giovedì 20 aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Aprile 2017

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28 min

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 110
GIOVEDI' 20 APRILE 2017
LUCA 24,35-48
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
Parola del Signore.

Vita Seconda di Tommaso da Celano 744
In altra circostanza, alla Porziuncola, considerando che il frutto dell'orazione svanisce quando è seguita da conversazioni inutili, prescrisse questo rimedio per evitare il difetto delle parole oziose: "Qualunque frate proferisca una parola oziosa o inutile sia tenuto a dire subito la sua colpa e a recitare per ogni parola oziosa un Pater Noster. Voglio poi che, se il frate confesserà spontaneamente la colpa, dica il Pater Noster per la sua anima. se invece sarà prima redarguito da un altro, lo applichi per l'anima di chi lo ha richiamato ".

MEDITAZIONE
Il Cristo spiega che dalla sua morte è venuta la salvezza per tutti gli uomini. Ormai dalla notte della croce scaturirà anche per i suoi discepoli la luce della risurrezione. La piena apertura della mente scaturisce solo dalla fede: da lei nasce la virtù che ci rende certi che in Cristo si adempiono tutte le promesse di Dio, che in lui scopriamo l’indefettibile fedeltà del nostro Padre celeste, che il piano divino di salvezza universale si è avverato nel Risorto. Rigenerati dalla fede e poi confermati dallo Spirito Santo, gli Apostoli e i loro successori potranno adempiere il mandato, che lo stesso Cristo già sta scandendo per loro e per tutti i credenti: «Nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme», e aggiunge, «Di questo voi siete testimoni». Francesco esortava i suoi frati dicendo: "Manteniamoci dunque fedeli alle parole, alla vita, alla dottrina e al santo Vangelo di Colui che si è degnato pregare per noi il Padre suo e manifestarci il nome di Lui, ....." FF62.

PREGHIERA
Signore, aiutaci a riconoscere la tua parola nella voce di Mosè e dei profeti, e donaci un cuore attento alla tua presenza in mezzo a noi. Potremo allora annunciare le tue meraviglie ed essere i testimoni della tua gloria che non conosce tramonto.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Aprile 2017

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SAN FRANCESCO E IL VANGELO 111
VENERDI' 21 APRILE 2017
GIOVANNI 21, 1-14
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Parola del Signore.

Vita Seconda di Tommaso da Celano 745
Quanto ai fannulloni, che non si applicano con impegno ad alcun lavoro, diceva che sono destinati ad essere rigettati dalla bocca del Signore. Nessun ozioso poteva comparire alla sua presenza, senza essere da lui biasimato aspramente. In realtà egli, modello di ogni perfezione, faticava e lavorava con le sue mani, preoccupato di non perdere un attimo di quel dono preziosissimo che è il tempo.
"Voglio--disse una volta--che tutti i miei frati lavorino e stiano occupati, e chi non sa impari qualche mestiere". E eccone il motivo: "Affinché--continuava--siano meno di peso agli uomini, e nell'ozio la lingua o il cuore non vadano vagando tra cose illecite ".
Il guadagno poi o la mercede del lavoro, non lo lasciava all'arbitrio di chi lavorava, ma del guardiano o della famiglia religiosa.

MEDITAZIONE
L’intervento prodigioso di Gesù ha un duplice scopo: quello di convincerci dell’efficacia della sua presenza con la pesca abbondantissima, e quello, non meno importante, della condivisione del pasto per far loro rivivere l’intimità che deve unire Gesù ai suoi. Non è del tutto nascosto il significato della vera missione che lo stesso Signore, aveva già indicato a Pietro e agli altri Apostoli, quella di diventare «pescatori di uomini».

PREGHIERA 
Signore,Tu sei presente nelle notti oscure della nostra esistenza come nelle aurore cariche di promesse. :ma sanno riconoscerti soltanto i discepoli che Tu ami e che rispondono al tuo amore. Donaci questo amore, perchè i nostri occhi diventino capaci di vedere dovunque la tua presenza. Tu che sei risorto e vivi nei secoli dei secoli.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 19 aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 19 Aprile 2017



L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 109
MERCOLEDi' 19 APRILE 2017
LUCA 24, 13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore.

Vita Seconda di Tommaso da Celano 743
Dal momento in cui Francesco rigettò le cose caduche e cominciò ad aderire strettamente al Signore, non volle perdere nemmeno una particella di tempo. Aveva già accumulato abbondanza di meriti nei tesori del Signore, eppure era sempre come all'inizio, sempre più pronto ad ogni esercizio spirituale. Riteneva gran peccato non fare qualcosa di bene e giudicava un retrocedere il non progredire sempre.
Mentre dimorava in una cella a Siena, una notte chiamò a sé i compagni che dormivano: "Ho invocato il Signore-- spiegò loro-- perché si degnasse indicarmi quando sono suo servo e quando no. Perché non vorrei essere altro che suo servo. E il Signore, nella sua immensa benevolenza e degnazione, mi ha risposto ora:--Riconosciti mio servo veramente, quando pensi, dici, agisci santamente--. Per questo vi ho chiamati, fratelli, perché voglio arrossire davanti a voi, se a volte avrò mancato in queste tre cose ".
MEDITAZIONE
Accade ancora oggi, nelle celebrazioni che facciamo nelle nostre chiese e in quelle che si cèlebrano nello stesso amore per le strade del mondo. La parola, il pane e la condivisione nella carità di Cristo aprono gli occhi ai ciechi! Sono queste le esperienze che fanno ardere il cuore nel petto, che nutrono abbondantemente ed efficacemente la nostra fede. Questa è ancora la via per farci desiderare che il Risorto resti sempre con noi, soprattutto quando cala la sera e il timore del buio ci assale. È ancora questa la via sicura per tornare alla comunione con i fratelli, per diventare testimoni veraci e credibili....L'ascolto della Parola, lo spezzare il pane e la preghiera, ci pongono alla presenza di Colui che per noi è morto e risorto. Francesco: "....si sforzava, pregando senza interruzione, di mantenere lo spirito alla presenza di Dio, per non rimanere privo delle consolazioni del Diletto".
PREGHIERA
Signore Gesù, il nostro cuore è lento a credere e fa fatica ad accettare che Tu abbia dovuto morire per donarci la vita. Facci comprendere che anche noi dobbiamo passare attraverso la sofferenza per entrare nella gloria. Aiutaci a riconoscerti quando ascoltiamo la Scrittura e spezziamo il pane i memoria di te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

lunedì 17 aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 18 Aprile 2017

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San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 108
MARTEDI' 18 APRILE 2017
GIOVANNI 20,11-18
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
Parola del Signore.
Vita Seconda di Tommaso da Celano 742
Il Santo trovava grandissima consolazione nelle visite del Signore e da esse veniva assicurato che le fondamenta del suo Ordine sarebbero rimaste sempre stabili. Riceveva anche la promessa che sicuramente nuovi eletti avrebbero preso il posto di chi si perdeva. Essendo turbato per i cattivi esempi, e avendo fatto ricorso un giorno, così amareggiato, alla preghiera, si sentì apostrofato a questo modo dal Signore: "Perché tu, omiciattolo, ti turbi? Forse io ti ho stabilito pastore del mio Ordine in modo tale che tu dimenticassi che io ne rimango il patrono principale? Per questo io ho scelto te, uomo semplice, perché quelli che vorranno, seguano le opere che compirò in te e che devono essere imitate da tutti gli altri. Io vi ho chiamati: vi conserverò e pascolerò, supplirò con nuovi religiosi il vuoto lasciato dagli altri, al punto di farli nascere se non fossero già nati. Non turbarti dunque, ma attendi alla tua salvezza perché se l'Ordine si riducesse anche a soli tre frati, rimarrà il mio aiuto sempre stabile ".
Da quel giorno era solito affermare che la virtù di un solo frate santo supera una quantità, sia pur grande, di imperfetti, come un solo raggio di luce dissipa le tenebre più fitte
MEDITAZIONE
Il pianto di Maria e le sue lacrime sono lacrime e pianto di tanti e tanti convertiti, che dopo aver vagabondato nei sentieri della morte, hanno ritrovato la vita in Cristo. Gesù le si rivela, rivestendola, di nuova soprannaturale dignità: la chiama per nome «Maria!». Nella fede riconosce il suo amato Maestro e può dire: «Ho visto il Signore» e allora non può più tacere, anche lei deve andare ad annunciare che Gesù è risorto. Da quel mattino, i convertiti sono i più appassionati annunciatori delle meraviglie di grazia di cui hanno goduto: la Pasqua ha creato una situazione nuova. Anche noi, come Maria e come Francesco siamo chiamati per nome: per questo cerchiamo, come Francesco, di essere sempre uniti a quel mondo invisibile a cui lui era presente con tutta la sua fede. Abbiamo fede!

PREGHIERA
Signore Gesù, il mattino di Pasqua hai voluto donare la gioia della tua presenza alla donna che piangeva sulla tua tomba. In un mondo che proclama la tua morte, donaci di sentire dolorosamente la tua assenza, per giungere alla gioia di riconoscerti vivo in mezzo a noi e di contemplarti per sempre nella tua gloria.


ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 17 Aprile 2017

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21 h
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 107
LUNEDI' 17 APRILE 2017
LUNEDI' DELL'ANGELO
MATTEO 28, 8-15
Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 741
" I frati più buoni--diceva--si sentono confusi per le opere dei frati cattivi, e anche se essi personalmente non hanno peccato, vengono giudicati dall'esempio dei malvagi. Proprio per questo mi trafiggono con una spada acuta e me la ripassano tutto il giorno per le viscere ". Era soprattutto per questo motivo che si sottraeva alla compagnia dei frati, perché non gli capitasse di udire riguardo all'uno o all'altro qualcosa di spiacevole, che gli rinnovasse il dolore.

E continuava: "Verrà tempo, in cui questa diletta Religione di Dio sarà talmente infamata dai cattivi esempi, che si proverà vergogna a uscire in pubblico. Quelli che verranno in quelle circostanze all'Ordine, vi saranno condotti unicamente dall'azione dello Spirito Santo, non li contaminerà né la carne né il sangue e saranno veramente benedetti da Dio. Non compiranno azioni di grande merito, per il raffreddarsi della carità, la virtù che spinge i santi ad agire fervorosamente. Però sopraggiungeranno per loro tentazioni immense, e quanti allora avranno superato la prova, saranno migliori dei loro predecessori. Ma guai a quelli, che soddisfatti della sola apparenza di vita religiosa, intorpidiranno nell'ozio e non rimarranno saldi nelle tentazioni permesse per provare i giusti! Perché soltanto chi avrà superato la prova, dopo essere stato nel frattempo tribolato dalla malizia degli empi, riceverà la corona di vita ".
MEDITAZIONE
Il lunedì dell'Angelo (detto anche lunedì di Pasqua, informalmente Pasquetta, e, nel calendario liturgico cattolico, lunedì dell'Ottava di Pasqua) è il giorno dopo la Pasqua. Prende il nome dal fatto che in questo giorno si ricorda l'incontro dell'angelo con le donne giunte al sepolcro. Gesù si fà riconoscere dalle donne e le manda ad annunciare la verità della sua risurrezione. esse accolgono con gioia la notizia, mentre i nemici di Gesù si rifiutano di credere, rifugiandosi nella menzogna. Francesco, ansioso di annunciare la Verità,"...divenne araldo del Vangelo. Incominciò, infatti, a percorrere città e villaggi e ad annunziarvi il regno di Dio, non basandosi sui discorsi persuasivi della sapienza umana, ma sulla dimostrazione di spirito e di potenza. A chi lo vedeva, sembrava un uomo dell'altro mondo: uno che, la mente e il volto sempre rivolti al cielo, si sforzava di attirare tutti verso l'alto. Da allora la vigna di Cristo incominciò a produrre germogli profumati del buon odore del Signore, e frutti abbondanti con fiori soavi di grazia e di santità".

PREGHIERA
Signore Gesù,Rendici capaci di prestare fede ai testimoni della tua vittoria, qualunque sia la loro funzione o la loro condizione sociale. Dona anche a noi di incontrarti lungo la strada, e di vivere per sempre con te in un'eternità di gioia.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 16 Aprile 2017

  
San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 106
DOMENICA 16 APRILE 2017
PASQUA-RESURREZIONE DEL SIGNORE-solennità
GIOVANNI 20,1-9
Egli doveva risuscitare dai morti.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore
Vita Seconda di Tommaso da Celano 740
La sua terribile sentenza di maledizione colpiva quelli che con opere inique e cattivi esempi violavano la santità dell'Ordine.

Gli fu riferito un giorno che erano stati ricevuti dal vescovo di Fondi, due frati, i quali, sotto pretesto di un maggior disprezzo di sé, coltivavano una barba più lunga del conveniente. Il vescovo li aveva apostrofati: "Badate bene di non deturpare con la presunzione di queste novità la bellezza dell'Ordine".
Il Santo si alzò di scatto, e levando le mani al cielo, col volto inondato di lacrime, proruppe in queste parole di preghiera o piuttosto di maledizione: "Signore Gesù Cristo, tu che hai scelto i dodici Apostoli, dei quali anche se uno venne meno, gli altri però rimasero fedeli ed hanno predicato il santo Vangelo animati dall'unico Spirito, tu, o Signore, in questa ultima ora, memore della antica misericordia.
hai fondato l'Ordine dei frati a sostegno della tua fede e perché per loro mezzo si adempisse il mistero del tuo Vangelo. Chi dunque ti darà soddisfazione per loro, se quelli che hai mandato a questo scopo, non solo non mostrano a tutti esempi di luce, ma piuttosto le opere delle tenebre?
"Da Te, o Signore santissimo, e da tutta la curia celeste e da me tuo piccolo siano maledetti quelli che col loro cattivo esempio confondono e distruggono ciò che un tempo tu hai edificato per mezzo dei santi frati di questo Ordine e non cessi di edificare!".
Dove sono quelli che si dichiarano felici della sua benedizione e si vantano di essersi accaparrati a loro piacimento la sua amicizia? Se, Dio non voglia, si troverà che hanno mostrato le opere delle tenebre con pericolo del prossimo, senza pentirsene, guai a loro, guai di dannazione eterna!
MEDITAZIONE
Il mondo di Dio, i progetti di Dio sono così diversi dai nostri che ancor oggi succede che anche chi è più vicino a Dio non capisca e si stupisca degli avvenimenti:.... è l’amore che aiuta il cuore ad aprirsi e a credere. La gioia di Pasqua matura solo sul terreno di un amore fedele, di un’amicizia che niente e nessuno potrebbe spezzare. È possibile? Io credo che la vita ci abbia insegnato che soltanto Dio può procurarci ciò. Francesco, parlando ai suoi frati: .... li ammaestrò con santi discorsi a celebrare continuamente la Pasqua del Signore, cioè il passaggio da questo mondo al Padre, passando per il deserto del mondo in povertà di spirito, e come pellegrini e forestieri e come veri Ebrei" FF1129.

PREGHIERA
O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo unico Figlio,
hai vinto la morte
e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione,
di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te...

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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venerdì 14 aprile 2017

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 15 Aprile 2017


San Francesco e il Vangelo
SAN FRANCESCO E IL VANGELO 105
SABATO 15 APRILE 2017
VEGLIA PASQUALE-SABATO SANTO-proprio
MATTEO 28, 1-1-10
Il giorno dopo, all’inizio del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria andarono ancora a vedere la tomba di Gesù. Improvvisamente vi fu un terremoto, un angelo del Signore scese dal cielo, fece rotolare la grossa pietra e si sedette sopra. Aveva un aspetto splendente come un lampo e una veste candida come la neve. Le guardie ebbero tanta paura di lui che cominciarono a tremare e rimasero come morte. L’angelo parlò e disse alle donne: “Non abbiate paura, voi. So che cercate Gesù, quello che hanno inchiodato alla croce. Non è qui, perché è risorto, proprio come aveva detto. Venite a vedere dov’era il suo corpo. Ora andate, presto! Andate a dire ai suoi discepoli: “E’ risuscitato dai morti e vi aspetta in Galilea. Là lo vedrete. Ecco, io vi ho avvisato”.
Le donne partirono subito, spaventate, ma piene di gioia e andarono di corsa a portare la notizia ai discepoli. Ma all’improvviso Gesù venne loro incontro e disse: “Salve!”. Allora si avvicinarono a lui, abbracciarono i suoi piedi e lo adorarono. Gesù disse: “Non abbiate paura. Andate a dire ai miei discepoli di andare in Galilea: là mi vedranno”.
Parola del Signore.

Vita Seconda di Tommaso da Celano 739
 Affermava che i frati minori sono stati mandati dal Signore in questo ultimo tempo per offrire esempi di luce a chi è avvolto dal buio dei peccati. E ripeteva che all'udire le opere virtuose dei santi frati dispersi nel mondo, si sentiva come inebriato di soavissimo profumo e cosparso di unguento prezioso.
Un frate di nome Barbaro una volta offese con una parola ingiuriosa un confratello alla presenza di un nobile dell'isola di Cipro. Ma appena si accorse che il confratello ne era rimasto piuttosto offeso, si accese di ira contro se stesso, e preso dello sterco d'asino se lo mise in bocca per masticarlo: "Mastichi sterco questa lingua, che ha sputato veleno di ira sul mio fratello".
A tale vista, il cavaliere ne fu sbigottito, poi rimase molto edificato. Da quel momento mise se stesso ed i suoi beni a disposizione dei frati con grande generosità.
Tutti i frati osservavano immancabilmente questa usanza: se per caso uno scagliava contro un altro una parola che fosse causa di turbamento, subito si prostrava per terra e accarezzava con santi baci i piedi dell'offeso, anche contro sua volontà.
Il Santo gongolava di gioia nell'udire tali cose, perché vedeva che i suoi figli da soli praticavano esempi di santità e ricolmava delle più elette benedizioni quei frati, che con la parola e l'esempio inducevano i peccatori all'amore di Cristo. Traboccante com'era di zelo per le anime, voleva che anche i suoi figli gli rassomigliassero completamente.
MEDITAZIONE
L’amore incondizionato di Gesù non poteva restare rinchiuso in un sepolcro: “Per la sua fede il Padre lo ha risuscitato dai morti”. Gesù Vivente comunica serenità, forza, speranza per contribuire a un mondo di giustizia, pace, fratellanza. Anche nella nostra vita, nella storia del mondo possiamo via via recuperare la speranza: Gesù cammina con noi; con lui e con noi bambini/e, giovani, donne, uomini di ogni luogo del Pianeta che ogni giorno con fede, amore, disponibilità, dedizione, contribuiscono alle ragioni della nostra speranza. Dobbiamo dare il buon esempio e far nascere la fede nei cuori che sono lontani da Dio. "Il Santo gongolava di gioia nell'udire tali cose, perché vedeva che i suoi figli da soli praticavano esempi di santità e ricolmava delle più elette benedizioni quei frati, che con la parola e l'esempio inducevano i peccatori all'amore di Cristo. Traboccante com'era di zelo per le anime, voleva che anche i suoi figli gli rassomigliassero completamente". FF739.
PREGHIERA
Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatto rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia in Cristo Gesù nostro Signore, per la ita eterna,. Amen.

ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen