lunedì 11 aprile 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 Aprile 2016


LUNEDI' 11 APRILE 2016
S.Stanislao – memoria -
GIOVANNI 6, 22-29
Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Parola del Signore
Dalla LEGGENDA PERUGINA 1557
LA CASA FATTA COSTRUIRE DAL MINISTRO 1557 12. In altra occasione, il ministro generale volle fosse costruita alla Porziuncola una piccola casa per i frati del luogo, dove potessero riposare e dire le Ore. A quei tempi infatti tutti i frati e le nuove reclute dell'Ordine si dirigevano colà, e per questo i frati residenti nel posto erano molto disturbati quasi ogni giorno. E per la moltitudine che vi affluiva non avevano un rifugio in cui riposare e dire le Ore, poiché dovevano cedere il posto agli ospiti. Da ciò derivavano loro molti e continui disagi, giacché, dopo aver duramente lavorato, era loro quasi impossibile provvedere alle necessità del corpo e alla vita spirituale.La casa era pressoché ultimata, quando Francesco fu di ritorno alla Porziuncola. Al mattino egli udì, dalla celletta dove aveva riposato la notte, il chiasso dei frati intenti al
lavoro, e ne restò stupito. Interrogò il suo compagno: « Ma cos'è questo tramestìo? Cosa stanno facendo quei fratelli? ». Il compagno gli riferì ogni cosa con esattezza.Francesco fece chiamare immediatamente il ministro e gli disse: « Fratello, questo luogo è il modello e l'esempio di tutto l'Ordine. Per tale ragione io voglio che i frati della Porziuncola sopportino per amore del Signore Dio disturbi e privazioni, piuttosto che godere tranquillità e consolazioni, affinché i frati che convengono qui da ogni parte riportino nei loro luoghi il buon esempio di povertà. Altrimenti gli altri sarebbero incitati a costruire nei loro luoghi, scusandosi: " A Santa Maria della Porziuncola, che è il primo convento, si erigono abitazioni così. Possiamo costruire anche noi, poiché non disponiamo di una dimora conveniente " ».

MEDITAZIONE
La moltiplicazione dei pani non era che un segno. Ora Gesù ci chiede di comprenderne il significato e di scoprire, nella fede, che il vero cibo che dona la vita eterna è Lui stesso. La meraviglia più grande, il dono perfetto, che il Signore regala alla nostra vita è quello di avere occhi capaci di vederlo e riconoscerlo come Colui che è stato mandato per stare con noi fino alla fine del mondo. Impariamo a nutrirci della sua Parola e dell'Eucarestia, e rendiamoci conto che solo facendoci pane spezzato come Gesù, e con Gesù, possiamo godere appieno di questa vita. Francesco “ Bruciava di fervore in tutte le sue viscere per il Sacramento del corpo del Signore, ammirando stupefatto quella degnazione piena di carità e quella carità piena di degnazione. Si comunicava spesso e con tale devozione da rendere devoti anche gli altri, e, gustando in ebbrezza di spirito la soavità dell'Agnello immacolato, il più delle volte veniva rapito in estasi”.FF1164.

PREGHIERA
Signore Gesù, anche noi, come la folla del Vangelo, ti cerchiamo, ma nessuna barca ormai può condurci verso di Te. Donaci la gioia di trovarti camminando nella fede nel Padre che ti ha inviato, e che regna con te e con lo Spirito santo nei secoli dei secoli.









“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

sabato 20 febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 21 Febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 52
DOMENICA 21 Febbraio 2016
II QUARESIMA
LUCA 9, 28b-36
Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. 
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. 
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». 
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Parola del Signore

I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1921
1921 Disparendo dunque questa visione mirabile, dopo grande spazio e segreto parlare, lasciò nel cuore di santo Francesco uno ardore eccessivo e fiamma d' amore divino, e nella sua carne lasciò una maravigliosa immagine ed orma delle passioni di Cristo. Onde immantanente nelle mani e ne' piedi di santo Francesco cominciarono ad apparire li segnali delli chiovi, in quel modo ch' egli avea allora veduto nel corpo di Gesù Cristo crocifisso, il quale gli era apparito in ispezie di Serafino; e così parevano le mani e li piedi chiovellati nel mezzo con chiovi, li cui capi erano nelle palme delle mani e nelle piante de' piedi fuori delle carni, e le loro punte riuscivano in sul dosso delle mani e de' piedi, in tanto che pareano rintorti e ribaditi, per modo che fra la ribaditura e torcitura loro, la quale riusciva tutta sopra la carne, agevolmente sì si sarebbe potuto mettere il dito della mano, a modo che 'n uno anello; e li capi de' chiovi sì erano tondi e neri. Similemente nel costato ritto apparve una immagine d' una ferita di lancia, non salda, rossa e sanguinosa, la quale poi spesse volte gittava sangue del santo petto di santo Francesco e insanguinavagli la tonica e li panni di gamba. Onde li compagni suoi, innanzi che da lui il sapessono, avvedendosi nientedimeno che egli non iscopria le mani nè li piedi e che le piante dei piedi egli non potea porre in terra; appresso trovando sanguinosa la tonica e li panni di gamba, quando gliele lavavano, certamente compresono che egli nelle mani e ne' piedi e simigliantemente nel costato aveva espressamente impressa la immagine e similitudine del nostro Signore Gesù Cristo crocifisso .
MEDITAZIONE
Nell’itinerario quaresimale la trasfigurazione di Gesù indica il fine a cui tende questo cammino: la resurrezione, di cui la trasfigurazione è anticipazione e profezia. Non a caso il tempo in cui avviene questo episodio è proprio nell’ottavo giorno, il cosiddetto “giorno del Signore”, quello in cui egli si rende manifesto alla comunità credente nella sua ultima identità. Il luogo dell’evento è il monte, del quale Luca non riporta il nome. In realtà esso è un monte "teologico", che richiama realtà teologiche. Nell'antichità esso era compreso come il luogo dell'abitazione della divinità. Salire sul monte, quindi, dice l'entrare in una dimensione divina. Infatti, Gesù vi sale "per pregare", quasi a dire che la preghiera ti eleva e ti fa entrare in questa dimensione divina. Occorre essere chiamati, invitati a lasciare la pianura ben nota dove si cammina con passo spedito, per avventurarsi sui sentieri sconosciuti e impervi del monte, così Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li convoca nella preghiera come luogo in cui avviene l’incontro tra la Parola che si dona e la risposta dell’uomo che adora, ringrazia e domanda. Gesù non sale sul monte per trasfigurarsi, ma per pregare ed è proprio durante la preghiera, cioè nel suo intimo rapporto con il Padre, che egli viene investito dallo splendore di Dio al punto tale da venirne assorbito completamente. Lo splendore del volto e delle vesti dicono la sua partecipazione alla vita di Dio, sottolineando, da un lato, la sua natura divina (le vesti dicono la condizione della persona), dall'altro, preannunciando il suo futuro stato di risorto. La strada che s’ inerpica serpentina sul monte Tabor è un tragitto, che vuole rappresentare la nostra vita come un CAMMINO CHE SALE, PER INCONTRARE DIO. Fratello mio,salire ti costa fatica fisica.... Vincere il tuo egoismo per fare della tua vita un DONO a Dio e ai fratelli, ti costa sacrificio...... Ma, più sali, più l’aria si fa pura e davanti a te si allarga il panorama..... Più sali, più ti senti libero e meno condizionato o schiavizzato dalle realtà, che tanto ci affannano e ci distraggono.... Più sali, più le vedi lontane e circoscritte nella loro effettiva entità. Ricordati che la VITA CRISTIANA è un CAMMINO DI LIBERAZIONE, nel quale Dio chiede sempre anche la nostra collaborazione..... Più vinci il tuo egoismo, più ti senti forte nei momenti della prova..... Più vinci il tuo egoismo, più cresce in te la gioia nello scoprire le MERAVIGLIE, che l’AMORE del Signore opera in te. Francesco lo ha scoperto !

PREGHIERA
O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio,
nutri la nostra fede con la tua parola
e purifica gli occhi del nostro spirito,
perché possiamo godere la visione della tua gloria.
Per Gesù Cristo, nostro Signore
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo
inizio ed in te il suo compimento” Amen




venerdì 19 febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 20 Febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 51
SABATO 20 Febbraio 2016
MATTEO 5, 43-48
Siate perfetti come il Padre vostro celeste.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1920
1920 E istando in questa ammirazione, gli fu rivelato da colui che gli apparia, che per divina provvidenza quella visione gli era mostrata in cotale forma, acciò ch'egli intendesse che, non per martirio corporale, ma per incendio mentale egli doveva essere tutto trasformato in nella espressa similitudine di Cristo crocifisso. In questa apparizione mirabile tutto il monte della Vernia parea ch' ardesse di fiamma isplendidissima, la quale risplendeva e illuminava tutti li monti e le valli d' intorno, come se fusse il sole sopra la terra. Onde li pastori che vegliavano in quelle contrade, vedendo il monte infiammato e tanta luce d' intorno, sì ebbono grandissima paura, secondo ch'eglino poi narrarono a' frati, affermando che quella fiamma era durata sopra 'I Monte della Vernia per ispazio d' una ora e più. Similemente allo splendore di questo lume, il quale risplendeva negli alberghi della contrada per le finestre, certi mulattieri ch' andavano in Romagna si levarono suso, credendo che fusse levato il sole, e sellarono e caricarono le bestie loro e camminando sì vidono il detto lume cessare e levarsi il sole materiale. E nella detta apparizione serafica Cristo, il quale apparia, sì parlò a santo Francesco certe cose secrete ed alte, le quali santo Francesco in vita sua non volle rivelare a persona, ma dopo la sua vita il rivelò, secondo che si dimostra più giù; e le parole furono queste: « Sai tu, disse Cristo, quello ch' io t' ho fatto? Io t' ho donato le Stimate che sono i segnali della mia passione, acciò che tu sia il mio gonfaloniere. E siccome io il dì della morte mia discesi al limbo, e tutte l' anime ch' io vi trovai ne trassi in virtù di queste mie Istimate; e così a te concedo ch' ogni anno, il dì della morte tua, tu vadi al purgatorio, e tutte l' anime de' tuoi tre Ordini, cioè Minori, Suore e Continenti, ed eziandio degli altri i quali saranno istati a te molto divoti, i quali tu vi troverai, tu ne tragga in virtù delle tue Istimate e menile alla gloria di paradiso, acciò che tu sia a me conforme nella morte, come tu se' nella vita ».
MEDITAZIONE
Anche il popolo della nuova alleanza appartiene a Dio, e quindi è votato alla santità. Ma questa non si esprime più attraverso l'osservanza minuziosa di una molteplicità di prescrizioni: la sua sostanza è la perfezione dell'amore, che culmina nell'amore dei nemici. Vivere ad imitazione di Cristo rende il nostro cammino leggero e sicuro, anzi lo rende lieto. Come francescani seguiamo anche le indicazioni di Francesco ai suoi frati, che hanno lo scopo di farci crescere nella santità: [FF196] 38 Dobbiamo amare i nostri nemici e fare del bene a coloro che ci odiano (Cfr. Mt 5,44; Lc 6,27). 39 Dobbiamo osservare i precetti e i consigli del Signore nostro Gesù Cristo. 40 Dobbiamo anche rinnegare noi stessi (Cfr. Mt 16,24) e porre i nostri corpi sotto il giogo del servizio e della santa obbedienza, così come ciascuno ha promesso al Signore”.

PREGHIERA
Signore, Dio nostro, Tu ci chiedi di essere perfetti come Tu sei perfetto, e ci indichi nell'amore dei nemici uno dei punti più alti della perfezione. Facci amare coloro che non ricambiano il nostro amore, meritando così di essere chiamati tuoi figli, Tu che nel Figlio unigenito ci hai perdonato per sempre.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen



sabato 13 febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 14 Febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 45

DOMENICA 14 Febbraio 2016

LUCA 4, 1-13

Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

+ Dal Vangelo secondo Luca




In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel
deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». 
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Parola del Signore

I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1914

1914 Finalmente, quanto a questa seconda considerazione, essendo santo Francesco molto indebolito del corpo, tra per l' astinenza grande e per le battaglie del demonio, volendo egli col cibo spirituale dell' anima confortare il corpo, cominciò a pensare della ismisurata gloria e gaudio de' beati di vita eterna; e sopra ciò incominciò a pregare Iddio che gli concedesse grazia d' assaggiare un poco di quello gaudio; e istando in questo pensiero, subito gli apparve un Agnolo con grandissimo isplendore, il quale avea una viola nella mano sinistra e lo archetto nella diritta, e stando santo Francesco tutto istupefatto nello aspetto di questo Agnolo, esso menò una volta l' archetto in su sopra la viola, e subitamente tanta soavità di melodia indolcì l' anima di santo Francesco e sospesela sì da ogni sentimento corporale, che, secondo che e' recitò poi alli compagni, egli dubitava, se lo Agnolo avesse tirato l' archetto in giù, che per intollerabile dolcezza l' anima si sarebbe partita dal corpo.
E questo è quanto alla seconda considerazione.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco.
Amen.

MEDITAZIONE
Satana tenta anche Gesù, ma non riesce a scalfire la sua persona e il suo amore per il Padre. La sua vittoria sul male ristabilisce quanto l'uomo aveva distrutto col peccato, cioè l'armonia con il creato e con le creature celesti. Anche noi possiamo far parte di tale armonia instaurata da Cristo, a patto di prendere sul serio il suo invito alla conversione e a porre il Vangelo al primo posto nella nostra vita. Venir tentato, non è semplicemente rischiare d'essere sedotti dal male,ma significa essere messi alle strette per una scelta decisiva: o la sicurezza di una vita sistemata, o la totale fiducia in Dio, senza neppure sapere, come Abramo, dove vorrà portarci. La tentazione va considerata l'ora della prova a cui nessuno può sottrarsi, neppure Francesco: “(FF702) Mentre crescevano i meriti di Francesco, cresceva pure il disaccordo con l'antico serpente. Quanto maggiori erano i suoi carismi, tanto più sottili i tentativi e più violenti gli attacchi che quello gli muoveva. E quantunque lo avesse spesso conosciuto per esperienza come valoroso guerriero, che non veniva meno neppure un istante nel combattimento, tuttavia tentava ancora di aggredirlo, pur risultando quegli sempre vincitore.
Ad un certo momento della sua vita, il Padre subì una violentissima tentazione di spirito, sicuramente a vantaggio della sua corona. Per questo, era angustiato e pieno di sofferenza, mortificava e macerava il corpo, pregava e piangeva nel modo più penoso. Questa lotta durò più anni. Un giorno, mentre pregava in Santa Maria della Porziuncola, udi in spirito una voce: "Francesco, se avrai fede quanto un granello di senapa, dirai al monte che si sposti ed esso si muoverà ".
"Signore, -- rispose il Santo ---qual è il monte, che io vorrei trasferire?".
E la voce di nuovo: "Il monte è la tua tentazione ".
"O Signore, --rispose il Santo in lacrime--avvenga a me, come hai detto".
Subito sparì ogni tentazione e si sentì libero e del tutto sereno nel più profondo del cuore".

.

PREGHIERA
Ti rendiamo grazie, o Dio, Padre nostro, per il tuo Figlio, che ha sconfitto l'avversario: da Lui riceviamo la Parola che libera e il pane che dona la vita. Signore, che ci hai dato tante prove d'amore, aiutaci ad esserti sempre riconoscenti. Per Cristo, nostro Signore.

“ACTIONES NOSTRAS”
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venerdì 12 febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 13 Febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 44
SABATO 13 Febbraio 2016
LUCA 5, 27-32
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1913
1913 Proseguendo dunque santo Francesco, come detto è, la detta quaresima, benché molte battaglie sostenesse dal demonio, nientedimeno molte consolazioni riceveva da Dio, non solamente per visitazioni angeliche, ma eziandio per uccelli salvatichi: imperò che in tutto quello tempo della quaresima uno falcone nidificava ivi presso la cella sua e ogni notte, un poco innanzi al mattutino, col suo canto e col suo isbattersi alla cella sua sì lo destava, e non si partia insino che non si levava suso a dire il mattutino, e quando santo Francesco fosse più lasso una volta e un' altra, o debile o infermo, questo falcone, a modo e come persona discreta e compassiva, sì cantava più tardi. E così di questo santo oriuolo santo Francesco prendea grande piacere; però che la grande sollecitudine del falcone sì scacciava da lui ogni pigrizia e sollecitavalo ad orare, ed oltre a questo di dì stava alcuna volta dimesticamente con lui.
MEDITAZIONE
Matteo, come “pubblicano” era ritenuto una persona disonesta perchè aveva il potere di spogliare la gente non solo per riscuotere le tasse, ma anche per riempire le proprie tasche. Gesù gli dà una dignità assolutamente nuova: quella di apostolo e di evangelista. Gesù non è venuto a cercare chi non ha problemi con Dio, ma è venuto per tutti coloro che riconoscono in Lui la risposta ai loro problemi e alle loro domande: anche Matteo aveva nel cuore delle domande, ma aveva riconosciuto che Gesù era la risposta alle sue. Così lascia tutto...e diventa un uomo nuovo! Una vita nuova e una missione: annunciare al mondo la buona novella di Cristo. Non temiamo il nostro passato e le nostre infedeltà: Dio guarda a quello che possiamo diventare con la sua grazia. Francesco, riconoscendosi peccatore, fu ricolmato di grazie divine, infatti “FF 1913 …....la detta quaresima,benché molte battaglie sostenesse dal demonio, nientedimeno molte consolazioni riceveva da Dio, non solamente per visitazioni angeliche....”

PREGHIERA
Signore Gesù, che volentieri ti accosti a coloro che si riconoscono peccatori, aiutaci a prendere coscienza della nostra debolezza; distruggi in noi il sottile orgoglio dell'uomo onesto che non ha nulla da rimproverarsi. Allora diventeremo capaci di aprirti le porte della nostra casa e di invitarti alla nostra tavola, in attesa del banchetto che Tu ci offrirai nei secoli dei secoli.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
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inizio ed in te il suo compimento” Amen

mercoledì 10 febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 11 Febbraio 12016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 42
GIOVEDI' 11 Febbraio 2016
BEATA VERGINE DI LOURDES
LUCA 9, 22-25
Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Parola del Signore
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1911
1911 Vegnendo adunque la festa dell' Assunzione, santo Francesco comincia la santa quaresima, e con grandissima astinenza e asprezza macerando il corpo e confortando lo spirito con ferventi orazioni, vigilie e discipline e in queste orazioni sempre crescendo di virtù in virtù, disponea l'anima sua a ricevere li divini misteri e li divini splendori, e 'I corpo a sostenere le battaglie crudeli delli demonii, con li quali spesse volte combattea sensibilmente. E fra l' altre fu una volta in quella quaresima, che uscendo un dì santo Francesco della cella in fervore di spirito e andando ivi assai presso a stare in orazione in una tomba d' un sasso cavato, della quale insino giù a terra è una grandissima altezza e orribile e pauroso precipizio, subitamente viene il demonio, con tempesta e con rovinìo grandissimo, in forma terribile, e percuotelo per sospignerlo quindi giuso. Di che santo Francesco non avendo dove fuggire e non potendo soffrire l' aspetto crudelissimo del demonio, di subito si rivolse con le mani e col viso e con tutto il corpo al sasso e raccomandossi a Dio, brancolando colle mani se a cosa nessuna si potesse appigliare. Ma come piacque a Dio, il quale non lascia mai tentare li servi suoi più che possano portare, subitamente per miracolo il sasso, al quale egli s' accostò, si cavò secondo la forma del corpo suo e sì lo ricevette in sè, a modo come s' egli avesse messe le mani e 'I viso in una cera liquida, così nel detto sasso s' improntò la forma delle mani e de viso di santo Francesco; e così aiutato da Dio, scampò dinanzi al demonio.
MEDITAZIONE
Il Cristo è venuto per la salvezza di tutti gli uomini che l'accoglieranno con umile fede. Per seguire Gesù si deve avere il coraggio di perdersi completamente, senza tenere più niente per sé: tempo, affetti, progetti e desideri. Se si dona tutto al Signore con amore, Egli lo restituisce centuplicato e non fa pentire di averglielo donato. Ma per fare ciò, si deve avere il coraggio di fidarsi delle parole del Signore, soprattutto quando parla di croce e di morte. Gesù non ci dice subito di prendere la nostra croce, perché se noi prendessimo la nostra croce stando in noi stessi, questa sarebbe insopportabile. Gesù ci domanda di rinunciare innanzi tutto a noi stessi, cioè al nostro io. San Francesco (FF356)

“”... un giorno in cui in questa chiesa si leggeva il brano del Vangelo relativo al mandato affidato agli Apostoli di predicare, il Santo, che ne aveva intuito solo il senso generale, dopo la Messa, pregò il sacerdote di spiegargli il passo. Il sacerdote glielo commentò punto per punto, e Francesco, udendo che i discepoli di Cristo non devono possedere né oro, né argento, né denaro, né portare bisaccia, né pane, né bastone per via, né avere calzari, né due tonache, ma soltanto predicare il Regno di Dio e la penitenza (Mt 10,7-10; Mc 6, 8-9; Lc 9,1-6), subito, esultante di spirito Santo, esclamò: " Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore! ".
….....si scioglie dai piedi i calzari, abbandona il suo bastone, si accontenta di una sola tunica, sostituisce la sua cintura con una corda. Da quell'istante confeziona. per sé una veste che riproduce l'immagine della croce, per tener lontane tutte le seduzioni del demonio; la fa ruvidissima, per crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi (Gal 5,24)e peccati, e talmente povera e grossolana da rendere impossibile al mondo invidiargliela! “”


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               PREGHIERA

Dio dei nostri padri, noi non apparteniamo al popolo della tua prima alleanza, e soprattutto siamo peccatori. Non abbiamo nessun diritto alla tua grazia, eppure Tu sei stato buono con noi, ci hai donato il perdono e ci hai fatto diventare tuoi figli. Di fronte alla gratuità del tuo amore, ti rivolgiamo con profonda fiducia la nostra preghiera per noi e per le persone che amiamo, in Gesù Cristo, nostro Signore.

I
“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen

martedì 9 febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 10 Febbraio 2016

SAN FRANCESCO E IL VANGELO 41
MERCOLEDI' 10 Febbraio 2016
MERCOLEDI' DELLE CENERI
MATTEO 6, 1-6. 16-18
Tempo di quaresima
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

I FIORETTI DI SAN FRANCESCO 1910
1910 Appressandosi poi alla festa della Assunzione della nostra Donna, e santo Francesco cerca opportunità di luogo più solitario e segreto nel quale egli possa più solitario fare la quaresima di santo Michele Arcagnolo, la quale cominciava per la detta festa della Assunzione. Ond'egli chiama frate Leone e dicegli così: « Va' e sta' in sulla porta dell'oratorio del luogo de' frati, e quando io ti chiamerò, e tu torna a me ». E va frate Leone e sta in sulla porta, e santo Francesco si dilunga un pezzo e chiama forte. E udendo frate Leone chiamare, torna a lui, e santo Francesco gli dice: « Figliuolo, cerchiamo altro luogo più segreto onde tu non mi possa udire così quand' io ti chiamerò ». E cercando sì ebbono veduto del lato del monte, dalla parte del meriggio, un luogo segreto e troppo bene atto, secondo la sua intenzione, ma non vi si potea andare, però che dinanzi v' era una apritura di sasso molto orribile e paurosa: di che con grande fatica ci vi puosono suso uno legno a modo di ponte e passarono di là. Allora santo Francesco sì manda per gli altri frati e dice loro come egli intende di fare la quaresima di santo Michele in quello luogo solitario; e però li priega ch' eglino vi facciano una celluzza, sicchè per nessuno suo gridare e' potesse essere udito da loro. E fatta che fu la celluzza di santo Francesco, dice a loro: « Andatene al luogo vostro e me lasciate qui solitario però che con l' aiuto di Dio io intendo di fare qui questa quaresima sanza istropiccìo di mente, e però nessuno di voi venga a me, nè nessuno secolare non lasciate venire a me. Ma tu, frate Leone, solamente, una sola volta il dl verrai a me con uno poco di pane e d' acqua, e la notte un' altra volta nell' ora del mattutino; e allora verrai a me con silenzio e quando se' in capo del ponte e tu dirai: Domine labia mea aperies. E s' io ti rispondo, passa e vieni alla cella e diremo insieme il mattutino; e se io non ti rispondo, partiti immantanente ». E questo dicea santo Francesco, però che alcuna volta era sì ratto in Dio, ch'egli non udiva nè sentiva niente con sentimenti del corpo. E detto questo santo Francesco diede loro la benedizione, ed eglino si ritornarono al luogo.
MEDITAZIONE
Gesù dice : “.....quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. La preghiera è un atto strettamente personale: è il cibo spirituale del convertito, del “risvegliato”. Ci permette di scendere nella profondità dell'anima nostra e ascoltare i nostri silenzi....La preghiera è vibrazione interiore che ci permette, se apriamo il nostro cuore, l'incontro con l'Amato. I riti di purificazione quaresimali, sono inutili se dimentichiamo il loro vero significato, che è quello di purificare il nostro cuore da tutte le intenzioni di male. Purtroppo anche gli atti di culto possono diventare occasione per mettersi in mostra ed esibire una presunta santità. Per questo Gesù ci invita a non metterci in mostra davanti agli uomini.La Quaresima è un'occasione per approfondire il nostro rapporto con Dio e san Francesco la viveva intensamente. “”FF1559 Noi che siamo vissuti con lui, lo abbiamo udito dire a più riprese quella parola del
Vangelo: Le volpi hanno la tana e gli uccelli del cielo il nido, ma il figlio dell'uomo non ha dove posare il capo. E seguitava: « Il Signore, quando stava in disparte a pregare e digiunò quaranta giorni e quaranta notti, non si fece apprestare una cella o una casa, ma si riparò sotto le rocce dellamontagna ». Così, sull'esempio del Signore, non volle avere in questo mondo né casa né cella,e neanche voleva gli fossero edificate. Anzi, se gli sfuggiva la raccomandazione: «Preparatemi questa cella così », dopo non ci voleva dimorare, in ossequio alla parola del
Vangelo: Non vi preoccupate.
FF1560 Vicino a morte, volle fosse scritto nel suo Testamento che tutte le celle e case dei frati dovevano essere costruite con fango e legname, per meglio conservare la povertà e l'umiltà””.
PREGHIERA
Per Te, Signore, il peccato non consiste nella trasgressione di determinati tabù rituali, ma nella volontà di male dell'uomo. Metti nel nostro cuore la tua carità, perchè da esso non esca altro che pace, amore e gioia. Per Gesù Cristo, nostro Signore.

“ACTIONES NOSTRAS”
(Indulgenza parziale se recitata ogni giorno)
“Ispira le nostre azioni o Signore e accompagnale con il tuo santo aiuto, perchè ogni nostra azione abbia da te il suo inizio ed in te il suo compimento” Amen