sabato 12 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13
DOMENICA 13 GENNAIO 2019
BATTESIMO DEL SIGNORE-festa-proprio-
LUCA 3,15-16.21-22
Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». 
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1886
CAPITOLO XLVI
Come frate Pacifico, istando in orazione, vide l' anima di frate Umile suo fratello andare in cielo.
1886 Nella detta provincia della Marca, dopo la morte di santo Francesco, furono due fratelli nell' Ordine; l' uno ebbe nome frate Umile e l' altro ebbe nome frate Pacifico; li quali furono uomini di grandissima santità e perfezione: e l' uno, cioè frate Umile, stava in nel luogo di Soffiano ed ivi si morì, e l' altro istava di famiglia in uno altro luogo assai lungi da lui. Come piacque a Dio, un dì frate Pacifico, istando in orazione in luogo solitario, fu ratto in estasi e vide l' anima del suo fratello Umile andare in cielo diritta, sanza altra ritenzione o impedimento; la quale allora si partia del corpo.
Avvenne che poi, dopo molti anni, questo frate Pacifico che rimase, fu posto di famiglia nel detto luogo di Soffiano, dove il suo fratello era morto. In questo tempo li frati, a petizione de' signori di Bruforte, mutarono il detto luogo in un altro; di che, tra l' altre cose, eglino traslatarono le reliquie de' santi frati ch' erano morti in quello luogo. E venendo dalla sepoltura di frate Umile, il suo fratello frate Pacifico sì prese l' ossa sue e sì le lavò con buono vino e poi le rinvolse in una tovaglia bianca e con grande reverenza e divozione le baciava e piagneva; di che gli altri frati si maravigliavano e non aveano di lui buono esempio, imperò che essendo egli uomo di grande santità, parea che per amore sensuale e secolare egli piagnesse il suo fratello, e che più divozione egli mostrasse alle sue reliquie che a quelle degli altri frati ch' erano stati non di minore santità che frate Umile, ed erano degne di reverenza quanto le sue.
E conoscendo frate Pacifico la sinistra immaginazione de' frati soddisfece loro umilmente e disse: « Frati miei carissimi, non vi maravigliate se alle ossa del mio fratello io ho fatto quello che non ho fatto alle altre; imperò che, benedetto sia Iddio, e' non mi ha tratto, come voi credete, amore carnale; ma ho fatto così, però che quando il mio fratello passò di questa vita, orando io in luogo diserto e remoto da lui, vidi l' anima sua per diritta via salire in cielo, e però io son certo che le sue ossa sono sante e debbono essere in paradiso. E se Iddio m' avesse conceduta tanta certezza degli altri frati, quella medesima reverenza avrei fatta alle ossa loro ». Per la quale cosa li frati, veggendo la sua santa e divota intenzione, furono da lui bene edificati e laudarono Iddio, il quale fa cosl maravigliose cose a' santi suoi frati.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
Lo Spirito Santo giunge ad attestare in modo solenne la divinità di Gesù nel momento in cui ha compiuto, come un uomo qualsiasi, il gesto penitenziale, essendosi sottoposto al Battesimo di Giovanni. Durante la sua vita terrena, Gesù non si mostrerà mai tanto grande come nell’umiltà dei gesti e delle parole. Seguire Cristo significa intraprendere questo cammino di umiltà, cioè di verità. Cristo, vero Dio e vero uomo, ci insegna la verità del nostro essere. 
Feriti dal peccato, purificati dal Battesimo, noi oscilliamo fra i due estremi, entrambi attraenti, del male e della santità. Il Battesimo di Gesù, invece, è il Sacramento che ci toglie realmente il peccato originale che abbiamo ereditato dai nostri Progenitori, ed è il Sacramento che ci rende figli adottivi di Dio.
Dopo aver ricevuto il Battesimo Gesù ha iniziato a vivere in noi, per cui valgono anche per noi le parole che il Padre pronunciò dopo che Gesù ebbe ricevuto il Battesimo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3,22). Leggendo continuamente il Vangelo, Francesco e i suoi frati iniziarono la loro nuova vita in Dio, con grande umiltà e amore e, in Lui, rinascevano ogni giorno alla vita divina mentre un seme d'immortalità veniva custoditoto nel loro cuore.

PREGHIERA
Padre d’immensa gloria,
tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo
il tuo Verbo fatto uomo,
e lo hai stabilito luce del mondo
e alleanza di pace per tutti i popoli;
concedi a noi che oggi celebriamo
il mistero del suo battesimo nel Giordano,
di vivere come fedeli imitatori
del tuo Figlio prediletto,
in cui il tuo amore si compiace. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

venerdì 11 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 12 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 12
SABATO 12 GENNAIO 2019
S.BERNARDO DA CORLEONE
GIOVANNI 3,22-30
L’amico dello sposo esulta di gioia alla voce dello sposo.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. 
Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano, e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». 
Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Parola del Signore
+DALLE FONTI
Vita Seconda di Tommaso da Celano 648
Insegnava a cercare nei libri la testimonianza del Signore, non il valore materiale; l'edificazione non la bellezza. In ogni caso voleva che se ne avessero pochi e fossero sempre a disposizione dei frati che ne avessero bisogno. Un ministro gli chiese licenza di tenere alcuni libri lussuosi e molto costosi. Si sentì rispondere: «Per i tuoi libri non voglio perdere il libro del Vangelo, che ho promesso di osservare. Tu farai come vorrai, ma non voglio che stendi un tranello con il mio permesso ».

MEDITAZIONE
Giovanni Battista ci rivela come lavorare alle nozze di Gesù con la sua Chiesa, e vi svela il segreto della sua gioia: “Egli deve crescere e io invece diminuire”. Giovanni Battista è tutta la vocazione della Chiesa e dunque la nostra vocazione. Indicare Gesù, l’Agnello di Dio. Riconoscerlo in mezzo a noi. Farsi da parte davanti a lui, e ripetere: Convertitevi perché il regno di Dio è vicino! Quanto era riconoscente, Francesco, per la divina misericordia! Misericordia che Dio riversava su di lui con grande abbondanza. ""Mentre un giorno Francesco implorava con più ardente fervorela misericordia di Dio, il Signore gli fece capire che fra poco gli avrebbe rivelato cosa dovesse fare. Da quell’istante si trovò così ricolmo di gioia, che non si sapeva tenere dal manifestare alla gente, anche senza volerlo,qualche sentore del suo segreto. "". FF1410.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
che nel Natale del Redentore
hai fatto di noi una nuova creatura,
trasformaci nel Cristo tuo Figlio,
che ha congiunto per sempre a sé la nostra umanità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

giovedì 10 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 GENNAIO 2019

 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11
VENERDI' 11 GENNAIO 2018
S.TOMMASO DA CORI francescano
LUCA 5,12-16
Immediatamente la lebbra scomparve da lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». 
Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». 
Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1886
CAPITOLO XLVI
Come frate Pacifico, istando in orazione, vide l' anima di frate Umile suo fratello andare in cielo.
1886 Nella detta provincia della Marca, dopo la morte di santo Francesco, furono due fratelli nell' Ordine; l' uno ebbe nome frate Umile e l' altro ebbe nome frate Pacifico; li quali furono uomini di grandissima santità e perfezione: e l' uno, cioè frate Umile, stava in nel luogo di Soffiano ed ivi si morì, e l' altro istava di famiglia in uno altro luogo assai lungi da lui. Come piacque a Dio, un dì frate Pacifico, istando in orazione in luogo solitario, fu ratto in estasi e vide l' anima del suo fratello Umile andare in cielo diritta, sanza altra ritenzione o impedimento; la quale allora si partia del corpo.
Avvenne che poi, dopo molti anni, questo frate Pacifico che rimase, fu posto di famiglia nel detto luogo di Soffiano, dove il suo fratello era morto. In questo tempo li frati, a petizione de' signori di Bruforte, mutarono il detto luogo in un altro; di che, tra l' altre cose, eglino traslatarono le reliquie de' santi frati ch' erano morti in quello luogo. E venendo dalla sepoltura di frate Umile, il suo fratello frate Pacifico sì prese l' ossa sue e sì le lavò con buono vino e poi le rinvolse in una tovaglia bianca e con grande reverenza e divozione le baciava e piagneva; di che gli altri frati si maravigliavano e non aveano di lui buono esempio, imperò che essendo egli uomo di grande santità, parea che per amore sensuale e secolare egli piagnesse il suo fratello, e che più divozione egli mostrasse alle sue reliquie che a quelle degli altri frati ch' erano stati non di minore santità che frate Umile, ed erano degne di reverenza quanto le sue.
E conoscendo frate Pacifico la sinistra immaginazione de' frati soddisfece loro umilmente e disse: « Frati miei carissimi, non vi maravigliate se alle ossa del mio fratello io ho fatto quello che non ho fatto alle altre; imperò che, benedetto sia Iddio, e' non mi ha tratto, come voi credete, amore carnale; ma ho fatto così, però che quando il mio fratello passò di questa vita, orando io in luogo diserto e remoto da lui, vidi l' anima sua per diritta via salire in cielo, e però io son certo che le sue ossa sono sante e debbono essere in paradiso. E se Iddio m' avesse conceduta tanta certezza degli altri frati, quella medesima reverenza avrei fatta alle ossa loro ». Per la quale cosa li frati, veggendo la sua santa e divota intenzione, furono da lui bene edificati e laudarono Iddio, il quale fa cosl maravigliose cose a' santi suoi frati.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
Se crediamo veramente che Gesù Cristo è Figlio di Dio e che seguire Gesù significa possedere la vita, avremo uno sguardo diverso sul mondo. La vita eterna è molto diversa da una evasione da questo mondo in cui viviamo. Un nuovo sangue, donato dallo Spirito, scorre nelle vene dei battezzati. Guardiamo il mondo con lo sguardo di Dio, così contribuiremo a salvarlo con i talenti che ci sono donati. Questo modo di vedere esige un certo comportamento: quello di Francesco. Leggendo continuamente il Vangelo, Francesco e i suoi frati iniziarono la loro nuova vita in Dio, con grande umiltà e amore e, in Lui, rinascevano ogni giorno alla vita divina mentre un seme d'immortalità veniva custodito nel loro cuore.

PREGHIERA
Dio onnipotente, manifesta anche a noi
il mistero della nascita del Salvatore
rivelato ai Magi dalla luce della stella,
e cresca sempre più nel nostro spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen
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mercoledì 9 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10
GIOVEDI' 10 GENNAIO 2019
S.FRANCESCA SALESIA
LUCA 4,14-22a
Oggi si è adempiuta questa Scrittura.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: 
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». 
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1893
CAPITOLO LII
Della visione di frate Giovanni della Vernia, dove egli conobbe tutto l' ordine della santa Trinità.
1894 Il sopraddetto frate Giovanni della Vernia, imperò che perfettamente aveva annegato ogni diletto e consolazione mondana e temporale, e in Dio aveva posto tutto il suo diletto e tutta la sua speranza, la divina bontà gli donava maravigliose consolazioni e revelazioni, e spezialmente nelle solennità di Cristo; onde appressandosi una volta la solennità della Natività di Cristo, nella quale di certo egli aspettava consolazione da Dio della dolce umanità di Gesù, lo Spirito santo gli mise nello animo suo sì grande ed eccessivo amore e fervore della carità di Cristo, per la quale egli s' era aumiliato a prendere la nostra umanità, che veramente gli parea che l' anima gli fusse tratta del corpo e ch' ella ardesse come una fornace. Lo quale ardore non potendo sofferire, s' angosciava e struggevasi tutto quanto e gridava ad alta voce, imperò che per lo impeto dello Spirito santo e per lo troppo fervore dello amore non si potea contenere del gridare. E in quell' ora che quello smisurato fervore, gli venia con esso sì forte e certa la speranza della sua salute, che punto del mondo non credea che, se allora fusse morto, dovesse passare per lo purgatorio. E questo amore gli durò bene da sei mesi, benchè quello eccessivo fervore non avesse così di continovo, ma gli venia a certe ore del dì.
E in questo tempo poi ricevette maravigliose visitazioni e consolazioni da Dio; e più volte fu ratto, siccome vide quel frate il quale da prima iscrisse queste cose. Tra le quali, una notte fu sì elevato e ratto in Dio, che vide in lui creatore tutte le cose create e celestiali e terrene e tutte le loro perfezioni e gradi e ordini distinti. E allora conobbe chiaramente come ogni cosa creata si presentava al suo Creatore, e come Iddio è sopra e dentro e di fuori e dallato a tutte le cose create. Appresso conobbe uno Iddio in tre persone e tre persone in uno Iddio, e la infinita carità la quale fece il Figliuolo di Dio incarnare per obbidienza del Padre. E finalmente conobbe in quella visione siccome nessuna altra via era, per la quale l'anima possa andare a Dio e avere vita eterna, se non per Cristo benedetto, il quale è via e verità e vita dell'anima.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
Cristo Gesù si presenta con una missione e un'identità chiare: è la Pienezza di quanti sono vuoti, colpiti dal male del peccato; la gioia di quanti non hanno gioia . Tale chiarezza esige la nostra accoglienza o il nostro rifiuto. Se apriamo l'esistenza all'Amore che trasforma i cuori, siamo orientati, come ci ricorda san Paolo, a discernere il nostro compito all'interno e al servizio dell'unico corpo ecclesiale, la cui bellezza risiede nella varietà dei compiti e delle vocazioni: non "tutti" siamo chiamati a servire allo stesso modo, ma ad acconsentire all'unica verità, al "solo Spirito" (1Cor 12,13), che ci dà la forza, l'aiuto, per evitare le tenebre dello sconforto. Gesù non commenta il testo, ma ne annuncia il compimento: “Oggi “ inizia il tempo della salvezza. Non solo l'inizio del discorso in quel sabato, ma l'inizio effettivo del ministero di Gesù Cristo e quindi della salvezza: la parola scritta del profeta era una promessa che ora si compie con l'arrivo di Gesù. La stessa parola che rende presente l'oggi inaugurato da Gesù a Nazareth: per questo diventa importante mettersi in ascolto. E' nel silenzio che l'uomo deve ascoltare...Per avanzare nelle vie di Dio è necessario far tacere tutto in noi e porsi di fronte alla grandezza di Dio, che preferisce sopra ogni cosa il silenzio dell'amore. Convertirsi significa cambiare mentalità , lasciando perdere tutto ciò che non ci porta a Dio. La vita è un soffio che non ritorna...non sprechiamola! Nel silenzio interiore cerchiamo di incontrare Cristo Signore. San Francesco “(FF1094) voleva che i frati osservassero il silenzio indicato dal Vangelo, cioè che in ogni circostanza evitassero accuratamente ogni parola oziosa, di cui nel giorno del giudizio dovranno rendere ragione.
Se trovava qualche frate incline ai discorsi inutili, lo redarguiva con asprezza, affermando che il modesto tacere custodisce la purezza del cuore e non è virtù da poco, se è vero, come dice la Scrittura, che morte e vita si trovano in potere della lingua, intesa come organo non del gusto, ma della parola”.

PREGHIERA
Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro, per il Cristo tuo Figlio: in Lui tutte le promesse sono divenute “sì” e, grazie a Lui, noi possiamo rispondere il nostro “amen” alla tua chiamata. Concedi a noi, Padre, di essere una cosa sola in tuo Figlio, nostro Signore.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 8 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 GENNAIO 2019

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9
MERCOLEDI' 9 GENNAIO 2019
BEATA ALESSIA LE CLERC
MARCO 6, 45-52
Videro Gesù camminare sul mare.
+ Dal Vangelo secondo Marco
Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò. E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1885
1885 Il detto frate Giovanni, il quale era uomo con animo allegro e riposato e rade volte parlava, ed era uomo di grande orazione e divozione e spezialmente dopo il mattutino mai non tornava alla cella, ma istava in chiesa per insino a dì in orazione, stando egli una notte dopo il mattutino in orazione, sì gli apparve l' Agnolo di Dio e dissegli: « Frate Giovanni, egli è compiuta la via tua, la quale tu hai tanto tempo aspettata; e però io t' annunzio dalla parte di Dio che tu addimandi qual grazia tu vuogli. Ed anche t' annunzio che tu elegga quale tu vuogli, o uno dì in purgatorio, o vuogli sette dì di pene in questo mondo ». Ed eleggendo piuttosto frate Giovanni li sette dì di pene di questo mondo, subitamente egli infermò di diverse infermità; chè gli prese la febbre forte, e le gotte nelle mani e nelli piedi, e 'l mal del fianco e molti altri mali: ma quello che peggio gli facea, si era ch' uno demonio gli stava dinanzi e tenea in mano una grande carta iscritta di tutti li peccati ch' egli avea mai fatti o pensati, e diceagli: « Per questi peccati che tu hai fatti col pensiero e con la lingua e con le operazioni, tu se' dannato nel profondo dello inferno ». Ed egli non si ricordava di nessuno bene ch' egli avesse mai fatto, nè che fusse nell' Ordine, nè che mai vi fosse stato, ma così si pensava d' essere dannato, come il demonio gli dicea. Onde, quando egli era domandato com' egli stesse, rispondea: « Male, però che io sono dannato ». Veggendo questo i frati, sì mandarono per uno frate antico ch' avea nome frate Matteo da Monte Robbiano, il quale era uno santo uomo e molto amico di questo frate Giovanni. E giunto il detto frate Matteo a costui il settimo dì della sua tribulazione, salutollo o domandollo com' egli stava. Rispuose, ched egli stava male, perch' egli era dannato. Allora disse frate Matteo: « Non ti ricordi tu, che tu ti se' molte volte confessato da me, ed io t' ho interamente assoluto di tutti i tuoi peccati? Non ti ricordi tu ancora che tu hai servito sempre a Dio in questo santo Ordine molti anni? Appresso, non ti ricordi tu che la misericordia di Dio eccede tutti i peccati del mondo, e che Cristo benedetto nostro Salvatore pagò, per noi ricomperare, infinito prezzo? E però abbi buona isperanza, chè per certo tu se' salvo ». E in questo dire, imperò ch' egli era compiuto il termine della sua purgazione, si partì la tentazione e venne la consolazione.
E con grande letizia disse frate Giovanni a frate Matteo: « Imperò che tu se' affaticato e l' ora è tarda, io ti priego che tu vada a posarti ». E frate Matteo non lo volea lasciare, ma pure finalmente, a grande sua istanza, si partl da lui ed andossi a posare. E frate Giovanni rimase solo col frate che 'I serviva. Ed ecco Cristo benedetto viene con grandissimo splendore e con eccessiva soavità d' odore, secondo ch' egli gli avea promesso d' apparirgli un' altra volta, cioè quando n' avesse maggior bisogno, e sl lo sanò perfettamente da ogni sua infermità. Allora frate Giovanni con le mani giunte, ringraziando Iddio, che con ottimo fine avea terminato il suo grande viaggio della presente misera vita, e nelle mani di Cristo raccomandò e rendette l' anima sua a Dio, passando di questa vita mortale a vita eterna con Cristo benedetto, il quale egli con sl lungo tempo avea disiderato e aspettato di vedere. Ed è riposto il detto frate Giovanni nel luogo della Penna di Santo Giovanni.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
MEDITAZIONE
“Sono Io, non temete! “.Camminando sulle acque, Gesù rivela di possedere la potenza di Colui che, secondo le antiche concezioni del mondo, ha sconfitto le acque primordiali, ritenute la dimora delle forze del male. Ma i discepoli non comprendono. Gesù si avvicina e li rassicura con parole semplici eppure potenti "non temete". Sa che sono terrorizzati, sa che si sentono sperduti, va da loro ma con un nuovo gesto miracoloso, per ribadire ciò che ha fatto con la moltiplicazione dei pani: egli trascende i limiti umani, ha autorità su ogni cosa, fa quello che solo Dio può fare. In questo brano l'evangelista richiama l'attenzione sulle nostre paure e sulla nostra incapacità ad aprirci verso l'affidamento a Dio. Ecco come Gesù viene anche a noi: cammina sulle acque delle nostre tempeste interiori e ci rassicura: "Sono io, non temete"; viene per dirci che non siamo soli, anche se a noi può sembrare, si accosta alla nostra vita con amore e ci chiede di aver fede, di lasciarci avvolgere dal suo mistero e dalla sua presenza, ci chiede di sciogliere i nodi del cuore perché egli possa entrare da salvatore. Gesù ci chiede di aprirgli il nostro cuore! Come ha fatto san Francesco! La sua chiamata è stata straordinaria, ma quella di tutti i francescani è una chiamata particolare! Anche ai tempi di Francesco, come oggi, la Chiesa viveva una forte crisi: crisi più di valori che di strutture. Più i tempi sono difficili, più i francescani sono chiamati ad operare nel mondo dando testimonianza della loro fedeltà e della loro santità. Siamo chiamati a dare il buon esempio con il sacrificio e l'amore . “A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen”.

PREGHIERA
Signore Gesù, spesso ci sentiamo terribilmente stanchi, e tutto sembra andare in senso contrario alle nostre aspirazioni. Intervieni Tu, in quei momenti, a restituirci il coraggio e la fiducia in te, che ci ami di un amore infinito.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 7 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 8 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 8
MARTEDI' 8 GENNAIO 2019
S.SEVERINO
MARCO 6,34-44
Moltiplicando i pani, Gesù si manifesta profeta.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1884
CAPITOLO XLV
1884 E tra gli altri doni, ch' egli, ( santo frate Giovanni della Penna), ebbe da Dio, ebbe spirito di profezia; onde una volta, andando egli fuori del luogo, uno suo novizio fu combattuto dal demonio e sì forte tentato che egli acconsentendo alla tentazione, diliberò in se medesimo d' uscire dell' Ordine, sì tosto come frate Giovanni fusse tornato di fuori: la quale tentazione e deliberazione conoscendo frate Giovanni per ispirito di profezia, immantanente ritorna a casa e chiama a sè il detto novizio, e dice che vuole che si confessi. Ma in prima ch' egli si confessi, sì gli ricitò per ordine tutta la sua tentazione, secondo che Iddio gli aveva rivelato, e conchiuse: « Figliuolo, imperò che tu m' aspettasti e non ti volesti partire sanza la mia benedizione, Iddio t' ha fatta questa grazia, che giammai di questo Ordine tu non uscirai, ma morrai nell' Ordine colla divina grazia ». Allora il detto novizio fu confermato in buona volontà e rimanendo nell' Ordine diventò uno santo frate. E tutte queste cose recitò a me frate Ugolino.
MEDITAZIONE
Questo brano è iniziato svelando la sorgente del dono del Signore: "vide molta folla e si commosse per loro" (v. 34). La compassione è l'essenza nascosta di Dio, che lo porterà a dare la vita per noi. La moltiplicazione dei pani rivela il carattere profondamente buono, sensibile, e nello stesso tempo realista, del cuore di Gesù, e quindi del cuore di Dio: Egli è misericordia infinita.
L’amore non fa calcoli, si dona con sovrabbondanza, come le ceste piene di pezzi di pane che rimasero dopo che tutti ebbero mangiato a sazietà. La Parola di Dio fatta carne si fa nutrimento spirituale in ogni Eucaristia,sacramento dell'amore divino. 
Riscopriamo il nostro stato di figli di Dio, di mendicanti di Dio. Al di fuori dell’amore, vedremo soltanto infantilismo, umiliazione. Nell’amore, comprenderemo che tutto è differente: siamo figli prediletti del Signore e dobbiamo comportarci con gli altri di conseguenza. Diceva san Francesco: “Pertanto, scongiuro tutti voi, fratelli, baciandovi i piedi e con tutto l'amore di cui sono capace, che prestiate, per quanto potete, tutta la riverenza e tutto l'onore al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, nel quale tutte le cose che sono in cielo e in terra sono state pacificate e riconciliate a Dio onnipotente.
Dalle Fonti Francescane 217
PREGHIERA
Signore Gesù, Tu sei un Dio d'amore, e ce l'hai dimostrato un'infinità di volte. Di fronte alla sofferenza dei fratelli, ricordaci che Tu ti sei preoccupato di assicurare all'uomo ciò di cui ha bisogno per il corpo e per lo spirito, e facci trovare nel pane eucaristico la forza di essere strumenti del tuo amore. Tu che sei il salvatore degli uomini, nei secoli dei secoli.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

domenica 6 gennaio 2019

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7 GENNAIO 2019



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7
LUNEDI' 7 GENNAIO 2019
S.CARLO DA SEZZE
MATTEO 4,12-17. 23-25
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a Lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici. ed Egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Parola del Signore.
Vita Seconda di Tommaso da Celano 642
Insegnava ai suoi a costruirsi piccole abitazioni e povere, di legno non di pietra, e cioè piccole capanne, di forma umile. Spesso, parlando della povertà, ricordava ai frati il detto evangelico: «Le volpi hanno tane e gli uccelli del cielo nidi, ma il Figlio di Dio non ebbe dove posare il capo ».

MEDITAZIONE
È tra tutte le esperienze penose della nostra vita che ci raggiunge la buona parola: non vedete solo le tenebre, guardate anche la luce con cui Dio rischiara la vostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con voi le vostre pene. Voi potete contare su di lui che è al vostro fianco, luce nell’oscurità. 
Non siamo noi che diamo alla nostra vita il suo senso ultimo. È lui. Non è né il nostro lavoro, né il nostro sapere, né il nostro successo. È lui, e la luce che ci distribuisce. Perché il valore della nostra vita non si basa su quello che facciamo, né sulla considerazione o l’influenza che acquistiamo. Essa prende tutto il suo valore perché Dio ci guarda, si volta verso di noi, senza condizioni, e qualsiasi sia il nostro merito. La sua luce penetra nelle nostre tenebre più profonde: guardiamo la luce con cui Dio rischiara la nostra vita!!! Perchè la luce di Dio illuminasse sempre i suoi compagni, Francesco voleva che rimanessero sempre umili e semplici. In casa del cardinale d'Ostia che poi fu Sommo Pontefice, 
"..... Francesco si inchinò al vescovo e disse a sua volta: « Signore, i miei frati proprio per questo sono stati chiamati Minori, perché non presumano di diventare maggiori. Il nome stesso insegna loro a rimanere in basso ed a seguire le orme dell'umiltà di Cristo, per essere alla fine innalzati più degli altri al cospetto dei Santi. Se volete--continuò--che portino frutto nella Chiesa di Dio, manteneteli e conservateli nello stato della loro vocazione, e riportateli in basso anche contro loro volontà. Per questo, Padre, ti prego: affinché non siano tanto più superbi quanto più poveri e non si mostrino arroganti verso gli altri, non permettere in nessun modo che ottengano cariche». FF732.

PREGHIERA
O Dio, che hai fondato la tua Chiesa
sulla fede degli apostoli,
fa’ che le nostre comunità,
illuminate dalla tua parola
e unite nel vincolo del tuo amore,
diventino segno di salvezza e di speranza
per tutti coloro che dalle tenebre anelano alla luce.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen