giovedì 24 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 25
VENERDI' 25 GENNAIO 2019
CONVERSIONE DI S.PAOLO APOSTOLO
MARCO 16, 15-18
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Parola del Signore.
Vita Seconda di Tommaso da Celano 661
Un giorno Francesco fece visita al papa Gregorio, di veneranda memoria, quando era ancora di dignità inferiore. Avvicinandosi l'ora del pranzo, andò ad elemosinare e, di ritorno, dispose sulla tavola del vescovo frustoli di pane nero.
Il vescovo, quando li vide, sentì piuttosto vergogna, soprattutto a causa dei nuovi invitati. Il Padre con volto lieto distribuì ai cavalieri e ai cappellani commensali i tozzi di pane: tutti li accettarono con particolare devozione, e alcuni di essi ne mangiarono, altri li conservarono per riverenza. Finito il pranzo, alzatosi, il vescovo chiamò nella sua stanza l'uomo di Dio, e protendendo le braccia, lo strinse amorosamente: «Fratello mio,--gli disse--perché nella casa che è tua e dei tuoi fratelli, mi hai fatto il torto di andare per l'elemosina?».
«Anzi,--rispose il Santo--vi ho reso onore, onorando un Signore più grande. Perché Dio si compiace della povertà, e soprattutto della mendicità volontaria. Da parte mia ritengo dignità regale e insigne nobilità seguire quel Signore, che pur essendo ricco si è fatto povero per noi ». E aggiunse: «Trovo maggiori delizie in una mensa povera preparata con piccole elemosine, che in una ricca dove a mala pena si conta il numero delle portate».
Il vescovo ne rimase moltissimo edificato e disse al Santo: «Figlio, fa pure ciò che ti sembra bene, perché il Signore è con te ».

MEDITAZIONE
Gesù Risorto affida agli apostoli la missione di annunciare il Vangelo e rendere agli uomini la gioia più grande: essere e sapere di essere figli di Dio, perchè Lui “vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità”. Su ognuno di noi ha dei progetti e a ognuno di noi da una missione particolare.
""E dopo che il Signore mi dette dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò"". FF116.

PREGHIERA
O Dio, che hai illuminato tutte le genti
con la parola dell’apostolo Paolo,
concedi anche a noi,
che oggi ricordiamo la sua conversione,
di essere testimoni della tua verità
e di camminare sempre nella via del Vangelo.
Per Gesù Cristo, nostro Signore.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da Te inizio e in Te compimento. Amen.

mercoledì 23 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24 GENNAIO 2019

 
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 24
GIOVEDI' 24 GENNAIO 2019
S,FRANCESCO DI SALES-memoria-
MARCO 3,7-12
Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. 
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. 
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Parola del Signore
Leggenda Maggiore di San Bonaventura III, 5 : FF 1055
Sempre in quel periodo, un sacerdote della città di Assisi, chiamato Silvestro, uomo di onorata condotta, ebbe dal Signore una visione, che non va taciuta.
Silvestro, giudicando secondo il criterio degli uomini, aveva in orrore il modo di vivere seguito da Francesco e dai suoi frati. Ma la grazia celeste rivolse a lui il suo sguardo e lo visitò, perché non venisse a trovarsi in pericolo a causa di quel suo giudizio privo di fondamento. Vide, dunque, in sogno, tutta la città di Assisi circondata da un grande dragone, che con la sua sterminata grandezza sembrava minacciare lo sterminio a tutta la regione. Dopo di ciò, vedeva uscire dalla bocca di Francesco una croce tutta d’oro, che con la punta toccava il cielo e con le braccia, protese per il largo, sembrava estendersi fino alle estremità del mondo. Questa apparizione fulgentissima metteva definitivamente in fuga il dragone fetido e orrendo.
Questo spettacolo gli fu mostrato per tre volte. Egli comprese, allora, che si trattava di un messaggio divino e riferì tutto ordinatamente all’uomo di Dio e ai suoi frati, e dopo non molto tempo lasciò il mondo e seguì la via di Cristo con grande perseveranza, rendendo autentica, mediante la condotta da lui tenuta nell’Ordine, la visione che aveva avuto nel secolo.

MEDITAZIONE
Gesù attrae per la limpidezza del suo messaggio, per la coerenza della vita, per il potere divino di sanare corpi e anime. Egli parla con autorità umana e divina e vuole innanzi tutto calarsi nella realtà più viva della storia dell’uomo. Stando tra la gente ne percepisce e sperimenta tutta la profondità e la drammaticità nella debolezza della nostra stessa natura, corrotta dal peccato. Si accostano a lui famelici e assetati di verità; gente di ogni ceto. Molti sono malati nel corpo e nello spirito. Gesù teme di essere schiacciato da tanta miseria per cui «egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero». Noi sappiamo che il peso dell’umanità si tramuterà in passione, croce, calvario e morte per Cristo. Intanto come preannuncio e in vista di quella risoluzione finale, molti vengono prodigiosamente guariti. Per Cristo però i miracoli sono soltanto segni tangibili del suo amore e della sua missione e non vogliono essere espressione di potere o, ancor meno, motivo di trionfo. Ecco perché fa tacere gli spiriti immondi, che gli prostrano dinanzi e lo proclamano figlio di Dio. Come Gesù, Francesco ama portare anime a Dio per salvarle....agisce di preferenza nel silenzio e operare nelle profondità dell’anima... Come Gesù, Francesco non vuole dar spettacolo agli uomini, ma garantire loro la salvezza.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 22 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23
MERCOLEDI' 23 GENNAIO 2019
S.EMERENZIANA
MARCO 3,1-6
È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. 
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. 
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Parola del Signore
DALLE FONTI
Leggenda Maggiore di San Bonaventura III,4 : FF 1055
Poco tempo dopo, lo stesso Spirito chiamò altri cinque uomini e il numero dei frati salì a sei. Fra loro, il terzo posto toccò al santo padre Egidio, uomo davvero pieno di Dio e degno di essere solennemente ricordato. Egli, infatti, divenne in seguito famosissimo per le sue sublimi virtù, come di lui aveva predetto il servitore del Signore, e, quantunque illetterato e semplice, si elevò ai più eccelsi vertici della contemplazione.
Egidio per lunghi periodi di tempo si dedicava incessantemente alle ascensioni mistiche e veniva rapito in Dio con estasi così frequenti, che, pur essendo in mezzo agli uomini, sembrava conducesse ormai una vita più angelica che umana. L’ho potuto costatare anch’io con i miei occhi e perciò ne faccio fede.

MEDITAZIONE
Il secondo comandamento della Legge di Dio ordinava di "santificare il sabato". Era proibito lavorare in quel giorno (Es 20,8-11). I farisei dicevano che curare un malato era lo stesso che lavorare. Per questo insegnavano: "É proibito curare in giorno di sabato!" Mettevano la legge al di sopra del benessere delle persone. Gesù era una presenza scomoda, perché lui, invece, metteva il benessere delle persone al di sopra delle norme e delle leggi. La preoccupazione dei farisei e degli erodiani non era zelo per la legge, bensì volontà di accusare e di eliminare Gesù: di fronte al suo nobile intento, i suoi avversari sono ciechi e chiusi di cuore. Tutto ciò che Gesù dice e fa, avviene per “salvare la vita”: questo è l’unico scopo per il quale è stato inviato. Per Lui quello che conta maggiormente è il dovere di compiere il bene, poiché già l’omissione del bene è fare un male. L’amore a Dio Padre e al prossimo caratterizzava il comportamento di Gesù, e Francesco, nonostante il disprezzo e tutta la derisione subita, non aveva perso il coraggio di unire al primo comandamento il secondo; ed è stato per questa coerenza che ha raggiunto il cuore di molti.

PREGHIERA
O Dio, che hai ispirato a sant’Antonio abate
di ritirarsi nel deserto,
per servirti in un nuovo modello di vita cristiana,
concedi anche a noi per sua intercessione
di superare i nostri egoismi
per amare te sopra ogni cosa.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 21 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E L VANGELO 22 GENNAIO 2019


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22
MARTEDI' 22 GENNAIO 2019
S.VINCENZO
MARCO 2,23-28
Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. 
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». 
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».
Parola del Signore.
DALLE FONTI
Leggenda Maggiore di San Bonaventura III, 3: FF :1053-54
In questo modo molti incominciarono a riconoscere la verità della dottrina, che l’uomo di Dio con semplicità predicava, e della sua vita. Alcuni incominciarono a sentirsi incitati a penitenza dal suo esempio e ad unirsi a lui nell’abito e nella vita, lasciando ogni cosa. Il primo di loro fu il «venerabile Bernardo», che, reso partecipe della vocazione divina, meritò di essere il primogenito del beato padre, primo nel tempo e primo nella santità.
Bernardo, dopo avere costatato di persona la santità del servo di Cristo, decise di seguire il suo esempio, abbandonando completamente il mondo. Perciò si rivolse a lui, per sapere come realizzare questo proposito.
Ascoltandolo, il servo di Dio si sentì ripieno della consolazione dello Spirito Santo, perché aveva concepito il suo primo figlio, ed esclamò: «Un simile consiglio dobbiamo chiederlo a Dio!».
Poiché era ormai mattina, entrarono nella chiesa di San Nicolò. Dopo aver pregato, Francesco, devoto adoratole della Trinità, per tre volte aprì il libro dei Vangeli, chiedendo a Dio che per tre volte confermasse il proposito di Bernardo.
Alla prima apertura si imbatté nel passo che dice: «Se vuoi essere perfetto, va, vendi tutto quello che hai e dàllo ai poveri.
Alla seconda: Non portate niente durante il, viaggio.
Alla terza: Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
«Questa – disse il Santo – è la vita e la regola nostra e di tutti quelli che vorranno unirsi alla nostra compagnia. Va, dunque, se vuoi essere perfetto, e fa come hai sentito».

MEDITAZIONE
"Il sabato è fatto per l'uomo" significa anzitutto che ogni legge, anche la più sacra, è a vantaggio dell'uomo. Nella creazione tutto fu fatto per l'uomo, compreso il sabato che è figura del Signore stesso della vita. L'uomo è per Dio perché Dio per primo è per l'uomo.
La libertà di coscienza di Gesù, che è vera adesione alla volontà di Dio, esprime un annuncio di salvezza altrettanto beatificante quanto quello contenuto nelle parole "il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra" (Mc 2,10). Infatti il perdono dei peccati e la liberazione dalla grettezza umana esprimono ugualmente bene la stessa potenza di salvezza.
I comandamenti di Dio sono stati dati per amore dell'uomo, per il suo vero bene. Unicamente la coscienza di una responsabilità nei riguardi di questo Dio, a cui dovremo rendere conto di ogni nostra azione e di ogni nostra parola (cfr 2Cor 5,10), ci dà anche il diritto a una coraggiosa libertà come quella di Gesù: l’uomo è più importante della sacralità del sabato. Francesco non ha amato e servito il Dio della paura, rivale dell’uomo, ma il Dio del dono, alleato dell’uomo, pronto ad aiutarlo a raggiungere la libertà dei figli di Dio.

+Oggi parliamo dei protomartiri francescani: Berardo, Pietro, Ottone, Accursio e Adiuto sono tra i primi giovani provenienti da Calvi, San Gemini, Stroncone e forse da Narni, che vollero unirsi a Francesco d'Assisi. Da questi ottennero di poter andare a predicare il Vangelo in Marocco dove subirono il martirio.
Lo stesso Francesco quando ne apprese la notizia poté esclamare che da quel momento poteva veramente dire di avere cinque Frati Minori.

Queste primizie di testimonianza dell’Ordine minoritico conquistarono al francescanesimo il giovane agostiniano portoghese, noto poi come Antonio da Padova.
Recentemente il vescovo dalla Diocesi di Coimbra (dove i frati erano stati sepolti nel 1220) ha permesso che le reliquie dei cinque Protomartiri Francescani tornassero a riposare sul suolo umbro. Attualmente le stesse sono custodite e venerate nella chiesa di Sant'Antonio da Padova.

"Esultano in cielo i santi martiri,
che hanno seguito le orme di Cristo;
per suo amore hanno versato il sangue
e si allietano per sempre con Cristo Signore"
PREGHIERA
Signore, Dio nostro, le tue leggi non sono fatte per opprimere l’uomo, ma per aiutarlo a realizzarsi in modo autentico e pieno. Liberaci da ogni falso legalismo che dà più importanza al precetto umano che alla misericordia, perché possiamo vivere sempre nel tuo amore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

domenica 20 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 GENNAIO 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20
DOMENICA 20 GENNAIO 2019
GIOVANNI 2, 1-11
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1893
CAPITOLO LI
Del santo frate Iacopo da Fallerone; e come, poi che morì, apparve a frate Giovanni della Vernia.
1893 Al tempo che frate Iacopo da Fallerone, uomo di grande santità, era gravemente infermo nel luogo di Molliano nella custodia di Fermo; frate Giovanni della Vernia, il quale dimorava allora al luogo della Massa, udendo della sua infermità, imperò che lo amava come suo caro padre, si puose in orazione per lui pregando Iddio divotamente con orazione mentale ch' al detto frate Iacopo rendesse sanità del corpo, se fusse il meglio dell' anima. E istando in questa divota orazione, fu ratto in estasi e vide in aria un grande esercito d' Agnoli e Santi sopra la cella sua, ch' era nella selva, con tanto splendore, che tutta la contrada dintorno n' era illuminata. E fra questi Agnoli vide questo frate Iacopo infermo, per cui egli pregava, istare in vestimenti candidi tutto risplendiente. Vide ancora tra loro il padre beato santo Francesco adornato delle sacre Istimate di Cristo e di molta gloria. Videvi ancora e riconobbevi frate Lucido santo, e frate Matteo antico dal monte Rubbiano e più altri frati, li quali non avea mai veduti nè conosciuti in questa vita. E ragguardando così frate Giovanni con grande diletto quella beata schiera di Santi, sì gli fu rivelata di certo la salvazione dell' anima del detto frate infermo, e che di quella infermità dovea morire, ma non così di subito, e dopo la morte dovea andare a paradiso, però che convenia un poco purgarsi in purgatorio. Della quale rivelazione il detto frate Giovanni aveva tanta allegrezza per la salute della anima, che della morte del corpo non si sentia niente, ma con grande dolcezza di spirito il chiamava tra se medesimo dicendo: « Frate Iacopo dolce padre mio; frate Iacopo, dolce mio fratello, frate Iacopo, fedelissimo servo e amico di Dio; frate Iacopo, compagno degli Agnoli e consorto de' Beati >>. E così in questa certezza e gaudio ritornò in sè, e incontanente si partì dal luogo e andò a visitare il detto frate Iacopo a Molliano.
E trovandolo sì gravato che appena potea parlare, sì gli annunziò la morte del corpo e la salute e gloria dell' anima, secondo la certezza che ne aveva per la divina rivelazionedi che frate Iacopo tutto rallegrato nello animo e nella faccia, lo ricevette con grande letizia e con giocondo riso ringraziandolo delle buone novelle che gli apportava e raccomandandosi a lui divotamente. Allora frate Giovanni il pregò caramente che dopo la morte sua dovesse tornare a lui a parlargli del suo stato; e frate Iacopo glielo promise, se piacesse a Dio. E dette queste parole, appressandosi l' ora del suo passamento, frate Iacopo cominciò a dire divotamente quello verso del salmo: In pace in idipsum dormiam et requiescam, cioè a dire: « In pace in vita eterna m' addormenterò e riposerò », e detto questo verso, con gioconda e lieta faccia passò di questa vita
E poi che fu soppellito, frate Giovanni si tornò al luogo della Massa e aspettava la ptomessa di frate Iacopo, che tornasse a lui il dì ch' avea detto. Ma il detto dì orando egli, gli apparve Cristo con grande compagnia d' Agnoli e Santi, tra li quali non era frate Iacopo; onde frate Giovanni, maravigliandosi molto, raccomandollo a Cristo divotamente. Poi il dì seguente, orando frate Giovanni nella selva, gli apparve frate Iacopo accompagnato dagli Agnoli, tutto glorioso e tutto lieto, e dissegli frate Giovanni: « O padre carissimo, perchè non se' tu tornato a me il dì che tu mi promettesti? ». Rispuose frate Iacopo: « Però ch' io avevo bisogno d' alcuna purgazione; ma in quella medesima ora che Cristo t' apparve e tu me gli raccomandasti, Cristo te esaudì e me liberò d' ogni pena. E allora io apparii a frate Iacopo della Massa, laico santo, il quale serviva messa e vide l' ostia consecrata, quando il prete la levò, convertita e mutata in forma d' uno fanciullo vivo bellissimo, e dissigli: « Oggi con quello fanciullo me ne vo al reame di vita eterna, al quale nessuno puote andare sanza lui >>. E dette queste parole, frate Iacopo sparì e andossene in cielo con tutta quella beata compagnia degli Agnoli, e frate Giovanni rimase molto consolato.
Morì il detto frate Iacopo da Fallerone la vigilia di santo Iacopo apostolo nel mese di luglio, nel sopradetto luogo di Molliano; nel quale per li suoi meriti la divina bontà adoperò dopo la sua morte molti miracoli.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
Il buon vino rallegra sempre il cuore dell'uomo . Così la festa evangelica inaugurata da Cristo rallegra tutti coloro che vi si sentono invitati. Gesù cambia e trasforma tutto quello che tocca. E' quanto attestano ancora i suoi discepoli quando, ogni domenica, si riuniscono a bere un vino che ha trasformato la vita e la storia dell'uomo. Con Gesù, è giunta l'ora attesa dai profeti, l'ora delle nozze di Dio con l'umanità. Quest'ora suonerà definitivamente quando, dal costato del suo corpo straziato, usciranno Sangue e Acqua. Ma già a Cana è presente la sua gloria. L’umanissimo miracolo di Cana è un miracolo della fede di Maria. Come sarà per la cananea, come avverrà per il centurione, la fede di Maria ottiene dal Padre che Gesù anticipi l’ora. In questa domenica penso che possiamo portare via con noi un pensiero prezioso, da custodire per tutta la settimana: l'invito di Maria, la madre di Gesù: "Fate quello che vi dirà." Possiamo farlo con cuore sereno e gioioso, perché dentro di noi brilla la certezza di essere amati dal Padre Buono che è felice quando noi siamo felici e che vuol far festa con noi ogni giorno, fino alla festa senza fine del Suo Regno. E' tutta questione di fede. La fede è la forza che ha permesso a Francesco di realizzare la sua meravigliosa relazione d'amore con Dio: studiarla ci aiuta a capire il segreto più intimo della sua anima,...a vedere l'amore cristocentrico che lo illumina e gli dà forza. Parlando dell'amore di Francesco verso Dio, san Bonaventura scrive: “Chi potrebbe descrivere degnamente il fervore di carità, che infiammava Francesco, amico dello sposo? Poichè egli, come un carbone ardente, pareva tutto divorato dalle fiamme dell'amore divino”. FF1161
PREGHIERA
O Dio, che nell’ora della croce
hai chiamato l’umanità
a unirsi in Cristo, sposo e Signore,
fa’ che la santa Chiesa sperimenti
la forza trasformante del suo amore,
e pregusti nella speranza
la gioia delle nozze eterne. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 GENNAIO 2019

· 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21
LUNEDI' 21 GENNAIO 2019
S.AGNESE-memoria-
MARCO 2,18-22
Lo sposo è con loro.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». 
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. 
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Parola del Signore.
DALLE FONTI
Leggenda Maggiore di San Bonaventura III,2 : FF 1052
Da quel momento l'uomo di Dio, per divino incitamento, si dedicò ad emulare la perfezione evangelica e ad invitare tutti gli altri alla penitenza. I suoi discorsi non erano vani o degni di riso, ma ripieni della potenza dello Spirito Santo: penetravano nell'intimo del cuore e suscitavano forte stupore negli ascoltatori. In ogni sua predica, all'esordio del discorso, salutava il popolo con I'augurio di pace, dicendo: “ Il Signore vi dia la pace!" Aveva imparato questa forma di saluto per rivelazione del Signore, come egli stesso più tardi affermò. Fu così che, mosso anch'egli dallo spirito dei profeti, come i profeti annunciava la pace, predicava la salvezza e, con le sue ammonizioni salutari, riconciliava in un saldo patto di vera amicizia moltissimi, che prima, in discordia con Cristo, si trovavano lontani dalla salvezza.

MEDITAZIONE
La Chiesa ci invita a digiunare. Non sono i cuori chiusi, senza solidarietà, egoisti, i cuori che non si fondono che in se stessi, che inaugureranno il tempo nuovo. 
La grandezza dell'uomo è amare Dio. E uno diventa ciò che ama. Lo stesso amore che ha fatto diventare Dio uomo, fa diventare l'uomo Dio. Il discepolo è unito al suo Signore come la sposa allo sposo. L'altra parte dell'uomo, la costola che gli manca e che freneticamente cerca e ricerca, è Dio. Francesco era ripieno della gioia della salvezza e la trasmetteva ai suoi compagni, e la diffondeva attorno a sè: lasciava la propria impronta nella condotta di chi lo seguiva……perchè Gesù, che è la Gioia, era con lui. Coloro che si spogliano di se stessi, costruiscono strutture di solidarietà e aprono le vie dell’unità aspettano con gioia la venuta dello Sposo che ha già cominciato una nuova umanità, e che raggiungerà il suo apogeo nella sua venuta definitiva.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

venerdì 18 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19
SABATO 19 GENNAIO 2019
S.EUSTOCHIA CALAFATO
MARCO 2,13-17
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore
DALLE FONTI
Vita Seconda di Tommaso da Celano 649
Nei giacigli e nei letti abbondava così ricca povertà che se uno poteva avere qualche povero panno consunto sulla paglia, lo considerava un letto nuziale.
Mentre si teneva il Capitolo a Santa Maria della Porziuncola, il Signor di Ostia con largo seguito di cavalieri e di ecclesiastici si recò là a fare visita ai frati. Al vedere come i frati dormivano per terra ed osservando i letti,--che avresti creduto covili di fiere--scoppiò in lacrime amare: « Ecco, dove dormono i frati! » esclamò di fronte a tutti, ed aggiunse: «Cosa sarà di noi miseri, che usiamo malamente di tante cose superflue?».
Tutti i presenti, commossi sino alle lacrime, si allontanarono assai edificati.
Questi era il Signore d'Ostia, che fatto poi porta massima della Chiesa, si oppose sempre ai nemici, fino a che rese al cielo, come ostia santa, I'anima beata.
O cuore generoso, o viscere di carità! Posto in alto, si affliggeva di non avere alti meriti, mentre in realtà era più insigne per la virtù che per la dignità.

MEDITAZIONE
Gesù sceglie uno dei suoi discepoli fra i pubblici peccatori. Vuol indicare con questo che tutti gli uomini sono peccatori e che Egli è venuto per salvare chi riconosce di aver bisogno di salvezza.In Dio, giustizia e misericordia sono inseparabili .Anche Francesco, giovane e peccatore, fu chiamato da Dio per svolgere un compito molto importante. Egli aveva altri progetti, ma erano progetti umani e non capiva...."" Trascorre circa un anno nella solitudine, nella preghiera, nel servizio ai lebbrosi, fino a rinunciare pubblicamente, nel 1206, all’eredità paterna nelle mani del vescovo Guido e assumendo, di conseguenza, la condizione canonica di penitente volontario. Francesco veste l’abito da eremita continuando a dedicarsi all’assistenza dei lebbrosi e al restauro materiale di alcune chiese in rovina del contado assisano dopo che a San Damiano aveva udito nuovamente la voce del Signore dirgli attraverso l’icona del Crocifisso: «Francesco va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina»"". (FF 593).

PREGHIERA
Signore Gesù, sedendoti alla tavola dei peccatori non hai avuto paura del disprezzo dei "giusti" che credono di non aver bisogno della tua salvezza. Accresci in noi la consapevolezza delle nostre colpe, perchè, qualunque sia la nostra situazione, ti chiamiamo in aiuto., Tu che ci guarisci per sempre e vivi nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen