sabato 7 gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 7

SABATO 7 GENNAIO 2017
S.RAIMONDO DE PENAFORT-feria-

MATTEO 4, 12-17. 23-25
Venne a Cafàrnao perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a Lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici. ed Egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Parola del Signore.


Vita Seconda di Tommaso da Celano 642
Insegnava ai suoi a costruirsi piccole abitazioni e povere, di legno non di pietra, e cioè piccole capanne, di forma umile. Spesso, parlando della povertà, ricordava ai frati il detto evangelico: «Le volpi hanno tane e gli uccelli del cielo nidi, ma il Figlio di Dio non ebbe dove posare il capo ».


MEDITAZIONE
È tra tutte le esperienze penose della nostra vita che ci raggiunge la buona parola: non vedete solo le tenebre, guardate anche la luce con cui Dio rischiara la vostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con voi le vostre pene. Voi potete contare su di lui che è al vostro fianco, luce nell’oscurità. 
Non siamo noi che diamo alla nostra vita il suo senso ultimo. È lui. Non è né il nostro lavoro, né il nostro sapere, né il nostro successo. È lui, e la luce che ci distribuisce. Perché il valore della nostra vita non si basa su quello che facciamo, né sulla considerazione o l’influenza che acquistiamo. Essa prende tutto il suo valore perché Dio ci guarda, si volta verso di noi, senza condizioni, e qualsiasi sia il nostro merito. La sua luce penetra nelle nostre tenebre più profonde: guardiamo la luce con cui Dio rischiara la nostra vita!!! Perchè la luce di Dio illuminasse sempre i suoi compagni, Francesco voleva che rimanessero sempre umili e semplici. In casa del cardinale d'Ostia che poi fu Sommo Pontefice, 
"..... Francesco si inchinò al vescovo e disse a sua volta: « Signore, i miei frati proprio per questo sono stati chiamati Minori, perché non presumano di diventare maggiori. Il nome stesso insegna loro a rimanere in basso ed a seguire le orme dell'umiltà di Cristo, per essere alla fine innalzati più degli altri al cospetto dei Santi. Se volete--continuò--che portino frutto nella Chiesa di Dio, manteneteli e conservateli nello stato della loro vocazione, e riportateli in basso anche contro loro volontà. Per questo, Padre, ti prego: affinché non siano tanto più superbi quanto più poveri e non si mostrino arroganti verso gli altri, non permettere in nessun modo che ottengano cariche». FF732.

PREGHIERA
O Dio, che hai fondato la tua Chiesa
sulla fede degli apostoli,
fa’ che le nostre comunità,
illuminate dalla tua parola
e unite nel vincolo del tuo amore,
diventino segno di salvezza e di speranza
per tutti coloro che dalle tenebre anelano alla luce.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




giovedì 5 gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 6 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 6

VENERDI' 6 GENNAIO 2017
EPIFANIA DEL SIGNORE-solennità-proprio-

MATTEO 2, 1-12
Siamo venuti dall’oriente per adorare il re.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 641
Mentre si trovava in questa valle di lacrime, il beato padre disprezzava le povere ricchezze comuni ai figli degli uomini e aspirava di tutto cuore alla povertà, desiderando più alta gloria. E poiché osservava che la povertà, mentre era stata intima del Figlio di Dio, veniva pressoché rifiutata da tutto il mondo, bramò di sposarla con amore eterno. Perciò innamorato della sua bellezza, per aderire più fortemente alla sposa ed essere due in un solo spirito, non solo lasciò padre e madre, ma si distaccò da tutto. Da allora la strinse in casti amplessi e neppure per un istante accettò di non esserle sposo. Ripeteva ai suoi figli che questa è la via della perfezione, questo il pegno e la garanzia delle ricchezze eterne. Nessuno fu tanto avido di oro, quanto lui di povertà, né alcuno più preoccupato di custodire un tesoro, quanto lui la gemma evangelica. Il suo sguardo in questo si sentiva particolarmente offeso, se nei frati--o in casa o fuori-- vedeva qualcosa di contrario alla povertà.
E in realtà, dall'inizio della sua vita religiosa sino alla morte, ebbe come sua ricchezza una tonaca sola, cingolo e calzoni: non ebbe altro. Il suo aspetto povero indicava chiaramente dove accumulasse le sue ricchezze. Per questo, lieto, sicuro, agile alla corsa, godeva di aver scambiato con un bene che valeva cento volte le ricchezze destinate a perire.

MEDITAZIONE
L’Epifania è la memoria che Gesù, il Messia, il Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, è destinato all’umanità e che questa sa riconoscerlo, fino a partecipare all’eredità di Abramo. 
Il viaggio dall’Oriente, la ricerca, la stella apparsa ai Magi, la vista del Salvatore e la sua adorazione costituiscono le tappe che i popoli e gli individui dovevano percorrere nel loro andare incontro al Salvatore del mondo. La luce e il suo richiamo non sono cose passate, poiché ad esse si richiama la storia della fede di ognuno di noi. Noi possiamo vedere la stella nella dottrina e nei sacramenti della Chiesa, nei segni dei tempi, nelle parole sagge e nei buoni consigli che, insieme, costituiscono la risposta alle nostre domande sulla salvezza e sul Salvatore. 
Rallegriamoci, anche noi, per il fatto che Dio, vegliando sempre, nella sua misericordia, su chi cammina guidato da una stella ci rivela in tanti modi la vera luce, il Cristo, il Re Salvatore. Anche Francesco, predicando il Vangelo, fu una "stella" per gli uomini del suo tempo..
""In questo modo molti incominciarono a riconoscere la verità della dottrina, che l'uomo di Dio con semplicità predicava, e della sua vita. Alcuni incominciarono a sentirsi incitati a penitenza dal suo esempio e ad unirsi a lui, nell'abito e nella vita, lasciando ogni cosa"". FF1053. E noi, apriamo il nostro cuore a Cristo ?

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, unitamente allo Spirito santo Tu hai reso testimonianza con inequivocabile chiarezza a Gesù di Nazaret. Fà di nuovo risuonare la tua voce e donaci il tuo Spirito, perchè possiamo sempre meglio riconoscere e adorare in quest'uomo venuto dalla Galilea il tuo Figlio prediletto, che vive e regna con te nei secoli dei secoli.


Sequenza
ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA
Dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un altro ministro idoneo può dare l’annunzio del giorno della Pasqua.
Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua il 5 aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 18 febbraio.
L’Ascensione del Signore, il 17 maggio.
La Pentecoste, il 24 maggio.
La prima domenica di Avvento, il 29 novembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore.
A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli.
Amen.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen


https://youtu.be/786k1GnAVCA
ORO, INCENSO E MIRRA (Mt:2,9-12) "Watching" the Gospels through sounds of guitars





mercoledì 4 gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 5 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 5
GIOVEDI' 5 GENNAIO 2017
S.EDOARDO-feria-
GIOVANNI 1,43-51
Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato Colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il Figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, Io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, Tu sei il Figlio di Dio, Tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità Io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli Angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’Uomo». Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 640
Nessuno deve meravigliarsi se questo profeta del nostro tempo si distingueva per tali privilegi: il suo intelletto, libero dalla nebbia densa delle cose terrene e non più soggetto alle lusinghe della carne, saliva leggero alle altezze celesti e si immergeva puro nella luce. Irradiato in tal modo dallo splendore della luce eterna, attingeva dalla Parola increata ciò che riecheggiava nelle parole. Oh, quanto siamo diversi oggi, noi che avvolti dalle tenebre ignoriamo anche le cose necessarie!
E quale la causa, se non perché siamo amici della carne ed anche noi ci imbrattiamo di mondanità? Se invece assieme alle mani, innalzassimo i nostri cuori al cielo, se stabilissimo la nostra dimora nei beni eterni, verremmo forse a conoscere ciò che ignoriamo: Dio e noi stessi.
Chi vive nel fango, vede necessariamente solo fango; mentre non è possibile che l'occhio fisso al cielo non comprenda le realtà celesti.

MEDITAZIONE
ll credente che prega con amore, fiducia e cerca di crescere nella Fede, noterà cambiamenti importanti anche sotto l’aspetto del pregiudizio. È sufficiente meditare sulla gravità del giudizio ed imporsi il silenzio interiore su tutte quelle cose che non si conoscono. C'è bisogno di un certo cammino per arrivare, a poco a poco a riconoscere e ad accettare le esigenze divine. Come Francesco, mettiamoci alla scuola del Vangelo, per imparare come lui, da Gesù, ad amare, a servire, a donare la nostra stessa vita.

PREGHIERA
Signore Gesù, noi cominciamo a conoscerti come figlio di Giuseppe e abitante della Galilea: abbi pazienza con noi; guidaci verso si te ad ogni svolta della nostra strada, in modo che possiamo scoprire sempre meglio che Tu sei il Figlio di Dio, che vive con il Padre e con lo Spirito per i secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




martedì 3 gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 4

MERCOLEDI' 4 GENNAIO 2017
S.ANGELA DA FOLIGNO-feria-

GIOVANNI 1, 35-42
Videro dove dimorava e rimasero con lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 639
. Ma con la sua morte, si invertì completamente l'ordine delle cose e tutto mutò: ovunque guerre e sommosse e molti Stati furono subito devastati dall'infuriare di epidemie diverse. Anche l'orrore della carestia si diffuse in lungo e in largo, causando con la sua crudeltà, che supera tutti gli altri mali, numerosissimi morti. La necessità infatti mutò in cibo tutto in quel momento e veniva triturato dal dente dell'uomo anche ciò che i bruti solitamente rifiutavano. Si preparava infatti il pane con gusci di noci e corteccia d'albero. Qualcuno ha chiaramente ammesso che l'amore paterno sotto la spinta della fame non era rimasto afflitto, per usare un eufemismo, per la morte del figlio.
Ma affinché sia del tutto palese chi fosse quel servo fedele, per amore del quale la collera divina aveva trattenuto la sua mano, lo rivelò Francesco stesso. Pochi giorni dopo la sua morte, al frate al quale ancora in vita aveva predetto la calamità, manifestò in modo chiaro che era lui il servo di Dio.
Infatti una notte il frate nel sonno si sentì chiamare ad alta voce: «Fratello, è imminente la carestia, che il Signore non ha permesso che venisse sulla terra, finché io ero vivo». Il frate si svegliò a quella voce e riferì più tardi l'accaduto. Tre notti dopo il Santo gli apparve nuovamente e gli ripeté la stessa cosa.


MEDITAZIONE
Il brano presenta il sapore dei fatti vissuti e ben impressi nella memoria, perché hanno cambiato la vita.L’incontro con Cristo non è un avvenimento superficiale: si configura come un sentirsi compresi e amati; cambia il nome, e, con il nome, cambia l’atteggiamento di fondo: “Tu sei Simone... ti chiamerai Cefa”. Il trovare Gesù - o meglio, l’essere trovati da Gesù - non solo muta l’esistenza, ma rende annunciatori della salvezza. A modo di traboccamento di gioia. A modo di esigenza di partecipare insieme alla vita nuova scoperta in Cristo. San Francesco, sempre alla ricerca della perfezione anche nei suoi compagni scrisse nella >Regola non bollata< del 1221: "E prego il frate infermo di rendere grazie di tutto al Creatore; e quale lo vuole il Signore, tale desideri di essere sia sano o malato, poiché tutti coloro che Dio ha preordinato alla vita eterna (At 13,48), li educa con i richiami stimolanti delle prove e delle infermità allo spirito di compunzione, così come dice il Signore: Io riprendo e castigo tutti quelli che amo (Ap 3,19). Se invece si turberà e si adirerà contro Dio e contro i frati, ovvero chiederà con insistenza medicine desiderando troppo di liberare la carne destinata presto a morire, e che è nemica dell’anima, dal maligno questo gli viene ed è uomo carnale, e non sembra essere un frate, poiché ama più il corpo dell’anima". Ogni vocazione matura in un contesto umano,.....ma l'elemento fondamentale è sempre la chiamata di Gesù che chiede di seguirlo a chi trova col cuore aperto al suo amore.


PREGHIERA
Signore Gesù, Tu hai chiamato alcuni uomini che ti seguivano senza conoscerti veramente, ma che erano alla ricerca del messia. Anche noi ti cerchiamo spesso senza sapere chi sei o dove ti possiamo trovare.Facci vedere dove abiti nel nostro mondo di oggi e donaci di impegnarci totalmente al tuo servizio. Tu che sei il nostro unico Signore e maestro, e regni col Padre e lo Spirito santo nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen




SAN FRANCESCO E IL VANGELO 3 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 3

MARTEDI' 3 GENNAIO 2017
SS. NOME DI GESU'-memoria-

GIOVANNI 1, 29-34
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». 
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore

Vita Seconda di Tommaso da Celano 638
Gli uomini santi a volte sono portati, per impulso dello Spirito Santo, a manifestare alcune cose che li riguardano, o perché la gloria di Dio esige che si riveli un colloquio o lo richiede il dovere della carità, a edificazione del prossimo.
Per questo, un giorno il beato padre riferì ad un frate, che amava moltissimo, queste parole, che proprio allora aveva riportate dal suo incontro personale intimo con la Maestà Divina: « Ora--disse--vive sulla terra un servo di Dio, in vista del quale il Signore non permetterà che la fame infierisca sugli uomini, sino a quando vivrà».
Non vi è nulla di vanità in questo, ma è il racconto santo che la carità ha suggerito a nostro bene con parole sante, modeste: quella carità, che non cerca il suo interesse.
E non poteva essere taciuto con un silenzio inutile la prerogativa di un così grande amore di Cristo per il suo servo.
Abbiamo infatti visto tutti coi nostri occhi come siano trascorsi nella pace e nella quiete i tempi, sino a quando è stato in vita il servo di Cristo e quale abbondanza vi sia stata di ogni bene. Non si pativa fame della parola di Dio, perché i predicatori erano allora soprattutto pieni di fervore ed i cuori di quanti ascoltavano erano graditi a Dio. Chi portava l'abito religioso rifulgeva per esempi di santità. L'ipocrisia dei sepolcri imbiancati non aveva ancora intaccato anime così sante, né quanti sanno mascherarsi avevano sparso col loro insegnamento tante novità e tante favole.
Giustamente quindi abbondavano i beni materiali, poiché tutti amavano così sinceramente quelli eterni.


MEDITAZIONE
Giovanni Battista dice di Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”. Ecco questo Dio che si lascia ferire dalla cattiveria dell’uomo, che si lascia commuovere dalla sofferenza di questa terra. 
Egli ha voluto avvicinarsi il più possibile a noi, è nel seno della nostra vita, con i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue falle e i suoi abissi. 
È in questo che la nostra fede cristiana si distingue da qualsiasi altra religione. Giovanni, parlando di sè, si definiva unicamente in funzione del Messia atteso. Lui non è la Parola, ma ne è la voce, e sposta 
l’attenzione del popolo dalla sua persona a quella del Cristo. Si è fatto suo strumento senza strumentalizzare. Ha vigilato su se stesso, per non mettersi mai prima di Dio. Egli vive con verità ed umiltà il suo ministero, la sua missione…..come Francesco. Entrambi vivono per servire Colui che per tutta la loro vita hanno voluto incontrare. Ognuno di noi è chiamato ad imitarli nella fede, nella missione, nell’amore. . 

PREGHIERA
Signore nostro Padre, Tu hai fatto discendere su Gesù di Nazaret il tuo Spirito, perchè potesse compiere la sua missione e togliere il peccato del mondo. Ravviva in noi il dono che abbiamo ricevuto nel Battesimo perchè possiamo essere testimoni del tuo amore di fronte al mondo.Te lo chiediamo nel nome di Gesù, tuo figlio e nostro Signore.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 2 Gennaio 2017


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 2

LUNEDI' 2 GENNAIO 2017
SS.BASILIO E GREGORIO-memoria-

GIOVANNI 1, 19-28

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». 
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Parola del Signore.

Vita Seconda di Tommaso da Celano 637

Negli ultimi tempi della sua malattia, una notte chiese umilmente di mangiare del prezzemolo, provandone vivo desiderio. Ma il cuoco, che era stato invitato a portargliene, rispose che a quell'ora non avrebbe trovato nulla nell'orto: «Nei giorni passati -- disse -- di continuo ho raccolto una quantità di prezzemolo e tanto ne ho tagliato che riesco a mala pena a trovarne un filo in piena luce del giorno. Tanto più non riuscirò a riconoscerlo tra le altre erbe ora in piena notte».
«Vai fratello,--gli rispose il Santo--non ti dispiaccia, e portami le prime erbe che toccherai con la tua mano».
Andò il frate nell'orto e portò in casa un mazzo di erbe che aveva strappato a caso senza nulla vedere. I frati osservano quelle erbe selvatiche, le passano in rassegna con molta attenzione, ed ecco in mezzo, prezzemolo tenero e ricco di foglie.
Avendone mangiato un poco, il Santo provò molto conforto e rivolto ai frati: «Fratelli miei,--disse--obbedite al primo comando, senza aspettare che venga ripetuto. E non portate come pretesto la impossibilità, perché se da parte mia vi comandassi anche qualcosa al di sopra delle forze, l'obbedienza troverebbe la forza necessaria ».
Ecco fino a qual punto lo spirito profetico faceva risaltare in lui il dono dello spirito!

MEDITAZIONE
Giovanni Battista fu messo a morte da Erode attorno all’anno 30. Ma fino alla fine del primo secolo, epoca in cui fu scritto il Quarto Vangelo, Giovanni continuava ad essere considerato un leader tra i giudei. Ed anche dopo la sua morte, il ricordo di Giovanni continuava ad esercitare un forte influsso nel vissuto della fede della gente. Era considerato un profeta (Mc 11,32). Era il primo grande profeta che apparve dopo secoli di assenza dei profeti. Molti lo consideravano il Messia. Quando negli anni 50, Paolo passò per Efeso, in Asia Minore, incontrò un gruppo di persone che erano state battezzate con il battesimo di Giovanni (cf. At 19,1-4). Per questo, era importante divulgare la testimonianza dello stesso Giovanni Battista, dicendo che non era il Messia ed indicare invece Gesù come il Messia. Giovanni contribuì ad irradiare la Buona Notizia di Gesù, e lo fece con grande umiltà e con l'esempio della sua vita. L’insegnamento del Vangelo di oggi è profondo: non dobbiamo farci spacciare per ciò che non siamo, non dobbiamo parlare sempre di noi, non elogiarsi per nessun motivo, né raccontare episodi personali non importanti per ricevere applausi.
Se siamo pieni di noi stessi non sarà possibile accorgerci dell’Amore di Dio.
Giovanni Battista rimase umile, chi invece brama consensi vuole sempre apparire o emergere in un gruppo, ed è un impedimento grave applicarsi a questa ricerca e tralasciare il rinnegamento, la penitenza, il digiuno. Gesù può trovare spazio in noi se noi non abbiamo un’alta considerazione di noi, ma se ci illudiamo di essere grandi… o i migliori…lo allontaniamo da noi. Come il Battista, come Francesco, siamo chiamati ad annunciare il Vangelo, perché la parola di Gesù è una parola diversa dalle altre, è parola divina che opera ciò che dice, e crea, consola e guarisce. A ognuno di noi è chiesta la stessa fede forte e fiduciosa, capace di intercedere con fiducia e di pregare col cuore.

PREGHIERA
Signore Gesù, il più grande dei figli degli uomini si è dichiarato indegno di sciogliere il legaccio dei tuoi sandali. Insegnaci, sull'esempio di Giovanni, a non dire nulla di noi stessi, ma ad essere testimoni trasparenti della tua presenza nel mondo. Tu che condividi la nostra vita e quella del Padre, nei secoli dei secoli.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 1 Gennaio 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 1

DOMENICA 1 GENNAIO 2017
MARIA SS.MADRE DI DIO-solennità.proprio

LUCA 2,16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva
tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. Parola del Signore.

Vita Seconda di Tommaso da Celano 636
Riguardo allo stesso frate è rimasto famoso un altro fatto mirabile del padre santo. Mentre infatti era ammalato nel palazzo episcopale di Assisi, detto frate pensò tra sé e sé: «Ecco che il Padre si avvicina alla morte, e come sarei contento se, una volta morto, potessi avere la tonaca del Padre mio!».
Come se il desiderio del cuore si fosse espresso con la bocca, poco dopo Francesco lo chiama: «Ti do questa tonaca,--gli dice--prendila, da oggi è tua. Io la porterò finché vivo, ma alla mia morte deve passare a te ».
Meravigliato di tanta intuizione del Padre, il frate accettò finalmente consolato la tonaca, che più tardi fu portata in Francia per devozione.

MEDITAZIONE
Gesù significa "Dio salva". Dopo il Figlio, oggi sguardo e cuore sono su Maria, Madre di Gesù Dio. È di ogni nascita il protagonismo del figlio e della madre; ancor di più in questa nascita unica e straordinaria: una vergine partorisce il Figlio di Dio e ne diviene Madre. Beata la madre che ha messo al mondo questo bambino. Ma ugualmente beati tutti coloro che, come Maria, accolgono nella fede e nella preghiera la salvezza che Dio offre loro. San Francesco " circondava di un amor indicibile la Madre di Gesù , perchè aveva reso nostro fratello il Signore della Maestà. A suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tanti e tali che lingua umana non potrebbe esprimere. Ma ciò che maggiormente riempie di gioia, la costituì Avvocata dell'Ordine e pose sotto le sue ali i figli, che egli stava per lasciare, perchè vi trovassero calore e protezione sino alla fine. Orsù , Avvocata dei poveri! Adempi verso di noi il tuo ufficio di Protettrice fino al tempo prestabilito dal Padre". FF786.

PREGHIERA
Padre buono,
che in Maria, vergine e madre,
benedetta fra tutte le donne,
hai stabilito la dimora
del tuo Verbo fatto uomo tra noi,
donaci il tuo Spirito,
perché tutta la nostra vita
nel segno della tua benedizione
si renda disponibile ad accogliere il tuo dono.
Per Gesù Cristo, nostro Signore.



ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen