mercoledì 30 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 30 GENNAIO 2019


SAN FRANCESCO-dalla vita al Vangelo 30
MERCOLEDI' 30 GENNAIO 2019
S.GIACINTA MARESCOTTI-memoria-
MARCO 4,1-20
Il seminatore uscì a seminare.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. 
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».
Parola del Signore
+DALLE FONTI
LEGGENDA DEI TRE COMPAGNI
1417 17 Al primo vederlo, quelli che lo conoscevano com'era prima, presero a insultarlo, gridando ch'era un pazzo e un insensato, gettandogli fango e sassi. Vedendolo così mutato, sfinito dalle penitenze, attribuivano ad esaurimento e demenza il suo cambiamento. Ma il cavaliere di Cristo passava in mezzo a quella tempesta senza farci caso, non lasciandosi colpire e agitare dalle ingiurie, rendendo invece grazie a Dio.
+MEDITAZIONE
La particolarità del sacrificio di Cristo è che questa consacrazione sacerdotale non vale soltanto per lui, come nell'Antico Testamento valeva soltanto per i pontefici consacrati, ma vale anche per noi: Cristo riceve la consacrazione sacerdotale e nello stesso tempo ce la conferisce. Riceviamo la santificazione e ogni giorno essa si sviluppa nella nostra vita, in una continuata applicazione alla nostra persona del sacrificio di Cristo, anche e specialmente nelle sofferenze, nelle tribolazioni. Sofferenze e tribolazioni che non mancarono a Francesco dopo la sua scelta di mettersi alla sequela di Cristo. Infatti la gente "Vedendolo così mutato, sfinito dalle penitenze, attribuivano ad esaurimento e demenza il suo cambiamento" FF1417.
Chiediamo al Signore la grazia di capire bene il privilegio di essere un popolo sacerdotale, senza nessuna barriera fra noi e il Padre celeste e, d'altra parte, di riconoscere nell'umiltà e nella verità la nostra condizione di persone in cammino, sempre bisognose di essere giustificate dal sacrificio di Cristo.

+PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
guida i nostri atti secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 28 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 29 GENNAIO 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO
MARTEDI' 29 GENNAIO 2019
SANTI PAPIA E MAURO
MARCO 3,31-35
Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. 
Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». 
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Parola del Signore
DALLE FONTI
LEGGENDA DEI TRE COMPAGNI
1417 17. In digiuno e pianto, supplicava con insistenza il Signore. Diffidava delle sue virtù e risorse, abbandonando ogni sua speranza in Dio, il quale, in quel periodo ch'era come sepolto vivo, lo ricolmava di ineffabile gioia e lo illuminava con luci stupende.Finché un giorno, infuocato di entusiasmo, lasciò la caverna e si mise in cammino verso Assisi, vivace, lesto e gaio. Armato di fiducia in Cristo e acceso di amore celeste, rinfacciava a se stesso la codardia e la vana trepidazione, e con audacia decise di esporsi alle mani e ai colpi dei persecutori. Al primo vederlo, quelli che lo conoscevano com'era prima, presero a  insultarlo, gridando ch'era un pazzo e un insensato, gettandogli  fango e sassi. Vedendolo così
mutato, sfinito dalle penitenze, attribuivano ad esaurimento e demenza il suo cambiamento. Ma il cavaliere di Cristo passava in mezzo a quella tempesta senza farci caso, non lasciandosi colpire e agitare dalle ingiurie, rendendo invece grazie a Dio. Si diffuse per le piazze e le vie della città la notizia di quanto succedeva, finché venne agli orecchi del padre. Sentito come lo maltrattavano, egli uscì immediatamente a prenderlo, con l'intenzione non di liberarlo, ma di finirla. Fuori di sé, gli si avventò contro come un lupo sulla pecora, e fissandolo con occhio torvo e con la faccia contratta dal furore, lo afferrò e trascinò fino a casa. Qui lo rinchiuse in un bugigattolo oscuro per più giorni, facendo di tutto, a parole e a botte, per ricondurlo alla vanità mondana.


MEDITAZIONE
La Messa è la "nuova alleanza" che Gesù ha sostituito alla prima col suo sangue, in adesione alla volontà di Dio; la Comunione mette in noi la vittima che ha perfettamente aderito alla volontà di Dio. La Comunione è stata istituita proprio in vista della continua adesione alla volontà di Dio: sono due modi di comunicarsi. Anzi, la comunione sacramentale ha senso proprio in vista da questa seconda comunione esistenziale. La Messa è indispensabile, ma è ordinata alla comunione concreta nella vita. Chiediamo al Signore che ci faccia entrare in questo mistero e ci aiuti a fare con amore la sua volontà, per essere davvero suo fratello, sorella e madre, cioè vivere uniti a lui con la fede, nella vita nuova secondo lo Spirito. Arrivare a fidarsi completamente dell'altro e dell'Altro divino è, per un adulto, la sfida relazionale più intensa da affrontare perchè attinge alle sfere più profonde dell'anima. "...dopo la visione e le parole del Crocifisso di San Damiano, Francesco partecipò alla passione di Cristo fino alla morte." FF1414.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
guida i nostri atti secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio 
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen






domenica 27 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28 GENNAIO 2019


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 28
LUNEDI' 28 GENNAIO 2019
S.TOMMASO D'AQUINO-memoria-
MARCO 3, 22-30
Satana è finito.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». 
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. 
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. 
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Parola del Signore
.I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1892
CAPITOLO L
Come dicendo messa il dì de' morti, frate Giovanni della Vernia vide molte anime liberate del purgatorio.
1892 Dicendo una volta il detto frate Giovanni la messa il dì dopo Ognissanti per tutte l' anime de' morti, secondo che la Chiesa ha ordinato, offerse con tanto affetto di carità e con tanta piatà di compassione quello altissimo Sacramento (che per la sua efficacia l' anime de' morti desiderano sopra tutti gli altri beni che sopra tutto a loro si possono fare) ch' egli parea tutto che si struggesse per dolcezza di pietà e carità fraterna. Per la qual cosa in quella messa levando divotamente il corpo di Cristo e offerendolo a Dio Padre e pregandolo che per amore del suo benedetto figliuolo Gesù Cristo, il quale per ricomperare le anime era penduto in croce, gli piacesse liberare delle pene del purgatorio l' anime de' morti da lui create e ricomperate; immantanente egli vide quasi infinite anime uscire di purgatorio, a modo che faville di fuoco innumerabili ch' uscissono d' una fornace accesa e videle salire in cielo per li meriti della passione di Cristo, il quale ognindì è offerto per li vivi e per li morti in quella sacratissima ostia, degna d' essere adorata in secula seculorum.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
Quando ci si lascia trasformare da Lui, si è pronti a lottare contro il male e ad andare nel mondo per annunciare la divina parola di salvezza. Diventare collaboratore di Cristo nel ministero sacerdotale è un dono e un privilegio unico. Francesco è consapevole di essere stato scelto da Dio, il quale vuole compiere in lui opere straordinarie, spingendolo per una strada fino allora imbattuta: per suo mezzo i peccatori avrebbero ritrovato la speranza di rivivere la grazia (FF321). Anche noi rendiamoci disponibili all'azione dello Spirito, anche noi lasciamoci trasformare in suoi strumenti di pace, d'amore, di solidarietà, di rispetto per tutte le creature......e di salvezza per le anime.

PREGHIERA
O Dio, nostro Padre,
che hai formato alla scuola degli Apostoli
i santi vescovi Timoteo e Tito,
concedi anche a noi per loro intercessione
di vivere in questo mondo
con giustizia e con amore di figli,
per giungere alla gloria del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

sabato 26 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 27
DOMENICA 27 GENNAIO 2019
LUCA 1,1-4; 4,14-21
Oggi si è compiuta questa Scrittura.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Parola del Signore
Leggenda Maggiore di San Bonaventura III, 8: FF 1061
Vedendo che il numero dei frati a poco a poco cresceva, ii servitore di Cristo scrisse per sé e per i suoi frati con parole semplici, una formula di vita, nella quale, posta come fondamento imprescindibile l'osservanza del santo Vangelo, inserì poche altre cose, che sembravano necessarie per vivere in modo uniforme. Desiderando che venisse approvato dal sommo Pontefice quanto aveva scritto, decise di recarsi, con quell'adunata di uomini semplici, alla presenza della Sede Apostolica, affidandosi unicamente alla guida di Dio. Dio, che aveva guardato dall'alto al desiderio del suo servo, per rinvigorire il coraggio dei suoi compagni, terrorizzati dalla coscienza della propria semplicità, gli mandò questa visione: gli sembrava di camminare su una strada, a fianco della quale si ergeva un albero molto alto. Avvicinatosi all'albero, si era messo ad osservare dal di sotto la sua altezza, quando improvvisamente una forza divina lo sollevò tanto in alto che riusciva a toccare la sommità dell'albero e a piegarne con estrema facilità la cima fino a terra. L'uomo di Dio comprese perfettamente che quella visione era un presagio e gli indicava come l'autorità apostolica nella sua accondiscendenza si sarebbe piegata fino a lui. Con l'animo pieno di gioia, confortò i compagni e affrontò con loro il cammino.

MEDITAZIONE
Nella nuova relazione con Dio che Gesù propone, quella con il Padre, non c’è più una legge, un codice esterno all’uomo che l’individuo deve osservare, ma c’è l’accoglienza e la pratica di un amore simile al suo. Il Dio di Gesù non governa gli uomini emanando leggi che questi devono osservare, ma comunicando loro interiormente la sua stessa forza, il suo stesso Spirito che li rende capaci di amare generosamente come da lui si sentono amati. Il regno di Dio è vicino, ma per far sì che questo diventi realtà, c’è bisogno di una decisione da parte dell’uomo, la conversione. L’evangelista non adopera il verbo convertire che indica un ritorno alla religione, a Dio, ma indica un cambio di mentalità che incide profondamente nel comportamento, una rinuncia all’ingiustizia e l’orientamento della propria esistenza al bene degli altri. Questa è la conversione alla quale Gesù chiama, alla quale Gesù invita, perché il regno di Dio diventi realtà. Per regno di Dio in questo vangelo si intende una società alternativa, una società dove anziché il salire ci sia lo scendere, dove anziché comandare ci sia il servire e soprattutto dove, anziché l’accumulo dei beni, ci sia la condivisione. Allora per far questo ci vuole una conversione, un cambiamento di rotta. La chiamata alla salvezza non è più un privilegio di un solo popolo eletto: è universale. Dio è per tutti. Francesco ha accettato l’invito di Gesù. La conversione lo ha allontanato dai piaceri del mondo e gli ha fatto scoprire un piacere molto speciale nel vivere in fraternità, nel servire i fratelli e nell’incontrare i poveri. La generosità che aveva nei loro confronti lo poneva in diretto contatto con Colui che solo ripaga in abbondanza e da’ senso alla nostra vita. Nell’umiltà e nella povertà ha trovato la vera ricchezza.

PREGHIERA
O Padre, che nel tuo Figlio
ci hai dato la pienezza della tua parola e del tuo dono,
fa’ che sentiamo l’urgenza di convertirci a te
e di aderire con tutta l’anima al Vangelo,
perché la nostra vita
annunzi anche ai dubbiosi e ai lontani
l’unico Salvatore, Gesù Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen


venerdì 25 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26 GENNAIO 2019

  

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 26
SABATO 26 GENNAIO 2019
SANTI TIMOTEO E TITO
LUCA 10,1-9
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. 
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
Parola del Signore
.Vita Seconda di Tommaso da Celano 662
Da principio, sia per allenare se stesso alla mortificazione sia per indulgenza verso la ritrosia dei frati, spesso andava per l'elemosina lui solo. Ma una volta, vedendo che molti non sentivano l'esigenza della loro vocazione, disse: «Carissimi fratelli, il Figlio di Dio era più nobile di noi, eppure per noi si è fatto povero in questo mondo. Per suo amore abbiamo scelto la via della povertà: non dobbiamo sentirci umiliati di andare per l'elemosina. Non è mai decoroso per gli eredi del regno arrossire della caparra della eredità celeste. Vi dico che molti nobili e sapienti si uniranno alla nostra congregazione e si sentiranno onorati di chiedere l'elemosina. Pertanto voi, che ne siete la primizia, gioite ed esultate, e non rifiutate di compiere ciò che trasmetterete da fare a quei santi.

MEDITAZIONE
Gesù dà un invito prezioso ai settantadue: siate come agnelli. Al male del mondo non rispondete quindi con il male ma con il bene. Le vostre armi non siano quelle che incontrerete ma siano l’annuncio del Regno, sia il dono della pace. Il cristiano, che lotta nel mondo non è un superficiale che vive in modo sprovveduto ma è in grado di rispondere al male subito con amore e carità. L’ottimismo cristiano è di chi ha conosciuto il vero Bene e da lì trae la vera forza per combattere il male. San Francesco aveva la gioia che non deriva dal mondo ma dal sapersi amato e figlio di un Dio che è soltanto Amore. Quando guardava Gesù, lo guardava con fede; quando Gli parlava, parlava con fede... e lo toccava con fede. Imitiamolo ed Egli ci trasformerà, si comunicherà a noi, ci farà simili a Lui, capaci di aiutare gli altri.

PREGHIERA
O Dio, nostro Padre,
che hai formato alla scuola degli Apostoli
i santi vescovi Timoteo e Tito,
concedi anche a noi per loro intercessione
di vivere in questo mondo
con giustizia e con amore di figli,
per giungere alla gloria del tuo regno.
Per Gesù Cristo, nostro Signore.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

giovedì 24 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25
VENERDI' 25 GENNAIO 2019
CONVERSIONE DI S.PAOLO APOSTOLO
MARCO 16, 15-18
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Parola del Signore.
Vita Seconda di Tommaso da Celano 661
Un giorno Francesco fece visita al papa Gregorio, di veneranda memoria, quando era ancora di dignità inferiore. Avvicinandosi l'ora del pranzo, andò ad elemosinare e, di ritorno, dispose sulla tavola del vescovo frustoli di pane nero.
Il vescovo, quando li vide, sentì piuttosto vergogna, soprattutto a causa dei nuovi invitati. Il Padre con volto lieto distribuì ai cavalieri e ai cappellani commensali i tozzi di pane: tutti li accettarono con particolare devozione, e alcuni di essi ne mangiarono, altri li conservarono per riverenza. Finito il pranzo, alzatosi, il vescovo chiamò nella sua stanza l'uomo di Dio, e protendendo le braccia, lo strinse amorosamente: «Fratello mio,--gli disse--perché nella casa che è tua e dei tuoi fratelli, mi hai fatto il torto di andare per l'elemosina?».
«Anzi,--rispose il Santo--vi ho reso onore, onorando un Signore più grande. Perché Dio si compiace della povertà, e soprattutto della mendicità volontaria. Da parte mia ritengo dignità regale e insigne nobilità seguire quel Signore, che pur essendo ricco si è fatto povero per noi ». E aggiunse: «Trovo maggiori delizie in una mensa povera preparata con piccole elemosine, che in una ricca dove a mala pena si conta il numero delle portate».
Il vescovo ne rimase moltissimo edificato e disse al Santo: «Figlio, fa pure ciò che ti sembra bene, perché il Signore è con te ».

MEDITAZIONE
Gesù Risorto affida agli apostoli la missione di annunciare il Vangelo e rendere agli uomini la gioia più grande: essere e sapere di essere figli di Dio, perchè Lui “vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità”. Su ognuno di noi ha dei progetti e a ognuno di noi da una missione particolare.
""E dopo che il Signore mi dette dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò"". FF116.

PREGHIERA
O Dio, che hai illuminato tutte le genti
con la parola dell’apostolo Paolo,
concedi anche a noi,
che oggi ricordiamo la sua conversione,
di essere testimoni della tua verità
e di camminare sempre nella via del Vangelo.
Per Gesù Cristo, nostro Signore.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da Te inizio e in Te compimento. Amen.

mercoledì 23 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 GENNAIO 2019

 
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24
GIOVEDI' 24 GENNAIO 2019
S,FRANCESCO DI SALES-memoria-
MARCO 3,7-12
Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. 
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. 
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Parola del Signore
Leggenda Maggiore di San Bonaventura III, 5 : FF 1055
Sempre in quel periodo, un sacerdote della città di Assisi, chiamato Silvestro, uomo di onorata condotta, ebbe dal Signore una visione, che non va taciuta.
Silvestro, giudicando secondo il criterio degli uomini, aveva in orrore il modo di vivere seguito da Francesco e dai suoi frati. Ma la grazia celeste rivolse a lui il suo sguardo e lo visitò, perché non venisse a trovarsi in pericolo a causa di quel suo giudizio privo di fondamento. Vide, dunque, in sogno, tutta la città di Assisi circondata da un grande dragone, che con la sua sterminata grandezza sembrava minacciare lo sterminio a tutta la regione. Dopo di ciò, vedeva uscire dalla bocca di Francesco una croce tutta d’oro, che con la punta toccava il cielo e con le braccia, protese per il largo, sembrava estendersi fino alle estremità del mondo. Questa apparizione fulgentissima metteva definitivamente in fuga il dragone fetido e orrendo.
Questo spettacolo gli fu mostrato per tre volte. Egli comprese, allora, che si trattava di un messaggio divino e riferì tutto ordinatamente all’uomo di Dio e ai suoi frati, e dopo non molto tempo lasciò il mondo e seguì la via di Cristo con grande perseveranza, rendendo autentica, mediante la condotta da lui tenuta nell’Ordine, la visione che aveva avuto nel secolo.

MEDITAZIONE
Gesù attrae per la limpidezza del suo messaggio, per la coerenza della vita, per il potere divino di sanare corpi e anime. Egli parla con autorità umana e divina e vuole innanzi tutto calarsi nella realtà più viva della storia dell’uomo. Stando tra la gente ne percepisce e sperimenta tutta la profondità e la drammaticità nella debolezza della nostra stessa natura, corrotta dal peccato. Si accostano a lui famelici e assetati di verità; gente di ogni ceto. Molti sono malati nel corpo e nello spirito. Gesù teme di essere schiacciato da tanta miseria per cui «egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero». Noi sappiamo che il peso dell’umanità si tramuterà in passione, croce, calvario e morte per Cristo. Intanto come preannuncio e in vista di quella risoluzione finale, molti vengono prodigiosamente guariti. Per Cristo però i miracoli sono soltanto segni tangibili del suo amore e della sua missione e non vogliono essere espressione di potere o, ancor meno, motivo di trionfo. Ecco perché fa tacere gli spiriti immondi, che gli prostrano dinanzi e lo proclamano figlio di Dio. Come Gesù, Francesco ama portare anime a Dio per salvarle....agisce di preferenza nel silenzio e operare nelle profondità dell’anima... Come Gesù, Francesco non vuole dar spettacolo agli uomini, ma garantire loro la salvezza.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen