mercoledì 23 maggio 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 23 MAGGIO 2018

una foto.
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 143
MERCOLEDI' 23 MAGGIO 2018
S.DESIDERIO
Marco 9, 38-40
Chi non è contro di noi è per noi.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». 
Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi». 
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1596
" IL SIGNORE VI RICOMPENSERA' "
1596 47. Una notte che non riusciva a dormire per i dolori, preso da compassione e pietà, disse ai compagni: "Carissimi fratelli e figli miei, non abbiate fastidio e pena nell'assistermi in questa malattia. Il Signore vi renderà in questo mondo e nell'altro il frutto delle fatiche che avete durato per me, suo servo. Egli vi rimeriterà anche di quello che vi tocca tralasciare per accudire a me. Anzi, per questo servizio che mi rendete, riceverete una ricompensa maggiore di quella data a chi si impegna per il bene di tutto l'Ordine. Ditemi:--Noi facciamo delle spese per te, ma al tuo posto sarà Dio il nostro debitore! " Così parlava il padre santo, allo scopo di incoraggiare e stimolare la fiacchezza e debolezza di spirito dei compagni, affinché, provati dalla stanchezza, non avessero a dire: « Ecco, non riusciamo più a pregare e nemmeno a sopportare questa fatica! ». E presi da scoramento e noia, non perdessero il merito di quella fatica.

MEDITAZIONE
Gesù disapprova il settarismo dei discepoli, che pretendono di riservare al proprio gruppo il diritto di invocare il suo nome. Al contrario, l'invocazione di questo nome, su cui si fonda l'unità del gruppo, dà a ciascuno il diritto di essere accolto in esso. Perciò questa è la nostra ora: usciamo fuori dalle nostre paure, dalle nostre sacrestie e compiamo la volontà del Padre.

PREGHIERA
Il tuo aiuto, Padre misericordioso,
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
perché possiamo conoscere
ciò che è conforme alla tua volontà
e attuarlo nelle parole e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 22 MAGGIO 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 142
MARTEDI' 22 MAGGIO 2018
S.RITA DA CASCIA
MARCO 9, 30-37
Il Figlio dell’uomo viene consegnato. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». 
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1595
SUA RIPUGNANZA A FARSI CURARE
1595 46. All'avvicinarsi della stagione favorevole per curare il male d'occhi, Francesco lasciò quel luogo, benché la sua infermità fosse peggiorata. Teneva la testa avvolta in un grande cappuccio confezionato dai frati, e siccome non poteva sopportare la luce del giorno a causa degli acerbi dolori che gli provocava, portava sugli occhi una fascia di lana e di lino cucita col cappuccio. I compagni, accomodatolo sopra una cavalcatura, lo condussero all'eremitaggio di Fonte Colombo presso Rieti, per consultare un medico di questa città, esperto nel curare le oftalmie. Venne il medico all'eremitaggio e disse a Francesco che bisognava cauterizzarlo dalla mascella al sopracciglio dell'occhio più malato. Ma il Santo non voleva s'incominciasse il trattamento prima che arrivasse frate Elia. Lo stette ad aspettare, ma quello non poteva venire, per  i  molti  impegni che lo trattenevano. Così Francesco restava incerto se cominciare o no. Finalmente, pressato dalla
necessità, soprattutto per l'ingiunzione del vescovo di Ostia e del ministro generale, si indusse a obbedire. Egli provava un forte disagio a preoccuparsi di se stesso, per questo desiderava che tale incombenza cadesse sul suo ministro.

MEDITAZIONE
Mentre Gesù annuncia le umiliazioni che lo attendono, i discepoli pensano soltanto a “farsi una posizione” nel Regno. Il Cristo li richiama allora a seguire il suo esempio ponendosi al servizio dei fratelli. La vera grandezza consiste nel servire i più piccoli, perchè in loro si serve il Signore stesso. La vita di chi vuol servire il Signore deve svolgersi nella rettitudine, unificata dall'amore di Dio; deve svolgersi non nella paura, ma nel timore del Signore, cioè in un profondo rispetto, tutto permeato di amore. Viviamo in Cristo e nel suo amore? Amare Dio è fare la sua volontà, come ha scelto di fare Francesco. “Chi potrebbe descrivere degnamente il fervore di carità, che infiammava Francesco, amico dello sposo? Poiché egli, come un carbone ardente, pareva tutto divorato dalla fiamma dell'amor divino. Al sentir nominare l'amor del Signore, subito si sentiva stimolato, colpito, infiammato: quel nome era per lui come un plettro, che gli faceva vibrare l'intimo del cuore”. FF1161. Siamo disposti a rinunciare al luccichio del mondo, come Francesco, lasciando morire in noi “l'uomo vecchio” per vivere secondo la volontà di Dio e i desideri del Suo Cuore ?

PREGHIERA
Il tuo aiuto, Padre misericordioso,
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,
perché possiamo conoscere
ciò che è conforme alla tua volontà
e attuarlo nelle parole e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

domenica 20 maggio 2018

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 MAGGIO 2018

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 141
LUNEDI' 21 MAGGIO 2018
SS.CRISTOFORO M.
Vangelo
Gv 19,25-34
Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. 
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Parola del Signore
+Dal Messale Francescano
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,14-29.
In quel tempo, Gesù sceso dal monte e giunto presso i discepoli, li vide circondati da molta folla e da scribi che discutevano con loro.
Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo.
Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?».
Gli rispose uno della folla: «Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto.
Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».
Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me».
E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando.
Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia;
anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci».
Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede».
Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità».
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l’ordino, esci da lui e non vi rientrare più».
E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «E’ morto».
Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi.
Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?».
Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
Parola del Signore.
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1594
UN CANTICO PER LE CLARISSE
1594 45. Sempre in quei giorni e nello stesso luogo, dopo che Francesco ebbe composto le Laudi del Signore per le sue creature, dettò altresì alcune sante parole con melodia, a maggior consolazione delle povere signore del monastero di San Damiano, soprattutto perché le sapeva molto contristate per la sua infermità. E poiché, a causa della malattia, non le poteva visitare e consolare personalmente, volle che i suoi compagni portassero e facessero sentire alle recluse quel canto.
In esso, Francesco si proponeva di manifestare alle sorelle, allora e per sempre, il suo ideale: che cioè fossero un solo cuore nella carità e convivenza fraterna, poiché quando i frati erano ancora pochi, esse si erano convertite a Cristo, dietro l'esempio e i consigli di lui, Francesco. La loro conversione e santa vita è gloria ed edificazione non solo dell'Ordine dei frati, di cui sono pianticella, ma anche di tutta la Chiesa di Dio. Perciò, sapendo Francesco che le sorelle, fino dai primordi, avevano condotto e conducevano una vita dura e povera, sia per volontà propria sia per necessità, il suo animo si volgeva con sentimenti di pietà e amore verso di loro. Perciò in quel canto le pregava perché,dal momento che il Signore le aveva riunite da molte parti nella santa carità, nella santa povertà e nella santa obbedienza, continuassero a vivere e morire in queste virtù. E raccomandava specialmente che, usando le elemosine che il Signore inviava loro, provvedessero con saggia discrezione, con gioia e gratitudine alle necessità dei loro corpi, e che le sorelle sane portassero pazienza nei travagli che duravano per curare le ammalate, e queste fossero pazienti nelle infermità e privazioni che pativano.

MEDITAZIONE
La potenza della preghiera è in relazione alla qualità della fede. Gesù guarisce un ragazzo la cui malattia era attribuita al demonio. Al padre disperato, e ai discepoli che non sono riusciti a guarirlo, Gesù ricorda che niente è impossibile a Dio, la cui volontà va ricercata attraverso la fede e la preghiera. Ecco, noi li possediamo i due strumenti che ci permettono di cercare il dialogo con Lui, la fede e la preghiera; solo con questi due doni siamo in grado di acquisire la sapienza del cuore che ci permette di dare il vero valore alle cose e alle situazioni che ci circondano. Anche noi partecipiamo alla redenzione di Cristo con la nostra fede: essa si rafforza ogni volta che accettiamo la croce e l’obbedienza a Colui che ci rende liberi…..Francesco, uomo di grande fede, pregava sempre, in casa e fuori casa. ”Quando ... pregava nelle selve e in luoghi solitari, riempiva i boschi di gemiti, bagnava la terra di lacrime, si batteva con la mano il petto; e lì, quasi approfittando di un luogo più intimo e riservato, dialogava spesso ad alta voce col suo Signore: rendeva conto al Giudice, supplicava il Padre, parlava all'Amico, scherzava amabilmente con lo Sposo. E in realtà, per offrire a Dio in molteplice olocausto tutte le fibre del cuore, considerava sotto diversi aspetti Colui che è sommamente Uno. Spesso senza muovere le labbra, meditava a lungo dentro di sé e, concentrando all'interno le potenze esteriori, si alzava con lo spirito al cielo. In tale modo dirigeva tutta la mente e l'affetto a quell'unica cosa che chiedeva a Dio: non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera vivente. “ FF682.

PREGHIERA
Dio Padre di misericordia,
il tuo unico Figlio, morente sulla croce, ha dato a noi
come madre nostra la sua stessa madre, la beata Vergine Maria;
fa' che, sorretta dal suo amore, la tua Chiesa,
sempre più frconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli
e riunisca tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo ...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 MAGGIO 2018

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 140
DOMENICA 20 MAGGIO 2018
PENTECOSTE-SOLENNITA'-proprio-
GIOVANNI 15,26-27; 16,12-15
Lo Spirito di verità vi guiderà alla verità tutta intera.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 791
Mentre si trovava a Monte Casale, in territorio di Massa, comandò ai frati di trasportare con la massima riverenza le sante reliquie da una chiesa completamente abbandonata alla loro casa. Sentiva pena che già da troppo tempo fossero rimaste senza venerazione. Ma, essendo egli partito di lì per urgente motivo, i figli dimenticarono l'ordine del Padre e non tennero in gran conto il merito dell'obbedienza.
Un giorno, mentre i frati si preparavano a celebrare la Messa, tolsero, come d'uso, la coperta dell'altare: trovarono ossa bellissime, che spandevano un soave profumo, e rimasero assai stupiti a quello spettacolo mai visto.
Ritornato poco dopo il Santo, si informò diligentemente se avevano eseguito il suo comando. Ma i frati confessarono umilmente la loro colpa, di aver trascurata l'obbedienza, e con la penitenza ottennero anche il perdono. Il Santo esclamò: "Sia benedetto il Signore mio Dio, che ha compiuto lui stesso ciò che avreste dovuto fare voi!".
Considera ora attentamente quanto sia stato devoto Francesco, osserva quale sia la premura di Dio per la nostra polvere e intona un canto di lode alla santa obbedienza. Perché se alla voce del Santo non si è piegato l'uomo, alle sue preghiere ha obbedito Dio.

MEDITAZIONE
Il Signore poi a sua volta diede questo Spirito alla Chiesa, mandando dal cielo il Paraclito su tutta la terra, da dove, come disse egli stesso, il diavolo fu cacciato come folgore cadente (cfr. Lc 10, 18). Perciò è necessaria a noi la rugiada di Dio, perché non abbiamo a bruciare e a diventare infruttuosi e, là dove troviamo l'accusatore, possiamo avere anche l'avvocato.
Il Signore affida allo Spirito santo quell'uomo incappato nei ladri, cioè noi. Sente pietà di noi e ci fascia le ferite, e dà i due denari con l'immagine del re. Così imprimendo nel nostro spirito, per opera dello Spirito Santo, l'immagine e l'iscrizione del Padre e del Figlio, fa fruttificare in noi i talenti affidatici perché li restituiamo poi moltiplicati al Signore. Francesco, pieno di Spirito santo, aveva fatto ben fruttificare tutti i talenti ricevuti. "Considera ora attentamente quanto sia stato devoto Francesco, osserva quale sia la premura di Dio per la nostra polvere e intona un canto di lode alla santa obbedienza. Perché se alla voce del Santo non si è piegato l'uomo, alle sue preghiere ha obbedito Dio." FF791. Cerchiamo anche noi di essere aperti a ricevere i doni di Dio......

PREGHIERA
O Padre, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa
in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra
i doni dello Spirito Santo,
e continua oggi, nella comunità dei credenti,
i prodigi che hai operato
agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 MAGGIO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 139
SABATO 19 MAGGIO 2018
SS.CRISPINO E TEOFILO
GIOVANNI 21, 20-25
Questo è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e la sua testimonianza è vera.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 790
201 Voleva che si dimostrasse grande rispetto alle mani del sacerdote, perché ad esse è stato conferito il divino potere di consacrare questo sacramento. "Se mi capitasse - diceva spesso - di incontrare insieme un santo che viene dal cielo ed un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti: Ohi! Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!"

CAPITOLO CLIII
LA SUA DEVOZIONE ALLE RELIQUIE DEI SANTI
202. Zelantissimo com'era del culto divino, questo uomo non trascurava di onorare debitamente nulla di ciò che si riferisce a Dio.

MEDITAZIONE
Tutti i discepoli sono chiamati a rendere testimonianza al Vangelo, anche se ciascuno ha la propria vocazione personale: é necessario proporre la Verità come una realtà luminosa e vivificante di cui si è riconosciuto l'autenticità. La chiesa donerà sempre la presenza del Signore: ogni uomo è segnato da una particolare volontà di Dio su di lui.ed è attraverso i meriti dei suoi figli che la chiesa non cesserà di riflettere la sua gloria.Ogni persona è un pensiero speciale di Dio. Pensiero unico, mai ripetibile. Se non possiamo conoscere il mistero dell’altro, possiamo sempre metterci al suo servizio. Come Gesù si è posto a servizio per dare a tutti la grazia e la verità per portare a realizzazione quanto Dio ha scritto singolarmente per ciascuno di noi, così ciascuno di noi deve porsi a servizio dei fratelli per offrire loro la grazia che lo Spirito Santo ha posto nel nostro cuore per farne dono ai fratelli. E' quello che faceva Francesco: si lasciava modellare da Dio e Gli permetteva di usarlo liberamente per aiutare il prossimo. Solo per amore si abbandonò con umiltà, con rispetto e fiducia nelle Sue Mani.

PREGHIERA
Dio onnipotente ed eterno,
che ci dai la gioia di portare a compimento
i giorni della Pasqua,
fa’ che tutta la nostra vita
sia una testimonianza del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te...
"ACTIONES NOSTRAS”
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venerdì 18 maggio 2018

SAN VANGELO E IL VANGELO 18 MAGGIO 2018



SAN FRANCESCO E IL VANGELO 138
VENERDI' 18 Maggio 2018
S.FELICE DA CANTALICE-memoria-
GIOVANNI 21,15-19
Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore
VITA SECONDA DI TOMMASO DA CELANO 789 
Ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima caritā. Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri. Infatti, essendo colmo di reverenza per questo venerando sacramento, offriva il sacrificio dl tutte le sue membra, e, quando riceveva l'agnello immolato, immolava lo spirito in quel fuoco, che ardeva sempre sull'altare del suo cuore.

Per questo amava la Francia, perché era devota del Corpo del Signore, e desiderava morire in essa per la venerazione che aveva dei sacri misteri.
Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pissidi preziose, perché riponessero in luogo il più degno possibile il prezzo della redenzione, ovunque lo vedessero conservato con poco decoro.
MEDITAZIONE
Pietro riceve l'incarico di pastore delle pecore del Cristo. Per svolgere questa missione dovrà dare prova di un amore assoluto per il Signore, fino al giorno in cui <glorificherà Dio> con la sua morte. Francesco si sentiva spiritualmente responsabile dei fratelli, era consapevole delle sue responsabilità davanti a Dio. il suo comportamento, le sue preghiere fatte con tutto il cuore, avevano lo scopo di salvare e santificare quegli uomini la cui sorte spirituale Gesù aveva ritenuto di legare alla sua collaborazione...... Anche le nostre vite hanno uno scopo ben preciso: suscitare la fede, dare la possibilità a chi crede di avere la vita nel suo Nome. Ci avete pensato?

PREGHIERA
O Dio, nostro Padre,
che ci hai aperto il passaggio alla vita eterna
con la glorificazione del tuo Figlio
e con l’effusione dello Spirito Santo,
fa’ che, partecipi di così grandi doni,
progrediamo nella fede
e ci impegniamo sempre più nel tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 17 MAGGIO 2018


SAN FRANCESCO E IL VANGELO 137
GIOVEDI' 17 MAGGIO 2018
SAN PASQUALE BAYLON-memoria-
GIOVANNI 17, 20-26
Siano perfetti nell’unità.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
Parola del Signore
DALLA LEGGENDA PERUGINA 1590
IL CARDINAL UGOLINO GLI ORDINA DI CURARSI
1590 42. Quando il vescovo di Ostia, che fu poi pontefice, si accorse che Francesco era stato e seguitava a essere esageratamente duro con il suo corpo, e soprattutto che cominciava a perdere la vista e non si arrendeva a farsi curare gli rivolse quest'ammonizione, ispirata da molta pietà e premura: « Fratello non fai bene a rifiutare che ti si curino gli occhi, perché la tua salute e la tua vita è assai utile per te e per gli altri. Se hai tanta compassione per i tuoi frati infermi e sempre ti sei preoccupato di loro, non dovresti essere crudele verso te stesso, in questa tua grave ed evidente necessità. Ti ordino pertanto di lasciarti aiutare e curare ». Due anni prima di morire, quand'era ormai gravemente infermo e soprattutto sofferente d'occhi, ebbe dimora presso San Damiano in una celletta fatta di stuoie.           Il ministro
generale, vedendolo così sofferente per il male d'occhi, gli comandò di lasciarsi aiutare e curare. Aggiunse anzi che voleva essere presente di persona quando il medico avrebbe cominciato il trattamento, per essere più sicuro della cosa e anche per confortarlo, poiché era pieno di dolori. Ma faceva allora gran freddo, e la stagione non era propizia per avviare la cura.

MEDITAZIONE
Dio vuole l'unità dei credenti nel suo amore. La missione dei discepoli consiste nel rivelare il Padre e il suo amore per gli uomini. La loro testimonianza troverà credito nella misura in cui, uniti gli uni agli altri, vivranno dell'amore stesso che unisce Gesù al Padre. Gesù prega per loro,per noi, e questo accresce la nostra responsabilità. È l’orizzonte della sua preghiera che fissa i nostri traguardi: “Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una sola cosa”. È a questa intimità, a questo amore, che siamo chiamati. “Perché il mondo creda”. Cristo,certamente, non si illudeva sulle nostre capacità di vivere nella sua unità e neppure noi possiamo illuderci. Egli garantisce per tutta l’estensione del tempo di pregare per l’unità dei cristiani e noi viviamo immersi nella sua preghiera e nel suo amore. Questo amore condurrà tutti i credenti a partecipare, nel Cristo e con Cristo, alla vita divina e alla missione universale. " FF 233. Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio concedi a noi miseri di fare, per la forza del tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, e, con l'aiuto della tua sola grazia, giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nella Unità semplice vivi e regni glorioso,Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen".

PREGHIERA
Venga, o Padre, il tuo Spirito
e ci trasformi interiormente con i suoi doni;
crei in noi un cuore nuovo,
perché possiamo piacere a te
e cooperare al tuo disegno di salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen