venerdì 7 aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 8 Aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 98

SABATO 8 APRILE 2017
S.AMANZIO-proprio

GIOVANNI 11, 45-56
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. 
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». 
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. 
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. 
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». 
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 732
Si trovarono insieme a Roma, in casa del cardinale d'Ostia che poi fu Sommo Pontefice, le fulgide luci del mondo san Francesco e san Domenico.

Sentendoli parlare fra loro del Signore con tanta dolcezza, alla fine il vescovo disse: " Nella Chiesa primitiva i pastori erano poveri e persone di carità, senza cupidigia. Perché--chiese-- tra i vostri frati quelli che emergono per dottrina e buon esempio, non li facciamo vescovi e prelati?".

Fra i due Santi sorse una gara, non per precedersi nella risposta, ma perché l'uno proponeva all'altro l'onore ed anzi voleva costringerlo a parlare per primo. In realtà si superavano a vicenda nella venerazione che nutrivano reciprocamente.

Alla fine vinse l'umiltà in Francesco, perché non si mise avanti e vinse pure in Domenico, perché ubbidì umilmente e rispose per primo.

Disse dunque Domenico al vescovo: " Signore, i miei frati, se lo capiscono, sono già posti in alto grado, e per quanto sta in me non permetterò che ottengano altra dignità ". Dopo questa breve e convinta risposta, Francesco si inchinò al vescovo e disse a sua volta: " Signore, i miei frati proprio per questo sono stati chiamati Minori, perché non presumano di diventare maggiori. Il nome stesso insegna loro a rimanere in basso ed a seguire le orme dell'umiltà di Cristo, per essere alla fine innalzati più degli altri al cospetto dei Santi. Se volete--continuò--che portino frutto nella Chiesa di Dio, manteneteli e conservateli nello stato della loro vocazione, e riportateli in basso anche contro loro volontà. Per questo, Padre, ti prego: affinché non siano tanto più superbi quanto più poveri e non si mostrino arroganti verso gli altri, non permettere in nessun modo che ottengano cariche". Queste furono le risposte dei Santi.

MEDITAZIONE
Tutti i popoli della terra aspirano, più o meno consciamente, all'unità. Le leggi non bastano per radunare e unire gli uomini. Occorre una personalità assolutamente eccezionale, che eserciti una forza d'attrazione irresistibile, fondata sulla testimonianza della vita e del sangue. Solo la morte redentrice del Cristo, e il suo frutto, dona l'unità di tutti i figli di Dio. Nella "Regola non bollata", Francesco scrive: ""[63] Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Dio, Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, per te stesso ti rendiamo grazie, perché per la tua santa volontà e per l'unico tuo Figlio con lo Spirito Santo hai creato tutte le cose spirituali e corporali, e noi fatti a tua immagine e somiglianza hai posto in Paradiso. E noi per colpa nostra siamo caduti.
[64] E ti rendiamo grazie, perché come tu ci hai creato per mezzo del tuo Figlio, cosi per il santo tuo amore, col quale ci hai amato, hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre vergine beatissima santa Maria, e, per la croce, il sangue e la morte di Lui ci hai voluti redimere dalla schiavitù"". 
La capacità effettiva di amare, solo questo, ha reso possibile l’offerta di sé di Gesù. Ma a noi questo è dato solo restando in lui, da soli non ne siamo capaci.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, il tuo Figlio è morto non per un solo popolo, ma per riunire insieme i tuoi figli dispersi. Dà che, seguendo il suo esempio e con l'aiuto della tua grazia, sorgano nel nostro tempo uomini pronti a sacrificare tutto per la pace e l'unità dei popoli. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen





SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7 Aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 97
VENERD^ 7 APRILE 2017
S.GIOVANNI B. DE LA SALLE-p.
GIOVANNI 10, 31-42
Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 731
Essendosi recato a Imola, città della Romagna, si presentò al vescovo della diocesi per chiedergli il permesso di predicare.

"Basto io--rispose il vescovo--a predicare al mio popolo". Francesco chinò il capo e uscì umilmente. Ma poco dopo, eccolo dentro di nuovo.
"Che vuoi, frate? -- riprese il vescovo --. Cosa domandi ancora?".
"Signore,--rispose Francesco--se un padre scaccia il figlio da una porta, deve necessariamente entrare da una altra ".
Vinto dalla sua umiltà, il vescovo con volto lieto lo abbracciò, esclamando: "D'ora in poi tu e i tuoi frati predicate pure nella mia diocesi, con mio generale permesso, perché la tua santa umiltà lo ha meritato ".
MEDITAZIONE
Pochi hanno riconosciuto Gesù come figlio di Dio e sono venuti a lui. Sono quelli che, attraverso la sua parola dolce e pacata, ma affilata come una spada, attraverso le sue opere di misericordia, i miracoli, le risurrezioni che manifestavano la gloria di Dio, oppure attraverso la testimonianza del suo precursore, hanno percepito lo Spirito del Padre che li toccava nel più profondo del loro cuore e sono stati abbastanza umili, abbastanza poveri per aprirsi all’adorazione. Allora costoro sono stati rinsaldati nella fede e hanno riconosciuto che Gesù è nel Padre e che il Padre è in lui. In questi ultimi giorni prima della Passione, la Chiesa ci spinge ad attaccarci, con una fede amorosa e piena, a “colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo”. FF142: "" Perciò tutti coloro che videro il Signore Gesù Cristo secondo l’umanità e non videro né credettero, secondo lo Spirito e la divinità, che Egli è il vero Figlio di Dio, sono condannati; e così ora tutti quelli che vedono il sacramento del corpo di Cristo, che viene consacrato per mezzo delle parole del Signore sopra l’altare per le mani del sacerdote sotto le specie del pane e del vino, e non vedono e non credono secondo lo spirito e la divinità, che sia veramente il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo, sono condannati perché l’Altissimo stesso ne dà testimonianza e dice: Questo è il mio corpo e il sangue del nuovo testamento (Mc 14,22-24); e ancora: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ( Gv 6,55)"".

PREGHIERA
Perdona, Signore, i nostri peccati,
e nella tua misericordia
spezza le catene che ci tengono prigionieri
a causa delle nostre colpe,
e guidaci alla libertà che Cristo ci ha conquistata.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




mercoledì 5 aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 6 Aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 96

GIOVEDI' 6 APRILE 2017
S.PIETRO DA VERONA--proprio

GIOVANNI 8, 51-59

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». 
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». 
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». 
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
Parola del Signore




Vita Seconda di Tommaso da Celano 730
Francesco voleva che i suoi figli vivessero in pace con tutti e verso tutti senza eccezione si mostrassero piccoli.
Ma insegnò con le parole e con l'esempio ad essere particolarmente umili coi sacerdoti secolari.

"Noi - ripeteva - siamo stati mandati in aiuto del clero per la salvezza delle anime, in modo da supplire le loro deficienze. Ognuno riceverà la mercede non secondo l'autorità, ma secondo il lavoro svolto. Sappiate - continuava - che il bene delle anime è graditissimo al Signore, e ciò si può raggiungere meglio se si è in pace che in discordia con il clero.

"Se poi essi ostacolano la salvezza dei popoli, a Dio spetta la vendetta, ed egli darà a ciascuno la paga a suo tempo. Perciò siate sottomessi all'autorità, affinché, per quanto sta in voi, non sorga qualche gelosia. Se sarete figli della pace, guadagnerete al Signore clero e popolo. Questo è più gradito a Dio, che guadagnare solo la gente, con scandalo del clero".

E concludeva: "Coprite i loro falli, supplite i vari difetti, e quando avrete fatto questo, siate più umili ancora ".

MEDITAZIONE
La morte fisica è vista da tanti come la fine di tutto. Viene temuta in maniera così eccessiva che si finisce poi con l'anticipare quella eterna.
Infatti molti pensano: “ma se prima o poi dovrò morire... che senso ha non godermi la vita come voglio?” Stolti! Chi pensa così infatti non è vivo... ma è già morto e sepolto, perché continua a ostinarsi a guardare le cose del mondo alla maniera del mondo.
Così allontaniamo Gesù da noi! Gesù infatti, quando si allontana volutamente dagli uomini, è perché vede che hanno un cuore di pietra. Quando poi i nostri occhi sono chiusi alla luce di Dio possiamo definirci tranquillamente già morti dentro. Gesù invece ci dichiara: “In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte”. Egli parlava evidentemente della morte dello spirito e della vita dell’anima, che trascende la fine del nostro corpo votato alla corruzione. Il nostro compito primario rimane ancora quello di preparare il terreno al seme sempre buono e fecondo della parola di vita. Nel "Cantico di frate sole", Francesco scrisse: 
                                                                                                                                                            ""Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate". FF12/14.


PREGHIERA

Signore Gesù Cristo, Tu dici che se uno osserva la tua parola non vedrà mai la morte. Risveglia la nostra fede perchè possiamo vivere della tua vita, e facci scoprire sempre più profondamente che prima che Abramo fosse, "Tu sei", per l'eternità.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen






SAN FRANCESCO E IL VANGELO 5 Aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 95

MERCOLEDI' 5 APRILE 2017
S:VINCENZO FERRER sacerdote-proprio

GIOVANNI 8, 31-42
Gv 8,31-42
Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». 
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». 
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». 
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
Parola del Signore


Vita Seconda di Tommaso da Celano 729
Vedeva che alcuni desideravano ardentemente le cariche dell'Ordine, delle quali si rendevano indegni, oltre al resto, anche per la sola ambizione di governare. E diceva che questi non erano frati minori, ma avevano dimenticato la loro vocazione ed erano decaduti dalla gloria. Confutava poi con abbondanza di argomenti alcuni miserabili, che sopportavano a malincuore di essere rimossi dai vari uffici, perché più che l'onere cercavano l'onore.

Un giorno disse al suo compagno: " Non mi sembrerebbe di essere frate minore se non fossi nella disposizione che ti descriverò. Ecco--spiegò--essendo superiore dei frati vado al capitolo, predico, li ammonisco, e alla fine si grida contro di me: --Non è adatto per noi un uomo senza cultura e dappoco. Perciò non vogliamo che tu regni su di noi, perché non sei eloquente, sei semplice ed ignorante. Alla fine sono scacciato con obbrobrio, vilipeso da tutti. Ti dico: se non ascolterò queste parole conservando lo stesso volto, la stessa letizia di animo, lo stesso proposito di santità, non sono per niente frate minore".

E aggiungeva: " Il superiorato è occasione di caduta, la lode di precipizio. L'umiltà del suddito invece porta alla salvezza dell'anima. Perché allora volgiamo l'animo più ai pericoli che ai vantaggi, quando abbiamo la vita per acquistarci meriti?".

MEDITAZIONE
Il tempo di Quaresima ha questo senso: con l’ascolto della parola divina e con le azioni dettate da una fede profonda noi vogliamo ottenere la liberazione operata per noi da Gesù Cristo. Essere un discendente di Abramo non ha un significato carnale, ma spirituale: continuare lo spirito del patriarca, cioè avere una fede sempre più forte. Nella fede Abramo ha obbedito all’appello di Dio e si è recato nella terra di cui doveva entrare in possesso. Nella "Regola non Bollata", Francesco scrive: FF63-64-65-66:
""63] Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Dio, Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, per te stesso ti rendiamo grazie, perché per la tua santa volontà e per l'unico tuo Figlio con lo Spirito Santo hai creato tutte le cose spirituali e corporali, e noi fatti a tua immagine e somiglianza hai posto in Paradiso. E noi per colpa nostra siamo
caduti.
[64] E ti rendiamo grazie, perché come tu ci hai creato per mezzo del tuo Figlio, cosi per il santo tuo amore, col quale ci hai amato, hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre vergine beatissima santa Maria, e, per la croce, il sangue e la morte di Lui ci hai voluti redimere dalla schiavitù.
[65] E ti rendiamo grazie, perché lo stesso tuo Figlio ritornerà nella gloria della sua maestà per destinare i reprobi, che non fecero penitenza e non ti conobbero, al fuoco eterno, e per dire a tutti coloro che ti conobbero e ti adorarono e ti servirono nella penitenza: Venite, benedetti dal Padre mio, entrate in possesso del regno, che vi è stato preparato fin
dalle origini del mondo.
[66] E poiché tutti noi miseri e peccatori, non siamo degni di nominarti, supplici preghiamo che il Signore nostro Gesù Cristo Figlio tuo diletto, nel quale ti sei compiaciuto, insieme con lo Spirito Santo Paraclito ti renda grazie così come a te e a lui piace, per ogni cosa, Lui che ti basta sempre in tutto e per il quale a noi hai fatto cose tanto grandi. Alleluia". E noi siamo capaci di seguire Gesù e Francesco nel cammino verso il Regno?


PREGHIERA
O Dio, Padre nostro, Tu hai messo nel cuore dell'uomo la sete della libertà, ma noi cerchiamo spesso false liberazioni. Donaci di essere sempre fedeli alla parola del tuo Figlio e di aprirci alla sua verità, in modo che, liberati da lui, siamo veramente liberi, come Tu lo sei nei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4 Aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 94

MARTEDI' 4 APRILE 2017
S. BENEDETTO DA PALERMO-proprio

GIOVANI 8, 21-30
Avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». 
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». 
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. 
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.
Parola del Signore


Vita Seconda di Tommaso da Celano 728
In altra circostanza rinunciò, mettendoli a disposizione del vicario, a tutti i suoi compagni con queste parole: "Non voglio sembrare singolare con questo privilegio di libertà, ma i frati mi accompagnino di luogo in luogo, come il Signore li ispirerà ". E aggiunse: " Ho visto tempo fa un cieco che aveva come guida di viaggio un cagnolino".
Questa era appunto la sua gloria: mettere da parte ogni apparenza di singolarità e ostentazione, perché abitasse in lui la virtù di Cristo.

MEDITAZIONE
Evocando questo nome, che è il suo nome, Gesù ricorda tutta la strada percorsa dalla schiavitù alla libertà, perché ciascuno di noi deve intraprendere questo cammino dalla morte alla vita. Per provare in sé questa Pasqua, bisogna credere in Gesù, credere a Gesù. Credere che egli è l’inviato, il Messia, e credere nelle sue parole. Allora si impara a seguirlo nel mistero pasquale, nella passione, nella morte sulla croce e nella risurrezione. Francesco era in continua comunione con Dio, intimità che nutriva con la preghiera e i sacramenti. Era un rapporto profondo che nessuno poteva turbare. ""...una volta l'uomo di Dio era intento all'orazione, andò a trovarlo, come faceva di solito, il vescovo di Assisi. Appena fu entrato nel luogo, il vescovo, con più familiarità del dovuto, andò direttamente alla cella in cui il servo di Cristo
stava pregando. Spinse la porticina e fece l'atto di entrare. Ma, appena ebbe messo dentro il capo e scorto il Santo in orazione, sconvolto da improvviso terrore, si sentì agghiacciare in tutte le membra, perse anche la parola, mentre, per divina disposizione, veniva cacciato fuori a viva forza e trascinato lontano, a passo indietro. Stupefatto, il vescovo si affrettò, come poté, a raggiungere i frati e, appena Dio gli restituì l'uso della parola, se ne servì prima di tutto per confessare la propria colpa"" FF1182. 

PREGHIERA
Signore Gesù Cristo, Tu che sei di lassù, e che attraverso la tua croce e la tua risurrezione sei tornato al Padre, non dimenticare coloro che camminano su questa terra. Dona loro di non essere del mondo, pur vivendo totalmente il proprio impegno di uomini. E fà che al termine del loro cammino non muoiano nel loro peccato, ma vivano per sempre con te nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
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lunedì 3 aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 3 APRILE 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 93

LUNEDI' 3 APRILE 2017

GIOVANNI 8, 1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Parola del Signore


Vita Seconda di Tommaso da Celano 727
Per conservare la virtù della santa umiltà, pochi anni dopo la sua conversione, rinunciò in un Capitolo alla presenza di tutti, all'ufficio di governo dell'Ordine: "Da oggi avanti sono morto per voi. Ma ecco fra Pietro di Cattanio, al quale io e voi tutti dobbiamo obbedire ".

E inchinatosi subito davanti a lui, promise "obbedienza e riverenza". I frati piangevano, prorompendo per il dolore in alti gemiti, vedendosi come divenuti orfani di tanto padre.

Francesco si alzò, e con le mani giunte e gli occhi elevati al cielo: "O Signore,--pregò--ti raccomando la famiglia, che sino ad ora tu mi hai affidata. Ed ora, non potendo io averne cura per le infermità che tu sai, dolcissimo Signore l'affido ai ministri. Siano tenuti a renderne ragione a te o Signore, nel giorno del giudizio, se qualche frate o per loro negligenza o cattivo esempio oppure anche per una severità eccessiva, sarà perito ".

Da quel momento rimase suddito sino alla morte, comportandosi più umilmente di qualsiasi altro frate.

MEDITAZIONE
Il pericolo della superbia. Dio è sempre vicino a noi e, anche se abbiamo peccato, siamo suoi, gli apparteniamo e troviamo ampia accoglienza nel suo cuore. C'è sempre un posto per noi nel cuore di Dio. Gesù, luce del mondo, conosce il cuore degli uomini e li invita a camminare dietro a lui. Tuttavia, c'è una cosa che può allontanarci da Dio, e ricacciarci molto lontano: è la superbia. È la superbia che vediamo nei farisei, che si ritengono giusti, immacolati, superiori agli altri... Dio e la superbia non possono stare insieme. Dove c'è superbia umana, lì non c'è Dio. Non può esserci. Se ci ragioniamo con calma, vedremo che la maggior parte dei nostri peccati nascono dalla superbia, dal non voler essere umili alla presenza di Dio e dei nostri fratelli. Se vogliamo vivere vicino a Dio, incamminiamoci sulla via della semplicità di cuore e della vera umiltà. Francesco " aveva raggiunto tanta celebrità da essere ritenuto da moltissimi santo, eppure si riteneva vile davanti a Dio e agli uomini. Non insuperbiva né della fama né della santità, che lo distingueva, ma neppure dei così numerosi e santi frati e figli che gli erano stati dati come inizio della ricompensa per i suoi meriti""" FF726

.
PREGHIERA
Signore, Dio nostro, tramite Mosè ci hai dato la legge, ma tramite il tuo Figlio ci hai accordato il perdono. Insegna a noi peccatori a essere buoni e paziente nei nostri giudizi come colui che non ha condannato la donna adultera: Gesù Cristo, nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
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domenica 2 aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 2 Aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 92
DOMENICA 2 APRILE 2017
GIOVANNI 11, 1-45
In quel tempo, 1un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. 2Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
4All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». 9Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
11Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». 12Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». 13Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. 14Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». 16Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
17Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 18Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri 19e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. 20Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». 23Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». 24Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». 25Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». 27Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
28Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. 30Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
32Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, 34domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». 37Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». 40Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». 41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
45Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Forma breve: Gv 11, 3-7.17.20-27.33b-45
In quel tempo, 3le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
4All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
17Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 20Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». 23Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». 24Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». 25Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». 27Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
33Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, 34domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35Gesù scoppiò in pianto. 36Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». 37Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». 40Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». 41Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
45Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Parola del Signore.
Vita Seconda di Tommaso da Celano 726
Non soltanto con i maggiori di lui si mostrava umile il servo di Dio, ma anche con i pari e gli inferiori, più disposto ad essere ammonito e corretto, che ad ammonire gli altri.

Un giorno, montato su un asinello, perché debole e infermo non poteva andare a piedi, attraversava il campo di un contadino, che stava lavorando. Questi gli corse incontro e gli chiese premuroso se fosse frate Francesco. Avendogli risposto umilmente che era proprio lui quello che cercava: "Guarda --disse il contadino -- di essere tanto buono quanto tutti dicono che tu sia, perché molti hanno fiducia in te. Per questo ti esorto a non comportarti mai diversamente da quanto si spera ".
Francesco, a queste parole, scese dall'asino e, prostratosi, davanti al contadino, più volte gli baciò i piedi umilmente ringraziandolo che si era degnato di ammonirlo.
In conclusione, aveva raggiunto tanta celebrità da essere ritenuto da moltissimi santo, eppure si riteneva vile davanti a Dio e agli uomini. Non insuperbiva né della fama né della santità, che lo distingueva, ma neppure dei così numerosi e santi frati e figli che gli erano stati dati come inizio della ricompensa per i suoi meriti.
MEDITAZIONE
Pensiamo al nostro Battesimo. Gesù, nel Battesimo, si presenta come la sorgente d'acqua viva, la luce, la vita. Facciamo un serio esame di coscienza: siamo fedeli alle promesse battesimali, ovvero all'impegno di credere e di rinunciare al peccato, oppure ci stiamo adeguando sempre di più alla mentalità di questo mondo? 
Per essere fedeli alle promesse del Battesimo, il segreto è quello di mettere la nostra vita nelle mani della Madonna e di pregarla ogni giorno. Lei, che è stata la prima discepola del Signore, Colei che ha vissuto il Vangelo con assoluta fedeltà, aiuterà anche noi ad essere fedeli e a vivere come figli della luce. Francesco amò teneramente la Madre di Gesù, a lei affidò tutto l'Ordine. "Circondava di un amore indicibile la Madre di Gesù, perché aveva reso nostro fratello il Signore della maestà. A suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tanti e tali che lingua umana non potrebbe esprimere, Ma ciò che maggiormente riempie di gioia, la costituì Avvocata dell'Ordine e pose sotto le sue ali i figli, che egli stava per lasciare, perché vi trovassero calore e protezione sino alla fine.

Orsù, Avvocata dei poveri! Adempi verso di noi il tuo ufficio di Protettrice fino al tempo prestabilito dal Padre. 
FF786

PREGHIERA
Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perchè possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi. 
Egli è Dio e vive e regna con te…
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen