dopo un eccesso di sforzo, ma esultare di indescrivibile gioia. San Francesco, nella “Parafrasi del Padre Nostro”, scrive: “ [FF269] Venga il tuo regno (Mt 6,10): perché tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, ove la visione di te è senza veli, l'amore di te è perfetto,
la comunione di te è beata, il godimento di te senza fine”.PREGHIERA
Signore, Dio nostro, il dono che Tu ci fai è senza prezzo. Aiutaci a non dare un valore assoluto ai beni che passano, e rendi libero il nostro cuore, perchè sia capace di preferire a tutto le ricchezze del tuo Regno. Per Gesù Cristo, nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
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