domenica 23 settembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 SETTEMBRE 2018

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 265
SABATO 22 SETTEMBRE 2018
S.IGNAZIO DA SANTHIA'
LUCA 8,4-15
Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché
vedendo non vedano
e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
Parola del Signore
+DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO X
NAUFRAGHI SALVATI
904
82. Un pellegrino, invalido nel corpo e non del tutto sano di mente per una pazzia di cui aveva sofferto in passato, tornava con la moglie su di una nave, dai paesi d'oltremare. Egli, non ancora del tutto guarito, era arso dalla sete, ma l'acqua mancava; cominciò allora a gridare ad alta voce: " Siate fiduciosi, e riempitemi un bicchiere, perché il beato Francesco ha riempito d'acqua il mio fiasco ". Oh, meraviglia! Infatti il fiasco, che avevano lasciato vuoto, fu trovato colmo d'acqua. Qualche giorno dopo, durante una tempesta, mentre la nave era invasa dai flutti e squassata da altissime onde, sì che il naufragio sembrava imminente, lo stesso malato cominciò a gridare improvvisamente: " Alzatevi tutti, e andate incontro al beato Francesco che sta per venire. Eccolo è qui per salvarci ". Così dicendo con grido altissimo e piangendo, si prostrò ad adorarlo. Alla visione del Santo, subito il malato riprese la salute, e il mare si placò.

MEDITAZIONE
La parola di Dio è molto ricca, perché porta in noi la vita divina. Dobbiamo averne grande stima, dobbiamo avere fame della parola di Dio, che è fonte non solo di luce, ma fonte di vita. Fratelli, lasciamoci "fecondare" dalla Parola per poter aiutare tutti coloro che si rivolgono a noi. Imitiamo Francesco:

""FF466
84. La sua aspirazione più alta, il suo desiderio dominante, la sua volontà più ferma era di osservare perfettamente e sempre il santo Vangelo e di imitare fedelmente con tutta la vigilanza, con tutto l'impegno, con tutto lo slancio dell'anima e del cuore la dottrina e gli esempi del Signore nostro Gesù Cristo.

FF467
Meditava continuamente le parole del Signore e non perdeva mai di vista le sue opere. Ma soprattutto l'umiltà dell'Incarnazione e la carità della Passione aveva impresse così profondamente nella sua memoria, che difficilmente gli riusciva di pensare ad altro."" 
Non c'è esempio migliore di quello della Madonna sul modo di accogliere e di conservare la parola di Dio: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". "E il Verbo (la parola) si fece carne". L'accoglienza perfetta di Maria ha, in un certo senso, permesso che la parola si incarnasse per la salvezza del mondo.

PREGHIERA
O Dio, che hai creato e governi l’universo,
fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 SETTEMBRE 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 264
VENERDI' 21 SETTEMBRE 2018
S.MATTEO-APOSTOLO ED EVANGELISTA-f.-p.-
MATTEO 9,9-13
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Parola del Signore
+Leggenda Minore di San Bonaventura: FF 1345
1345 Un religioso, di nome Morico, che apparteneva allora all'Ordine dei Crociferi, si trovava in un ospedale vicino ad Assisi, colpito da una infermità così grave e così prolungata da farlo credere ormai prossimo a morte.
Divenuto un supplicante per interposta persona, chiedeva insistentemente all'uomo di Dio di volere intercedere presso Dio in suo favore.
Accondiscese benevolmente l'uomo pietoso e, dopo aver pregato, prese delle briciole di pane, le mescolò con l'olio della lampada che ardeva davanti all'altare della Vergine e, per mano dei frati, fece portare all'infermo quello speciale elettuario, dicendo: « Questa medicina, portatela al nostro fratello Morico: per mezzo di essa la potenza di Cristo non soltanto gli ridonerà piena salute, ma lo farà diventare un robusto combattente tra le nostre file, e ci resterà per sempre ».
Appena l'infermo ebbe assaggiato quell'antidoto, fabbricato per invenzione dello Spirito Santo, si alzò sano e ottenne da Dio tanta vigoria di corpo e di spirito che di lì a poco entrò nella Religione del Santo, dove per lungo tempo portò sulle carni la lorica e, contento al più di cibi crudi, non beveva vino e non mangiava niente di cotto.

MEDITAZIONE
Matteo presenta se stesso come un pubblicano perdonato e chiamato, e così ci fa capire in che cosa consiste la vocazione di Apostolo. E prima di tutto riconoscimento della misericordia del Signore. E’ qui il fondamento dell'apostolato: aver capito la propria povertà e pochezza, averla accettata come il "luogo" in cui si effonde l'immensa misericordia di Dio: "Misericordia io voglio; non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori". Chi ha un profondo sentimento della misericordia divina, non in astratto, ma per se stessa, è preparato per un autentico apostolato. Chi non lo possiede, anche se è chiamato, difficilmente può toccare le anime in profondità, perché non comunica l'amore di Dio, l'amore misericordioso di Dio. Il vero Apostolo, come dice san Paolo, è pieno di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, avendo esperimentato per se stesso la pazienza, la mansuetudine e l'umiltà divina. San Francesco, si è lasciato trasformare dalla misericordia di Dio e, pieno di umiltà, ha ascoltato e vissuto il Vangelo, l’ha annunciato ovunque si trovava, anche tra gli infedeli: con le parole, le opere e il buon esempio. Quando si vive davvero in Dio, la Divina Volontà diventa la massima aspirazione e si scopre che ogni cosa che avviene è un dono,… e si vive in un crescendo d’amore per il nostro Signore. Come sarebbe bello se anche noi, come Francesco, potessimo vivere continuamente in una dimensione di abbandono fiducioso nelle mani di Dio !!!

PREGHIERA
O Dio, che nel disegno della tua misericordia,
hai scelto Matteo il pubblicano
e lo hai costituito apostolo del Vangelo,
concedi anche a noi,
per il suo esempio e la sua intercessione,
di corrispondere alla vocazione cristiana
e di seguirti fedelmente
in tutti i giorni della nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 SETTEMBRE 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 263
GIOVEDI' 20 SETTEMBRE 2018
SS.ANDREA KIM T.E COMP.-memoria-
LUCA 7,36-50
Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. 
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». 
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». 
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». 
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
Parola del Signore
+2 Celano 101: FF 688
Mentre il Santo supplicava il Signore, subito l’abate (per il quale Francesco stava pregando), provò nello spirito un calore insolito ed una dolcezza sconosciuta fino a quel momento e, rapito fuori dai densi, gli sembrò proprio di venir meno. Si fermò un istante, poi ritornato in sé stesso, constatò la potenza della preghiera di san Francesco. Per questo provò un amore sempre più grande per l’Ordine e riferì a molti il fatto come un miracolo. Questi sono i piccoli doni che devono farsi tra loro i servi di Dio, tale lo scambio vicendevole (Fil 4,15) che si addice loro riguardo al dare e al ricevere. Quel santo amore, che a volte è chiamato spirituale, è contento del frutto dell’orazione; la carità tiene poco conto dei poveri doni terreni. Credo sia proprio dell’amore santo aiutare ed essere aiutati nella lotta spirituale, raccomandare ed essere raccomandati davanti al tribunale di Cristo (2Cor 5,10). Ma a quale grado di preghiera pensi che dovesse salire chi ha potuto in tal modo innalzare un altro con i suoi meriti?

MEDITAZIONE
Dobbiamo credere all’amore di Dio. Il Cristo viene a salvare tutti gli uomini. Egli salva coloro che rispondono al suo amore donandosi a Lui con umile fiducia, e cerca di salvare quegli uomini orgogliosi e senza cuore che interpretano a rovescio l’amore con cui Egli accoglie i peccatori. Noi siamo salvati dal Cristo, risorto per comunicarci la sua vita: questo è il messaggio fondamentale a cui dobbiamo credere per entrare nella vita nuova ed eterna. Lasciamoci avvolgere e penetrare dal fascino e dall’amore di Gesù Cristo. Pentiamoci dei nostri peccati, dal profondo dell’anima salgano a Lui le nostre preghiere. Stupiamoci e meravigliamoci sempre sapendo che Dio ha abbandonato nelle nostre mani di peccatori il proprio Figlio diletto. L’amore del Padre è generoso, eterno, universale, gratuito, sempre attivo e, soprattutto…immenso!

PREGHIERA
O Dio, creatore e salvezza di tutte le genti,
che hai chiamato a far parte
dell’unico popolo di adozione
i figli della terra coreana
e hai fecondato il germe della fede cattolica
con il sangue dei santi martiri
Andrea Kim, Paolo Chong e compagni,
per il loro esempio e la loro intercessione,
rinnova i prodigi del tuo Spirito
e concedi anche a noi di perseverare fino alla morte
nella via dei tuoi comandamenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 19 settembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 SETTEMBRE 2018

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 262
GIOVEDI' 19 SETTEMBRE 2018
S.FRANCESCO M.DA CAMPOROSSO
LUCA 7,31-35
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: 
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. 
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
Parola del Signore
+DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO IX
IDROPICI E PARALITICI
899
77. Un uomo di nome Bontadoso era talmente sofferente per un dolore ai piedi che non poteva muoversi per niente; dopo aver perduto anche l'appetito e il sonno, fu convinto da una donna di votarsi al beato Francesco. Egli, irritato dal troppo dolore, diceva di non vedere che Francesco fosse un santo; in seguito si arrese, all'insistente suggerimento della donna, e fece un voto così: " Mi consacro a san Francesco, e credo che sia un santo, se mi libererà entro tre giorni da questa malattia ". Subito, poté rimettersi in piedi e si meravigliò, poiché era ritornata la salute scomparsa.

MEDITAZIONE
Le persecuzioni che infuriarono in Corea in ondate successive dal 1839 al 1867, anziché soffocare la fede dei neofiti, suscitarono una primavera dello Spirito a immagine della Chiesa nascente. L’impronta apostolica di questa comunità dell’Estremo Oriente fu resa, con linguaggio semplice ed efficace, ispirato alla parabola del buon seminatore, dal presbitero Andrea alla vigilia del martirio, martirio che vide associati 103 membri della giovane comunità. Fra essi si segnalano Andrea Kim Taegŏn, il primo presbitero coreano e l’apostolo laico Paolo Chŏng Hasang. Nel suo viaggio pastorale in quella terra lontana il Papa Giovanni Paolo II, il 6 maggio 1984, iscrisse i martiri coreani nel calendario dei santi. La loro memoria si celebra nella data odierna, perché un gruppo di essi subì il martirio in questo mese, alcuni il 20 e il 21 settembre. Francesco desiderava ardentemente il martirio. L'ardore della carità lo spingeva al martirio. "" Lasciato il mare, incominciò a pellegrinare sulla terra spargendovi il seme della salvezza e raccogliendo una messe abbondante di buoni frutti. Ma era il frutto del martirio quello che maggiormente lo attirava; era il merito di
morire per Cristo, quello che egli bramava al di sopra di ogni altra opera virtuosa e meritoria."" FF1171. Cerchiamo di essere spiritualmente uniti in preghiera invocando lo Spirito che ci permette di riconoscere l'opera di Dio nella nostra vita.

PREGHIERA
O Dio, creatore e salvezza di tutte le genti,
che hai chiamato a far parte
dell’unico popolo di adozione
i figli della terra coreana
e hai fecondato il germe della fede cattolica
con il sangue dei santi martiri
Andrea Kim, Paolo Chong e compagni,
per il loro esempio e la loro intercessione,
rinnova i prodigi del tuo Spirito
e concedi anche a noi di perseverare fino alla morte
nella via dei tuoi comandamenti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 18 settembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 SETTEMBRE 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 261
MARTEDI' 18 SETTEMBRE 2018
S.GIUSEPPE DA COPERTINO-memoria-
LUCA 7,11-17
Ragazzo, dico a te, àlzati!
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. 
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. 
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. 
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
Parola del Signore
DAL TRATTATO DEI MIRACOLI
CAPITOLO IX
IDROPICI E PARALITICI
898 76. Un cittadino di Todi era tanto sofferente per una artrite da non riuscire a riposare per il forte dolore. Infine, essendo ridotto allo stremo delle forze e non essendo alleviato in alcun modo dalle cure mediche, in presenza di un sacerdote si rivolse al beato Francesco e, appena ebbe emesso un voto, ricuperò la salute.
MEDITAZIONE
La vittoria sulla morte manifesta Gesù come Signore e padrone di tutte le cose, della vita e della morte. Così si manifesta la tenerezza di Gesù per gli umili e i poveri, e la misericordia divina risplende in modo particolare. Ringraziamo il Signore di essersi fatto conoscere da noi attraverso gli occhi dei suoi evangelisti e apriamo il cuore alla sua carità, alla sua compassione, perché egli lo trasformi e lo renda davvero sempre più assomigliante al suo. Francesco ""Si chinava, con meravigliosa tenerezza e 
compassione, verso chiunque fosse afflitto da qualche sofferenza fisica e quando notava in qualcuno indigenza o necessità nella dolce pietà del cuore, la considerava come una sofferenza di Cristo stesso.
Aveva innato il sentimento della clemenza, che, la pietà di Cristo, infusa dall'alto, moltiplicava.
Sentiva sciogliersi il cuore alla presenza dei poveri e dei malati, e quando non poteva offrire l'aiuto, offriva il suo affetto."" FF1142
PREGHIERA
O Dio, che hai creato e governi l’universo,
fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 17 settembre 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 17 SETTEMBRE 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 260
LUNEDI' 17 SETTEMBRE 2018
SACRE STIMMATE DI S. FRANCESCO-festa-p.
Luca 9, 23-26
In quel tempo, Gesù diceva a tutti: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? </p>Chi si vergognerà di me e delle mie parole, di lui si vergognerà il Figlio dell'uomo, quando verrà nella gloria sua e del Padre e degli angeli santi»

Leggenda Minore di San Bonaventura :FF 1341
1341 In seguito alla chiamata di Dio, il numero dei frati era ormai salito a sei. Il loro pio padre e pastore, trovato un luogo solitario, in molta amarezza di cuore piangeva sulla sua vita di adolescente, trascorsa non senza colpa: mentre chiedeva perdono e grazie, per sé e per la prole, che in Cristo aveva generato, si sentì invadere da una singolare, esuberante letizia e si sentì garantire che tutte le colpe gli erano state rimesse pienamente: fino all'ultimo quadrante.
Rapito, perciò, al di fuori di sé e totalmente assorbito in una luce vivificante, luminosamente vide gli avvenimenti futuri che riguardavano lui e i suoi frati, come egli stesso, in seguito, rivelò familiarmente a conforto del piccolo gregge, quando preannunciò che per la clemenza di Dio l'Ordine avrebbe progredito e si sarebbe ampliato.
In pochi giorni alcuni altri si unirono a lui e raggiunsero il numero di dodici. Perciò il servitore del Signore stabilì di presentarsi alla Sede Apostolica con quell'adunata di uomini semplici, per chiedere con umiltà e insistenza alla stessa santissima Sede di confermare con la sua autorità plenaria la norma di vita che il Signore antecedentemente gli aveva mostrata e che egli aveva anche scritta con brevi parole.

MEDITAZIONE
Morire al mondo richiede un atto di fede definitivo, che risulta da un atteggiamento ben chiaro nei confronti della vecchia natura. Noi dobbiamo vedere la vecchia natura, quello che eravamo, come Dio la vede, cioè crocifissa con Cristo.
Il primo passo in un cammino di santità pratica è riconoscere la crocifissione "dell'uomo vecchio": avendo creduto nel Signore ed avendo accettato la Sua salvezza, il nostro "vecchio uomo" è stato crocifisso. Cosa significa ciò? Significa che il nostro "vecchio uomo" è morto. Ma quanti di noi hanno veramente crocifisso il "vecchio uomo"? Quanti di noi possono dire in verità:"Signore non la mia volontà ma la Tua volontà sia fatta" - qualunque sarà la volontà di Dio? Seguire Cristo portando la croce significa morire a noi stessi e vivere per Lui. Come può affermare di aver preso la sua croce e di stare seguendo il Maestro colui che pensa più d'ogni altra cosa alla sua carriera, alla sua vita, ai propri affetti, a soddisfare i propri desideri? Chi è morto al mondo non ha sogni che riguardano solo lui, ma il suo sogno sarà soddisfare pienamente il Signore e per quest'alta vocazione vivrà la propria vita, come ha fatto san Francesco. Francesco è uno dei pochi che è riuscito a vivere pienamente il Vangelo: un’esperienza così profonda che lo ha trasformato in un altro Cristo. Privilegio mai concesso nei secoli precedenti, egli portava con sé l’immagine del Crocifisso, tracciata nella sua carne dal dito del Dio vivente. A la Verna, i frati del santuario ricordano “l’impressione delle stimmate di san Francesco” con una solenne processione quotidiana,( dopo l’ora media delle 15), che dalla chiesa principale porta alla cappella nella quale Francesco ricevette le stimmate. Portare la croce e morire al mondo è l'unico modo per vivere godendo della completa libertà che è propria dei figli di Dio.

PREGHIERA
O Dio, che per infiammare il nostro spirito con il fuoco del tuo amore, hai impresso nel corpo del serafico Padre san Francesco i segni della passione del Figlio tuo: concedi a noi, per sua intercessione, di conformarci alla morte del Cristo per essere partecipi della sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 16 SETTEMBRE 2018

 

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 259
DOMENICA 16 SETTEMBRE 2018
MARCO 8,27-35
Tu sei il Cristo… Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». 
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. 
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».
Parola del Signore
+Leggenda Minore di San Bonaventura : FF 1337
1337 Da allora, spregiatore del mondo, sciolto dalle catene delle bramosie terrestri, abbandonata la città, sicuro e libero andava cantando in mezzo ai boschi lodi al Signore, in lingua francese. Imbattutosi nei briganti, non ebbe paura, l'araldo del Gran Re, e non interruppe la laude: viandante seminudo e spoglio d'ogni cosa, godeva della tribolazione, secondo lo stile degli apostoli.
Da allora, amante di tutta l'umiltà, si dedicò ad onorare i lebbrosi, per imparare, prima di insegnarlo, il disprezzo di sé e del mondo, mentre si assoggettava alle persone miserabili e ripudiate, col giogo del servizio.
E in verità, prima egli era abituato ad avere in orrore i lebbrosi più che ogni altra categoria di uomini, ma quando l'effusione della grazia divenne in lui più copiosa egli si diede come schiavo ad ossequiarli con tanta umiltà di cuore che lavava i piedi e fasciava le piaghe e spremeva fuori la marcia e ripuliva la purulenza.
Perfino, per eccesso di fervore inaudito, si precipitava a baciare le piaghe incancrenite: poneva, così, la sua bocca nella polvere, saziandosi di obbrobri, per assoggettare con piena potestà l'arroganza della carne alla legge dello spirito e, soggiogato il nemico di casa, ottenere in pacifico possesso il dominio di sé.

Meditazione
La teoria del vangelo è molto chiara. Dio è amore che dona la vita e giunge alla risurrezione attraverso la povertà, l'umiltà e l'umiliazione della morte in croce. L'uomo è egoismo che cerca di salvarsi e produce morte attraverso la ricerca dell'avere, del potere e dell'apparire. Questi due modi di essere e di comportarsi sono inconciliabili tra loro. Quando il cristiano, "a fin di bene", vuole costruire il regno di Dio con il materiale scartato dal Cristo (avere, potere, apparire), in realtà costruisce il regno di satana. Indossa la divisa di Cristo, ma gioca nella squadra avversaria e, in questo modo, gli è più facile far vincere il suo vero padrone, il diavolo. Anche su questo Gesù ci ha preavvisati:" Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci" (Mt 7,15). I falsi profeti sono i cristiani che dicono e fanno diversamente da quello che insegna il vangelo. Il vero cristiano è colui che, come Francesco, segue Gesù crocifisso, rinnega se stesso, prende la sua croce e lo segue, povero, umile e umiliato, verso il Calvario per morire e risuscitare con lui.

PREGHIERA
O Padre, conforto dei poveri e dei sofferenti,
non abbandonarci nella nostra miseria:
il tuo Spirito Santo ci aiuti
a credere con il cuore,
e a confessare con le opere
che Gesù è il Cristo,
per vivere secondo la sua parola e il suo esempio,
certi di salvare la nostra vita
solo quando avremo il coraggio di perderla.
Per Gesù Cristo nostro Signore.
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen