lunedì 14 agosto 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 15 Agosto 2017

 
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 227
MARTEDI' 15 AGOSTO 2017
ASSUNZIONE DELLA B.V.MARIA--solennità--proprio
LUCA 1,39-56
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. 
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore

+TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO VI
DONNA GIACOMA DEI SETTESOLI
861 Continuerò il racconto di questo pellegrinaggio--perché tale è stato veramente-- per non lasciare senza consolazione la nobile pellegrina. La moltitudine e soprattutto il devoto popolo della città attendeva ormai prossimo il passaggio del Santo dalla morte alla vita. Ma alla venuta della pellegrina romana il Santo si era un poco ripreso e si pensava allora che sarebbe vissuto ancora. Perciò quella signora pensò di licenziare il resto della comitiva, per rimanere lei sola con i figli e pochi scudieri. Ad essa però il Santo disse: " Non farlo, poiché io partirò sabato e tu te ne andrai la domenica con tutti". E così accadde: alI'ora predetta entrò nella Chiesa trionfante colui che aveva combattuto così eroicamente in quella militante. Tralascio qui il concorso delle folle, i cori inneggianti, i rintocchi solenni delle campane, le copiose lacrime; tralascio i pianti dei figli, i singhiozzi degli amici, i sospiri dei compagni. Mi limiterò a narrare come la pellegrina, privata del conforto del Padre, fu consolata.

MEDITAZIONE
Celebriamo oggi il mistero dell’Assunzione. Alla fine del suo passaggio sulla terra, la Madre del Redentore, preservata dal peccato e dalla corruzione, è stata elevata nella gloria in corpo e anima vicino a suo Figlio, nel cielo. La tomba vuota di Maria, immagine della tomba vuota di Gesù, significa e prelude alla vittoria totale del Dio della vita sulla morte, quando alla fine del mondo farà sorgere in vita eterna la morte corporale di ognuno di noi unita a quella di Cristo. L’Apocalisse ci mostra “un segno grandioso del cielo”: la Donna che ha il sole per mantello, e una corona di stelle. Invincibile con la grazia di Dio di fronte al nemico primordiale. “Figura e primizia della Chiesa”. Primizia nel dolore della maternità al servizio della Redenzione. Primizia nel destino della gloria. Da lì, nel focolare della Trinità, Maria ci aspetta tutti per vivere e cantare con lei la nostra riconoscenza alla Grazia di Dio. La beatitudine divina e umana della Salvezza. Il suo eterno Magnificat. 
Francesco ""Circondava di indicibile amore la Madre del Signore Gesù, per il fatto che ha reso nostro fratello il Signore della Maestà e ci ha ottenuto la misericordia.
In Lei, principalmente, dopo Cristo, riponeva la sua fiducia e, perciò, la costituì avvocata sua e dei suoi. In suo onore digiunava con gran devozione dalla festa degli apostoli Pietro e Paolo, fino alla festa dell'Assunzione"". FF1165.



PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima
l’immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio,
fa’ che viviamo in questo mondo
costantemente rivolti ai beni eterni,
per condividere la sua stessa gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 14 Agosto 2017

 
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 226
LUNEDI' 14 AGOSTO 2017
S:MASSIMILIANO MARIA KOLBE--memoria--
MATTEO 17, 22-27
Lo uccideranno, ma risorgerà. I figli sono liberi dal tributo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 
In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».
Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».
E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».
Parola del Signore.

+TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO VI
DONNA GIACOMA DEI SETTESOLI
860 37. Giacoma dei Settesoli, la cui fama nella città di Roma era pari alla sua santità, aveva meritato il privilegio di un particolare affetto da parte del Santo. Non sta a me ripetere, a lode di lei, l'illustre casato, la nobiltà della famiglia, le ampie ricchezze, ed infine la meravigliosa perfezione delle sue virtù, la lunga castità vedovile. Essendo dunque il Santo ammalato di quella malattia, che doveva condurlo, dopo tante sofferenze, con morte beata, al felice compimento della sua vita, pochi giorni prima di morire, chiese che fosse avvertita a Roma donna Giacoma, perché se voleva vedere colui che già aveva tanto amato come esule in terra e che ora era prossimo al ritorno verso la patria, si affrettasse a venire. Si scrive una lettera, si cerca un messo molto veloce e trovatolo si dispose al viaggio. All'improvviso si udì alla porta un calpestìo di cavalli, uno strepito di soldati e il rumore d'una comitiva. Uno dei confratelli, quello che stava dando istruzioni al messo, si avvicinò alla porta e si trovò alla presenza di colei, che invece cercava lontano.
Stupito, si avvicinò in fretta al Santo e pieno di gioia disse: "Padre, ti annunzio una buona novella". Il Santo, prevenendolo, gli rispose: "Benedetto Dio, che ha condotto a noi donna Giacoma, fratello nostro! Aprite le porte, esclama, e fatela entrare, perché per fratello Giacoma non c'è da osservare il decreto relativo alle donne!".

MEDITAZIONE
Massimiliano Maria Kolbe è entrato nell'elenco dei santi con i titolo di sacerdote e martire. La sua testimonianza illumina di luce pasquale l’orrido mondo dei lager. Nacque in Polonia nel 1894; si consacrò al Signore nella famiglia Francescana dei Minori Conventuali. 
Innamorato della Vergine, fondò "La milizia di Maria Immacolata" e svolse, con la parola e con la stampa, un intenso apostolato missionario in Europa e in Asia. Deportato ad Auschwitz durante la seconda guerra mondiale, in uno slancio di carità offrì la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Morì nel bunker della fame il 14 agosto 1941. 
Giovanni Paolo II lo ha chiamato "patrono del nostro difficile secolo".
PREGHIERA
O Dio, che hai dato alla Chiesa e al mondo
san Massimiliano Maria Kolbe, sacerdote e martire,
ardente di amore per la Vergine Immacolata,
interamente dedito alla missione apostolica
e al servizio eroico del prossimo,
per sua intercessione concedi a noi,
a gloria del tuo nome,
di impegnarci senza riserva al bene dell’umanità
per imitare, in vita e in morte,
il Cristo tuo Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

sabato 12 agosto 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13 Agosto 2017

 sua foto.
3 ore fa
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 225
DOMENICA 13 AGOSTO 2017
MATTEO 14,22-33 
Comandami di venire verso di te sulle acque.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Parola del Signore
+TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO V
LA DIVINA CLEMENZA FU SEMPRE PRONTA AD ESAUDIRE
I DESIDERI Dl SAN FRANCESCO
859 Mentre il santo uomo stava in un eremo, un medico lo visitava ogni giorno per la cura degli occhi. Un giorno il Santo disse ai suoi: "Invitate il medico e dategli da mangiare benissimo ". Rispose il guardiano: "Padre, lo diciamo timidamente, ci vergogniamo di invitarlo, tanto siamo poveri in questo momento ". Rispose il Santo dicendo: "Uomini di poca fede, perché volete che ve lo ripeta? ". Il medico che era presente, esclamò: "Anch'io, fratelli carissimi, stimerò come una delizia la vostra miseria". Si affrettarono i frati e posero sulla mensa tutta l'abbondanza della dispensa, cioè un poco di pane, non molto vino e perché con più abbondanza mangiassero, la cucina procurò anche un po' di legumi. Intanto la mensa del Signore soccorse la mensa dei suoi servi; si sentì bussare alla porta, accorse un frate ed ecco una donna che offrì un canestro pieno di pane fragrante, di pesci, di pasticcio di gamberi, con sopra grappoli di uva e miele. A tale vista esultò la mensa dei poveri, e riservati i cibi poveri per il domani, s'imbandirono subito quelli prelibati. Allora il medico così parlò, con un sospiro: "Né voi, frati, come dovreste, né noi secolari conosciamo adeguatamente la santità di costui ". Sarebbero stati saziati dal cibo, se non lo fossero stati ancor più dal miracolo. Così quell'occhio paterno non guarda mai con disprezzo i suoi, anzi con maggior provvidenza nutre i mendicanti più bisognosi.
MEDITAZIONE
Dobbiamo essere pronti a rischiare la nostra sicurezza e l’eccessiva preoccupazione per noi stessi, se vogliamo che la nostra fede si rafforzi. Cristo dice ad ognuno di noi: “Vieni”. Per rispondere e per andare a lui, a volte, dobbiamo attraversare le acque della sofferenza. 
Per superare la paura si deve seguire l’esempio di Gesù: “Salì sul monte, solo, a pregare”. La fede si rafforza solo con una pratica regolare della preghiera. 
Francesco rispose "Eccomi" all'invito del Signore. ""Veramente con gioiosa devozione egli s'aggirava tra le dimore celesti, e in completo annientamento di sé, dimorava a lungo come nascosto nelle piaghe del Salvatore. Perciò cercava luoghi solitari per poter lanciare completamente la sua anima in Dio; tuttavia, quando c'era bisogno, non esitava un istante a passare all'azione per giovare alle anime e alla vita dei fratelli.
Suo porto sicuro era la preghiera non di qualche minuto, o vuota, o pretenziosa, ma profondamente devota, umile e prolungata il più possibile. Se la iniziava la sera, a stento riusciva a staccarsene il mattino. Era sempre intento alla preghiera, quando camminava e quando sedeva, quando mangiava e quando beveva. Di notte si recava, solo, nelle chiese abbandonate e sperdute a pregare; così, con la grazia del Signore, riusciva a trionfare di molti timori e di angustie spirituali."" FF445.

PREGHIERA
Onnipotente Signore, che domini tutto il creato,
rafforza la nostra fede
e fa’ che ti riconosciamo presente
in ogni avvenimento della vita e della storia,
per affrontare serenamente ogni prova
e camminare con Cristo verso la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 12 Agosto 2017

 
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 224
SABATO 12 AGOSTO 2017
S.GIOVANNA FRANCESCA DE CHANTAL
MATTEO 17,14-20
Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo». 
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».
Parola del Signore
+TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO V
LA DIVINA CLEMENZA FU SEMPRE PRONTA AD ESAUDIRE
I DESIDERI Dl SAN FRANCESCO
858 Costui disse al frate: “Ricevi, fratello, per amor di Dio del panno per sei tuniche, e tenendone una per te, distribuisci le rimanenti per il bene dell'anima mia, come ti parrà”. Tutto lieto, il frate torna dal beato Francesco, e racconta del dono venuto dal cielo. A lui il Padre rispose: “Prendi le tuniche, perché per questo quell'uomo è stato mandato, per soccorrere in tale modo alla mia necessità. Siano dunque rese grazie a Colui che si prende cura di noi “.
MEDITAZIONE
Dio è degno di un amore illimitato. Lo posso amare con tutto il mio essere, perché è proprio lui ad avermi dato tutto il mio essere, per puro amore. Di nessun'altra persona si può dire altrettanto. Certe persone mi hanno dato doni preziosissimi con molto affetto, ma nessuna mi ha dato tutto il mio essere. E continuamente Dio mi dà tutto: l'aria che respiro, la luce che rallegra i miei occhi, il mondo e le sue meraviglie, le persone che mi circondano. Dappertutto l'amore di Dio mi viene incontro e desidera comunicarsi a me. Propriamente parlando, amare Dio non è un comandamento, è piuttosto una vocazione, che corrisponde all'aspirazione più profonda del nostro essere. Dall'altra parte, amare Dio con tutto il cuore è un'opera di lunga lena, perché presuppone l’eliminazione completa del nostro egoismo, il che non si può fare in un batter d'occhio. Ma ogni progresso in questa direzione è una vittoria che riempie il cuore di vera gioia. Gesù ci chiede di credere che è Lui che agisce in noi e attraverso di noi , come ha agito attraverso S.Francesco e S.Giovanna Francesca de Chantal.
Per intercessione di Francesco chiediamo al Signore il dono di una fede umile, generosa e decisa.
PREGHIERA
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

venerdì 11 agosto 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 Agosto 2017


San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 223
VENERDI' 11 AGOSTO 2017
S.CHIARA-festa-proprio-
GIOVANNI 15, 4-10
Chi osserva i comandamenti del Signore, rimane nel suo amore.
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso, se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me, viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti dei Padre mio e rimango nel suo amore ».
Parola del Signore
+ TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO V
LA DIVINA CLEMENZA FU SEMPRE PRONTA AD ESAUDIRE
I DESIDERI Dl SAN FRANCESCO
857 34. Di ritorno dalla Spagna, non avendo potuto secondo il suo desiderio raggiungere il Marocco, san Francesco si ammalò molto gravemente. Infatti oppresso dalla miseria e dalla debolezza e cacciato dalla casa per la durezza dell'ospite, per tre giorni perse la parola. Ricuperate comunque in qualche modo le forze, camminando per la strada disse a frate Bernardo che avrebbe mangiato un uccello, se mai ne avesse avuto uno. Ed ecco accorrere attraverso un campo un cavaliere con uno squisito uccello. Costui disse al beato Francesco: "Servo di Dio, accetta con piacere ciò che ti manda la divina clemenza". Accettò con gioia il dono e comprendendo come Cristo avesse cura di lui, lo benedisse in ogni cosa.
MEDITAZIONE
Fu la prima donna che si entusiasmò dell’ideale di san Francesco d’Assisi, con il quale fu sempre in profondi rapporti spirituali; aveva allora 18 anni. Si può dire che la sua vita religiosa, da quando fuggì da casa, seguita una quindicina di giorni dopo dalla sorella, sant’Agnese di Assisi, fu un continuo sforzo per giungere alla totale e perfetta povertà. Fondò con san Francesco il secondo ordine francescano che porta il suo nome: le Clarisse, in cui entrò pure la madre, Ortolana, e l’altra sorella, Beatrice. Passò la seconda metà della vita quasi sempre a letto perché ammalata, pur partecipando sovente ai divini uffici. Portando l’Eucaristia, salvò il convento da un attacco di Saraceni nel 1240. Morì a san Damiano, fuori le mura di Assisi, l’11 agosto, a sessant’anni.
""L'Ordine minoritico era già felicemente sorto, quand'ella, conquistata a Dio dai moniti incoraggianti di Francesco, divenne causa ed esempio di progresso spirituale per innumerevoli anime. Nobile di nascita, più nobile per grazia; vergine nel corpo, purissima di spirito; giovane di età, matura per saggezza; costante nel proposito, ardente ed entusiasta nell'amore a Dio; piena di sapienza e di umiltà; Chiara di nome, più chiara per vita, chiarissima per virtù."" FF351.

PREGHIERA
Dio misericordioso,
che hai ispirato a santa Chiara
un ardente amore per la povertà evangelica,
per sua intercessione concedi anche a noi
di seguire Cristo povero e umile,
per godere della tua visione
nella perfetta letizia del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10 Agosto 2017

 
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 222
GIOVEDI' 10 AGOSTO 2017
S.LORENZO--festa--proprio-
GIOVANNI 12, 24-26
+ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.    Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.  Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore.
+ TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO V
LA DIVINA CLEMENZA FU SEMPRE PRONTA AD ESAUDIRE
I DESIDERI Dl SAN FRANCESCO
856 33. Non soltanto la creatura ubbidiva al solo cenno di quest'uomo, ma la Provvidenza stessa del Creatore condiscendeva ovunque ai suoi desideri. Quella paterna clemenza preveniva i suoi desideri e anticipatamente con sollecitudine accorreva come a colui che si era abbandonata ad essa. Si manifestavano ad un tempo il bisogno e la grazia, il desiderio e il soccorso.
Nel sesto anno della sua conversione, ardendo dal desiderio del martirio, volle passare il mare diretto in Siria. Avendo salpato con una nave, diretta a quel luogo, per la furia dei venti contrari, finì sulla costa della Schiavonia con gli altri naviganti. Vedendosi impedito nella realizzazione del suo grande desiderio, dopo poco pregò alcuni marinai in viaggio per Ancona di condurlo con sé nella traversata. Essi rifiutarono ostinatamente di riceverlo per mancanza di cibo, e il Santo di Dio, confidando quanto mai nella bontà del Signore, entrò di soppiatto nella nave con un compagno. Per divina provvidenza si presentò subito un individuo sconosciuto a tutti, che portava con sé il vitto necessario. Chiamato un marinaio timorato di Dio, costui gli disse: "Prendi con te tutto questo e lo darai fedelmente secondo necessità ai poverelli nascosti nella nave". Levatasi in seguito una forte tempesta, per molti giorni i marinai remarono con fatica esaurendo tutte le loro cibarie e rimasero solo quelle del povero Francesco. Ora queste per divina grazia e potenza furono moltiplicate sì che, malgrado vi fossero ancora molti giorni di navigazione, soccorsero abbondantemente alla necessità di tutti sino al porto di Ancona. Pertanto i marinai, vedendo che erano stati salvati dal pericolo del mare grazie al servo di Dio Francesco e che avevano ricevuto da lui quanto gli avevano negato, resero grazie a Dio onnipotente, che sempre si mostra mirabile ed amabile nei suoi servi.

MEDITAZIONE
In una società che si scristianizza, cerchiamo delle soluzioni, i mezzi di una nuova evangelizzazione. Talvolta pensiamo di trovarli nei nostri progetti, nelle nostre vie. Oppure perdiamo la speranza di trovarli... Il Signore ci comunica un atteggiamento infallibilmente fruttuoso: morire al nostro egoismo. Morire ogni giorno, come san Paolo, san Lorenzo, san Francesco, tutti i Santi. Che i nostri dinamismi egoistici vengano uccisi, immobilizzati. È così che guadagneremo la Vita, che è Cristo stesso, per la nostra personalità individuale, per la Chiesa, per il mondo. Noi moriamo con lui e risusciteremo con lui. Come amici che lo servono e sono là dove lui è: sulla croce, nella gloria. Ascoltiamo la sua parola nel Vangelo. Contempliamo la parola di san Lorenzo, che ha ascoltato la sua voce e non ha indurito il suo cuore. Nelle prove e nel dolore manteniamo viva la nostra fede. Non è forse anche questo martirio?
E se viviamo le nostre sofferenze in unione alle sofferenze di Cristo non diventa servizio a favore di tutti i fratelli? Come si comportò Francesco lo sappiamo tutti: "".....A causa delle varie, insistenti, ininterrotte infermità, era ridotto al punto che ormai la carne era consumata e rimaneva quasi soltanto la pelle attaccata alle ossa. Ma, per quanto strazianti fossero i suoi dolori, quelle sue angosce non le chiamava sofferenze, ma sorelle"". FF1238 . “Se il chicco di grano caduto in terra non muore…”.

PREGHIERA
O Dio, che hai comunicato l’ardore della tua carità
al diacono san Lorenzo
e lo hai reso fedele nel ministero
e glorioso nel martirio,
fa’ che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti
e lo imiti nell’amore di Cristo e dei fratelli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 9 Agosto 2017

 
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 221
MERCOLEDI' 9 AGOSTO 2017
S.TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
9 AGOSTO
SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
EDITH STEIN
VERGINE E MARTIRE
ebrea-convertita-filosofa-carmelitana-martire
Compatrona d'Europa
(1891-1942)
Festa
MATTEO 25, 1-13
Ecco lo sposo! Andategli incontro!
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. 
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Parola del Signore
TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO IV
IL POTERE CHE EBBE SULLE CREATURE SENSIBILI
855 32. Le allodole, amiche della luce del giorno e paurose delle ombre del crepuscolo, quella sera in cui san Francesco passò dal mondo a Cristo, pur essendo già iniziato il crepuscolo, si posarono sul tetto della casa e a lungo garrirono roteando attorno. Non sappiamo se abbiano voluto a modo loro dimostrare la gioia o la mestizia, cantando. Esse cantavano un gioioso pianto e una gioia dolorosa, quasi piangessero il lutto dei figli o volessero indicare l'entrata del Padre nell'eterna gloria. Le guardie della città che attentamente custodivano quel luogo, stupite invitarono gli altri all 'ammirazione.
MEDITAZIONE
Agli occhi di Gesù, è saggio chi veglia, cioè chi pensa sempre, nel suo animo, al giorno del ritorno del Signore e all’ora della propria morte, chi vive ogni giorno nell’amicizia di Dio, nella grazia santificante, e chi si rialza subito se, per debolezza, cade. Allora “Vegliate”, perché nessuno, all’infuori di Dio, conosce il giorno e l’ora. L’incontro con i mistici orienta Suor Teresa Benedetta verso la vita contemplativa nell’ordine carmelitano. La presenza di Edith al Carmelo di Colonia rappresenta un pericolo per l’intera comunità: nei libri della famigerata polizia hitleriana, infatti, suor Teresa Benedetta è registrata come "non ariana". Le sue superiori decidono allora di farla espatriare in Olanda, a Echt, dove le carmelitane hanno un convento. Prima di lasciare precipitosamente la Germania, il 31 dicembre del 1938, nel cuore della notte, suor Teresa chiede di fermarsi qualche minuto nella chiesa “Maria della Pace”, per inginocchiarsi ai piedi della Vergine e domandare la sua materna protezione nell’avventurosa fuga verso il Carmelo di Echt. “Ella – aveva detto – può formare a propria immagine coloro che le appartengono”. “E chi sta sotto la protezione di Maria – lei concludeva –, è ben custodito.” 
L’anno 1942 segnò l’inizio delle deportazioni di massa verso l’est, attuate in modo sistematico per dare compimento a quella che era stata definita come la Endlösung, ovvero la "soluzione finale" del problema ebraico. Neppure l’Olanda è più sicura per Edith. Il pomeriggio del 2 agosto due agenti della Gestapo bussarono al portone del Carmelo di Echt per prelevare suor Stein insieme alla sorella Rosa. Destinazione: il campo di smistamento di Westerbork, nel nord dell’Olanda. Da qui, il 7 agosto venne trasferita con altri prigionieri nel campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau. Il 9 agosto, con gli altri deportati, fra cui anche la sorella Rosa, varcò la soglia della camera a gas, suggellando la propria vita col martirio: non aveva ancora compiuto cinquantuno anni. Le anime nobili e piene di Dio ci siano di stimolo a migliorarci sempre più.

PREGHIERA
Dio dei nostri padri, donaci la scienza della Croce, di cui hai mirabilmente arricchito Santa Teresa Benedetta della Croce, nell’ora del martirio , e fa' che per sua intercessione cerchiamo sempre te, Somma Verità, fedeli fino alla morte all’eterna alleanza d’amore, sigillata nel sangue del Tuo Figlio per la salvezza del mondo. Egli è Dio, e vive e regna con te...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen